La Panini ha realizzato sei figurine speciali sui protagonisti delle ultime settimane della Serie A TIM. Nella nuova collezione “Calciatori 2015-2016”, è presente infatti la sezione “Film del Campionato”, che racconta i momenti salienti della stagione, dall’inizio fino ai verdetti finali. Le nuove figurine celebrano in particolare Stephan El Shaarawy per il gol più bello (segnato durante la partita Roma-Frosinone del 30 gennaio scorso), Lorenzo Insigne per l’alto rendimento, in particolare in termini di gol e assist, e Gianluigi Buffon per l’”esperienza al potere”. Figurina speciale anche per M’Baye Niang come giocatore-rivelazione: questa figurina vuole anche rappresentare un “in bocca al lupo” per un pronto rientro dopo l’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto. Altre due figurine sono infine dedicate rispettivamente alla partita Sampdoria-Napoli dello scorso 24 gennaio (finita 4 a 2 per i partenopei) come match più spettacolare e ad una riproduzione della prima pagina de “La Gazzetta dello Sport” del 14 febbraio scorso riguardante la sfida scudetto tra Juventus e Napoli. Queste sei figurine extra saranno distribuite in omaggio sabato prossimo 5 marzo, in una bustina speciale denominata “Calcio di Primavera” abbinata a “La Gazzetta dello Sport”. Altre sei figurine speciali, relative alla cosiddetta “Corsa d’inverno”, sono state distribuite il 30 gennaio scorso, mentre nelle bustine della collezione “Calciatori 2015-2016” vendute in edicola sono già presenti le prime sei figurine del “Film del Campionato” dedicate all’inizio della stagione.

 “Con le nuove figurine della bustina sul ‘Calcio di Primavera’ continuiamo a raccontare l’entusiasmante Serie A TIM 2015-2016”, ha dichiarato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia di Panini. “Quest’anno la sezione ‘Film del Campionato’ è stata ulteriormente arricchita e l’innovazione avviene proprio in una stagione da tempo non così avvincente: abbiamo quindi la possibilità di raccontare l’alternarsi delle squadre in vetta alla classifica, il riproporsi di giocatori decisivi nel campionato italiano, come Stephan El Shaarawy, la celebrazione di campioni affermati che continuano ad infrangere record, come nel caso di Gianluigi Buffon, e molte altre situazioni che meritano di essere ricordate nel tempo attraverso il racconto delle figurine Calciatori”.

La nuova collezione “Calciatori 2015-2016” comprende 893 figurine su giocatori e squadre di Serie A TIM, Serie B ConTe.it, Lega Pro, Serie D, Campionato Primavera TIM e Serie A Femminile. L’album di 128 pagine ha una copertina preziosa e colorata: vi spiccano i colori della Serie A riprodotti su bandiere, oltre all’immancabile immagine del “calciatore in rovesciata”. Tante sono le novità di questa raccolta: sale a 22 il numero delle figurine dei calciatori per ciascuna squadra di Serie A TIM; crescono le dimensioni delle figurine fustellate dei singoli calciatori di Serie B ConTe.it; tornano i “Quiz del Tifoso” sul retro delle figurine di Serie A e da quest’anno anche della Serie B; si arricchisce la sezione “Film del Campionato” e arriva la nuova sezione “RafFIGUra la tua squadra”. Un’altra grande novità riguarda il concorso “Vota i tuoi idoli”, che consentirà ai collezionisti di eleggere online i giocatori più amati in Italia votandoli su www.calciatoripanini.it. E’ in corso, intanto, il tradizionale “Panini Tour 2016 – Le Figuriniadi”, che proseguirà fino ad aprile: le strutture itineranti Panini raggiungeranno le principali piazze ed i grandi centri commerciali di tutta Italia (con un totale di quasi 100 giornate/evento) per presentare al pubblico, attraverso attività e giochi a premio, le novità della collezione “Calciatori 2015-2016” e di altri prodotti Panini.

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"C'è chi legge la storia e c'è chi la scrive". Così recitava una delle due magliette celebrative sfoggiate lo scorso anno dalla Juventus, al termine dell'ennesimo campionato (meritatamente) vinto. L'altra maglietta, un po' meno altezzosa e più simpatica, ribadiva: "non c'è 2 senza 3", con i due numeri incrociati in modo da indicare il "32", equivalente al totale degli scudetti che la società torinese dichiara di aver vinto. In barba alle sentenze. Del resto, "vincere è l'unica cosa che conta", altro slogan bianconero famoso. Non importa evidentemente come.

La storia, dunque, c'è chi la scrive. Ed è storia di pochi giorni fa, che più che scritta si è prescritta. Ancora una volta. Dopo nove anni si è chiuso il processo di Calciopoli, con il verdetto della Cassazione che ha mandato in archivio tutto, fuorchè i dubbi. Prescrizione. Un finale di storia talmente scontato da sembrare ormai da tempo già scritto. O prescritto.

Le motivazioni saranno pubblicate entro 90 giorni, tanta altra acqua scorrerà tranquillamente sotto i ponti, con la stessa sensazione vissuta in questi anni, vale a dire di assistere ad un’ennesima storia italiana, fatta di giorni persi, di lungaggini, rinvii e alla fine di decisioni mai prese. Perché, come è anche piuttosto semplice da intuire, prescrizione non vuol dire assoluzione, vuol dire semplicemente l’impossibilità di arrivare ad una sentenza definitiva.

Non è la prima volta che ciò accade, come da degno costume italico. Ma non è la prima volta che accade nemmeno quando l’imputato si chiama Juventus.

Successe anche anni fa, quando le accuse mosse alla società piemontese furono di doping. Anche quello fu un percorso lungo e pieno di ombre, iniziato con le accuse dell’allenatore Zeman, nell’estate del 1998, proseguito con le indagini infinite del procuratore Guariniello e concluso, anche in quel caso, con la prescrizione a salvare l’allora amministratore delegato bianconero, Antonio Giraudo, e il responsabile del settore medico, Riccardo Agricola, dall’accusa di frode sortiva. 

Che le parole chiave siano “doping” o “calciopoli”, la sostanza non cambia, come non è cambiato l’esito dei processi. La non sentenza lascia tutti nel limbo delle discussioni, un invito a nozze per una nazione, come quella italiana, che altro non è che un immenso Bar Sport, sempre pronta ad accalorarsi su facezie, piuttosto che pensare alle cose serie. Ognuno resterà della propria idea, ognuno ribadirà le proprie convinzioni accusando gli altri di scarsa obiettività. E tutto resterà come prima.

Molto prima della pubblicazione delle motivazioni, la Juventus festeggerà l’ennesimo scudetto.

Perché “vincere è l’unica cosa che conta”. E poi c’è la storia, che c’è chi la scrive e chi evidentemente la prescrive. Per arrivare all’ultimo e forse più profetico degli slogan celebrativi dello scorso anno: “non c’è 2 senza 3”.

E dopo la prescrizione per il processo per doping e quella per Calciopoli, aspettiamo serenamente la terza prescrizione.

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Già si sapeva, già era tutto preventivato, ma viverlo é stato ancor più emozionante. Il tributo riservato dai tifosi partenopei al grande Pino Daniele è stato un qualcosa di unico, ha smosso le anime, ha fatto vibrare i cuori, ha regalato alla memoria di questo immenso artista l'apice della sua celebrazione, ha fatto piangere, ha fatto riflettere. Napoli si è rivelata nelle sua vera veste: quella di una mamma che non fa niente per mostrarsi nel suo ruolo da genitore, ma si finge figlia di ogni interprete che sa donargli ogni volta un nuovo senso, una nuova motivazione per essere amata, un nuovo modo per amarsi un pò di più. E allora ci si dimentica delle contraddizioni di una città troppe volte bistrattata, maltrattata, messa nell'occhio del ciclone, anche quando il ciclone non la colpisce minimamente. Ci si dimentica dei suoi figli sbagliati, dei suoi errori ripetuti, di chi la vende al mondo come una tremenda Gomorra, e si aprono le menti alla sua essenza nascosta, ma non troppo: quella di una città che ha voglia di vivere, di divertirsi, di celebrare le eccellenze, di sentirsi importante, di essere parte del tutto in modo semplicemente unico. E dunque, tutti in piedi per Pino e per Napoli, per un figlio che si è spento lontano, ma che ha sempre acceso i cuori di milioni e milioni di persone che si sono identificati nelle sue note, nelle sue rime, nei mille colori con cui ha dipinto la sua città, nella sua voce inimitabile, nel suo blues senza epoca. In piedi per una tifoseria che viene sempre criticata, ma che nei momenti di difficoltà mostra la sua umanità senza limiti e la sua passione infinita, non solo per un gioco, ma anche per un ideale di vita, quello del riscatto da tutto e da tutti, dai Salvini di turno e dalle male lingue di sempre. In un mondo in cui tutti i valori sembrano andare alla rovescia, in cui disegnare una vignetta equivale ad una dichiarazione di guerra unilaterale, è davvero fantastico sapere che c'è ancora chi sa raccogliersi in un tutt'uno per omaggiare la sua città e i suoi migliori interpreti. E, allora, tutti un piedi. Canta Napoli, ed è una melodia fantastica.

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