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E’ stato prorogato al prossimo 28 febbraio il temine ultimo per la presentazione delle istanze relative al Bonus Idrico 2016, strumento che l’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano ha messo a disposizione degli utenti, nell'ambito delle agevolazioni tariffarie a carattere sociale, per supportare i nuclei familiari che vivono particolari situazioni di disagio economico. Ancora un mese di tempo, dunque, per le famiglie che dispongono di un'attestazione ISEE, relativa all’anno 2016 (redditi 2015) di valore inferiore od uguale ad € 7.500,00 e le famiglie "numerose" con quattro o più figli a carico, con ISEE non superiore ad €20.000,00. Il Bonus Idrico 2016 prevede uno sconto in bolletta di 29,2 metri cubi di acqua l’anno, pari a 80 litri al giorno per ciascun componente del nucleo familiare. Sono a disposizione delle famiglie in difficoltà economica € 3.556.550, comprensivi delle somme residue dell’anno 2015, non utilizzate. Le domande per richiedere il Bonus Idrico vanno presentate presso gli uffici dei Servizi Sociali del Comune di residenza utilizzando l'apposita modulistica. Sono i Comuni, infatti, a predisporre il Bando e le procedure selettive per l'individuazione dei singoli utenti beneficiari, sulla base dei criteri stabiliti dall'Ente d'Ambito.

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Si è tenuta questa mattina, presso la sede di via Toledo di Confesercenti Napoli, la conferenza stampa di presentazione della nascita dell'associazione «Le Vie dell’Eleganza Partenopea – Filangieri - dei Mille - Calabritto», che unisce i grandi marchi operanti su Via Filangieri, Via dei Mille e Via Calabritto. La neonata associazione, sorta per iniziativa di Confesercenti Napoli, composta dai brand mondiali Louis Vuitton, Bulgari, Hermes, Damiani, Gucci, Dodo, Brunello Cucinelli, Maurizio Marinella, Mont Blanc, Bottega Veneta, Nappa Gioielli, de’ Nobili, CikOrefice, è volta alla valorizzazione delle strade attraverso tre iniziative fondamentali: 1) Lo sviluppo turistico e commerciale delle strade; 2) La tutela degli interessi morali, economici e commerciali delle categorie dei soci nonché del carattere particolare delle vie; 3) La promozione e l'organizzazione di tutte le opere che possano migliorare l'estetica dell'ambiente nell'interesse dei soci e a vantaggio del pubblico. «L’associazione - spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania - nasce dalla volontà e dalla necessità di valorizzare ulteriormente le potenzialità commerciali delle zone eleganti della nostra città, in modo da renderle un’attrattiva mondiale per i turisti. Per realizzare tutto ciò però è necessario garantire la sicurezza e il decoro urbano del territorio che ospita questi grandi marchi. L’obiettivo ulteriore è la stretta collaborazione tra questi brand mondiali per realizzare eventi comuni come: penso a percorsi guidati di shopping, a sfilate, a degustazioni con aperitivi. Confesercenti è al fianco per tutelare questi brand internazionali in modo da garantire la messa in rete tra di loro e lo shopping del lusso da offrire immediatamente, per esempio, ai turisti russi che già sono interessati e che convergono sempre più numerosi nella nostra città. Confesercenti è a disposizione per ascoltare i commercianti e fare da filtro con le Istituzioni, al fine di realizzare grandi eventi come accade a piazza di Spagna a Roma». Al fianco della neonata associazione anche il Comune di Napoli, come ha sottolineato l’assessore alle attività produttive Enrico Panini: «Innanzitutto rivolgo i miei complimenti a Confesercenti perché queste iniziative ci consentono di realizzare una stretta collaborazione tra i commercianti e le istituzioni. E’ un momento storico perché si mettono in rete i grandi brand che rendono prestigiose le vie dello shopping, aumentando l’attrazione nei confronti della nostra città. Dal nostro punto di vista affronteremo le questioni burocratiche in tempi brevi proprio per venire incontro alle esigenze dei commercianti. Questa associazione può diventare un polo fondamentale di attrazione per i turisti, ricordando che Napoli ha un'antichissima tradizione di moda». Il presidente dell’Associazione, Marina Nappa (“Nappa Gioielli”), ha ribadito gli obiettivi fondamentali della neonata «Via dell'eleganza partenopea»: «Innanzitutto la sicurezza, ovvero tutelare i clienti e noi stessi. Chi frequenta le nostre strade deve potersi sentire sicuro. In secondo luogo vogliamo migliorare l’arredo e il decoro urbano, in modo da renderli pari a quelli di altre grandi città. Infine aumentare l’offerta attrattiva della nostra città, poiché i turisti tendono a soffermarsi quasi esclusivamente sui siti culturali». Federico Apa, Store Manager di “Bulgari” Napoli è tra i promotori dell’iniziativa: «Ho voluto fortemente questa associazione perché credo fermamente che Napoli possa diventare uno dei poli commerciali più importanti non solo in Italia, ma in Europa. Ho chiesto alla mia azienda di investire in questa città. Abbiamo già fatto un evento importante il primo di dicembre perché il mio marchio è sempre rimasto legato alla città dove ha aperto il suo primo esercizio commerciale. Abbiamo bisogno però di aiuto e di garanzie che ci auguriamo di avere attraverso questa sinergia con le istituzioni». Infine Pasquale Limatola, Coordinatore di Direzione della Confesercenti Napoli (e anche tesoriere dell’associazione), ha sottolineato le potenzialità di questa neonata associazione: «Siamo aperti anche ad altri grandi marchi e intendiamo costruire percorsi guidati da offrire ai tour operator, con la possibilità anche di dar luogo a dimostrazioni in atelier, in modo da far scoprire ai turisti, per esempio, i segreti della sartoria napoletana» Tra gli obiettivi primari dell’associazione, presieduta da Marina Nappa (Direttore “Nappa Gioielli”), con la vicepresidenza affidata a Federico Apa (Store Manager di “Bulgari” Napoli) e con la segreteria di Vittorio Ianniello (Direttore “Damiani” Napoli), c’è l’intenzione di condividere un sistema integrato di vigilanza, un coordinamento di decoro urbano, adottare azioni di marketing comuni che possano essere rappresentate dalla organizzazione di percorsi turistici guidati, inizialmente per il mercato turistico Russo, grazie alla collaborazione con il Consolato della Federazione Russa in Napoli, in modo da creare una “best practice” da estendere in un secondo momento agli altri mercati turistici (quali ad esempio, arabo, cinese, americano, inglese). Infine, risulta agevole organizzare eventi comuni quali sfilate, défilé, aperitivi, show, che prevedano anche la chiusura di alcune strade o parti di esse, con l’ausilio istituzionale di Confesercenti, sia per la condivisione di costi, sia per il confronto istituzionale.

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I Comuni di San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Palma Campania, San Gennaro Vesuviano, Somma Vesuviana, Striano e Terzigno, nell'alveo del percorso condiviso su energia, lotta ai cambiamenti climatici e ambiente, propongono ai loro residenti under 30, laureati in Ingegneria, Architettura o Agraria, una “Summer Academy” gratuita, coordinata dall'Ufficio Ambiente del Comune di San Giuseppe Vesuviano e condotta da tutor di lingua italiana e lingua inglese. Nei due giorni di stage, i partecipanti, dopo aver analizzato alcune best practices ( le migliori pratiche) saranno coinvolti nella redazione di uno studio di fattibilità sulla riqualificazione e l'efficientamento energetico di un edificio di proprietà del comune di Striano, sito in via delle Industrie, n. 48. Gli incontri si terranno nella stessa città di Striano, presso l'Istituto Comprensivo D’Avino. L'iscrizione, per chi è in possesso dei requisiti di ammissione, potrà avvenire fino alle ore 18:00 del 22 luglio 2016, compilando il modulo presente all'indirizzo web https://drive.google.com/open?id=0BzNzRuAcT-XdeDhHY3N2d2R2ejQ ed inviandolo all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. unitamente al proprio curriculum vitae. Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina Facebook https://www.facebook.com/sustainableenergysummeracademy.

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Continua il nostro viaggio sul territorio vesuviano incontrando un amico giornalista, amante della natura, del cinema, della cultura e dell’escursionismo: Francesco Servino. Allora caro Francesco, presentati soprattutto verso coloro che ancora non ti conoscono e non sanno delle tue qualità.  Sono un giornalista appassionato di tutte le forme di comunicazione. Amo il bello e la natura, ed è questo il motivo per il qualelotto per il patrimonio culturale e archeologico del Parco Nazionale del Vesuvio. Ogni forma d’arte e di espressione suscita la mia attenzione. Alcuni sono a conoscenza del mio attivismoAltri si chiederanno che senso abbia intervistarmi. Io per primo. Scherzo. Esiste ancora la figura dell’archeologo esploratore e scopritore? C’è tantissimo da scoprire, tanto da portare alla luce. Basti pensare che lo storico russo Michail Rostovcev già negli anni ’30 del secolo scorso recensisse una quarantina di ville rustiche concentrate intorno a Stabiae, a Castellammare, a Gragnano, nel suburbio di Pompei a Scafati: oggi siamo sicuri che le ville individuate nel territorio vesuviano raggiungano il centinaio. Dello scarso interesse che si attribuiva a queste costruzioni, non si potrebbe addurre prova migliore se non la circostanza che, delle numerose individuate ed esplorate, non una sia stata lasciata in vista, eccezion fatta per Villa Regina a Boscoreale. Forse oggi ci sono pochi archeologi appassionatisono cresciuto con l’idea dell’archeologo avventuriero ma la realtà è fatta di accademiaufficiincontri da fissare mesi prima per non giungere comunque a nienteCerto è giusto muoversi con le dovute cautele ma d’intraprendenza ne vedo poca. Quando hai scavato tanto ogni cosa che tiri fuori, ti sembra uguale perdi interesse per la ricerca, ma per un cittadino anche una suppellettile può essere motivo di orgoglio e il suo rinvenimento può contribuire in misura enorme allo sviluppo culturale di un paeseIl caso della villa dionisiaca di Somma Vesuviana è significativo, c’è voluta l’Università di Tokyo col professor Aoyagi per scavarla. Ed è venuto fuori qualcosa di straordinario. Se lo scavo sistematico di nuove ville è difficilissimo a Terzigno, per la conformazione del territorio, non lo è in altre zone meno colpite dalle eruzioni. Tante meraviglie giacciono sepolte: ad esempio la villa “apud Nolam” in cui è morto l’imperatore Cesare Ottaviano Augusto ancora non è stata individuata. La sua scoperta sarebbe sensazionale: pensare che nel periodo fascista furono investite ingenti risorse per trovarla, considerato il suo elevato valore simbolico. E’ sepolta da qualche parte tra Ottaviano e Nola. Ville vesuviane, lo stato di degrado, verso chi puntare il dito? Verso chiunque può fare qualcosa e non lo fa. Che cosa vuol dire essere archeologo? Per me l’archeologia è studio, esplorazione. Uno studio che ho intensificato negli ultimi anni attuando ricerche, prendendo visione dei siti archeologici abbandonati e di quelli ancora da scavare e seguendo il lavoro di studiosi ed esperti del territorio vesuviano e nolano. La mia attività è prevalentemente di divulgazione. Un archeologo professionista ha il compito di portare alla luce le tracce materiali per ricostruire le civiltà e le culture del passato e farci comprendere chi siamo, quali grandi cose abbiano fatto i nostri antenati. Le problematiche di Pompei e Terzigno dopo sono figlie dei tagli del Ministero dei Beni Culturali che hanno proprio ucciso il settore dell’archeologia. Credo che mai come ora il problema di Pompei sia il dover impiegare i tanti soldi messi a disposizione per la tutela e la valorizzazione degli Scavima prima di tutto andrebbero potenziate le infrastrutture perché il turismo è, mordi e fuggi. Mordi e fuggi perché il patrimonio dell’area vesuviana non è adeguatamente valorizzatoCava Ranieri sarebbe l’attrattore turistico più importante dopo Pompei: quella che manca è una visione organica di sviluppo, d’insieme, ad esempio andrebbe migliorato il sistema di trasporti e viario eelaborata l’offerta turistica. Se il lavoro sulla filiera fosse iniziato anni fa, il percorso che dalle civiltà del Sarno conduce a Pompei sarebbe tra i più interessanti al mondo, una sorta di cammino di Santiago. A Terzigno si minacciano querele perfino sul nome da dare all’ex macello che dovrebbe accogliere i reperti, figuriamoci da dove si parte: per impedire il crollo della tettoia su Villa 1, due anni fa, bastavano mille euro. Non è stato fatto nulla. Ben poco cambierà fin quando la politica non si affiderà alle risorse eccellenti del territorio senza fare discriminazioni: se espressioni come ”a chi appartieni” e “ 'a ro' vieni” conteranno ancora più delle azioni, delle capacità intellettive e del buon senso non ci sarà mai un’evoluzione. Occorre tanta ma proprio tanta apertura mentale da parte di tutti e darefiducia alle persone che meritano. Un patrimonio sepolto che preclude anche a una crescita economica e culturale del paese? Chiaro, è l’occasione più seria di sviluppo in un paese in cui limprenditoria è in crisi.Il circuito integrato Parco Vesuvio, Parco Archeologico e aziende enogastronomiche sono l’ancora di salvezza per Terzigno. Da quando vivo qui, parlo di turismo ma mi hanno sempre risposto che non bisogna ragionare sulle utopie. Ora si segue questa direzione. Sei anni fa proponevo già un itinerario terzignese sulle pagine di Terra e mi occupavo con l’Università di progetti per il reintegro delle specie animali autoctone per creare un nuovo attrattore culturale: mi supportavano unicamente le riviste specializzate in agricoltura e zootecnia. Terzigno ha tantissimo da offrire: forse il presidente del Parco Vesuvio non lo saio  perché ho avuto l’ardire di percorrerlo più volte, ma dalla pineta c’è un sentiero che porta fino alla Valle dell’Inferno.Terzigno ha la più grossa fetta di Parco Nazionale del Vesuvio dopo Ottaviano. Che cosa vuol dire? Che qui va piazzata almeno una struttura ricettiva, che va migliorata la sentieristica, che c’è spazio per tanti progetti sull’ambiente. Si potrebbe, ad esempio, creare una struttura per il ricovero e l’accoglienza della fauna del Parcobambini, adulti e scuole verrebbero a visitarla. Io avanzerei l’idea di un gemellaggio con Breslavia, capitale europea della cultura nella quale ho avuto la fortuna di vivere: apprendiamo come abbia fatto un paese povero, devastato dalla guerra e dilaniato dai regimi a divenire il gioiello che è ora. Mi fa sempre piacere scrivere queste cose perché so che i politici mi seguono con attenzione e “prendono spunto”l’ultima interrogazione presentata su Cava Ranieri è un copia-incolla della mia petizione. Per me l’importante è che la politica faccia. Poi io a livello comunicativo, d’idee e come mediatore sono disponibile a dare il mio contributo. Lo sono sempre stato. Peccato per chi non l’ha capito. I cittadini come potrebbero tutelare questo patrimonio? Il patrimonio di Cava Ranieri va affidato ai cittadini perchè appartiene a loropotrebbero badare a tenere pulito e curato il parco archeologico, segnalare problemi di varia natura, organizzare attività conoscitive, rassegne che coniughino arte, cultura e tradizioni, ovviamente dopo adeguati corsi di formazione. Scripta manent, il primo a mettersi a disposizione gratuitamente sarei io. Ci sono numerosissimi esempi di beni tutelati dalla collettività. Magari in questo modo aumenterebbe il rispetto per il proprio paese e si porrebbe un freno alla piaga dell’inquinamento che proprio nel quadrilatero di vie in cui ricade Cava Ranieri raggiunge picchi stratosferici. Il recupero della Cava è di vitale importanza per il paese: tutelarla significa tutelare se stessi.

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Per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, il Comune di Palma Campania ha avviato da tempo una serie di iniziative, la più importante delle quali è stata la costituzione del comitato di sicurezza, attivato dalla Prefettura di Napoli, su proposta dell’amministrazione comunale, alla fine del 2013. Il Prefetto di Napoli accolse l’allarme del sindaco Vincenzo Carbone, che indicò le emergenze legate all’alto numero di migranti irregolari a Palma Campania: dallo sfruttamento della manodopera clandestina all’ordine pubblico. Spiega Carbone: “Il ripristino della legalità è essenziale, nessuno vuole contestare gli stranieri che risiedono regolarmente a Palma, ma intorno ai clandestini avvengono affari inaccettabili, che peraltro abbiamo sempre segnalato all’autorità giudiziaria. Ecco perché siamo dinanzi ad un’emergenza che va contrastata”. I dati evidenziano la presenza di circa 1500 stranieri regolari, di cui circa 900 provenienti dal Bangladesh, mentre in realtà le stime ufficiose presumono che gli extracomunitari non siano meno di 5000/6000, su un numero complessivo di circa 15000 abitanti. Aggiunge ancora il sindaco: “E’ evidente che si tratta di una situazione insostenibile, che stiamo contrastando attraverso la sinergia con le istituzioni e le forze dell’ordine. Tuttavia c’è da fare ancora tanto”. Al riguardo, nell’ultimo anno sono stati effettuati 39 controlli dai vigili urbani, 21 con la polizia e 18 con i carabinieri. I controlli hanno riguardato soprattutto gli opifici ma anche le abitazioni dove in pochi metri quadrati vivono in decine di migranti, ammassati alla meno peggio.Altrettanto serio è il problema dell’evasione dalla Tarsu: nel 2014 a fronte di un importo a ruolo di 300211 euro per complessivi 470 residenze abitate da cittadini extracomunitari sono stati incassati 128000 euro. L’evasione, dunque, arriva quasi al 60% (il dato complessivo a Palma si assesta intorno al 30%). Non solo: ben 80 avvisi di pagamento sono stati restituiti alla Casa comunale perché le utenze risultavano sconosciute.