L’Epifania è la festa cristiana che celebra la rivelazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, il Cristo ai Magi. Infatti, in greco, “epiphàneia”, significava “apparizione” o “rivelazione”. La Chiesa Cattolica festeggia il giorno dell’Epifania il 6 gennaio. L’origine di questa festa è antichissima, sembra risalga al II secolo d.C. Inizialmente ricordava il battesimo di Gesù, ed era celebrata sembra dalla setta degli gnostici basilidiani. Questi credevano che l’incarnazione di Cristo fosse avvenuta al suo battesimo e non alla sua nascita. In seguito, l’istituzione della Festa dell’Epifania, una volta eliminati gli elementi gnostici, fu adottata dalla Chiesa Cristiana Orientale. Verso il IV secolo l’Epifania si diffuse in Occidente, e fu adottata anche dalla Chiesa di Roma nel V secolo. L’Epifania viene celebrata in Italia con molte usanze e tradizioni popolari, sicuramente meno marcata di quelle del Natale, ma non per questo meno affascinanti. La notte dell’Epifania è ritenuta magica: si dice che gli animali parlino nelle stalle e nei boschi circostanti. Ogni regione ha le sue leggende e usanze di varia origine ma la figura popolare certamente più famosa e anche misteriosa è quella della Befana. La vecchietta che durante l’anno abita nelle caverne e che a cavallo di una scopa magica porta i regali la notte tra il 5 e il 6 gennaio. La Befana si dice scenda per i camini o, date le moderne case di città, giù dalle cappe. Questa porta doni e dolciumi ai bambini buoni e carbone invece a quelli che sono stati cattivi.

Violenze sulle donne e femminicidio come è possibile prevenire la furia degli uomini? Ne parliamo questa sera a Terra Mia, in onda alle 19 ed in replica alle 21 su Italiamia (canali 211/274). Ospiti Giovanna Gifuni mamma di Enza Avino (la 35enne di Terzigno barbaramente uccisa dal compagno nel 2015) e la psicologa Pasqualina Nappo. Fatti e comportamenti che presagiscono future azioni violente, comportamenti che se affrontati per tempo possono aiutare le donne a scegliere la giusta strada per evitare tragiche conseguenze. Nella rubrica al femminile la giornalista Giusy Coticella intervista una giovane dottoressa agli inizi della sua carriera. Appuntamento alle 19 ed in replica alle 21 su Italiamia.

Questa mattina, presso l’aula consiliare del Comune di Giungano, si è tenuta la presentazione del progetto Erasmus + Sport “Sport is your health, sport is your life”, coordinato dall’Avis Comunale di Giungano, in partenariato con l’associazione “The Change is in you” di Tryavna- Bulgaria e con “Association of Paraplegics, Tetraplegics and Phisical Disabled of Kavala”, proveniente da Kavala- Grecia. Il progetto persegue gli obiettivi della politica europea in materia di sport e salute e mira a promuovere e a sviluppare l'educazione e le competenze trasversali, attraverso lo sport, come parte integrante delle competenze chiave della cittadinanza europea, sottolineando l'importanza dell'apprendimento dei programmi per la prevenzione delle malattie e per la promozione della salute. Il progetto persegue anche gli obiettivi della Carta olimpica; il presidente Ennio Francia, infatti, ha sottolineato l’importanza di iniziative simili e dello sport in genere, come mezzi per eliminare qualsiasi discriminazione di nazionalità, di razza, di religione, di orientamento politico. Nel corso della conferenza, sapientemente moderata dalla prof. Ester Santomauro, le europrogettiste, l’Avv. Lucia Alfieri e l’Avv. Serena Vaina, nel sottolineare l’importanza dell’attuazione dei programmi europei e la rilevanza di progetti simili per piccole realtà come quella di Giungano, hanno invitato i giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni e i volontari nell’ambito della gioventù, a candidarsi al concorso per la selezione dei partecipanti alle attività sportive e ai numerosi laboratori che saranno realizzati nell’ambito del progetto. Nel mese di ottobre 2018, l’Avis Comunale di Giungano, rappresentata dallo staff e da 2 volontari selezionati, farà visita all’organizzazione greca a Kavala; nel marzo 2019, invece, il presidente e i volontari si recheranno in Bulgaria, per conoscere metodi e pratiche promossi dalle associazioni partner. All’incontro, hanno partecipato anche il Sindaco f.f. Cav. Giuseppe Orlotti, il Vice Presidente della Provincia di Salerno, Avv. Luca Cerretani, il Sindaco di Torchiara, Avv. Massimo Farro, nonché i Presidenti delle associazioni partners, George Konsoulas e Stanimir Chukov, che, nel ringraziare il presidente dell’Avis Comunale di Giungano, per la grande opportunità loro offerta, hanno auspicato di poter intraprendere un rapporto di collaborazione anche futura, nell’attuazione di altri progetti e nella promozione di altri programmi europei.
Continuano le nostre chiacchierate interviste, e per questo mese incontro la dott.ssa Valentina Scudieri, Psicologa Clinica, Esperta in Psicologia Giuridica e Perizia Psicologia. La professionista in questione, subito dopo l’iscrizione all’Albo professionale della Regione Campania, ha iniziato a interessarsi del fenomeno della Violenza di genere, collaborando prima come volontaria con alcune associazioni territoriali e in seguito lavorando con il Centro Antiviolenza Lilith dell’Ambito Territoriale n. 26, gestito dal Consorzio Terzo Settore. Il Centro è stato inaugurato nel novembre 2015 in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne; in tale occasione gli amministratori del territorio si sono impegnati a creare e favorire le condizioni migliori per contrastare il fenomeno della violenza di genere presente sul territorio. Il lavoro della Scudieri presso alcuni degli sportelli del centro, consiste nella Prima Accoglienza, il cui obiettivo è di analizzare la domanda della donna, comprendere e prospettare alla stessa le tipologie d’intervento che possiamo avviare per esserle d’aiuto e nell’attivazione di un lavoro di rete con i Servizi Sociali Territoriali e le Forze dell’Ordine, con la quale è fondamentale collaborare e relazionarsi. Dopo l’omicidio di Enza, quali sono i numeri di donne che si sono rivolte al vostro sportello? Un evento tragico come un femminicidio lascia sempre una traccia indelebile sui territori anche se al dolore e allo sgomento non sempre corrisponde una reale presa di coscienza dei cittadini. Allo sportello Antiviolenza “Lilith” di Terzigno possiamo evidenziare un numero superiore alla media di donne prese in carico: oltre ventidue donne solo nell’ultimo anno. Perché è importante rivolgersi a voi? I Centri Antiviolenza del Consorzio Terzo Settore offrono un sostegno psico-sociale gratuito, concreto e competente poiché l’èquipe possiede una profonda conoscenza delle cause della violenza e delle conseguenze che ha sulle vittime. Inoltre alla donna vittima di violenza è garantito non solo uno spazio d’accoglienza e di ascolto da un’equipe tutto al femminile, ma anche la possibilità di essere supportata psicologicamente, legalmente e socialmente grazie al lavoro di rete che è attivata. Com’è composto organicamente il centro? L’èquipe del Centro Antiviolenza del Consorzio Terzo Settore è composta di personale tutto femminile (così come previsto dalle leggi regionali) e con un’esperienza pluriennale nel contrasto alla violenza di genere - Coordinatore - Psicologhe/Psicoterapeute - Assistenti Sociali - Segreteria - Avvocati Quali servizi offre, quante volte e dove? Tra i Servizi offerti vi è: - la CONSULENZA PSICOLOGICA (per garantire sostegno e permettere alle donne il raggiungimento della consapevolezza sulla situazione di violenza che stanno subendo); - la CONSULENZA LEGALE (per avere informazioni pratiche e rassicurazioni dal punto di vista legale circa il percorso che si dovrà affrontare per riuscire ad allontanarsi dalla situazione di violenza che si sta vivendo) - L’ORIENTAMENTO AL LAVORO - la CONSULENZA presso i Servizi Socio-Sanitari del Territorio (ASL) Oltre la sede principale del Centro a Ottaviano (aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, salita San Michele N° 18), si è ritenuto fondamentale aprire degli sportelli all’interno di ciascun Comune dell’Ambito N° 26 che fungessero da “antennine sociali” oltre ad essere più facilmente raggiungibili dall’utenza. Gli sportelli sono aperti una volta a settimana. La decisione di prevedere differenti momenti di apertura è stata dettata dal desiderio di facilitare l’accesso al Servizio e di andare incontro alle esigenze delle Donne vittime di violenza e maltrattamenti, sole o con figli, i quali possono in tal modo avere una maggiore possibilità di scelta. Che cosa è cambiato dopo il 14 settembre di due anni fa? Il caso Avino ha scosso l’animo dei cittadini, o pensa che molte persone per paura non chiamino? Dopo il 14 settembre di due anni fa la cittadinanza di Terzigno è molto più sensibile alla tema della violenza sulle donne. Il caso di Enza Avino ha smosso fortemente l’animo delle donne del territorio così come dimostrano i numeri emersi dal monitoraggio effettuato: lo sportello Antiviolenza di Terzigno, infatti, registra i numeri più alti di accesso rispetto agli altri comuni dell’Ambito N°26. Sebbene il caso di Enza abbia permesso a diverse donne di “uscire dal silenzio” e rivolgersi alle istituzioni competenti, ci sarà sicuramente un numero “oscuro” di donne vittime di violenza cosi come dimostrano i dati statistici nazionali. I motivi di tale silenzio sono vari: la paura di essere giudicate, o di poter “perdere i figli”, l’assenza di un lavoro, l’impossibilità di possedere una casa, il pregiudizio all’interno della situazione sociale di riferimento che porta le stesse a vedere il loro aggressore come unica fonte di vita per sé e per gli altri. I vostri obiettivi Il Consorzio Terzo Settore si adopera affinchè i percorsi avviati presso il Centro abbiano come obiettivo quello di prevenire e contrastare il fenomeno della violenza e sostenere e favorire un processo di consapevolezza che consenta alla Donna di recuperare la propria autostima e riprendere in mano la propria vita. Tra i nostri obiettivi vi sono campagne d’informazione, sensibilizzazione e prevenzione in vari ambienti (Scuole, associazioni, parrocchie, farmacie, comuni ecc) e un potenziamento del lavoro nelle scuole perché crediamo che sia sulle nuove generazioni che bisogna investire. I giovani sono non solo sentinelle attive di quanto accade nei nuclei familiari ma soprattutto sono il futuro ed è da loro che bisogna partire per fare un buon lavoro di prevenzione. I giovani vanno educati all’amore sano, al rispetto, alla comunicazione, alla corretta gestione dei conflitti. Tante storie in Campania, qual è il caso più complesso? Il lavoro con queste donne ci ha posto di fronte a un paradosso costante: quelli che inizialmente sembrano essere i casi più “semplici” con il tempo si sono rivelati essere i più “complessi” poiché solo dopo aver istaurato una relazione di fiducia con la terapeuta, sono emersi elementi rilevanti che permettevano di comprendere in quale prigionia la donna si trovava a vivere. I casi più complessi per noi operatrici sono sicuramente quelli in cui la donna si trova di fronte ad un palese pericolo di vita, ma non ne ha consapevolezza per cui rifiuta le misure di protezione offertegli, come il collocamento in case rifugio, durante si attivi un provvedimento giudiziario. Ciò complica il nostro lavoro impedendoci di agire sull’emergenza. Che messaggio vuole lanciare? In questi due anni di attività sul territorio il Consorzio Terzo Settore, grazie alle operatrici e alla sinergia con la risorsa del territorio, ha potuto raggiungere importanti risultati: molte donne hanno trovato nel centro un luogo sicuro, dal quale, hanno trovato la forza di denunciare e combattere per i propri diritti intraprendendo con coraggio e determinazione processi penali nei quali i maltrattanti sono stati condannati al massimo della pena. Alla luce dei successi ottenuti e delle specifiche situazioni prese in carico, sono fondamentale CONTINUARE A GARANTIRE sul Territorio dell’Ambito tutti i Servizi offerti dal Centro (dall’accoglienza telefonica 24 h su 24 alla consulenza legale, dal lavoro di rete all’orientamento al lavoro, dall’attività di sensibilizzazione alla prevenzione). E’ fondamentale che i Centri Antiviolenza siano riconosciuti e considerati, al pari di altre strutture sociali, come parte integrante dei servizi stabili che lo Stato, le Regioni i e Comuni offrono ai cittadini.
Continuano le nostre chiacchierate interviste, e per questo mese incontro la dott.ssa Valentina Scudieri, Psicologa Clinica, Esperta in Psicologia Giuridica e Perizia Psicologia. La professionista in questione, subito dopo l’iscrizione all’Albo professionale della Regione Campania, ha iniziato a interessarsi del fenomeno della Violenza di genere, collaborando prima come volontaria con alcune associazioni territoriali e in seguito lavorando con il Centro Antiviolenza Lilith dell’Ambito Territoriale n. 26, gestito dal Consorzio Terzo Settore. Il Centro è stato inaugurato nel novembre 2015 in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne; in tale occasione gli amministratori del territorio si sono impegnati a creare e favorire le condizioni migliori per contrastare il fenomeno della violenza di genere presente sul territorio. Il lavoro della Scudieri presso alcuni degli sportelli del centro, consiste nella Prima Accoglienza, il cui obiettivo è di analizzare la domanda della donna, comprendere e prospettare alla stessa le tipologie d’intervento che possiamo avviare per esserle d’aiuto e nell’attivazione di un lavoro di rete con i Servizi Sociali Territoriali e le Forze dell’Ordine, con la quale è fondamentale collaborare e relazionarsi. Dopo l’omicidio di Enza, quali sono i numeri di donne che si sono rivolte al vostro sportello? Un evento tragico come un femminicidio lascia sempre una traccia indelebile sui territori anche se al dolore e allo sgomento non sempre corrisponde una reale presa di coscienza dei cittadini. Allo sportello Antiviolenza “Lilith” di Terzigno possiamo evidenziare un numero superiore alla media di donne prese in carico: oltre ventidue donne solo nell’ultimo anno. Perché è importante rivolgersi a voi? I Centri Antiviolenza del Consorzio Terzo Settore offrono un sostegno psico-sociale gratuito, concreto e competente poiché l’èquipe possiede una profonda conoscenza delle cause della violenza e delle conseguenze che ha sulle vittime. Inoltre alla donna vittima di violenza è garantito non solo uno spazio d’accoglienza e di ascolto da un’equipe tutto al femminile, ma anche la possibilità di essere supportata psicologicamente, legalmente e socialmente grazie al lavoro di rete che è attivata. Com’è composto organicamente il centro? L’èquipe del Centro Antiviolenza del Consorzio Terzo Settore è composta di personale tutto femminile (così come previsto dalle leggi regionali) e con un’esperienza pluriennale nel contrasto alla violenza di genere - Coordinatore - Psicologhe/Psicoterapeute - Assistenti Sociali - Segreteria - Avvocati Quali servizi offre, quante volte e dove? Tra i Servizi offerti vi è: - la CONSULENZA PSICOLOGICA (per garantire sostegno e permettere alle donne il raggiungimento della consapevolezza sulla situazione di violenza che stanno subendo); - la CONSULENZA LEGALE (per avere informazioni pratiche e rassicurazioni dal punto di vista legale circa il percorso che si dovrà affrontare per riuscire ad allontanarsi dalla situazione di violenza che si sta vivendo) - L’ORIENTAMENTO AL LAVORO - la CONSULENZA presso i Servizi Socio-Sanitari del Territorio (ASL) Oltre la sede principale del Centro a Ottaviano (aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì, salita San Michele N° 18), si è ritenuto fondamentale aprire degli sportelli all’interno di ciascun Comune dell’Ambito N° 26 che fungessero da “antennine sociali” oltre ad essere più facilmente raggiungibili dall’utenza. Gli sportelli sono aperti una volta a settimana. La decisione di prevedere differenti momenti di apertura è stata dettata dal desiderio di facilitare l’accesso al Servizio e di andare incontro alle esigenze delle Donne vittime di violenza e maltrattamenti, sole o con figli, i quali possono in tal modo avere una maggiore possibilità di scelta. Che cosa è cambiato dopo il 14 settembre di due anni fa? Il caso Avino ha scosso l’animo dei cittadini, o pensa che molte persone per paura non chiamino? Dopo il 14 settembre di due anni fa la cittadinanza di Terzigno è molto più sensibile alla tema della violenza sulle donne. Il caso di Enza Avino ha smosso fortemente l’animo delle donne del territorio così come dimostrano i numeri emersi dal monitoraggio effettuato: lo sportello Antiviolenza di Terzigno, infatti, registra i numeri più alti di accesso rispetto agli altri comuni dell’Ambito N°26. Sebbene il caso di Enza abbia permesso a diverse donne di “uscire dal silenzio” e rivolgersi alle istituzioni competenti, ci sarà sicuramente un numero “oscuro” di donne vittime di violenza cosi come dimostrano i dati statistici nazionali. I motivi di tale silenzio sono vari: la paura di essere giudicate, o di poter “perdere i figli”, l’assenza di un lavoro, l’impossibilità di possedere una casa, il pregiudizio all’interno della situazione sociale di riferimento che porta le stesse a vedere il loro aggressore come unica fonte di vita per sé e per gli altri. I vostri obiettivi Il Consorzio Terzo Settore si adopera affinchè i percorsi avviati presso il Centro abbiano come obiettivo quello di prevenire e contrastare il fenomeno della violenza e sostenere e favorire un processo di consapevolezza che consenta alla Donna di recuperare la propria autostima e riprendere in mano la propria vita. Tra i nostri obiettivi vi sono campagne d’informazione, sensibilizzazione e prevenzione in vari ambienti (Scuole, associazioni, parrocchie, farmacie, comuni ecc) e un potenziamento del lavoro nelle scuole perché crediamo che sia sulle nuove generazioni che bisogna investire. I giovani sono non solo sentinelle attive di quanto accade nei nuclei familiari ma soprattutto sono il futuro ed è da loro che bisogna partire per fare un buon lavoro di prevenzione. I giovani vanno educati all’amore sano, al rispetto, alla comunicazione, alla corretta gestione dei conflitti. Tante storie in Campania, qual è il caso più complesso? Il lavoro con queste donne ci ha posto di fronte a un paradosso costante: quelli che inizialmente sembrano essere i casi più “semplici” con il tempo si sono rivelati essere i più “complessi” poiché solo dopo aver istaurato una relazione di fiducia con la terapeuta, sono emersi elementi rilevanti che permettevano di comprendere in quale prigionia la donna si trovava a vivere. I casi più complessi per noi operatrici sono sicuramente quelli in cui la donna si trova di fronte ad un palese pericolo di vita, ma non ne ha consapevolezza per cui rifiuta le misure di protezione offertegli, come il collocamento in case rifugio, durante si attivi un provvedimento giudiziario. Ciò complica il nostro lavoro impedendoci di agire sull’emergenza. Che messaggio vuole lanciare? In questi due anni di attività sul territorio il Consorzio Terzo Settore, grazie alle operatrici e alla sinergia con la risorsa del territorio, ha potuto raggiungere importanti risultati: molte donne hanno trovato nel centro un luogo sicuro, dal quale, hanno trovato la forza di denunciare e combattere per i propri diritti intraprendendo con coraggio e determinazione processi penali nei quali i maltrattanti sono stati condannati al massimo della pena. Alla luce dei successi ottenuti e delle specifiche situazioni prese in carico, sono fondamentale CONTINUARE A GARANTIRE sul Territorio dell’Ambito tutti i Servizi offerti dal Centro (dall’accoglienza telefonica 24 h su 24 alla consulenza legale, dal lavoro di rete all’orientamento al lavoro, dall’attività di sensibilizzazione alla prevenzione). E’ fondamentale che i Centri Antiviolenza siano riconosciuti e considerati, al pari di altre strutture sociali, come parte integrante dei servizi stabili che lo Stato, le Regioni i e Comuni offrono ai cittadini.

Che Terzigno negli ultimi anni non se la sua passata bene nel rapporto con la "monnezza" è un dato di fatto e la cronache del 2010 sono una testimonianza evidente. Ma che l'etichetta di paese di incivili e di monnezzari debba restare appiccicata addosso ai terzignesi questo davvero ci lascia perplessi. Così abbiamo appreso, su segnalazione di un nostro lettore , che alcuni colleghi di una testata on line molto seguita hanno pubblicato un video in cui sarebbero riportate immagini eloquenti dei rifiuti abbandonati nella pineta di Terzigno dopo il classico pic- nic di Pasquetta. Le immagini sono davvero deplorevoli e destano rabbia nei cittadini che si adoperano per difendere il territorio. Peccato però che da una attenta verifica abbiamo appurato che il video è stato realizzato in via Boccea a Torre del Greco e non a Terzigno. Una classica svista giornalistica che però non è passata inosservata ai nostri lettori assidui frequentatori dei sentieri del Vesuvio che ci hanno chiesto di verificarne la veridicità. Il video è stato effettivamente girato nella pineta di Torre del Greco da Nicola Liguoro il quale lo ha anche postato sulla sua bacheca personale. Insomma un classico 'fake' che ha irritato e non poco i cittadini terzignesi intenti, ormai da tempo, a recuperare il rapporto con la natura ed in particolar modo con il patrimonio naturalistico del parco nazionale del Vesuvio.

Si rinnova l'appuntamento con la tradizione alle falde del Vesuvio con il "palo di sapone". Si è svolta ieri, in occasione del lunedì di pasquetta, la fatidica scalata al palo della cuccagna: un gioco antico, secondo gli anziani che rievoca una vecchia tradizione vesuviana molto in voga sin dagli anni cinquanta che, puntualmente, veniva riproposta in concomitanza dei festeggiamenti in onore di Santa Brigida. Santa di origine svedese venerata a Terzigno,  nella cappella posta proprio lungo la strada panoramica zabatta nel Parco del Vesuvio. Proprio per fermare l'avanzata della lava del 1944 , la storiografia locale riporta di un momento di intensa preghiera nella primavera di quell'anno ai piedi della statua della Santa a cui i fedeli chiesero il miracolo di fermare l'avanzata della lava vulcanica minacciosa nei confronti delle loro abitazioni. La tradizione si lega a questo gioco del palo di sapone e si intreccia, indissolubilmente,  con la fede ed  alla devozione per Santa Brigida. Secondo altri invece la classica "scalata al palo" non a caso ricade in primavera per rievocare, oltre la venerazione per la Santa (aldilà della goliardia), il buon auspicio per raccolti abbondanti dagli alberi di frutto che, prima della cementificazione selvaggia, abbondavano ai piedi del Vesuvio. Dopo un periodo di disaffezione in cui il "palo di sapone" venne cancellato dal calendario degli eventi tradizionali vesuviani, sei anni fa un gruppo di nostalgici ed appassionati volle rispolverare questa antica passione. E così, grazie anche alla disponibilità dei titolari dello Sweet Caffè, da oltre un lustro questo evento rivive ed è atteso da fedeli ed appassionati. Ieri si è svolta la sesta edizione del palo di sapone. Protagonisti sono stati quattro abili arrampicatori che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie prime di raggiungere la cima del palo insaponato (alto 9 metri) e raccogliere il premio. La scalata alla cima è stata tentata per oltre 40 minuti da Gaetano Prisco (veterano dell'evento), Vincenzo Buondonno, Luigi Caldarelli e Salvatore Iaccarino. Alla fine tutti i premi in natura sono stati raccolti tra due ali festanti di persone accorse numerose per ammirare la scalata al palio di sapone, a testimonianza che certe tradizioni qualora rinverdite, attirano ancora l'interesse di tanti.

Questa sera alle 21.30 su Italiamia (canale 274) andrà in onda una puntata speciale di Terra Mia interamente dedicata ai prodotti che la terra vesuviana offre. Tipicità e caratteristiche di vini noti già ai tempi dei romani ed un olio unico per proprietà organolettiche. Prodotti che l'azienda Ville Dora da quattro generazioni ormai produce con passione e meticolosa attenzione nel segno della qualità. Il viaggio alle falde del Vesuvio vedrà come protagonista Vincenzo Ambrrosio, noto imprenditore che ha tramandato l'esperienza di famiglia nella sua azienda facendola diventare un punto di riferimento per acquirenti esteri oltre che nazionali dei prodotti che Vila Dora produce. Passione che il lungimirante Vincenzo Ambrosio ha saputo trasmettere anche alla figlia la dottoressa Francesca che da qualche mese ha iniziato a produrre una linea cosmetica estratta direttamente dalle uve del Vesuvio. Un'interessante viaggio tra prodotti tipici e fragranze new age griffate made in Vesuvio. A seguire la rubrica culturale di Antonella Bianco che ospiterà lo scrittore Mario Volpe e gli appuntamenti di Giusy Coticella. Appuntamento alle 21.30 su Italiamia .
Pagina 3 di 16