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Le Iene rendono "giustizia" all' Avis di Giungano

Mercoledì, 11 Ottobre 2017 17:40 Scritto da

In data 27/09/2017 è stato finalmente firmato il decreto, da parte della Giunta Regionale della Campania, che consente all’AVIS di Giungano di riaprire e di poter quindi contribuire in modo tangibile a sopperire alla carenza di sangue che affligge il territorio. Grazie al grande impegno del Presidente Ennio Francia, dei collaboratori tutti e dei donatori , la sede di Giungano è stata riaperta e trasformata da semplice “punto prelievo” a Unità di Raccolta Sangue. Questo grazie ad un servizio che il programma Mediaset delle IENE ha voluto realizzare per rendere di pubblico dominio , far conoscere ed apprezzare ,il lavoro e le difficoltà che spesso si celano dietro al “ volontariato”. L’ UNITA’ DI RACCOLTA sangue di Giungano è ora una struttura gestita autonomamente e autorizzata dalla Regione Campania alla raccolta di sangue. Le unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti devono soddisfare dei requisiti minimi specifici quali quelli strutturali, tecnologici e organizzativi. Ebbene, alla sede di Giungano, oggi orgogliosamente Unità di Raccolta Sangue , sono stati finalmente riconosciuti tutti questi requisiti . Grande merito va al suo fondatore e Presidente Ennio Francia, che con costanza ed enorme dedizione ha soddisfatto appieno a tutti i requisiti organizzativi. Si è ben destreggiato tra complicazioni amministrative e procedure standardizzate. Ha assunto su di sè lo stess di tutta la struttura associativa, risolvendo brillantemente difficoltà ed incomprensioni di ogni genere, dovute talvolta anche a chi ha cercato di ostacolare il suo operato solo per pigrizia e paura delle novità. Ma soprattutto ha saputo ben relazionarsi con il territorio in cui opera, sensibilizzando, informando ed educando la gente alla donazione del sangue. E’ solo grazie al suo impegno disinteressato se la sede di Giungano è stata “ promossa” da semplice punto raccolta a Unità di Raccolta Sangue. La sede di Giungano ha dovuto subire ben due anni di attesa prima di essere accreditata come Unità di Raccolta Sangue, nonostante avesse i requisiti di idoneità. Il presidente Francia e i suoi collaboratori , nonché i donatori tutti( sono più di 1000 gli associati!) si sono trovati di fronte ad un bivio: arrendersi o far sentire forte la propria voce.

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Si è tenuta ieri la riunione del tavolo istituzionale voluto dal Prefetto di Napoli dott.ssa Carmela Pagano nel corso dell'emergenza incendi del luglio scorso. All'ordine del giorno il tema dei rischi legati al dissesto idrogeologico nell'area vesuviana. Presenti i sindaci dei tredici comuni appartenenti alla Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio, i rappresentanti di Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Forze dell’Ordine e il Presidente dell’Ente Parco Agostino Casillo. L'incontro ha posto al centro l’aumento dei i fattori di rischio sui territori dei Comuni che si estendono sul perimetro del Somma - Vesuvio, in seguito agli incendi che nel luglio scorso hanno interessato una vasta area del Parco Nazionale del Vesuvio. Tutte la parti intervenute hanno evidenziato la necessità di rafforzare il monitoraggio delle aree maggiormente interessate dal rischio di dissesto idrogeologico. In particolare, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio si è fatto promotore di un piano che includa una mappatura delle aree di rischio al fine di avviare più interventi mirati alla messa in sicurezza del territorio. “L’Ente Parco farà la propria parte, mettendo in campo risorse finanziarie immediatamente disponibili per supportare i Comuni del Parco.” - ha dichiarato il presidente Agostino Casillo. “Crediamo sia necessario elaborare nell'immediato progetti di prima messa in sicurezza delle zone critiche ma per farlo c’è bisogno della collaborazione dei Comuni affinché la nostra risposta sia efficiente e operativa da subito. In particolare, chiediamo ai sindaci di attivare i propri uffici tecnici al fine di trasmettere all’Ente Parco nel più breve tempo possibile progetti che saranno valutati in via prioritaria e finanziati. Ovviamente gli interventi dovranno essere all’interno dell’area parco e progettati con tecniche di ingegneria naturalistica compatibili dal punto di vista ambientale”.

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NAPOLI. Si terrà il 4 ottobre la conferenza stampa di premiazione dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola quale “Area Marina Protetta più amata d’Italia”, nell’ambito del concorso indetto da Asdomar e SEAC SUB. Sarà estremamente suggestiva la cerimonia che prevede la consegna subacquea del premio nei meravigliosi fondali del parco archeologico sommerso. Il 4 ottobre sarà infatti utilizzata in anteprima per il pubblico la nuova tecnologia sperimentale Live 3D, sviluppata da Centro studi Interdisciplinari Gaiola nell’ambito del Progetto Sommergiamoci, che consente di “immergersi all’asciutto” sui fondali del Parco in collegamento diretto audio/video 3D wireless con il SUB ( http://www.sommergiamoci.it). L’appuntamento è dalle 10.00 alle 11.00 con la conferenza stampa alla presenza di Luciano Garella, Soprintendente della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli, Gaetano Daniele, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, Maria Carmela Giarratano, Direttore Generale Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Maurizio Simeone Presidente del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, e Giovanni Battista Valsecchi, Direttore Generale di Generale Conserve. A seguire, dopo un coffee break, l’attesa cerimonia di consegna del premio in visione LIVE 3D. Per chi avrà piacere di trascorre una giornata all’insegna della natura, dalle 15.00 è prevista l’escursione al Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon, raggiungibile a piedi dal CeRD. Per l’occasione sarà disponibile un servizio navetta gratuito - presso via Tito Lucrezio Caro, dove sono presenti alcune aree di sosta - fino all’accesso pedonale che conduce al CeRD del Parco (Discesa Gaiola, Cala S. Basilio, 80123 – Napoli) dove avrà luogo la premiazione.

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L’Esercito sempre in prima fila. Questo è uno dei punti salienti scaturiti nell’ultimo briefing svolto a Palazzo Salerno, nel cuore di Napoli, presso il Comando delle Forze Operative Sud dopo il passaggio di consegna fra i Colonnelli Sarcià ( uscente) e Mazzotta ( subentrante) impiegati nell’Operazione Strade Sicure – Terra dei Fuochi. Nel corso degli ultimi sei mesi dell’operazione in questione gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano, in concorso con il personale delle Forze dell’Ordine, hanno fornito risultati eccellenti. I soldati hanno risposto sempre con efficacia e tempestività, soprattutto quando hanno dovuto contrastare l’emergenza incendi verificatasi nel Parco Nazionale del Vesuvio. Sono intervenuti su tutti i comuni del vesuviano, garantendo sempre un pattugliamento capillare necessario alla segnalazione di nuovi roghi e/o segnalare la presenza di discariche abusive. Il personale dell’Esercito è intervenuto anche dopo, purtroppo, l’evento sismico che ha coinvolto l’isola di Ischia, e con uomini e mezzi hanno contribuito alla messa in sicurezza della “ Zona Rossa”. I dati evidenziati dopo il cambio sono rilevanti, il Raggruppamento Campania, sotto gli ordini del colonnello Sarcià, hanno controllato quasi ottomila veicoli e motocicli e circa diciasettemila persone. Si è proceduto all’arresto di venti persone per vari reati e cinquanta denunce da parte delle Forze dell’Ordine. Inoltre sono state rinvenute cinquanta automezzi rubati e sequestrati notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti. Nell’ambito dell’operazione Terra dei Fuochi sono state identificate circa quindicimila persone e ottomila automezzi. Un centinaio circa, le infrazioni segnalate alle locali unità di polizia municipale per versamento illegale di rifiuti. Questi sono gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano, sempre pronti a scendere in campo, in prima linea, per contrastare ogni attività illecita e per garantire la giusta serenità al cittadino.

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Femminicidio, Terzigno ricorda Enza Avino

Venerdì, 15 Settembre 2017 11:40 Scritto da
Ore 15.30 Terzigno ricorda la sua figlia, Terzigno non dimentica Enza Avino. Alla giovane mamma uccisa è stato dedicato il centro anti-violenza Lilith alla presenza del primo cittadino Francesco Ranieri, dell’assessore alle pari opportunità Genny Falciano, di Lisa Giannetta presidente dell’Associazione Fermaletuemani, di Valentina Scudiero del centro stesso e dei genitori di Enza, Giovanna e Stefano. “Il ricordo di Enza è ancora vivo in ogni cittadino e la sua non è stata una morte vana” così esordisce l’assessore che con la locale stazione dei carabinieri comandata dal maresciallo Adolfo Montagnaro ha intrapreso un’attività di studio e controllo sul territorio in favore di queste donne in difficoltà. “ La nostra attività sul territorio- continua la Falciano- è in costante crescita, adesso purtroppo dopo l’omicidio di Enza, non si ha più paura e noi come centro e come istituzione siamo vicini a chi vuole aprirsi e confrontarsi con i professionisti che sono a disposizione per due volte a settimana nelle giornate del lunedì e giovedì”. Enza sarà un simbolo indelebile della lotta contro la violenza delle donne, la dott.ssa Giannetta ha rilevato più volte nel corso del suo intervento questo punto e lo stesso comandante della stazione dei carabinieri, emozionatissimo, ha ricordato gli ultimi momenti di Enza dopo la presentazione dell’ennesima minaccia subita. Il primo cittadino del comune vesuviano Francesco Ranieri ha ricordato la figura della giovane vittima a distanza di due anni dal giorno dell’omicidio. “ Adesso si usa la parola “amore” impropriamente, commenta Ranieri, ricordo bene quando mi giunse la notizia dell’uccisione, rimasi impietrito, distruggere la vita di una donna, di una mamma, così, in un attimo”. Mamma Giovanna ascolta le parole mentre a papà Stefano le lacrime rigano il volto.”. Sono due anni che non vivo perché mia figlia è dentro di me, è parte di me, - ricorda mamma Giovanna - non mi so dare ancora una giustificazione soprattutto quando vedo e sento notizie terribili in tv”. “Enza, termina la mamma, ha salvato e continuerà a salvare tante giovani donne, credo solo in Dio è Lui la vera giustizia”. Al termine di questa chiacchierata dibattito il primo cittadino ha deposto una corona di fiori all’ingresso del centro vicino alla targa ricordo in pietra lavica che recita così: “ State molto attenti a non far piangere una donna, Dio conta le sue lacrime”.