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Quando la pizza diventa arte alle falde del Vesuvio

Mercoledì, 27 Giugno 2018 08:46 Scritto da

Ai piedi del Monte Somma, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, dopo un pit- stop durato qualche anno ed una gestione totalmente rinnovata è tornato in pista a San Giuseppe Vesuviano, “Il Falangone”, realtà storica della provincia vesuviana. Un’ imponente struttura sviluppata su tre livelli (ristorante/pizzeria, club house e terrazza), circondata dalla terra rossa dei campi da tennis con alle spalle, un panorama mozzafiato. Un ambiente luminoso ed elegante, ma allo stesso tempo flessibile ed aperto a soddisfare le esigenze di una clientela sempre diversa. Una squadra, quella di cucina, pizzeria e sala, volutamente composta da un team giovane e dinamico, mosso dalla volontà di fare una buona cucina nel rispetto della tradizione, ma con l’occhio strizzato alla innovazione. Due napoletani ed un siciliano ai fornelli: Vincenzo Ruggiero (sez. antipasti), Alfonso Pepe (sez. primi piatti) e Alessio Galati (sez. secondi piatti) ed un napoletano verace, Nunzio Marino al comparto pizza. Spesso, si è convinti che per gustare una buona pizza, si debba per forza di cosa accomodarsi ad un tavolo nel cuore di Napoli, nei meandri dei vicoletti del centro storico della città. Nulla di più sbagliato. Gustare una buona pizza, si può anche in provincia, al di fuori di ogni circuito o roccaforte turistica e Nunzio Marino è prova vivente di questo assunto. Con l’evento “Pizz’art…perché ogni pizza è un’opera d’arte”, giovedì scorso l’attenzione è stata tutta puntata sulla sezione pizza e sulle creazione di questo giovane pizzaiolo e della sua squadra composta da Pasquale e Gennaro. Ad ogni pizza presentata, è stato associato, grazie alla professionalità di Ernesto La Matta, Consigliere Regionale su base territoriale dell’Ais Comuni Vesuviani, un vino atto ad esaltarne i sapori ed i condimenti. Tra le proposte presentate ed assolutamente meritevole di tappa al falangone, vi è la margherita: soffice, leggera e dal cornicione sapientemente lavorato. Un impasto composto da un bland di farine di tipo 00 e 1, diretto con 48 ore di lievimaturazione ed idro al 70%. Sorprendente e nuova la pizza tartufona: forte, ma equilibrata allo stesso tempo. A concludere, la dolce pizza “Mustachoc”, nata dalla collaborazione tra Nunzio Marino e il pasticcere Antonio Benedetto. Crema pasticcera, vaniglia con ricotta e menta, fragole bagnate con marsala, agrumi e foglie di menta per un connubio di sapori, assolutamente da provare.

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Grazie alle nuove tecnologie la televisione è diventata obsoleta. Lo zapping con il telecomando è stato sostituito dal touchscreen del telefono, e le piattaforme più visitate sono diventate i social media. Gratuite, istantanee e variegati, offrono una svariata gamma di prodotti per l’intrattenimento. Non solo: danno la possibilità a chi ama condividere contenuti di farlo, mettendoci la faccia, ed avere un contatto diretto con i fruitori. Nasce quindi il mestiere dello “youtuber”, ragazzi e ragazze che guadagnano grazie ai video che pubblicano. Fabrizio Cerrone (Napoli, 17 Maggio 1983) è uno di questi: ha deciso di accettare un’intervista per mostrare la sua realtà, incontrando lo staff del Vesuviano.it presso Soccavo. La prima domanda classica, raccontati di te. «Mi chiamo Fabrizio, e faccio i video “scemi” su facebook. Sono sette anni che faccio questo, però ho avuto varie fasi. Prima facevo lo youtuber a pieno, dopodiché ho scelto altre piattaforme. Prima facevo l’animatore nei villaggi, quando ho trovato un mezzo per ampliare ciò che già facevo sul palco, ho creato il canale assieme al mio amico Frank. Lui videomaker ed io protagonista. Facevamo parodie, anche di canzoni famose, e tutti ci chiesero di continuare. Ci siamo poi divisi lavorativamente. Questo sono io oggi: una “casa carut”, un po’ tutto. Non mi piace definirmi. » Cosa ti aspettavi di fare nella vita prima dei social? «Ho sempre voluto fare il comico. Mi piace far ridere, da piccolo raccontavo tutto ciò che mi capitasse. Ho iniziato a studiare il mestiere, da autodidatta e lo faccio ancora. Youtube e i social sono un’evoluzione del comico, perché ti avvicina agli altri perché c’è uno scambio, un dialogo. I commenti ti aiutano a migliorare, è uno scambio!» Riesci a monetizzare? «Riesco, ma si può fare sempre di più. Però non mi lamento. Monetizzo perché è il mio sostentamento. Ci sono vari modi per farlo, come per esempio fare serate, vendere merchandising, o chi viene invitato alle fiere… ognuno ha i suoi guadagni. Io cerco di fare product placement in maniera velata, penso prima a far ridere e poi a pubblicizzare. Non ho però partnership.» Hai un piano B? «No, ma ho avuto paura di non riuscire a fare quello che voglio. All’inizio facevo anche altre cose assieme a quello che faccio oggi, ma non riuscivo a fare ambedue nella maniera adeguata e con costanza. Quindi ho capito di dover fare solo questo… e menumal. Ti devi buttare, che vada bene o vada male» Quanto influiscono i fan nel tuo lavoro? «Tantissimo. Sono come il carburante per un motore. Mi scrivono, e questo rinforza. Ho un rapporto amichevole, anche se non mi piace definirli “fan”, ma persone che mi seguono. Amici sarebbe troppo essendo io una persona riservata ma pubblico sarebbe riduttivo e distanziante.» Quanto di Napoli c’è nei tuoi contenuti? «Potrei rispondere tutto e niente. Bisogna pensare alla relatività con cui uno intende napoletanità. Io sono napoletano, nei miei video parlo napoletano. Napoli per le occasioni è una “piazza difficile”, cattiva a volte, se vuoi fare una cosa devi essere avanti agli altri. Però ti da qualcosa, questo costante combattere ti da forza. Quindi Napoli è questo che ti da, sviluppi una furbizia. » Come descriveresti i tuoi contenuti? «Io sono tutti quei contenuti. Non saprei descrivermi quindi, io sono l’idea di ognuno di quei video. » C’è una differenza fra Fabrizio Cerrone reale e quello dello schermo? «Sì, tantissimo. Tutti pensano io sia costantemente vulcanico, esplosivo; ma sono una persona riservata, a cui piace anche stare per i fatti propri, isolato, a volte, a pensare. » Perché usi il termine Casa Carut? «Lo sentii dire da persone più anziane, e mi piace questa metafora che si differenzia da tutti gli altri insulti troppo volgari. Casa carut ti dice che non offri riparo, inaffidabile. L’ho adottato e, facendo video, il termine si è sdoganato tra i giovani.» Quindi per te Youtube e i social possono essere considerati la nuova televisione o il nuovo teatro? «Sì, per me lo sono ed in un certo senso e forse anche meglio. Sembra che il teatro sia morto, le persone si annoiano, preferiscono più trovare tutto online. Anche se la risata che hai dal vivo è diversa non lo farei, proprio perché ormai è tutto basato sull’interattività. La televisione, invece, è troppo statica, non puoi avere nessun tipo di contatto. »
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Treviso, 26 settembre 2017 - C’è un napoletano tra i 15 migliori studenti della terza edizione di Campus Came: si chiama Adriano Di Martino, studia all’Istituto Tecnico Tecnologico “M. Curie” di Napoli, e si è aggiudicato un’esperienza formativa in azienda, distinguendosi tra gli oltre 450 giovani provenienti da 15 istituti tecnici e professionali italiani che hanno partecipato al progetto. CAME, Gruppo italiano leader nella fornitura di soluzioni tecnologiche integrate per l’automazione di ambienti residenziali, pubblici e urbani, nel 2014 ha lanciato Campus Came, progetto, dedicato alle scuole professionali italiane per diffondere la cultura dell'automazione e della domotica, valorizzare il talento e avvicinare gli studenti al mondo del lavoro e contribuire a formare nuove generazioni di installatori. Lo studente napoletano ha partecipato al progetto insieme ai compagni, ad altre classi della propria scuola e agli allievi di istituti tecnici e professionali di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto, contraddistinguendosi per le proprie competenze e le proprie capacità. Campus Came ha l’obiettivo di far conoscere ai giovani la professione dell'installatore avvicinandoli al mondo dell'automazione attraverso un percorso formativo in aula, realizzato nelle scuole che hanno aderito all’iniziativa. Il progetto offre, inoltre, ai migliori studenti di ciascuna regione coinvolta l’opportunità di approfondire le proprie conoscenze perfezionandole con uno stage di 15 giorni in azienda.Ai giovani più promettenti è stata offerta un’esperienza formativa nelle sedi CAME di Dosson di Casier (TV) e di Sesto al Reghena (PN). La prima settimana di stage è focalizzata su lezioni in azienda per acquisire nozioni e competenze sulle tecnologie, sulle certificazioni e sulla normativa vigente. Il programma didattico consente ai ragazzi di apprendere anche basi di marketing e di gestione aziendale con un focus sulla preventivazione e presentazione di un’offerta, mentre la seconda settimana è interamente dedicata al tirocinio, presso una delle imprese di installazione autorizzate del Gruppo Came presenti sul territorio. Ad accogliere il ragazzo dell’Istituto Tecnico Tecnologico “M. Curie”, l’impresa di installazione “Sacom Sud di Caldoro & C. Sas” di Cercola (NA). Campus Came, non solo evidenzia il ruolo sociale che CAME ha sempre giocato nelle comunità in cui opera, ma è anche valso all’azienda un prestigioso riconoscimento: Confindustria l’ha annoverata tra le imprese che si sono distinte per la loro attività di orientamento verso i giovani attivando collaborazioni con scuole, università e ITS nella dodicesima edizione del Premio Orientagiovani. Il Gruppo trevigiano, da oltre tre anni sta contribuendo a formare nuove generazioni di installatori capaci di essere innovatori e in grado di diventare imprenditori di se stessi. Il successo riscosso nelle precedenti edizioni di Campus Came ha spinto l’azienda trevigiana ad estendere l’iniziativa, partita nel 2014 in Veneto e Friuli Venezia Giulia, fino a coinvolgere nell'anno scolastico 2016-2017 15 istituti in 14 regioni d’Italia. Per l’anno scolastico 2017/2018 il progetto verrà completato e si estenderà a 20 istituti, andando a coprire l’intero territorio nazionale.

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Tutto pronto per l’apertura del nuovo punto vendita di Bakery & Love, che sarà situato nel quartiere Vomero di Napoli. A pochi passi dalle vie principali dello shopping, Bakery & Love si candida per diventare un punto di riferimento per chi desidera effettuare una pausa gustosa all’insegna dei classici dolci americani e non solo. Il brand nasce da un’idea dell’imprenditore Mario Caiazza, che ha avuto l’intuizione di creare una tipologia di locale totalmente differente da quelli presenti in città, sia per quanto riguarda l’offerta che per l’atmosfera. Come è ben noto, Napoli è una città che vanta una tradizione molto antica per quanto riguarda i dolci…aprire un locale del genere potrebbe sembrare un azzardo. Tuttavia, è anche vero che con la diffusione di programmi tematici di cucina, blog tematici e video che insegnano a ricreare ricette di qualsiasi tipologia, la curiosità del pubblico è aumentata rispetto anche alle specialità provenienti da ogni parte del mondo. Bakery & Love, quindi, si pone l’obiettivo di offrire i migliori dolci della tradizione american, in un ambiente accogliente e familiare. Tutto è studiato per calarsi in un’atmosfera spensierata e rilassata, che predispone alla degustazione. Grande cura è riservata alla selezione delle materie prime, allo scopo di creare prodotti genuini che possano fare la differenza in termini di gusto e piacevolezza. In tal senso, Bakery & Love si affida a maestri pasticcieri in grado di creare dei veri e propri capolavori di bontà grazie alla professionalità e alle competenze messe in campo. L’offerta di Bakery & Love, come abbiamo detto finora, è rappresentata anzitutto dai prodotti classici della pasticceria americana tra cui possiamo annoverare cheesecake, red velvet, muffin, macaron e molto altro ancora. Ai dolci si accompagna un’ampia offerta di bevande che va dalla selezione di the a proposte come caffè americano, milkshake, frappè e molto altro ancor

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Signori in carrozza..”,non è il monito di un capostazione ai viaggiatori distratti ma l’ esortazione che potremmo rivolgere a quanti volessero vivere l’ emozione di essere trasportati in questa nostra meravigliosa Napoli attraverso i luoghi che la rendono immortale ed unica nel mondo, Maschio Angioino,Piazza del Plebiscito,Teatro San Carlo, Palazzo Reale,Piazza Trieste e Trento, Via Partenope, Borgo Marinari, Castel dell’ovo, Santa Lucia,solo alcune delle gemme incastonate una nelle altre di questo gioiello che fa vivere emozioni, desideri, atomsfere d’altri tempi: cosa c'è di più bello ed impagabile che salire su una “ carrozzella in una radiosa giornata di agosto, noi vi suggeriamo la “n.30” di “ Peppe” alla “ posteggia “ di Maschio Angioino” e farsi trasportare attraverso questi luoghi magici da vivere non solo come turisti della propria città ma come innamorati ed appassionati di essa ed entrare nelle sue pieghe più recondite. E se poi durante il percorso accompagnati dal nostro cocchiere di fiducia viene la voglia di cantare passando davanti all’Hotel Vesuvio, viene alla mente Caruso e la sua voce che tocca ancor più le corde dell’ animo ed intonare O’ sole mio, Torna a Surriento,Marechiare. Tratti di una” Napoli che fu”e che oggi l’ Associazione Culturale Noi Per Napoli del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli ,strenui ed appassionati sostenitori di una napoletanita’ in via di estinzione , si prefiggono di far rivivere,raccogliendo anche l’ appello dei napoletani incontrati per strada durante questo itinerario in carrozza a cui hanno dato vita accompagnando con le loro straordinarie voci la Carrozza n.30 di Peppe,in una splendida passeggiata dal Maschio Angioino al Borgo Marinari ,tra gli applausi dei molteplici turisti festanti che affollano le nostre strade apprezzando e scoprendo le meraviglie di Napoli e proporranno al più vasto pubblico questo straordinari eventi associando musica passeggiata in carrozzella e visita guidata ai luoghi più belli di Napoli dal titolo proprio “ Canzoni in carrozza”.I due artisti sopracitati saranno impegnati quindi alla realizzazione di una serie di progetti, a partire dal prossimo mese di settembre ,volti a valorizzare e diffondere tra i turisti e gli amanti di Napoli sempre in maniera costante e crescente le risorse e le bellezze del patrimonio storico Culturale della loro amatissima città: dalle visite guidate al Teatro San Carlo e i concerti nel Foyer,l’ Evento celebrativo dei 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone al Caffè Gambrinus, Concerto di Capodanno al Teatro Delle Palme, visite guidate e concerti a Villa Pignatelli, Teatro Sancarluccio e tanti altri eventi in via di programmazione di cui l’Associazione Culturale Noi Per Napoli vi invita a prendere visione sulla loro pagina Facebook