Vota questo articolo
(1 Vota)

Nel vesuviano non sono una rarità, sfortunatamente, atti di turpe inciviltà consistenti nell'abbandono di rifiuti ingombranti o addirittura speciali lungo i margini di arterie periferiche o in aperta campagna, a pochi metri dalle coltivazioni di ortaggi o alberi da frutto. Nelle ultime settimane, però, uno dei siti scelti da alcuni vandali di turno per dar sfogo alle loro frustrazioni è la ventura pista ciclabile di San Giuseppe Vesuviano, attualmente sede viaria con rudimentale pavimentazione sedimentosa divenuta per molti abitanti la location ideale per espletare un po' di sana attività fisica. Tuttavia, oltre ai già documentati depositi di immondizia sparsi lungo il percorso, ultimamente altri ostacoli, ancor più esiziali per la salute, stanno interdicendo i propositi ginnici o di mero svago dei fruitori dell'ex tratta ferroviaria, ossia i roghi tossici. Già qualche settimana fa alcuni cittadini avevano denunciato la presenza di alcuni fenomeni incendiari di stampo doloso in un tratto periferico della pista, prossimo al confine con Terzigno. Nell'episodio più recente, però, i piromani non hanno risparmiato nemmeno il segmento più centrale dell'arteria ciclo-pedonale, vale a dire quello prospiciente la stazione della Circumvesuviana, ove, nella serata di mercoledì 7 giugno, un'insalubre pira è stata appiccata su un accumulo di scarti di lavorazione tessile, pneumatici e materiale ferroso. La nociva combustione, nonostante l'estensione relativamente piccola e circoscritta, ha in pochi minuti spigionato un'altissima colonna di fumo nero che, grazie anche al vento sostenuto, ha reso irrespirabile l'aria nel raggio di diverse centinaia di metri, costringendo i poveri malcapitati di passaggio ad abbandonare la pista ciclo-pedonale o ad allontanarsi con una repentina inversione di marcia. Nonostante alcuni interventi di pulizia e rimozione rifiuti, attuati dal Comune nei mesi scorsi, i depositi di immondizia si sono puntualmente ripresentati. E' chiaro dunque che, per preservare perlomeno l'unico vero spazio cittadino riservato alle attività podistiche all'aperto dall'incuria urbana, sporadici interventi di nettezza non siano sufficienti a debellare o contrastare il fenomeno, ma che piuttosto sia necessaria l'installazione di telecamere dislocate lungo tutto il percorso per dare un volto, nonché asperrime sanzioni, ai melensi protagonisti di questa folle ed insensata prassi.

Vota questo articolo
(1 Vota)

È stato rimosso nella tarda mattinata di oggi,dagli artificieri del 21 Reggimento Genio Guastatori dell'Esercito, l'ordigno esplosivo rinvenuto ieri sul cavalcavia Leoncavallo, a pochi metri della scuola elementare Rosa Miranda. Da una attenta valutazione degli specialisti l'ordigno esplosivo era potenzialmente atto ad esplodere, in quanto ancora attivo, nonostante fosse risalente al periodo del secondo conflitto bellico. Gli artificieri sono intervenuti dopo che l'intera area è stata messa in sicurezza dai carabinieri coordinati in loco dal Maresciallo Capo Adolfo Montagnaro. L'ordigno esplosivo, catalogato come granta lanciata (molto probabilmente) all'epoca tramite un mortaio,  è stata disinnescata con un'azione meticolosa da parte dei militari dell'Eseercito e, successivamente, trasportata presso una cava e fatta brillare. La circolazione stradale è stata ripristinata subito dopo la bonifica. Si auspica che in futuro, di fronte a ritrovamenti del genere, i cittadini possano assumere un'atteggiamemto più responsabile dato che l'ordigno trasportato manualmente sarebbe potuto esplodere anche per una causa accidentale. Si è corso, infatti,  un serio rischio sventato grazie al tempestivo intervento degli uomini dell'Arma che hanno dapprima messo in sicurezza l'area e, dopo hanno piantonato per tutta la notte l'ordigno esplosivo. È questo il quinto ritrovamento degli ultimi tre anni di residuati bellici. Di fronte a casi del genere - avvisano gli esperti - è opportuno avvisare immediatamente la locale stazione carabinieri ed evitare tassativamente di toccare o spostare l'ordigno esplosivo.

Vota questo articolo
(2 Voti)
Terzigno. Una bomba risalente alla seconda guerra mondiale è stata ritrovata nel tardo pomeriggio di oggi a Terzigno sul ciglio della carreggiata del cavalcavia Leoncavallo, la strada sopraelevata che collega il popoloso quartiere rione Miranda con via Ranieri. L'ordigno bellico di grosse dimensioni è stato rinvenuto dai carabinieri di Terzigno i quali sono prontamente intervenuti sul posto ed hanno messo in sicurezza l'area, chiudendo al traffico via Ranieri e via Pescinelle. Con molta probabilità sarà stato qualche improvvido contadino del posto a rinvenire l'ordigno e, molto incautamente, a riporlo a bordo della carreggiata. Nel recente passato, infatti, episodi del genere si sono già verificati. Nella zona residuati bellici, di produzione americana si ritrovano spesso dato che fino al 1944, dove attualmente esiste il cimitero di Terzigno, gli americani allestirono un campo di aviazione che lasciarono a marzo dello stesso anno a causa dell'eruzione del Vesuvio. La circolazione stradale attualmente è vietata mentre si attende l'arrivo degli artificieri che valuteranno se far brillare sul posto l'ordigno o potranno disattivarlo e trasportarlo in un logo sicuro per distruggerlo.
Vota questo articolo
(1 Vota)
Arriverà domani mattina alle 9 nella chiesa dell'Immacolata Concezione di Terzigno la salma di Nunzio Ammendola il 53 enne rimasto vittima di un'incidente stradale lo scorso 31 maggio. Sull'accaduto indagano ancora i carabinieri della locale stazione coordinati dal Maresciallo Capo Adolfo Montagnaro. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente in cui è rimasto vittima Nunzio Ammendola dopo lo sconto con una minicar guidata da un 1 enne del posto. Ad accoglierlo per l'ultimo saluto ci saanno la moglie ed i due figli oltre agli anziani genitori affranti dal dolore per questo infausto evento. Tante le persone che omaggeranno Nunzio Ammendola molto noto alle falde del Vesuvio per la sua passione per la campagna e le culture tipiche dell'area vesuviana.
Vota questo articolo
(4 Voti)

Ha perso la vita in un tragico impatto Nunzio Ammendola, 53enne di Terzigno che ieri pomeriggio stava percorrendo a bordo della sua moto corso Alessandro Volta, importante via di comunicazione che collega Terzigno con Boscoreale e Pompei. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, prontamente intervenuti sul posto, la moto guidata da Nunzio Ammendola ha impattato con una minicar guidata da un 19 enne, anche egli originario di Terzigno. Il centauro è deceduto poche ore dopo il ricovero all'ospedale di Castellammare di Stabia, mentre il giovane conducente della minicar è ancora ricoverato presso l'ospedale di Boscotrecase. Sgomento alla notizia dell'accaduto per la moglie ed i figli di Nunzio Ammendola che lascia straziati dal dolore anche gli anziani genitori: Aniello e Luisa, i quali, ieri sono stati colpiti anche da un altro lutto per la morte dello zio di Nunzio Ammendola, noto commerciante di San Giuseppe Vesuviano: Domenico Ammendola scomparso poche ore dopo dal tragico incidente del nipote, nel nosocomio di Sorrento.