Gli ultimi sette giorni sono stati devastanti in termini di contagi da coronavirus nell'area vesuviana. La diffusione del covid ha raggiunto il picco dopo le comunicazioni ufficiali pervenute dalle ASL ai sindaci del comprensorio Vesuviano. Somma Vesuviana è il comune con il maggior numero di positivi : ben 778. Non da meno, rispetto agli abitanti, sono i contagi che si contano a San Giuseppe Vesuviano: 598 i positivi, per lo più giovani. A seguire con 537 positivi Ottaviano, città in cui il sindaco Capasso ha anche emesso una propria ordinanza per limitare assembramenti e contagi. Poggiomarini conta 367 positivi mente Terzigno vede raddoppiare in 5 giorni il numero dei positivi al Covid. Da 93 a oltre 200 secondo quanto dichiarato dal sindaco Ranieri. Critica la situazione anche a Palma Campania, con 198 contagiati e Striano che conta 70 positivi. La speranza è che con l'introduzione della zona rossa il numero dei positivi possa drasticamente calare a partire già dalla prossima settimana.

È arrivata anche l'ufficialità da parte del primo cittadino di Terzigno Francesco Ranieri per quella che si può ormai definire situazione preoccupante. "Terzigno nel giro di 5 giorni passa da 93 ad oltre 200 positivi al coronavirus - a dichiararlo è stato il primo cittadino terzignese durante una diretta facebook sul suo profilo ufficiale - segno che non siamo stati attenti e rispettosi delle norme di contenimento. La situazione è in evoluzione - spiega il sindaco vesuviano - ed è probabile che il numero dei positivi sia superiore alle 200 unità. Si attendono ulteriori comunicazioni dell'autorità sanitaria locale."

Maurizio Gasparri, senatore forzista ha rilasciato una nota in cui addita senza mezzi termini il Governo Conte circa lo stanziamento delle risorse destinate al Comparto Difesa e Sicurezza: “È ora di finirla con l'ipocrisia nei confronti delle forze armate. In queste ore l'Esercito ed altre realtà militari stanno allestendo ospedali da campo e stanno moltiplicando i loro interventi sul territorio (con riferimento alla emergenza Covid 19 ndr). E come sempre le forze di polizia, militari e non, sono puntualmente al servizio dei cittadini. Invece un governo di ipocriti e incapaci non ha nemmeno incontrato sindacati e organi di rappresentanza del comparto sicurezza-difesa per discutere della manovra di bilancio. L'avevamo chiesto pubblicamente. Questo atto è stato condiviso con un voto dalla Commissione difesa del Senato e non si è mosso un dito. Non si danno risorse al popolo in divisa. Li si evoca e li si elogia con le parole, ma li si ignora con i fatti. È una vergogna e chiedo pubblicamente che il Ministro della Difesa Guerini, piu attento del pessimo Conte, intervenga formalmente e si distingua all'interno di un governo di ipocriti, dimostrando con i fatti quell'impegno che noi in parlamento sollecitiamo e che siamo pronti a supportare con le nostre proposte per il comparto. Nell'emergenza si chiamano i militari e li si loda. Nella vita quotidiana li si disprezza e li si ignora. È ora di finirla. Conte - conclude Gasparri- si è dimostratato ancora una volta bugiardo, disattento e incapace”.

Le storie dei Soldati si mischiano spesso con il fango e con le lacrime, si conservano nel libro dei ricordi per raccontarle ai nipoti e per contemplare il tempo della gioventù. Storie che spesso si incrociano con il dolore, cicatrici al cuore e quel pudore che solo i Soldati hanno nell'affrontare viso a viso la sorte che non è sempre giusta e sorridente. È questa la sfida che sta affrontando Alessandro Mosti, maresciallo capo dell'Esercito - un Soldato prima che uomo, padre e marito - uno che ha portato al bavero dell'uniforme le mostrine degli alpini paracadutisti e quelle della Folgore dopo. Uno che è cresciuto con la convinzione che servire la Patria sia, ancora oggi, il mestiere più nobile, uno che ha mangiato pane e polvere. Alessandro oggi sta combattendo la sua personale battaglia con la vita, deve scalare la cima più difficile con la speranza di ritrovare l'orizzonte della serenità, dopo aver vinto la malattia. Dallo scorso giugno, infatti, il Sottufficiale sta combattendo contro una patologia degenerativa del sistema nervoso. Scientificamente conosciuta come la sindrome dolorosa regionale complessa (nota come distrofia e causalgia simpatica riflessa). Le forze iniziano a mancare e le cure per cercare di arginare la progressione della patologia, sono davvero costose ed insostenibili per chiunque. Nel momento del bisogno nessun commilitone lascia nessuno indietro ed è così che in pochi giorni sulla rete è partita una raccolta fondi per contribuire alle cure ed all'intervento chirurgico al quale Alessandro Mosti dovrà sottoporsi al più presto. Ad oggi sono stati raccolti 10 mila euro dai tanti donatori, ma non bastano ancora, occorre raggiungere la somma di 50 mila euro per garantire ad Alessandro la possibilità di affrontare l'operazione e le cure. In una recente nota inviata dal promotore della raccolta ai suoi sostenitori, Alessandro ha ringraziato tutti quelli che lo stanno sostenendo in questa battaglia. La speranza di tutti i suoi amici e commilitoni è che al più presto si possa raggiungere la somma necessaria per donare una chance ad un uomo che nella sua vita professionale ha sempre dato al prossimo e risposto sempre "presente" ad ogni emergenza. Al buon cuore dei Soldati Italiani guardano con fiducia anche i familiari di Alessandro convinti che il proprio caro non resterà solo in questa ennesima e disperata battaglia contro il tempo e contro il lento progredire del "mostro". Per aiutare Alessandro Mosti : https://gf.me/u/y5zhf8 

L'epoca che stiamo vivendo verrà ricordata per le tante difficoltà che ognuno, nel proprio quotidiano, sta affrontando. Con l'avvento della pandemia siamo stati costretti a cambiare usi, costumi, tradizioni e tutte quelle pratiche che definivano normali, oggi hanno assunto un carattere di straordinarietà. La storia che segue è proprio da ricordare, per la straordinaria forza d'animo che una studentessa universitaria vesuviana ha dimostrato in questa fase. La protagonista di questa storia al lieto fine é Chiara Guastaferro, una studentessa di Terzigno che proprio ieri, ha conseguito brillantemente (con 110 e lode) la laurea in Infermieristica dal titolo "Il vissuto del parto ai tempi del covid". In tempi di Covid e positiva al Covid, Chiara ha deciso di portare al termine il suo percorso universitario regalando con orgoglio un momento di grande gioia alla sua famiglia che vive giorni davvero difficili. Per Chiara non c'è stata la stretta di mano dei professori e neppure l'abbraccio dei propri cari. Solo una fredda voce trasmessa da un PC che gli ha confermato quanto sia stata brava e perseverante nonostante le asperità degli ultimi mesi. Le lauree ai tempi del coronavirus sono silenziose, discusse in solitaria e lontane dagli affetti più importanti. Ad essere orgogliosi di Chiara è tutta la comunità terzignese che gli porge i migliori auguri per questo agoniato traguardo e la ringrazia per la dose di ottimismo e per il grande esempio che sta dando. Grazie Chiara, perché con la tua forza hai dimostrato che nessun traguardo è precluso e se si desidera una cosa, la si può ottenere con sacrificio e abnegazione. Grazie, perché in un momento storico così difficile hai scelto di mettere la tua vita a disposizione degli altri. Potrebbe non essere semplice il percorso ma siamo certi che Chiara  saprà affrontare le difficoltà con la caparbia e la forza che la contraddistingue! Ad maiora Chiara

A poche ore dall'approvazione del decreto del presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte arriva piccata la risposta del governatore regionale Vincenzo De Luca. In una intervista all'ANSA il presidente della Regione Campania punta l'indice contro il governo: "Si assumerà il Governo la responsabilità sanitaria e sociale conseguente alle sue scelte, sempre ritardate, e sempre parcellizzate". Per De Luca "non si è data a tutti i cittadini la percezione della drammaticità della situazione, spingendo tante persone, anche per la mancanza di controlli rigorosi ed efficaci, verso comportamenti di lassismo o di vera e propria irresponsabilità"." Avevamo chiesto al Governo tre cose precise - ricorda - Misure immediate di ristoro o di detassazione; congedi parentali per le madri lavoratrici dipendenti, con retribuzione piena e bonus baby sitter per le lavoratrici autonome; misure omogenee e semplici su tutto il territorio nazionale, dato che il contagio è ormai diffuso in tutto il paese. Queste richieste non sono state accolte".

È pienamente riuscito l'intervento al cervello al quale è stato sottoposto nella notte Diego Armando Maradona. La conferma arriva dal team di medici che ha operato il pipe de oro: "Siamo riusciti a rimuovere il coagulo di sangue. Diego ha affrontato bene l'operazione", ha detto il dottor Leopoldo Luque presso la sua clinica privata di Buenos Aires. "È sotto controllo. C'è un po' di drenaggio. Rimarrà sotto osservazione", ha aggiunto Luque. Maradona, 60 anni, lunedì era stato ricoverato in un ospedale di La Plata - dove è l'allenatore del Gimnasia - dopo essere caduto: dai controlli era emerso un ematoma subdurale. La speranza di tutti gli amanti del calcio è di rivedere Maradona presto in forma e seguire da vicino la sua attuale squadra.

Diego Armando Maradona a pochi giorni dal suo 60' compleanno sarà costretto a ricorrere ad un delicato intervento chirurgico al cervello per la rimozione di un ematoma. Secondo un quotidiano argentino, infatti, il pibe de oro a causa di una caduta avrebbe riportato un trauma alla testa con successivo ematoma. L'intervento si è reso necessario perché Maradona nelle ultime ore aveva avvertito forti mal di testa. Tutti i tifosi del Napoli sono in apprensione per l'indimenticato numero 10. La società azzurra ha anche lanciato un hastag #FuerzaDiego per sostenere dimostrare vicinanza a Maradona. 

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