Politica
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Brusciano, in campo per la solidarietà
Brusciano. “In campo per la solidarietà”, l’evento che si terrà saba ...
Roghi sul Vesuvio, il senatore Auricchio presenta una interpellanza parlamentare al ministro Galletti
Non sono ancora spente le fiamme sul Vesuvio che inizia a montare il balletto di responsabilitá a livello istituzionale su chi avrebbe dovuto prevenire questo scempio e su chi , invece, a livello politico punta l'indice verso il ministro dell'ambiente Galletti per la poca attenzione verso un incendio che, appena sette giorni fa era circostritto a piccoli focolai, facilmente gestibili, se ci fosse stata una pronta azione di spegnimento. Cosi come le fiamme divampa anche la polemica politica: i sindaci del vesuviano, in coro hanno denunciato la lentezza su come la macchina amministrativa si sia messa in moto, nella fase critica, per fronteggiare l'incendio che ha distrutto centinaia di ettari di pineta alle falde del Vesuvio. Sulla questione roghi è intervenuto il senatore terzignese Domenico Auricchio che ieri ha formulato una interrogazione parlamentare al ministro dell' Ambiente Galletti per sapere quali saranno le azioni che vuole intraprendere il governo dopo questo disastro ambientale a tutela del parco nazionale del Vesuvio. Insomma, siamo all'inizio di uno scontro politico istituzionale che ora si delinea tra chi vuole additare Governo nazionale e regionale e chi invece, vuole far sembrare il tutto come frutto della casualitá dovuta alle temperatore torride degli ultimi giorni che hanno favorito lo sviluppo dei focolai. Ipotesi formulata dallo stesso ministro Galletti ad Ottaviano nei giorni scorsi.
Roghi sul Vesuvio, da oggi operativo l'Esercito Italiano
Continua a bruciare inesorabilmente la pineta del parco nazionale del Vesuvio. A sette giorni di primi focolai le lingue di fuoco hanno ormai devastato quasi per intero l'area verde dei tredici comuni del parco. Una situazione che è andata gradualmente aumentando fino al punto di diventare ingestibile e pericolosa. Da Ercolano a Trecase si contano centinaia di persona evacuate con il primo cittadino di Trecase Raffaele De Luca che ha dichiarato: "questo è un disastro economico embientale senza eguali. L'economia delle nostre realtà basate sull'agricoltura e sulla produzione del vino è stata irrimediabilmente segnata". La situazione odierna vede ancora attivi roghi a monte di Ottaviano, località nella quale per tutta la notte i vigili del fuoco e operatori della protezione civile hanno operato per evitare che il fuoco divorasse il ristorante "Villa Giovanna". A Terzigno, dopo la pesantissima giornata di ieri, la situazione sembra stia lentamente stabilizzandosi dopo che le fiamme hanno, nel giro di poche ore, lambito in località lavarelle la Tenuta Giugliano e, successivamente, i vigneti di Villa Dora, nota azienda che produce i vini doc del Vesuvio. Il primo cittadino terzignese Francesco Ranieri ha presenziato per tutta la notte sul punto più a rischio Cava Sari: "Nessun rischio incendio per l'impianto di biogas - ha precisato Ranieri - ringrazio i volontari della rptezione civile, i vigili del fuoco ed i tecnici della SMA per aver scongiurato il pericolo incendio". Sulla stessa lunghezza d'onda l'ing. Persico: "presico che la Cava Sari non è a rischio incendio e che mai l'impianto di biogas sia stato minacciato dalle fiamme cosi come riportato da alcune testate giornalistiche". Nonostante inizi a serpeggiare un velo di ottimiso, nella notte grosse lingue di fuoco sono state visibili a ridosso del campo sportivo di Terzigno. Area che resta difficile da raggiungere per i mezzi dei vigili del fuoco viste la sentieristica e sulla quale dalla prime luci del mattino stanno operando i canadair della Protezione Civile. I comuni vesuviani, tutti colpiti dal fuoco restano sommersi sotto una coltre di fumo e cenere che sta creando non poche difficoltà alla respirazione viste anche le alte temperature di questi giorni. Già da ieri sono operativi i primi nuclei antincendio dell'Esercito Italiano che da oggi daranno supporto ai vigili del fuoco ed ai volontari della protezione civile. La speranza dei vesuviani è che l'intervento degli uomini in mimetica possa essere determinante per spegnere gli ultimi focali che hanno messo letteralmente in ginocchio l'area vesuviana.
Terzigno, il taxi sociale è realtà
Si è svolta questa mattina in piazza Troiano Caracciolo del Sole, la consegna dell’autovettura da parte del gruppo PMG (Progetto di Mobilità Garantita) all’amministrazione comunale targata Ranieri. Il progetto gratuito per l’ente comunale entra nel campo delle attività di politica sociale finalizzate al miglioramento del benessere dei soggetti della terza età e delle persone portatrici di handicap. Da oggi è attivo il servizio di “ Taxi Sociale” totalmente gratuito per i cittadini ed è inteso come importante risposta alle esigenze di mobilità delle fasce più deboli. Parole di elogio per questo nuovo servizio sono state espresse anche dal parroco Don Antonio Fasulo all’atto della benedizione dell’autovettura. Il primo cittadino Francesco Ranieri, ha ringraziato chi ha creduto fortemente nel progetto, ha citato la responsabile dei servizi sociali del Comune, Luisa Parisi, l’assessore di riferimento, Giuseppe Caputo, il consigliere Serafino Ambrosio e infine ha ringraziato di cuore le aziende operanti sul territorio che hanno creduto in questo progetto.“ Un’altra vittoria per Terzigno, un’altra sfida vinta con la mia squadra, noi crediamo fortemente in questo paese e alle sue innumerevoli potenzialità che ha, adesso ci aspettano altre sfide termina Ranieri, come la costruzione del liceo scientifico e del parco archeologico”. L’assessore Caputo crede fortemente nella sinergia fra pubblico e privato per raggiungere importanti traguardi. Luigi Ammirati, uno degli imprenditori che ha creduto al progetto ha così dichiarato: “ siamo contenti di aver contribuito alla realizzazione di un importante opera per il nostro territorio, un investimento fatto per aiutare soprattutto le fasce più deboli”. Terzigno è il primo comune della Campania ad aderire a questo progetto, si attende adesso l’emanazione del regolamento per chi può usufruire di tale servizio.
Terzigno da sabato circolerà il taxi sociale
Il Comune di Terzigno ha aderito al Progetto di Mobilità Garantita per la concessione in comodato d’uso gratuito di un mezzo a disposizione dei Servizi Sociali del Comune. L’automezzo, una nuova Fiat Punto di colore bianco, sarà utilizzato nell’ambito delle attività svolte dei Servizi Sociali dell’Ente per le persone svantaggiate, per servizi di accompagnamento a sostegno dell’autonomia individuale, oltre che per il trasporto di personale che svolge attività professionale e/o sanitarie alla popolazione interessata di Terzigno. La realizzazione del Progetto Mobilità è gratuita per l’Ente, che dovrà solo sostenere i costi per il carburante, e totalmente gratuito per gli utenti. Ciò reso possibile grazie all’impegno della responsabile dei Servizi Sociali dell’Ente, Luisa Parisi e con la sponsorizzazione di circa dieci aziende del territorio, che, con il loro contributo, lo hanno reso una realtà concreta a disposizione delle persone in difficoltà. Il servizio organizzato dalla società PMG viene finanziato, quindi, dai fondi raccolti con la locazione, da parte di imprese locali, di spazi pubblicitari sulla carrozzeria della nuova auto. Sabato 24 Giugno 2017, alle ore 10 in Piazza Troiano Caracciolo del Sole a Terzigno, avrà luogo la cerimonia di consegna del veicolo. Alla presenza del sindaco, Francesco Ranieri e degli amministratori locali, dei rappresentanti della PMG, degli imprenditori che hanno aderito e del parroco Don Antonio Fasulo, vi sarà la cerimonia con la benedizione dell’auto e la consegna ufficiale del mezzo al Comune di Terzigno. “Un progetto che ci permette di garantire un servizio utile a chi è svantaggiato” commenta il consigliere Serafino Ambrosio, a cui si aggiungono le parole dell’assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie, Giuseppe Caputo: “Grazie alla collaborazione tra Amministrazione ed aziende del territorio abbiamo un esempio concreto ed efficace di come ci si può coordinare, in maniera costruttiva, tra pubblico e privato. Doveroso ringraziare le aziende che hanno dato e che daranno il proprio sostegno a quest’iniziativa, poiché al ritorno di immagine si affianca un obiettivo di utilità sociale”. Il sindaco Ranieri condivide queste parole e aggiunge: “In un momento economico così particolare – ha concluso il Primo Cittadino – sono particolarmente soddisfatto e grato a chi ha lavorato a questo progetto, perché così si aggiunge un importante servizio gratuito per Comune e Cittadini”.
Il senatore Auricchio chiama Ranieri:"lavoriamo insieme per bonificare il territorio"
"Bisogna ridare dignità al territorio attraverso una bonifica totale delle periferie, senza perder altro tempo- è perentorio nel suo intervento il senatore Domenico Auricchio - nel suo appello lanciato agli amministratori terzignesi dai microfoni di Italiamia. L'ex primo cittadino di Terzigno rivolgendosi poi all'attuale sindaco Francesco Ranieri ha dichiarato:" io sono a sua completa disposizione per avviare un percorso comune, in sinergia affinché si possa liberare definitivamente il nostro territorio dai rifiuti accumulati nelle periferie che sono, in molti casi, frutto della lavorazione del tessile". Nell'intervista televisiva (che andrà in onda questa sera alle 21.30 su Italiamia canale 274) il senator Auricchio punta l'indice anche contro la Sogesid spa (società in house del ministero dell'ambiente) rea a detta del parlamentare di aver speso poco per le bonifiche del territorio, appena 1,2 milioni di euro e tanto per le consulenza circa 3,5 milioni di euro". Argomenti importanti che verranno trattati questa sera alle 21.30 durante la trasmissione Terra Mia, condotta da Genny Galantuomo nella quale saranno ospiti il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri -che preannuncerà l'avvio della bonifica di Cava Ranieri- e l'avvocato Mariarosaria Esposito dell'associazione " Di terra e di fuoco"- che ha recentemente condotto uno studio sull'incidenza sul territorio delle malattie correlate alla presenza dei rifiuti.
De Luca: "serve una discarica in ex cava". Nessuno pensi a Terzigno!
Le dichiarazioni del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca dopo l'approvazione di due delibere sul piano rifiuti e sul programma di eliminazione delle ecoballe riaccendono un focolaio mai estinto: la possibilità di aprire una nuova discarica entro il 2019 in un'ex cava, per la realizzazione della quale sono stati stanziati 30 milioni di euro. Per De Luca c'è la necessità di collocare in qualche fosso il 20-30% delle ecoballe inertizzate con le quali "si potranno ricomporre le ferite delle cave", le montagne tagliate - a mò di plastilina o didò - e realizzare dei parchi. La solita tiritera. Dichiarazione che devono in un certo senso allarmare i terzignesi: considerato che lo sversamento dei liquami di Vasca al Pianillo in pineta non sembra aver destato la stessa indignazione di "chi di dovere" rispetto ai filmati che documentavano il fattaccio e preso atto che la denuncia di alcuni ambientalisti (che tali sono rimasti) è stata bollata come "sciacallaggio".... c'è tutto fuorchè da stare tranquilli. Si spera che l'opinione del fronte civico terzignese non sia cambiata nel tempo per delle ragioni che seguono la politica: al di fuori di un pugno di "duri e puri", infatti, il coro di proteste per la gestione tutt'altro che straordinaria dell'emergenza incendio non è stato unanime e un'affezione crescente verso il pensiero deluchiano, che vuole far passare il rifiuto come accettabile, "inertizzato", potrebbe avere effetti disastrosi. Poniamo le mani avanti quando si tratta del nostro terrotorio, non per piangeria, ma per dignità avendo vissuto, nel recente passato, una tragedia ambientale di proporzioni immani. La storia del rifiuto "pulito" la ricorderanno bene quei cittadini attivi (ivi compreso il sottoscritto), membri di comitati e associazioni che si ritrovarono ad annusare la FOS da barattoli di vetro presentata come se fosse una crema di cacao senza olio di palma: prodotto rispedito al mittente. Chi è garante del nuovo corso, del cambiamento, si opponga non alla libera circolazione delle informazioni e alle denunce degli ambientalisti ma fin da subito e con decisione a uno spettro che si rimaterializza, quello della megadiscarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, prendendo una posizione netta: c'è una ragione, forse, per la quale certe cose non andassero bene prima e vanno bene adesso? Manteniamo alta l'allerta ogni volta che la parola "discarica" fa il paio con "cava". I veri sciacalli non sono mai sazi di allungare le grinfie sul territorio e pedissequamente cercano un varco per dargli il colpo di grazia.
Incendio del Vesuvio, la rabbia dei cittadini per un patrimonio perso
Brucia sulla pelle dei cittadini vesuviano e degli agricoltori che hanno visto distruggere il proprio patrimonio curato per anni, ed il giorno dopo la domanda da porsi è lecita: cosa resta adesso? Solo rabbia e tanto dolore. Allo stato attuale sono circa venticinque ettari di macchia vesuviana che sono andati in fumo. Le fiamme hanno invaso uno dei luoghi più belli del Parco, la Valle dell’Inferno. Un luogo simbolo di straordinaria bellezza. Adesso non è ancora il momento di puntare il dito verso chi ha responsabilità in merito, ma troppe sono le domande che i cittadini vesuviani si pongono alle quali non riescono a dare risposta. Atteso che il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri, ha confermato che come amministratore aveva opportunamente avvertito chi di dovere della situazione che si stava creando già nella giornata di sabato scorso. Ecco allora che le domande sorgono spontanee. Perché allora la situazione non è stata monitorata? Perché chi ha la tutela del controllo del territorio non ha fatto prevenzione? La previsione del pericolo costituisce un’utile indicazione per pianificare le operazioni di allerta e di controllo degli incendi e soprattutto per la scelta del più idoneo metodo di estinzione. Come si fa prevenzione? La prevenzione parte dalla pulizia del sottobosco, in questo caso a chi compete? In presenza poi dell’incendio è palese che si doveva ridurre la combustibilità. Allora chi per primo ha operato perché non ha potuto ridurre la biomassa combustibile? Altra situazione a cui non riesce a dare risposte è perché all’apertura della campagna antincendio, iniziata il 15 giugno, nessuno ha previsto all’interno del Parco dei viali o strisce tagliafuoco? Perché nessuno ha previsto all’inizio dell’incendio dei bacini idrici da cui approvvigionarsi? Dopo la denuncia dell’utilizzo delle acque di Vasca Pianillo documentata dal nostro Francesco Servino, perché si era scaricata acqua contaminata e putrida all’interno del Parco, sono state allestite poi delle vasche all’interno del campo sportivo del Comune di Terzigno, alimentate, da allacci alla rete idrica realizzati dalla Gori cui gli elicotteri e il Drago 69 attingono costantemente. All’esterno del campo sportivo è stata realizzata anche una mini sala operativa, delimitata da nastro, ma non sarebbe stato opportuno montare delle tende e creare un centro di collegamento con le forze operanti sul terreno, avere così costantemente un quadro chiaro della situazione? Per adesso sono solo delle domande che i vesuviani si pongono speranzosi che alla fine qualcuno possa rispondere, perché questa situazione ha ferito l’orgoglio di chi ama il proprio territorio auspicando che il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, che in questi giorni abbiamo visto molto stanco e stremato possa quanto prima invitare i vertici istituzionali compreso, il ministro dell’Ambiente Galletti a costatare il danno che ha subito il nostro territorio. Domande lecite alle quali speriamo qualcuno possa dare presto risposte.
Lo show di Mario Bianchi apre "Vino Vivendo" a Terzigno
È dal tempo dei romani che il vino alle falde del Vesuvio è omaggiato e coltivato come un nettare prezioso. Non a caso la vicina Pompei, già prima della catastrofica eruzione del 79 a.c. si sfruttavano proprio le campagne vesuviane per coltivare e produrre un eccellente vino per la nobiltà romana. E proprio il vino è stato, per tanti anni, l'elemento di traino della economia vesuviana, a Terzigno, in particolar modo, si produceva un vino che a fine ottocento a Vienna venne etichettato come miglior vino del mondo. Sulle tracce di quei riconoscimenti e nel tentativo di rinverdire una passione per la viticoltura ormai sopita, da stasera proprio a Terzigno parte la rassegna "Vino Vivendo" una serie di appuntamenti enogastronomici organizzati presso la storica residenza Villa Eugenia. Un percorso tra piatti tipici della tradizione vesuviana che saranno rigorosamente accompagnati dai selezionati vini prodotti sulle pendici del Vesuvio dall'azienda locale Villa Dora. "Abbiamo sempre guardato alla tradizione ed alla cultura con particolare interesse -dichiara la Signora Cinzia Casillo proprietaria della location- è nel nostro credo promuovere e valorizzare il territorio attraverso le proprie eccellenze, il vino su tutti ovviamente. Stasera parte la rassegna che ha una sua peculiarità accomunare arti e passioni il trinomio musica, arte e spettacolo riteniamo sia quello vincente. Per i prossimi giovedì di giugno e luglio seguiranno una serie di eventi culturali che accompagneranno i nostri ospiti nelle degustazioni di vini pregiati e pietanze raffinate." Ad inaugurare la serata il comico romano Mario Bianchi che porterà in scena le sue esilaranti gag e parodie che lo stanno facendo apprezzare al grande pubblico. I prossimi appuntamenti fissati per il 30 giugno e 14 luglio vedranno esibirsi rispettivamente il comico Gerardo Amarante e lo scrittore cantastorie Amedeo Colella.
Ritorna "Terra Mia" il programma dei vesuviani
Come recuperare e valorizzare il patrimonio archeologico vesuviano? Ne parliamo questa sera a "Terra Mia" la trasmissione di promozione della cultura e della storia vesuviana che riparte dopo la breve sosta primaverile. Nella nuova edizione saranno diverse le novità nel talk show più amato dai vesuviani. La puntata di questa sera ha tra gli ospiti il Prof. Gennaro Barbato esperto archeologo del territorio ed il giornalista Francesco Servino noto per le sue campagne a difesa dell'ambiente e del patrimonio naturalistico dell'area vesuviana. Nella seconda parte del programma Antonella Bianco intervista lo scrittore Tonino Scala autore di un bellissimo libro ambientato proprio nell'area vesuviana. Il programma sarà ,come sempre, arricchito dalle incursioni poetiche del regista Mario Grazio Balzano. Novità in assoluto lo studio di registrazione che è stato realizzato all'interno della redazione del nostro giornale. La regia è curata da Pasquale Stanziano coadiuvato dal reporter Giacomo Acunzo. L'appuntamento, quindi per questa sera alle ore 21:40 su Italia Mia canale 274 in Campania e 187 nel Lazio.
Claudio Ranieri, il "terzignese" che conquistò la Premier League
Anche dalle falde del Vesuvio si alza forte l’applauso e l’ammirazione per l’incredibile impresa del Leicester di Claudio Ranieri, capace di trionfare in Premier con una squadra “normalissima” ed un budget molto ridotto. Miracolo di un allenatore saggio, ultrasessantenne, scaricato in anticipo dal calcio e dalla critica sportiva italiana. Ma, al contrario, Claudio Ranieri ha sempre saputo mantenere un saldo ed affettuoso rapporto con i tanti tifosi che da sempre lo seguono. E tutta Terzigno, sportiva e non, dopo aver condiviso con trepidazione, ma sempre con intensa partecipazione, la fantastica e vittoriosa galoppata dei “Foxes”, può ora pienamente esultare per la clamorosa impresa di un suo figlio adottivo. Ed anche brindare con un esclusivo rosso doc del Vesuvio.Si, perché Claudio Ranieri resta sempre un “figlio” di Terzigno. In virtù della cittadinanza onoraria conferitagli nel 1992. Tuttto nacque da un’idea di Nino De Falco, indimenticato giornalista e poi sindaco del centro vesuviano. Una sera d’autunno, tiepida e serena, De Falco riuscì a far arrivare a Terzigno Claudio Ranieri, allenatore del Napoli, ed, in simbiosi con i massimi amministratori locali, offrire al tecnico del Testaccio la cittadinanza onoraria di Terzigno, anche in nome della numerosissima colonia dei “Ranieri” ivi residenti. La Campania, per inciso, era ed è la seconda regione italiana ad annoverare la maggior presenza di “Ranieri” sul proprio territorio. La manifestazione ebbe luogo nella vecchia sede de “L’Archeo”, in via Diaz, in una sala traboccante di folla entusiasta, che trasudava amore ed amicizia vera per l’allenatore romano. Nell’occasione Nino De Falco fu spalleggiato dal fidato collega Diego Macellaro, da Biagio Franza (La Gazzetta dello Sport) e Guido Prestisimone (Il Mattino). Macellaro, facendo leva sulle sue conoscenze linguistiche e sportive, delineò prima il significato e la secolare persistenza del cognome “Ranieri “ in Italia, partendo da Perugia (970), e, attraverso il Lazio e la Toscana, scendere sempre più al Sud, radicandosi principalmente in Puglia e Campania. Per precisare, poi, l’origine del cognome, che si forma sul germanico “Raganhar” (consiglio, senno, avvedutezza) ed “Hari” (esercito), per un complessivo, quasi profetico “Nomen/Omen”, ovvero: “Colui che è sagace nel guidare l’esercito”. Poi Macellaro tracciò tutto l’itinerario sportivo di Ranieri, partendo dalla Primavera della Roma fino all’avventura con il Napoli. Un lungo revival fatto di ricordi, aneddoti e gustosi retroscena, che fecero spesso sorridere e sciogliere l’emotivo Claudio, coinvolgendolo sempre più in questo itinerario rievocativo attraente e stuzzicante. Guido Prestisimone diede nel suo intervento una lettura tattico-sociologica sull’avvento di Ranieri alla guida del Napoli, sottolineando le sue idee innovative sul gioco e la capacità dei giocatori azzurri nel recepire e nell’assecondare i dettami dell’allenatore e come questi, pur da romano, fosse stato subito accolto con incredibile, totale partecipazione e dedizione. Claudio Ranieri, all’epoca con un folto cespuglio di capelli corvini ed un fisico scattante e saldamente svettante, impressionato e commosso dalla corale accoglienza e sorpreso anche dalla precisione e dalla erudizione degli interventi, quasi con le lacrime agli occhi, volle ringraziare tutti per l’incredibile e “magica” serata trascorsa a Terzigno, dicendosi onorato della cittadinanza ricevuta ed assicurando che mai avrebbe potuto dimenticare simili emozioni. Portando Terzigno e la sua gente sempre nel cuore. Grande Claudio, noi per te abbiamo tifato, sofferto ed infine gioito e brindato, ma tu, nel recente trionfo, ti sei ricordato di noi? Dei tuoi appassionati ed entusiasti “concittadini”?...
(Nella foto l'allora tecnico del Napoli Claudio Ranieri nei locali dell'Archeo seduto al centro tra Diego Macellaro a sinistra e Nino De Falco a destra)
(ENZO TORRE)











































