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Le dieci regole per diventare più intelligenti

Mercoledì, 20 Settembre 2017 13:16 Scritto da
Chi l'ha detto che intelligenti si nasce? A sfatare questo detto una ricerca che ha imposto le dieci regole da seguire per sviluppare la propria intelligenza. 1. Imparare una nuova lingua aiuta il cervello a tenere in allenamento la memoria e a rallentare il processo di invecchiamento. 2. Bere minimo un litro e mezzo di acqua semplice al giorno aiuta l'idratazione del nostro corpo compreso l'intelletto. 3. Viaggiare e conoscere nuove persone e nuovi posti aiuta le capacità cognitive. 4. Una corretta alimentazione e una dieta equilibrata a base di verdure, frutta di stagione, olio extra, frutta secca aiutano all'apporto di omega 3 e sali minerali essenziali per l'intelletto. 5. Leggere qualche pagina al giorno aiuta a mantenere allenata la mente. 6. Giocare a carte o con giochi da tavola aiuta a mantenere aperta la mente, stimolando l'apprendimento. 7. Fare attività fisica, in base alla ricerca, stimola l'apprendimento. 8. Essere curiosi, cercare di imparare cose nuove è una caratteristica essenziale per il quoziente intellettivo. 9. Dormire minimo 8 ore a notte aiuta ad essere più concentrati il giorno dopo. 10. Avere rapporti umani contribuisce a sviluppare la memoria e a sviluppare nuove abilità intellettuali.
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È ufficiale il primo caso di contagio del virus West Nile, meglio conosciuto come virus della febbre del Nilo in Grecia per il 2017. A confermarlo è l'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). La febbre West Nile è una malattia infettiva virale e acuta che viene trasmessa dalle zanzare ai mammiferi (uomo compreso) a loro volta infettate da uccelli selvatici (gazze, piccioni e corvidi) che fanno da serbatoio. La febbre del Nilo che non è trasmissibile da uomo a uomo ha un’incubazione che varia dai 3 ai 15 giorni dalla puntura della zanzara infetta. Nella buona parte dei casi la malattia decorre come un’infezione senza sintomi, in altri decorre come una sindrome influenzale e in casi rari può dare origine a una grave forma febbrile, con interessamento del sistema nervoso centrale. La zanzara che può trasmettere la febbre del Nilo è quella comune (Culex pipiens), largamente diffusa nel territorio, che ha l’abitudine di pungere di notte. Al momento non esiste un vaccino per l’uomo e l’unica prevenzione è l’esporsi il meno possibile alle punture di zanzare. Il virus sviluppa disturbi gravi solo nello 0,4% delle persone colpite. Nei paesi vicini invece, sono stati segnalati tre nuovi casi probabili in Israele, di cui uno confermato. Finora, dall'inizio della stagione di trasmissione del virus nel 2017 fino al 21 luglio, questi sono tutti i casi riportati. Tra i paesi europei e mediterranei colpiti nella precedente stagione c'è stata l'Italia, in particolare in Emilia Romagna, insieme ad Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Spagna e Serbia. Nel 2016 i casi umani di febbre West Nile nei paesi dell'Unione Europea sono stati 214 (e 267 nei paesi vicini). Più numerosi dunque di quelli delle passate stagioni, visto che nel 2015 sono stati 108 e 74 nel 2014. Giovanni D’AGATA, presidente dello “Sportello dei Diritti” ricorda che il rapporto settimanale dell’ECDC, sulla febbre del Nilo occidentale comprende la mappa della attuale distribuzione geografica dei casi umani autoctoni segnalati nell'UE e nei paesi vicini, un aggiornamento della situazione e una tabella che presenta i casi nei paesi e le zone colpite. Tutte le informazioni sono fornite al fine di informare le autorità competenti responsabili per la sicurezza della salute nelle zone con in corso di trasmissione del virus del Nilo occidentale agli esseri umani al fine di sostenere l'attuazione delle normative vigenti. In particolare, secondo la legislazione sulla sicurezza sangue dell'UE, gli Stati membri devono avviare tutte le misure di controllo per garantire la sicurezza del sangue nel caso di contagi del virus in questione. Una sfida importante per l'attuazione del suddetto regolamento è la raccolta tempestiva di informazioni accurate sulle zone colpite.
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Attraverso una conferenza stampa tenuta nell’apposita aula del Tigem - Istituto Telethon Di Genetica e Medicina di Pozzuoli, voluto da Susanna Agnelli ed a lei dedicato, è stato presentato il successo ottenuto nel campo dell’oncologia attraverso le ricerche scientifiche del prof. Andrea Ballabio che è direttore di questo istituto, unitamente a Chiara Di Malta ed il suo gruppo con Carmine Settembre, Diletta Siciliano, Alessia Calcagni, Jlenia Monfregola, Nunzia Pastore, Rossella de Cegli, Luca G. Di Giovannantonio, Angela Zampelli e Edoardo Nusco. La scoperta che dal giorno 16 Giugno è stata pubblicata sulle pagine di Science, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali evidenzia che è stato individuato un nuovo meccanismo biologico la cui inibizione blocca la crescita tumorale, segnando un gran passo avanti per Tigem impegnato nella ricerca sulle malattie genetiche rare. Alla conferenza stampa, oltre la presenza della Di Malta insieme ad altri artefici della nuova scoperta contro i tumori, hanno preso parte il prof. Ballabio, Francesca Pasinelli, Direttore Generale Fondazione Telethon e Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania. Ballabio ha detto: “La nostra missione è quella di sconfiggere le malattie genetiche e si basa sullo studio dei “lisosomi” (una sorta di spazzini cellulari) che sono nel citoplasma e non servono solo a ripulire le cellule, ma danno anche quell’energia che serve a far proliferare e crescere, proprio come dei termovalorizzatori ricavando energia da molecole che non servono più. Questo è un meccanismo fisiologico che è in tutti quanti noi e ci permette di adattarci alle condizioni ambientali come ad esempio di nutrienti, però purtroppo questo meccanismo che è così importante dal punto di vista fisiologico, serve anche alle cellule tumorali e serve loro per crescere e per proliferare e quindi opera ed è molto iperattivato nelle cellule tumorali. Noi abbiamo dimostrato che inibendo questo meccanismo siamo in grado di bloccare la crescita tumorale, in particolare con tumori come il melanoma, tumore del pancreas e calcinoma al rene. Il futuro è quello di cercare di trovare il modo migliore per inibire completamente questo meccanismo e farlo senza causare conseguenze negative alle cellule, agendo in modo molto specifico e selettivo sulle cellule tumorali e su questo stiamo lavorando”. Apprezzamenti sono stati espressi dalla Pasinelli, per le nuove conquiste della scienza avvenuta con l’impegno di fondi Telethon in questo istituto che ha prestigio e competitività con il mondo intero, ai quali si è aggiunto un contributo dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Il governatore della Regione Campania, intervenendo con la sua innata passione di difesa per i napoletani e la sua Campania tutta, non ha risparmiato una sua ironica battuta ed esprimendo le sue congratulazioni ha detto. “Siamo davvero orgogliosi per questo risultato che avete prodotto per l’umanità, con una punta di orgoglio per noi meridionali, campani, napoletani. Noi per la verità non avevamo dubbi sulle nostre qualità genetiche, siete voi delle altre parti d’Italia che avete dubbi, ci manca solo un elemento essenziale che è un determinante nella ricerca scientifica, il disciplinamento. Uno storico meridionalista Pasquale Turiello parlava della scioltezza eccessiva degli individui”. E continuando “Sosterremo questa ricerca che merita veramente il sostegno finanziario che è necessario. Cosa incredibile che ci siamo ritrovati sulla stessa scelta che la Regione ha fatto un anno fa (28 giugno 2016) quando ha deciso di investire 100 milioni di Euro dell’UE, sulla ricerca contro il cancro. E’ evidente che parteciperete a questi bandi che abbiamo preparato, e mi impegno a sostenere questo progetto, persino modificando il bando che abbiamo preparato in base ad esigenze specifiche individuate dalla Regione insieme ad una commissione internazionale formata all’uopo, ma a maggior ragione dopo questa scoperta io vi garantito tutte le risorse necessarie per fare in modo che da questo meccanismo inibitore della crescita delle cellule tumorali si possa passare a un vaccino o a un intervento genetico in grado di bloccare la crescita delle cellule del tumore”. Questa scoperta, come dichiarato da Andrea Ballabio è stata dedicata alla memoria di Susanna Agnelli
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L'avviso è stato pubblicato sul sito del Ministero della salute. Il richiamo riguarda tutto il territorio nazionale e nello specifico interessa i lotti 70898/7899/72476/72477/72478/72838/73409/74330 e 75185 con scadenza minima del 27.05.2017 confezionati in sacchetti trasparenti per alimenti da Effetti Surgelati srl con sede dello stabilimento a Calenzano (FI) via San Morese n° 66. Il ministero della Salute invita, chiunque abbia acquistato il pesce di una confezione dei lotti specificati, a non consumare le trance, ma di restituirle al punto vendita. "Il prodotto non deve essere assolutamente consumato. Motivo del richiamo: presenza di mercurio oltre i limiti." Nello specifico si tratta di trance spada extra Sashimi "Xiphias Glaudius" congelato glassatura 5% pescato nell'Oceano Pacifico e proveniente dalla Corea. Pertanto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, consiglia i consumatori, quando si va in pescheria, di preferire pesci mediterranei di piccole dimensioni, come alici e sardine, ricchi di nutrienti e meno a rischio di estinzione. Il buonsenso e le linee guida dei nutrizionisti suggerirebbero di non superare i 100 grammi alla settimana di pesce spada o tonno, mentre per le altre specie complessivamente si può consumare fino a 300-400 grammi di pesce alla settimana, alla luce dei grandi benefici per la salute che ne derivano. L’importante è variare molto le specie da portare in tavola, seguendo la stagionalità anche per il pesce e preferendo il mercato ittico locale. Inoltre, per quanto riguarda questa partita di pesce, chiunque avesse acquistato questi prodotti è invitato a non consumarli e a consegnarli al rivenditore o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale.
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Venerdì 2 dicembre presso l’Istituto Oncologico del Mediterraneo a partire dalle ore 8.30 si svolgerà la 6° giornata REM di medicina nucleare sul tema la PET/TC con FDG: attualità cliniche, appropriatezze e valenza economica organizzata dal dott. Luigi Castorina, resp. medicina nucleare REM. In questa occasione verrà presentato anche il nuovo reparto di medicina nucleare e PET della REM che si trova a Viagrande in via Penninazzo 11 a pochi metri dall’Istituto Oncologico del Mediterraneo, in un nuovissimo padiglione appositamente ideato e realizzato e attrezzato con un tomografo PET-CT di ultima generazione. La PET-CT con 18F-FDG è una metodica ormai clinicamente riconosciuta come di fondamentale importanza nella gestione delle malattie oncologiche (ma sempre più anche quelle neurologiche, ortopediche, infettive). Le recenti difficoltà economiche del SSN hanno portato tuttavia recentemente ad alcuni decreti pubblici (nazionali e regionali) che avevano fortemente limitato l’appropriatezza della PET portando numerosissimi medici di base a non ritrascrivere sulle impegnative le richieste fatte dagli specialisti. Riteniamo quindi – afferma il dott. Luigi Castorina - che sia opportuno fare il punto della situazione rivalutando con relatori di chiara fama nazionale le evidenze cliniche acquisite sul ruolo della PET-CT nella gestione dei pazienti con patologie oncologiche, ematooncologiche e neurologiche e sulla capacità della metodica (considerata costosa) di fare in realtà risparmiare alla spesa pubblica somme molto più consistenti grazie alla sua accuratezza diagnostica e alla precocità nell’individuare gli effetti delle terapie. Dopo queste relazioni tecniche e cliniche, il fulcro della giornata sarà quindi una Tavola Rotonda in cui l’argomento “Appropriatezze, linee guida e valenza economica della FDG-PET” viene dibattuto non solo da medici nucleari e oncologi di varie provenienze (ospedalieri, privati, universitari) ma anche da rappresentanti dell’Ordine dei medici, dei malati, dell’ASP e dell’Assessorato Regionale della Salute, nell’ottica di una rivisitazione concorde delle norme regionali siciliane, troppo restrittive sulla PET perché fondate su vecchie pubblicazioni.