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Sono due le cose che ti colpiscono la prima volta che ti rechi a Guardia Piemontese: le note sulfuree che si mescolano alla brezza marina e il verde smeraldo del mare. Il nostro itinerario ci porta oggi in una cittadina occitana sorta nel cuore dell’alto Tirreno cosentino moltissimi anni fa e che ieri, come oggi, ti cattura e ti tiene legata a sé. Uno specchio d’acqua limpida Il mare di Guardia è considerato, a ragione, l’ottava meraviglia del mondo. Il colore del fondale va dal verde all’azzurro fino a mescolarsi in una nuance di tonalità che ti lascia senza parole. Lo scoglio maestoso ti invita ad accoccolarti sulle sue rocce calcaree impreziosite dal muschio della vegetazione e lo sciabordare delle onde ti dona un senso di assoluto relax. Una città nata nel XII secolo Guardia Piemontese venne fondata da alcuni rifugiati valdesi provenienti da Bobbio Pellice, in Piemonte intorno al 1300. Fuggiti da persecuzioni religiose, trovarono, in queste terre, accoglienza e il luogo ideale dove far crescere e prosperare la propria comunità, diventando ben presto un fulgido esempio di integrazione. Centro storico La pavimentazione in pietra ti introduce nel centro storico, piccolo, caratteristico che ha saputo conservare intatta la conformazione di un tempo. I negozietti di artigianato locale lo arricchiscono e gli conferiscono l’aspetto di una graziosa bomboniera. La torre di avvistamento contro le incursioni saracene svetta fiera a dominare l’intera vallata. Le porte di accesso a quella che era l’antica cinta muraria sono numerose, tra le quali spicca la Porta del Sangue in ricordo dei giorni di repressione a cui vennero sottoposti i valdesi in seguito alla loro adesione alla riforma protestante. Nella notte del 5 giugno 1561, infatti, vennero trucidati centinaia di valdesi per mano di soldati cattolici. Tradizioni Fino a non poco tempo fa veniva indossato, dalle donne del luogo, il costume tipico occitano che si presenta in un duplice aspetto: quello di tutti i giorni chiamato tramontana e quello da sposa denominato dournë. La linea sartoriale ricorda l’abitello penitenziale, di origine spagnola, imposto ai guardioli dopo la strage del 1561. L’occitano è un idioma molto antico con influenze elleniche che si andarono a mescolare a quelle dei romani quando questi invasero la Gallia e il latino si insinuò fortemente nella lingua d’origine. Ad oggi, il guardiolo, costituisce l’ultimo avamposto linguistico occitano nel meridione d’Italia. A tal proposito la visita al Museo valdese di Guardia Piemontese è d’obbligo. Terme Luigiane Sorgono tra Acquappesa e Guardia ed offrono un servizio d’eccellenza per quel che concerne la cura del corpo con stabilimenti sono dotati di ogni confort. Al proprio interno potrai trovare un cinema, l’area ristoro, animazione, spettacoli e molto altro. Per le tue vacanze settembrine scegli Guardia Piemontese, non te ne pentirai.
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Copanello, dove la vacanza profuma di magia

Lunedì, 08 Agosto 2016 16:48 Scritto da
Ci troviamo nella provincia di Catanzaro e più precisamente a Copanello, frazione di Staletti, un luogo che definire etereo sarebbe fargli un torto. E’ la dimostrazione lampante di come non riusciremo mai a spiegarci il mistero che avvolge il creato. E’ stata denominata, a ragione, la Perla dello Jonio catanzarese per le sue spiagge sabbiose, il mare limpido - perfetto per lo snorkeling - i fondali pescosi e la sensazione di pace che ti pervade una volta che ti trovi a stretto contatto con il blu cobalto del mare. E’ davvero il luogo ideale per riconciliarti con il mondo. Quando la leggenda si mescola alla storia Situata lungo la Costa degli Aranci o dei Saraceni, Copanello fece parte per lungo tempo dei possedimenti del politico e scrittore latino Cassiodoro che attribuì la fondazione della città di Squillace nientemeno che ad Ulisse, dopo il suo arrivo nel paese dei Feaci. Naufragato nei pressi della foce del fiume Alessi (tra Copanello Lido e Squillace Lido) avrebbe incontrato qui la giovane Nausicaa, figlia del re Alcinoo, che dimorava in questa zona ed è per questo motivo che il tratto di costa da Copanello a Catanzaro Lido è chiamato oggi Riviera di Nausicaa. Siti archeologici E’ possibile ammirare innumerevoli reperti di epoca tardo-romana come la piccola cappella triabsidata di San Martino, unica vestigia paleocristiana calabra ed identificata come la tomba di Cassiodoro. Le vasche di Cassiodoro rappresentano un fulgido esempio di acquacoltura. Si tratta infatti di tre bacini dove la scogliera, creando più anelli, ingloba dentro di sé l’acqua del mare, e si ha la sensazione di fare il bagno in una piscina naturale. Potrai ammirare, inoltre, la celebre Rotonda sul mare che ispirò a Fred Bongusto la famosissima omonima canzone. Nella vicina Staletti sono ancora visibili i resti dell’antico Monastero Vivariense, fondato da Cassiodoro e che rappresenta il primo esempio di università cristiana d’Occidente. Di notevole rilievo le altre testimonianze archeologiche come la chiesa di Santa Maria Vetere, i resti del castrum bizantino, l’antica via romana e la Fontana di Cassiodoro attigua al Casino Pepe, vetusto ninfeo romano ed in seguito cristianizzato all’epoca di Gregorio Magno. Imperdibile visita al Museo Naturalistico “Libero Gatti.” Tanti paesaggi per un unico panorama La conformazione paesaggistica ti assicura un colpo d’occhio impareggiabile. Le colline lussureggianti fanno da raccordo alla flora e fauna locale di stampo mediterraneo, ricca di colori e profumi, mentre i promontori di granito bianco, degradando verso il mare, creano degli arenili sabbiosi totalmente naturali e perforati dall’azione corrosiva del mare che regalano magnifiche grotte tra le quali spicca quella di San Gregorio sita in località Caminia. La costa, impreziosita da scogli a picco sul mare e da rocce alte, è drappeggiata da lunghe barbe di capperi, fichi d’India, euphorbie, corbezzoli e garofani selvatici insieme a piccoli boschetti di eucaliptus che inondano l’aria con il loro profumo acre che sa selvatico e di naturale. Vita notturna Per la sera le possibilità sono infinite. Passeggiata sul lungomare, breve incursione nella vicinissima Stiletti oppure capatina a Catanzaro che dista una manciata di chilometri. Lì potrai trovare locali, bar alla moda, musica, movida e una serie infinita di negozi pronti a soddisfare la tua voglia di shopping.
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Vacanze 2016, perché scegliere Soverato

Martedì, 02 Agosto 2016 16:45 Scritto da
Se sei stanco della solita vita in città, del traffico, del caldo torrido che ondula l’asfalto e ti fa sudare come un beduino nel deserto, ti consigliamo di prendere armi e bagagli e trasferirti al mare. E non c’è niente di meglio che spendere del tempo in una delle località più gettonate dello Jonio calabrese: Soverato. “I mari sono la prova tangibile che Dio ha pianto della sua creazione.” La purezza delle acque, le spiagge chilometriche sempre pulite e dalla sabbia bianca fanno di quest’area una delle più incontaminate d’Italia. Il mare è popolato da una colonia di Cavallucci marini e dal pesce ago, tant’è che è stato istituito il Parco Marino Regionale “Baia di Soverato” con lo scopo di tutelare la biodiversità. I più allenati possono raggiungere a nuoto lo scoglio di Pietragrande, una conformazione rocciosa posta dinnanzi alla costa di Staletti. Il lungomare non è una semplice sfilata con vista su uno dei mari più belli al mondo ma è una vera e propria passerella di locali, bar, negozi, ristoranti atti a soddisfare tutte le tue esigenze. Alcuni cenni storici. Incastonata nel Golfo di Squillace, Soverato sorge poderosa nella provincia di Catanzaro e, dalla sua fondazione, attraversa varie dominazioni che lasciano segni tangibili sul territorio. Innanzitutto sicula, come si evince dalle tombe funerarie rinvenute in località San Nicola; in seguito greco-romana e ne sono prova alcuni basamenti di magazzini utilizzati per la conservazione dell’olio e dei cereali e alcune monete. I normanni introdussero le Contee Feudali, mentre gli Svevi prima e gli Aragonesi poi, passando per gli Angioini, contribuirono a renderla ricca e prospera. Le incursioni saracene e il saccheggio ad opera di Bascià Cicala nel 1594 la indebolirono ma, ad oggi, Soverato è una cittadina che ha fatto della sua storia e del turismo il fulcro della propria economia. Tre imperdibili monumenti. La Torre di Carlo V è una torre di avvistamento eretta al fine di difendere il territorio dall’avanzata dei turchi. Affaccia sul Mar Jonio su di uno sperone a nord di Soverato ed è una delle 339 Torri costiere del Regno di Napoli edificate nel corso del tempo lungo le coste del Mezzogiorno, a difesa del regno. La Chiesa Matrice di Maria Santissima Addolorata venne edificata in seguito del terremoto del 1783 e custodisce al suo interno la formella raffigurante l’Ecce Homo e la celebre Pietà entrambe di Antonello Gagini. Immancabile tappa al sito archeologico di Soverato Vecchia, alle Rovine di Poliporto, porto di epoca greco-romana, in località San Nicola, alle tombe sicule e alle Grotticelle. Stiamo parlando di un complesso di età pre-ellenica rinvenuto dai greci intorno al VIII secolo a.C. Sono delle piccole insenature ricavate nella roccia che avevano la funzione di catacombe per i Sikela, popolazione che credeva nell’immortalità dell’anima e nel culto della Madre Terra. Artigianato locale. Le ceramiche fatte e dipinte a mano sono da sempre il vanto e il simbolo di questa città. I negozietti tipici brulicano di souvernirs di tutte le forme e dimensioni, di terrecotte ma anche di profumi, essenze e cibi tradizionali. Non c’è niente di meglio che portarsi a casa un ricordo del luogo in cui si è stati, è come avere sempre con sé un pezzo di quel posto che ti ricorda tutte le emozioni che hai vissuto.
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Scogliere scoscese e selvagge, piccole calette, spiagge dalla sabbia finissima con nuance dal giallo dorato al rosso corallo, mare dai colori cangianti, fondali che ospitano esemplari di flora e fauna protetta e tutto intorno vegetazione spontanea e macchia mediterranea. Non stiamo sognando, questo posto esiste davvero amici, è Isola Capo Rizzuto. Il nostro viaggio ci porta, quest’oggi, nella provincia di Crotone per scoprire un luogo etereo, quasi divino. Le leggende narrano che… Secondo la leggenda la fondazione della cittadina avvenne per volere di una delle sorelle del re Priamo di Troia, Astiochena, che volle edificare un centro abitato nei pressi del tempio dedicato ad Hera. Alcune, invece, attribuiscono il nome “Insula”alle isole che si affacciavano sui tre promontori detti “Japigi” (Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Punta Le Castella) in onore del mitico Japyx, figlio di Dedalo che, fuggito da Creta, trovò accoglienza in questa terra, in seguito ad un naufragio. Altri studiosi fanno derivare il nome di Isola al fatto che “Insula” era il luogo dove chi vi viveva godeva del diritto di asilo. L'imperatore di Costantinopoli, Leone VI elevò Isola di Capo Rizzuto a sede vescovile. La diocesi e quindi la cittadina è indicata nei documenti bizantini con il termine greco “Άσυλον” che significa “luogo sacro”, dove l'uomo non può essere perseguitato. La Torre Vecchia. Sulla costa sorge la Torre Vecchia, una vetusta torre di avvistamento di forma cilindrica eretta nel XVI secolo a guardia della zona contro le incursioni barbariche. La Torre era sotto la custodia di un milite e di un caporale che avevano l’incarico di vigilare giorno e notte e segnalare eventuali navi sospette mediante segnali: di giorni con l’ausilio del fumo e di notte accendendo un falò. Alla Torre si accede mediante un ponte levatoio in legno. Il Santuario della Madonna Greca eretto in onore della Protettrice dell’Isola è semplice e maestoso allo stesso tempo. E’ di nuova costruzione e ogni anno è meta di fedeli e devoti. Il faro in affitto e i ritrovamenti micenei. In località Capo Rizzuto è possibile ammirare il celebre Faro, considerato fin dall’epoca pre-ellenica luogo sacro e punto strategico per i naviganti. In seguito ad una disposizione del governo per la valorizzazione del patrimonio artistico italiano, è possibile affittarlo. Nel 1977, sul promontorio di Capo Piccolo, tra Capo Rizzuto e Le Castella, l’archeologo Domenico Marino scoprì un insediamento dell’età del Bronzo antico e medio che ha restituito alcuni frammenti di ceramica minoico-micenea che indicano una testimonianza certa di contatti tra i popoli indigeni enotrio-japigi e l’universo minoico-miceneo. E’ possibile vedere i reperti presso il Museo archeologico nazionale di Crotone. Punta Le Castella. E’ una frazione di Isola Capo Rizzuto e colpisce per la sua bellezza e per il suo territorio incontaminato. Con la sua imponente fortezza aragonese domina l’intera baia e si ha ragione di credere che in questa zona si collochi l’isola di Calypso narrata da Omero nell’Odissea. Lo spettacolo più suggestivo è vedere questo avamposto cinquecentesco, di notte, illuminato da luci e fiaccole che si riflettono sulle acque e lo legano alla terra ferma da un minuscolo lembo di terra. Le Castella balzò agli onori della cronaca per essere stata teatro di sanguinose battaglie durante i vespri siciliani. Una vacanza all’insegna del relax tra mare meraviglioso e borghi pregni di storia.
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Immaginiamo di essere a bordo della nostra auto, una di quelle spaziose, con il cofano bello ampio da contenere tutte le nostre valigie. Impostiamo il navigatore, allacciamo la cintura di sicurezza, ingraniamo la prima e dirigiamoci verso Roccella Jonica, una delle località più rappresentative della costa jonica calabrese, edificata sui resti della città magno-greca di Amphisya, citata dal poeta romano Orazio nei suoi poemi. Costa dei Gelsomini e Bergamotto. Roccella si sviluppa lungo la Costa dei Gelsomini che va da Riace a Locri. Sono 90 chilometri di arenili bassi e sabbiosi, racchiusi tra alte rocce a picco sul mare, dove sono stati costruiti stabilimenti balneari perfettamente attrezzati. I fiori di gelsomino, raccolti dalle gelsominaie, vengono utilizzati per la preparazione di profumi. Nel linguaggio dei fiori questa pianta simboleggia la sensualità, l’amore divino e la buona fortuna nel matrimonio. I suoi 5 petali indicano la Grande Madre, che nell’antichità si pensava potesse proteggere dal Male. Il bergamotto è un’altra specialità di questa terra. Si tratta di una pianta simile al limone che cresce nel tratto tra Roccella e Reggio Calabria. Il suo nome in arabo significa “pero del Signore.” Ha un profumo intenso, deciso, ricco di carattere. Viene utilizzato in cucina ma anche nella cosmetica. Dal frutto, infatti, si ricava un olio essenziale che è alla base di tutti i profumi del mondo. Bandiera blu per il mare e verde per la spiaggia. Roccella si è aggiudicata, anche quest’anno, il prestigioso doppio riconoscimento di Bandiera Blu per il mare e Verde per la spiaggia più pulita. Il mare cristallino, i fondali ricchi di flora e fauna e la sensazione della sabbia bianca sulla pelle fanno di questo mare uno dei più belli d’Italia e del borgo una di quelle località accessibile a tutti con alberghi, ristoranti, B&B dai prezzi abbordabili. A spasso per il borgo con il bike sharing. Il potenziamento della mobilità sostenibile ha dato vita a 8 km di pista ciclabile e ad aree pedonali. In sella alla nostra bici è possibile arriva fino al borgo e visitare il Castello, caratteristico per la sua collocazione in cima ad una roccia a 100 metri s.l.m. Costruito per volere di Gualtieri De Collepietro, in epoca normanna, ottenne lustro durante la reggenza del principe Fabrizio Carafa, grande persecutore di Tommaso Campanella. La Torre di Guardia venne edificata per sorvegliare la cittadina dalle scorribande dell’esercito turco. La terrazza, oggi restaurata, è accessibile e offre un panorama sull’intera vallata da togliere il fiato. Mediante una passeggiata panoramica/archeologica è possibile osservare da vicino i resti dell’antica Cittadella Medioevale. Si parte da Torrente Zirgone e ci si inoltra fino alla Torre di Pizzofalcone. Poco distante da Piazza Vittorio le Due Colonne si ergono maestose ed imponenti quasi a creare una porta d’ingresso al mare. Si tratta di due elementi in porfido provenienti dall’Egitto e destinati, con ogni probabilità, per l’edificazione di un antico tempio pagano. Eventi, sagre e tanto divertimento. Per la gran soirée le opzioni sono molteplici. Il lungomare offre una vista spettacolare e la possibilità di fare una bella passeggiata tra negozietti tipici e locali all’aperto. Innumerevoli sono gli eventi, i concerti e le sagre. Per i più “giovani” le discoteche offrono musica e allegria responsabile. Non perderti l’alba sulla spiaggia quando il sole si sveglia tra le onde del mare.