Vota questo articolo
(0 Voti)

Sirene. La serie fantasy ambientata a Napoli

Giovedì, 23 Novembre 2017 11:29 Scritto da
Quattro sirene. Un tritone. Una Napoli bella e luminosa. Un’unica missione: salvare la specie marina dall’estinzione. Questi gli ingredienti di Sirene, la nuova fiction di Rai 1 che apre al fantasy, in salsa nostrana. La serie scritta da Ivan Cotroneo (Tutti pazzi per amore, Una madre imperfetta) si pone l’obiettivo di aprire il varco a qualcosa di innovativo rispettando i dettami che impone la rete generalista, con qualche nudo inserito qui e là tanto per ricordarci che si tratta pur sempre di creature non terrestri. Il tritone Ares (Michele Morrone), stanco della vita da sottomesso che conduce negli abissi, decide di ribellarsi ad una società profondamente matriarcale e femminista e si trasferisce sulla terra dove si fa chiamare Gegè De Simone, gioca a pallanuoto, fa servizi fotografici, è amato ed ammirato e non ci pensa per niente a tornare sott’acqua anche se per colpa sua, infatti è l’unico tritone rimasto nel Mediterraneo, si estinguerà la specie. La sua promessa, Yara (Valentina Bellé), è disperata ma anche ferma nella sua decisione: troverà Ares e lo riporterà alla ragione. Così, insieme alla madre Marika (Maria Pia Calzone) e alle due sorelle, Irene (Denise Tantucci) e Daria (Rosy Franzese), sbarca sulla terra. Ben presto le 4 sirene si adatteranno alla nuova vita, scoprendone i difetti e apprezzandone i pregi: come la moda reinterpretata da Marika in maniera cafona, il cibo, la telenovela “Colpi di cuore” e la bontà di Salvatore (Luca Argentero) che fa ricredere Yara sulla presunta stupidità del genere maschile inducendola ad ammorbidire alcuni lati spigolosi del proprio carattere. Un alternarsi vorticoso di eventi condurrà Ares a rivedere le sue priorità e getterà Yara nel dubbio. Desidera davvero la vita di un tempo? E Marika riuscirà a troncare il legame che ha stretto con quelle donne alle quali salvò la vita anni fa? Ma, soprattutto, darà retta ai suggerimenti di zia Ingrid(Ornella Muti)? Una Napoli chic, diversa, sofisticata, sorridente, con i suoi vicoli armoniosi, le sue botteghe, il suo mare meraviglioso diventa la cornice perfetta all’interno della quale si muovono le vite di questi personaggi. Si respira aria di gioia, di vitalità, di brio, quel brio che rende Napoli un posto talmente tanto ideale dove possono vivere, non solo gli esseri umani, ma anche le sirene.
Vota questo articolo
(0 Voti)
È nelle sale il film Troppo napoletano pellicola di esordio del duo comico di Made in Sud, Gigi e Ros. Commedia divertente che ci mostra una Napoli diversa, vista con gli occhi del piccolo “scugnizzo” Tommaso (Gennaro Guazzo già presente in Si accettano miracoli) rimasto orfano di padre dopo che il genitore, un famoso cantante neomelodico, si è suicidato gettandosi dal palco durante uno stage diving. Debora (la bravissima e bellissima Serena Rossi) madre del bambino è preoccupata, perché il pargolo non mangia più. Credendo che il suo malessere sia dovuto al dolore per la grave perdita porta l’undicenne Tommaso da uno psicologo dell’infanzia imbranato e timidissimo che però porterà alla luce il vero problema del piccolo: i primi turbamenti amorosi. Prodotto da Alessandro Siani, in collaborazione con Cattleya e Rai Cinema, per la regia di Gianluca Ansanelli, Troppo napoletano va ad incanalarsi nel filone di Song’e napule dei Manetti Bros. e seppur in maniera completamente diversa nel film cult Lo chiamavano Jeeg Robot concretizzando sempre di più il fenomeno cinematografico del regionalismo. Linguaggio, location e spaccati di vita interamente tipici di un luogo o di una determinata zona diventano gli ingredienti essenziali di pellicole che hanno l’obiettivo di trasformare il regionalismo in nazionalismo. Insomma una sorta di sineddoche in salsa cinematografica. Fino a poco tempo fa un film del genere sarebbe rimasto chiuso nel “ghetto” napoletano e campano e non avrebbe mai valicato i confini regionali, ora invece viene co-prodotto da due colossi del cinema e distribuito da 01 Distribution a dimostrazione che il concetto di nazione si sta via via sgretolando e che le entità locali stanno prendendo il sopravvento. L’immagine di Napoli viene, come accaduto già nel più recente cinepattone Natale con il boss, riscattata, ammorbidita ed esaltata attraverso l’allegria, la frizzantezza, l’umorismo e l’ironia tipici del substrato partenopeo, affrancando Napoli dalle atmosfere cupe e truculente di Gomorra. Uno scontro esilarante tra i personaggi della Napoli con “la puzza sotto il naso” del Vomero e di Posillipo - rappresentati dallo psicologo Gigi, all’anagrafe Luigi Esposito, e dalla bambina la “chiattilla” di cui Tommaso si innamora - che si trovano ad interagire loro malgrado con i “troppo napoletani” quegli esemplari di esseri diversamente umani caciaroni, invadenti, sempre seguiti da uno stuolo infinito di parenti, che bevono caffè a tutte le ore del giorno e della notte ma che sanno godersi la vita come pochi. A fare da traino al successo del film è sicuramente l’exploit della trasmissione comica di Rai Due, Made in Sud che, nata in un’emittente locale, ha ottenuto ed ottiene consenso di pubblico stagione dopo stagione. Da segnalare il cameo del celebre rapper Clementino reduce dalla fortunata esperienza sanremese. Un film per tutta la famiglia che vi farà ridere e riflettere portando in dono un messaggio: «Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi».
Vota questo articolo
(1 Vota)
Parlare di caffè a Napoli è cosa molto naturale, se ne parla dal risveglio del mattino come elemento essenziale a colazione, nelle pause lavoro, ovviamente come dopo pranzo, nel pomeriggio ancora non essendo abituati a prendere il tè come gli inglesi, sorbiamo sempre un buon caffè, fino a giungere a sera quando dopo cena c’è chi non lo beve perché con la caffeina diviene un contro sonno, mentre invece per tanti altri risulta essere un ottimo conciliante del buon riposo. Uno dei più noti e storici caffè napoletani è il caffè Kenon, che è stato invitato a partecipare il giorno 28, alle 12:20, alla trasmissione televisiva di Rai2 Linea Verde, per far conoscere le caratteristiche e le proprietà del caffè, con riprese fatte in uno dei tanti ormai noti ed accorsatissimi punti vendita che Kenon ha creato a Napoli (nel caso quello di Eccellenze Campane) ed in tutta Italia, affermandosi così anche in tanti altri bar dello Stivale per poi espandersi all’estero dove ha sempre più consensi. Una iniziativa, quella della tv nazionale, veramente interessante e meritevole nell’invitare Walter Werzburger, uno dei tre fratelli titolari dell’azienda Kenon. Siamo quindi in tanti, che curiosi, desideriamo scoprire cosa dirà sabato uno degli imprenditori napoletani che ha dato lustro dapprima col papà Vittorio e poi con la rinnovata azienda produttrice di prelibate miscele di chicchi di caffè tostati nel giusto modo, con tutte le tecniche più moderne conservando l’originalità delle tradizioni paterne e di successo dell’azienda che lo portano ad ottenere sempre più affermazioni nel nostro pianeta terra. Walter felicemente coniugato con Laura e papà di due splendidi figlioli Vittorio William e Antonietta Charlotte, laureato in economia e commercio nel 2003, attualmente è responsabile commerciale dell’evoluta azienda di Arzano rispetto a quella artigianale conosciuta come realtà locale, dove dall’età di 18 anni ha lavorato insieme al papà Vittorio figlio di Giovanni capostipite del successo della famiglia, che creò un bar con torrefazione. Walter ha raggiunto ora, insieme ai fratelli Giovanni responsabile del reparto amministrativo e Guglielmo responsabile del reparto della produzione, vendite del proprio prodotto in tutta Italia, con esportazione in quasi tutti i Paesi d’Europa, nei Paesi Arabi e in America portando alto il Made in Italy con le sue miscele di alta qualità cento per cento arabica. Il successo è dovuto come vedremo in trasmissione dove i report lo intervisteranno sulle varie tipologie di caffè crudo, brasiliane e centro americane e le loro caratteristiche, attuando una tostatura del caffè dal vivo e con delucidazioni sulle caratteristiche dei vari tipi di tostatura (chiara, media e scura che sarebbe la tipica napoletana). Conosceremo così perché l’Espresso napoletano è famoso nel mondo e rappresenta una delle eccellenze dei prodotti tipici campani. Su di un tavolo vedremo esposti vari tipi di caffè con varie colorazioni e provenienze, dal centro America al Brasile fino al caffè africano, i vari tipi di torrefazione per far meglio capire le caratteristiche organolettiche che si hanno in base al tipo di tostatura e scopriremo come distinguere un buon caffè da uno scadente in base al colore, al sapore e alla uniformità dei chicchi. Una storia del caffè che quotidianamente Walter tiene sotto controllo, da un lato con la supervisione sulle macchine e dall’altro con corsi di formazione tenuti dal campione italiano di caffetteria Giacomo Vannelli e da quello di latte art Pietro Vannelli, affinchè “a tazzulella e cafè kenon” servita al cliente possa essere il clou finale, rendendo al massimo un successo personale, dell’intera famiglia leader della produzione di caffè a Napoli, della Campania e dell’Italia intera nel mondo. Cosa ben visibile con l’affluenza di visitatori che registra nei mega stand che realizza annualmente nelle più importanti manifestazioni fieristiche di settore come ad esempio il Sigep di Rimini. Scopriamo dunque sabato la passione di questo imprenditore campano per la propria terra d’origine che è solito affermare: “la nostra famiglia ha fatto del caffè la sua ragione di vita”. Il caffè di Napoli in Tv nazionale.
Vota questo articolo
(1 Vota)

Maggio nel golfo di Napoli con Totò

Lunedì, 24 Aprile 2017 11:15 Scritto da
Maggio... a mare con Totò: percorsi di cibo, musica e spettacolo nel Golfo di Napoli La musica antica e la buona cucina incontrano l'arte del grande Totò nel mare del golfo di Napoli.Il Veliero Tortuga, l'Accademia Mandolinistica Napoletana e la società di ristorazione "Maccheroni" propongono per l'edizione di quest'anno della manifestazione "Maggio dei Monumenti" l'iniziativa "Maggio... a mare con Totò": due passeggiate settimanali (ogni venerdì e sabato dal 5 maggio al 3 giugno) in veliero da Napoli a Capo Posillipo e all'isola di Capri per rivivere alcune tra le più importanti interpretazioni cinematografiche del Principe della risata gustando piatti tipici della cucina antica napoletana e ascoltando alcuni brani classici della tradizione musicale partenopea nello scenario unico e mozzafiato del golfo di Napoli. Il programma prevede due itinerari: Itinerario del Venerdì sera. Ore 20.30. Partenza dal Molo Beverello. Giro panoramico fino a Capo Posillipo. Un attore p rofessionista interpreterà i passaggi salienti di alcuni film di Totò. Cena in rada con assaggi di pizza fritta e piatti tipici della cucina antica napoletana nello specchio d'acqua antistante il Maschio Angioino. Spettacolo musicale a cura dell'Accademia Mandolinistica Napoletana. Maggio... a mare con Totò: percorsi di cibo, musica e spettacolo nel Golfo di Napoli Itinerario del Sabato mattina. Ore 9.30. Partenza dal Molo Beverello. Navigazione verso Capri. Un attore professionista interpreterà i passaggi salienti del film "L'Imperatore di Capri". Arrivo a Capri. Pranzo a bordo con assaggi di pizza fritta e piatti della cucina antica napoletana. Concerto a cura dell'Accademia Mandolinistica Napoletana. Ore 14.30, sbarco sull'Isola facoltativo a mezzo battellieri. Ore 17.00, partenza da Capri verso Napoli.
Vota questo articolo
(1 Vota)

Quando la pizza diventa arte alle falde del Vesuvio

Mercoledì, 27 Giugno 2018 08:46 Scritto da

Ai piedi del Monte Somma, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, dopo un pit- stop durato qualche anno ed una gestione totalmente rinnovata è tornato in pista a San Giuseppe Vesuviano, “Il Falangone”, realtà storica della provincia vesuviana. Un’ imponente struttura sviluppata su tre livelli (ristorante/pizzeria, club house e terrazza), circondata dalla terra rossa dei campi da tennis con alle spalle, un panorama mozzafiato. Un ambiente luminoso ed elegante, ma allo stesso tempo flessibile ed aperto a soddisfare le esigenze di una clientela sempre diversa. Una squadra, quella di cucina, pizzeria e sala, volutamente composta da un team giovane e dinamico, mosso dalla volontà di fare una buona cucina nel rispetto della tradizione, ma con l’occhio strizzato alla innovazione. Due napoletani ed un siciliano ai fornelli: Vincenzo Ruggiero (sez. antipasti), Alfonso Pepe (sez. primi piatti) e Alessio Galati (sez. secondi piatti) ed un napoletano verace, Nunzio Marino al comparto pizza. Spesso, si è convinti che per gustare una buona pizza, si debba per forza di cosa accomodarsi ad un tavolo nel cuore di Napoli, nei meandri dei vicoletti del centro storico della città. Nulla di più sbagliato. Gustare una buona pizza, si può anche in provincia, al di fuori di ogni circuito o roccaforte turistica e Nunzio Marino è prova vivente di questo assunto. Con l’evento “Pizz’art…perché ogni pizza è un’opera d’arte”, giovedì scorso l’attenzione è stata tutta puntata sulla sezione pizza e sulle creazione di questo giovane pizzaiolo e della sua squadra composta da Pasquale e Gennaro. Ad ogni pizza presentata, è stato associato, grazie alla professionalità di Ernesto La Matta, Consigliere Regionale su base territoriale dell’Ais Comuni Vesuviani, un vino atto ad esaltarne i sapori ed i condimenti. Tra le proposte presentate ed assolutamente meritevole di tappa al falangone, vi è la margherita: soffice, leggera e dal cornicione sapientemente lavorato. Un impasto composto da un bland di farine di tipo 00 e 1, diretto con 48 ore di lievimaturazione ed idro al 70%. Sorprendente e nuova la pizza tartufona: forte, ma equilibrata allo stesso tempo. A concludere, la dolce pizza “Mustachoc”, nata dalla collaborazione tra Nunzio Marino e il pasticcere Antonio Benedetto. Crema pasticcera, vaniglia con ricotta e menta, fragole bagnate con marsala, agrumi e foglie di menta per un connubio di sapori, assolutamente da provare.