C'erano tutti i cuori azzurri di Crispano con il naso all'insù per seguire l'ultima partita del Napoli sula maxi schermo installato nel centro cittadino per volontà dell'assessore agli eventi Teodoro Pezzella. A tifare per gli uomini di Antonio Conte anche il primo cittadino di Crispano l'avvocato Michele Emiliano che al triplice fischio di Lapenna non ha contenuto la gioia per questo sotrico e meritato successo sportivo per gli azzurri. Tanti sono stati gli eventi che nella città metropolitana di Napoli hanno visto le comunità stringersi intorno al vessillo azzurro. Anche Crispano ha risposto presente!
Si è tenuta ieri nella accogliente sala "Antonino Caponnetto" la conferenza stampa di presentazione dell'Agrofestival-Celebrazioni Natalizie nel Comune di Villa di Briano. Alla presentazione sono intervenuti: Il sindaco Luigi Della Corte, Il già assessore agli eventi Tina Laudante , l'attuale assessore agli eventi, Giusi Conte, l'avvocato Rosita Pignata ,responsabile area affari istituzionali, l'onorevole Gimmi Cangiano e don Peppe parroco della Maria SS. Assunta in Cielo. Il festival ha lo scopo di valorizzare il territorio, promuovere le tradizioni locali e far conoscere le Eccellenze agricole ,artigianali ed Agroalimentari di Villa di Briano, attraverso una serie di eventi e attività distribuite tra l’8 e il 30 dicembre,con una serie di iniziative innovative ed originali, che attraggano visitatori dei territori limitrofi,oltre che i locali. Il tutto puntando sul grande patrimonio culturale, paesaggistico e storico di Villa di Briano. La scaletta degli eventi, sarà diramata sui canali social del comune con spettacoli musicali e di cabaret ,volti a favorire rapporti di socializzazione ed inclusione,all'insegna del divertimento di adulti e bambini.
Castellammare, dopo 51 anni torna balneabile la spiaggia del lungomare
Martedì, 06 Agosto 2024 12:21 Scritto da RedazioneSpiaggia libera a Castellammare, la lunga attesa durata dieci lustri è finalmente terminata. Una giornata storica per la città delle terme, dopo 51 anni il mare torna balneabile su tutto il lungomare e sarà quindi fruibile da tutti i cittadini. Una data storica quella del 5 agosto che resterà a lungo fissata nella memoria degli stabiesi. Per rendere di nuovo balneabile il mare di Castellammare di Stabia è stata portata avanti un’ampia attività di bonifica durata circa sette anni che, oltre alla Regione Campania, ha visto coinvolti il Comune, l’Ente Idrico Campano e l’azienda di servizi idrici Gori. Questi interventi fanno parte di un importante piano di riqualificazione e bonifica, di realizzazione di reti fognarie e di collettamento delle acque che va da Portici a Torre del Greco e Torre Annunziata, dove a breve si completeranno i lavori alla foce del Sarno. L'obiettivo è la balneabilità di tutto il Golfo di Napoli - cosi si legge in una nota diffusa dalla Regione Campania - all'apertura al pubblico della spiaggia libera ha presenziato anche il presidente De Luca.
L’incantevole cornice della penisola sorrentina tanto cara a Lucio Dalla ha fatto da cornice al fastoso matrimonio di Titty Menzione e Fiore Librone. Un sogno che si corona dopo un decennio di amore incondizionato che oggi è culminato nel fatidico si nella chiesa immacolata Concezione di Terzigno, ad officiare la funzione religiosa Don Antonio Fasulo il quale durante l’omelia ha enfatizzato la bellezza dell’amore sincero alla base di un rapporto di coppia. Gli sposi hanno accolto nel magnifico Relais Capo Santa Fortunata di Sorrento familiari e parenti, circa duecento persone che dalle falde del Vesuvio si sono riversate nella bellezza di un luogo magico ed unico come questa lingua di terra che separa il golfo di Napoli da quello di Salerno e si crogiola nella bellezza della dirimpettaia Capri. Solari e belli gli sposini hanno abbracciato e ringraziato tutti gli invitati che non hanno voluto far mancare la loro presenza nel giorno più importante della giovane coppia. La redazione del Vesuviano augura ogni bene agli sposi che da domani sorvoleranno l’Atlantico per la meritata luna di miele made in USA. Gioisi ed emozionati i genitori Antonio e Lina (per Titty) oltre alla sorellina Rossanna e Nunzio e Franca per Fiore.
Barbie, un nuovo immaginario aldilà delle disparità di genere
Sabato, 29 Luglio 2023 15:38 Scritto da Marina MannaIl 23 luglio le sale italiane si sono tinte di rosa in occasione dell’uscita del film più atteso dell’anno, Barbie con la regia di Greta Gerwig. Il film, sin dal suo primo annuncio, è apparso come una creatura ibrida, complessa; se da un lato è stato accompagnato da una operazione di marketing fatta a tavolino, tipica dei blockbuster, in questo caso con glitter e rosa dilagante, tuttavia con la regia e sceneggiatura dei coniugi Greta Gerwig e Noah Baumbach, due tra gli esponenti più incisivi del cinema indie americano, non ci si poteva aspettare di certo un film ordinario. La pellicola si apre con un omaggio al celeberrimo 2001 Odissea nello Spazio, invece del monolite di Kubrick, origine e motore dell’evoluzione umana, compare una enorme Barbie, interpretata da Margot Robbie che risveglia la mente delle bambine fino ad allora abituate a giocare a fare le mamme con bambolotti e servizi da te, mostrando loro una bambola adulta, indipendente e svergognatamente bella. Barbie è il monolite che ha solleticato l’immaginazione delle bimbe di ieri e di oggi per favorire l’emancipazione femminile. Ma è veramente così? Sin dai primi anni dalla sua creazione (1959), la bambola di plastica della Mattel pur rappresentando modelli e sembianze di ogni tipo per sottolineare la diversità delle donne come valore inclusivo, è stata accusata di incarnare un modello di perfezionismo tossico difficilmente raggiungibile e Garwin, nel film gioca proprio su questa contraddizione tra stereotipo e emancipazione. Barbieland è un mondo perfetto, in cui le donne ricoprono qualsiasi ruolo di prestigio, presidentessa, fisica, scrittrice, giudice, mentre i Ken, sono semplicemente dei surrogati che vivono in funzione delle Barbie. Di certo il mondo di Barbie è un tentativo femminista di assistere finalmente ad uno scenario in cui a dominare sono le donne, d’altra parte Barbieland rappresenta in maniera paradossale e ribaltata la nostra società ancora fortemente patriarcale. Ad un certo punto Barbie stereotipo (Margot Robbie) viene disturbata da una serie di pensieri di morte e depressione e quel mondo fatto di plastica, di feste tra amiche, di giornate tutte perfettamente uguali inizia a scricchiolare. Sotto il consiglio (quasi imposizione) di Barbie Stramba, la protagonista, insieme a Ken, interpretato da Ryan Gosling, si incammina verso il mondo reale decisa ad incontrare la sua padroncina e cercare di capire la causa del suo malessere. Ken scopre di essere il corrispettivo della donna nel mondo reale e approdato nel mondo dell’al di qua inizia a capire la sua posizione di privilegiato qua torna a Barbieland con l’obiettivo di importare la cultura del patriarcato. Attraverso una vera e propria lotta tra i due sessi, le Barbie cercano di ristabilire il loro girl power inducendoli a farsi guerra tra di loro, un momento in cui è possibile rievocare il celebre dipinto ‘l’origine de la guerre’ raffigurante l’organo genitale maschile di Orsan . Sotto la patina di una sceneggiatura pop, di un apparente femminismo radicale, Barbie è un film esistenziale che parla non solo alle donne, ma all’individuo e ci pone una domanda ben più complessa: e se ognuno di noi potesse essere ciò che è? Alla fine Barbie e Ken si riconciliano e il film prospetta un nuovo immaginario che va oltre il femminismo: esclusa qualsiasi forma di dominio sia maschile che femminile, il film accenna alla parità di genere, unica dimensione in cui ogni individuo, prescindendo il proprio sesso, può riappropriarsi della sua identità, lontano dai canoni sociali, mostrandosi per ciò che è. Oltre alla plastica, anche le idee sopravvivono agli esseri umani, Barbie che è senza tempo, incarna l’idea di libertà, di poter diventare ciò che si vuole e Garwin nel film estende questa idea non solo alle donne ma anche agli uomini: i am kenough Il film include dei messaggi ancora oggi necessari (il discorso di Gloria alle Barbie), ma appare come una sorta di caleidoscopio i cui tasselli (femminismo, machismo, rapporto madre/figlia, scoperta di sè) che la regista ha cercato di toccare sono posti qua e là, senza mai sviscerarli fino in fondo, ed è forse per questo che, nonostante le alte potenzialità, Barbie rischia di essere ricordato più come un fenomeno commerciale che come un capolavoro generazionale.





































