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È stata fissata per venerdì 28 settembre 2018, ore 18.30, la prima presentazione di Huiko (Rogiosi Editore), nuovo lavoro dello scrittore Mario Volpe. L’evento culturale, moderato dalla giornalista Antonella Bianco, si svolgerà presso la Feltrinelli Point di Pomigliano d’Arco, con il patrocinio del Comune e dell’Assessorato alla Cultura. Nel corso della serata, insieme all’autore, interverranno la Dott.ssa Franca Trotta, assessore alla cultura del comune di Pomigliano, e lo scrittore Pino Imperatore, pluripremiata penna del panorama nazionale, distintosi nel genere comico-umoristico con i fortunati romanzi Benvenuti in casa Esposito, Bentornati in casa Esposito, Allah, san Gennaro e i tre kamikaze, Aglio, olio e assassino. Prevista anche la partecipazione dell’Accademia Danza e Spettacolo, con direzione artistica di Barbara Scaramuzzi.

Dopo una vita piena e soddisfacente, alle soglie della maturità, Andrea assiste al tracollo di tutto quello che aveva costruito. In cerca di risposte alle sue ossessioni, intraprende così un lungo viaggio, fino a una remota regione della Cina, per chiedere udienza al maestro Huiko Rushira; nel tempo trascorso nel lontano monastero, Andrea scopre il sottile equilibrio che regola la vita. Huiko è la storia di un viaggio che sarà in grado di dare un senso ad una vita in frantumi, è l'incontro fra un Occidente in crisi e un Oriente che trasuda serenità e meditazione. È un cammino interiore che si concretizza attraverso lunghi passi da un mondo di apparenza ad un mondo di essenza. Huiko è un libro in cui ognuno può riscoprire un motivo di svolta alla propria quotidianità, spesso investita dalla monotonia agghiacciante, e concedere un riscatto a giorni spesi male. È un manuale di speranza per chi si fida e per chi si affida.

Mario Volpe, nato nel 1968 a Pomigliano d’Arco, è esperto di commercio internazionale e cura dal 1980 le relazioni con l’Estremo Oriente delle aziende di famiglia. Ha pubblicato raccolte di poesie e di racconti, e il romanzo L’anno del dragone (2015) che ha ottenuto ottimi riscontri. Ha prodotto e presentato il format televisivo In chiave poetica, intervistando, tra gli altri, Giorgio Albertazzi. È stato inoltre portavoce campano dell’AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi).

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Viaggio nella storia per i ragazzi della Giusti

Giovedì, 16 Agosto 2018 15:17 Scritto da

Gli alunni del PON di giornalismo dell'Istituto Comprensivo "Giusti" di Terzigno in visita all'ArcheoTeatro Pompeiano, un edificio unico nel suo genere adibito alle finzioni sceniche, ai laboratori e alla didattica. Ubicato nelle vicinanze degli Scavi di Pompei, il teatro riprende elementi architettonici tipici del mondo romano ed è interamente costruito in legno: offre al pubblico un'esperienza immersiva, consentendo allo spettatore di calarsi nei panni di un antico pompeiano alla ricerca di emozioni forti, svago e stimoli intellettuali. I ragazzi della Giusti sono stati calorosamente accolti e intrattenuti dal padrone di casa, il "generale" Alessandro Iorio, artefice di un vero e proprio miracolo culturale: per loro è stata imbastita una lezione sui gladiatori e sugli stili di vita nel mondo antico che si è rivelata molto appassionante. Gli aspiranti giornalisti in gita hanno potuto calarsi inoltre nelle vesti di antichi soldati macedoni e romani: armati di lance, scudi e gladi hanno appreso alcune tecniche di combattimento del passato, tra cui la formazione delle falangi e della testuggine. Non è mancato infine un momento di ristoro, con bibite offerte dall'ArcheoTeatro tenute in fresco in un termopolio nel giardino che funge da foyer. Ospitalità degna di nota anche quella del signor Pasquale Borrelli, proprietario del Parcheggio Gino, che ha messo gratuitamente a disposizione un'area di sosta per il pullman. Una giornata votata alla conoscenza di un posto meritevole di essere raccontato e valorizzato: si conclude così il ciclo di uscite didattiche programmate dai docenti Francesco Servino e Ferdinando Falanga improntate alla scoperta delle eccellenze territoriali del vesuviano e dell'agro nocerino-sarnese, dopo le tappe al Rifugio di Spartaco a Ottaviano, al Rio Santa Marina a Sarno e a Cava Ranieri a Terzigno.

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Whiskey for Robinson, il cortometraggio prodotto dall'associazione cinematografica JLS Films, è disponibile su Amazon Prime Video, la piattaforma di video on demand più importante insieme a Netflix. Con il supporto di Amazon la compagnia del regista Jean-Luc Servino si assicura un'importante vetrina mondiale e si prepara a un definitivo salto di qualità. Un sogno che parte dai paesi vesuviani: di recente la JLS Films ha prodotto la webserie Edge che ha coinvolto 50 attori, cantanti e ballerini di tutta la Campania. Un successo che premia Jean-Luc Servino, impegnato con suo fratello Francesco Servino, giornalista e sceneggiatore, a sostenere l'arte e i talenti e a creare opportunità per gli artisti in un territorio in cui è difficile fare cultura. Tra i progetti in cantiere della JLS Films c'è attualmente un lungometraggio e la creazione di un concorso per registi e soggettisti per il quale si sono fatti avanti diversi enti interessati. Per maggiori informazioni e per aggiornamenti si consiglia di visitare il sito web www.jlsfilms.eu.

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Sullo sfondo il Vesuvio che erutta lava, che diffonde paura, morte e terrore. Le grida strazianti di chi cercava la salvezza sembrano riecheggiare e poi, il silenzio tombale. Non è la proiezione di Pompeii il film del 2014 diretto da Paul W. S. Anderson e con protagonisti Kit Harington, Emily Browning, Kiefer Sutherland e Jared Harris che si ispirò proprio all’eruzione del 79.a.c. ma è la voce di Mariograzio Balzano a tenere gli astanti con il fiato sospeso. L’attore e regista partenopeo è tra gli ospiti della festa della musica e recita i versi di Gaio Plinio Cecilio detto il Giovane. Mariograzio Balzano recita i versi in lingua napoletana (su tradizione dello scrittore Carlo Avvisati). La suspense cala sulla piazza, il pubblico è colpito dall’interpretazione viscerale di Balzano c’è chi spalanca gli occhi ed ammira e si lascia trasportare in questo viaggio nel tempo con un pathos. Ed è uno spettacolo nello spettacolo del sincronismo tra parole ed immagini che scorrono violente sullo sfondo. La parola finisce in simultanea con il video. Dalla piazza si leva fragoroso un applauso quasi liberatorio ad interrompere quell’atmosfera surreale creata ad arte della magistrale interpretazione di Mariograzio Balzano. Un tripudio di complimenti ed un velo di emozione traspare sul viso di Carlo Avvisati, lo scrittore che con amorevole passione ha napoletanizzato i versi di Plinio il Giovane.

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Incontro oggi per una chiacchierata intervista un artista, un giovane ragazzo studente di giurisprudenza, Nicola Le Donne, attore napoletano, diplomato all’Accademia del Teatro “Totò”, specializzato nel teatro d’avanguardia. Ho avuto il piacere di aver conosciuto per puro caso Nicola e ho adesso in lui un punto di riferimento, un attore prodigo di consigli sempre, vicino a tutti quelli che vivono per questo meraviglioso mondo e per l’arte in generale. Allora Nicola, cosa significa per te il teatro? Un’esigenza, una ragione di vita per comunicare. Il teatro ti prende, è qualcosa d’intrinseco che deve venire fuori. Tutti dovrebbero far teatro, ti fa comprendere che ci sono dei ruoli gerarchici da rispettare, sempre. Fa sì che si lavora in squadra e per la squadra, fidarci di chi ci guida, uniti sempre per un solo e unico obiettivo. I tuoi miti? Sicuramente Carmelo Bene, Gassman, Eduardo, Totò, Viviani. Una menzione particolare per Grotowski una delle figure di spicco dell’avanguardia teatrale del Novecento, chi creò la concezione di “Teatro povero”.Degli attori “ moderni” Gigi Proietti e Giancarlo Giannini. Che cosa c’è dietro lo spettacolo? Lo spettacolo è l’atto conclusivo. Per un’ora di spettacolo ci sono circa tre mesi di lavoro. Lavoro che parte dall’idea, dalla stesura del testo, dal confronto con la produzione, dal lavoro della regia, un lavoro complesso, qui, prende forma lo spettacolo con la scelta degli attori, l’adattamento, poi ci sono le luci, le musiche, la scelta del mobilio. Ricordati sempre che chi viene a teatro, chiude la porta di casa, vuole lasciare lì propri problemi, le difficoltà, e lo spettacolo diventa quasi una forma terapeutica, quindi, bisogna avere sempre rispetto, serietà e professionalità perché il pubblico affida all’attore una parte del proprio tempo e lo stesso è un bene inestimabile. Poi c’è la parte oscura del teatro, quello della solitudine, quello di esser soli nei viaggi, in macchina, soli quando si cena, quando si va a letto, è una vita come diceva Eduardo “ fatta di sacrifici”. Programmi per il futuro? Sembrerà strano ma sono un ragazzo che non programma il domani e che non gradisce le frasi fatte. Ho un solo e unico progetto: fare teatro in tutte le sue forme, qualunque cosa che mi sia proposta e che ritengo valida accetto. Che cosa manca alla società di oggi? Manca il teatro nella scuola. Un bambino che fa teatro capisce che nella vita ci sono dei ruoli da rispettare, affronta la vita con una certa mentalità, con una dizione e postura diversa da chi non lo fa. Chi sono gli artisti del domani?Ci sono tanti e vari artisti davvero bravi che però a volte si piegano alle esigenze di mercato. Una concorrenza spietata di chi fa arte, a volte si sceglie nel nostro campo non chi sia il più bravo, ma chi ha più like o visualizzazioni e questa non è arte. Poi un consiglio da dare ai giovani o a chi approccia a questo mondo, non fidatevi di chi promette il mondo e non lo può mantenere, personalmente sulla mia strada ho trovato un uomo, un professionista serio, Gaetano Liguori che ha creduto nelle mie potenzialità, e ha avuto la forza e il coraggio di mettermi sul palco. Come si prepara l’attore al grande evento? Lavorare sempre con umiltà avendo sempre rispetto per il pubblico. Il pubblico è il giudice supremo e verso di loro si deve sempre avere rispetto. Salutiamo Nicola sorseggiando un buon caffè, ma l’ultimo pensiero lo esprime dapprima ringraziando l’intera testata giornalistica e poi dichiara “ si tenta di far cultura fra mille difficoltà, questa è l’epoca dei direttori artistici che in un teatro non sono mai entrati, è l’epoca degli artisti che vanno a caccia dei like e dei mi piace, è un momento storico economico importante, è l’epoca, dove sono tagliati i finanziamenti dei più grandi teatri, un teatro che diventa un supermercato, assurdo, così si ammazza la cultura e allora devono scendere in campo prepotentemente i giovani che devono portare le idee, non devono demordere o fermarsi alla prima difficoltà, affrontando sempre il pubblico con il dovuto rispetto”. Nicola ci lascia con questa massima da lui coniata: “Il teatro è l’arte di rappresentare la realtà mediante la finzione”.