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È partita dalla rete pochi minuti dopo l'ultimo saluto di Napoli al suo amato figlio Pino Daniele la nuova petizione che vede 'protagonista' il blues man napoletano. Ieri, infatti, un flash mob partito da facebook aveva fatto radunare in piazza del Plebiscito circa 50 mila persone unite da una sola passione : la musica di Pino Daniele. Ed ancora dalla rete parte una nuova ed importante iniziativa, questa volta però tesa a restare e durare per sempre. Napoli è la sua città e non può non dedicare uno spazio pubblico al suo figlio più amato. E così da ieri è possibile firmare sulla piattaforma change.org la petizione per il cambio denominazione della toponomastica cittadina. Nel mirino e non a caso la tanto contestata piazza Garibaldi (oggetto in passato di molte discussioni e manifestazioni)  che, a detta dei promotori, potrebbe cambiare nome in piazza Pino Daniele. Sarebbe un giusto e motivato tributo. I promotori dell'iniziativa, infatti nelle note descrittive della petizione popolare tramite firma digitale, spiegano il perché non occorre più celebrare ancora Garibaldi in una città come Napoli e perché farlo sia ormai anacronistico ed inutile. "Pino rappresenta la storia della musica napoletana, ha rappresentato Napoli in Italia e nel mondo, raccontandola come solo un vero artista sa fare - così è scritto nella premessa della petizione-.Merita un riconoscimento reale. Di contro l'attuale nome della piazza è riconducibile a colui (Garibaldi) che unendo Napoli e tutto il Sud al resto dell'italia diede il via a un enorme tracollo economico e culturale, un uomo che non c'entra niente con la nostra terra. Anzi!  NAPULE E' PINO DANIELE, NON GIUSEPPE GARIBALDI. E qui si firma!

Il Vesuviano sostiene questa iniziativa invitando i propri lettori a firmare la petizione. 

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La notizia della scomparsa di Pino Daniele ha colpito non solo il mondo della musica e dello spettacolo.  La sua squadra del cuore la SSC Napoli tramite un messaggio diffuso direttamente dal presidente Aurelio De Laurentiis ha immediatamente fatto pervenire un messaggio di vicinanza :"A nome di tutto il Napoli esprimo il dolore per la scomparsa di Pino Daniele. Lo ricorderemo insieme domenica al San Paolo". Nel suo tweet il presidente azzurro ha voluto poi lasciare un personale messaggio: "Ho conosciuto Pino Daniele nel 1978 quando gli affidai la scrittura della musica del film "La mazzetta". Era agli inizi ma si capiva che era un vero genio musicale. Con lui scompare un'icona della musica napoletana, italiana, internazionale".

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È morto Pino Daniele

Lunedì, 05 Gennaio 2015 04:55 Scritto da

Ė morto Pino Daniele. A darne notizia è il Secolo XIX che nella sue versione online ha diffuso la notizia citando anche alcuni post lasciati sui propri social network di altri artisti italiani come Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Secondo quanto si è appreso dallo staff il noto cantautore napoletano sarebbe morto a causa di un infarto. Con la morte di Pino Daniele, Napoli perde un grandissimo testimone della propria tradizione musicale. Il napoletano che aspettava di vedere passata a'nuttata (parafrasando il grande Eduardo) purtroppo lascia prematuramente questa vita vissuta sempre sulla cresta dell'onda con piglio critico grazie alle sue canzoni di protesta, il 19 marzo avrebbe compiuto 60 anni. Da "Terra Mia" a "Napule è" , fino a "Je so pazz" passando per " Yes I known my way" Pino Daniele lascia in eredità un patrimonio musicale di inestimabile valore.

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Auguri ai vesuviani, vicini e lontani

Giovedì, 01 Gennaio 2015 13:25 Scritto da

Vogliamo augurare a tutti i vesuviani vicini e lontani ogni bene per il nuovo anno. A quelli vicini che ogni mattina aprono la finestra e guardano al Vesuvio con rispetto e devozione. A quelli che vivono alle sue falde e su questa terra hanno deciso di investire con aziende, uomini e capitali. A quelli che ne tirano fuori il vino migliore.A quelli che credono che posto migliore di questo non ci sia (ed hanno ragione) E poi...un pensiero particolare lo vogliamo rivolgere a tutti i vesuviani che oggi vivono lontano dalla nostra terra. A chi ha dovuto lasciare in cerca di un lavoro sicuro, a chi ha dovuto viaggiare per studiare, a chi la vita ha messo di fronte delle scelte difficili. A tutto coloro che nonostante tutto ogni giorno risvegliandosi hanno un pensiero (seppur nostalgico) della propria terra.Della terra del fuoco.  A voi più di tutti nell'augurarvi BUON ANNO auspichiamo di tenervi sempre informati sulle cose buone e meno buone che accadono all'ombra del Vesuvio. AUGURI!

Genny Galantuomo

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Nei libri di storia viene riportata come la notizia del secolo, ovvero che la prima ferrovia in Italia arrivò nel 1839 e fu la Napoli -Portici. Gli astuti storici ed autori che in questi anni hanno imbonito ignari lettori e studenti (in particolar modo quelli della scuola pubblica) si sono sempre guardati bene dal riportare la notizia storica nella sua intierezza. E' vero eccome che la prima ferrovia a percorrere il suolo italico venne costruita nel 1839 nel tratto tra Napoli a Portici ma nel 1839 l'Italia intesa come stato unitario non esisteva. Ad onor del vero quindi la prima ferrovia venne costruita nel Regno di Napoli e delle Duesicilie. La Napoli-Portici quindi fu la prima linea ferroviaria costruita nel Meridione d'Italia. Il giorno della sua inaugurazione e più precisamente il 3 ottobre 1839, venne realizzata su di un unico binario che si snodava per 7,250 chilometri.  La costruzione fu fortemente sostenuta dal Re di Napoli Ferdinando II di Borbone per dimostrare l'importanza e la grandezza del Regno delle Due Sicilie e per apparire, allo stesso tempo, un sovrano illuminato ed aperto al progresso. Non a caso Napoli in quel periodo veniva definita la terza capitale d'Europa dopo Parigi e Londra. Nel 1836 venne firmatala convenzione con cui si concedeva all'ingegner Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie, la concessione per la costruzione in quattro anni di una linea ferroviaria da Napoli a Nocera Inferiore con la priorità per il tratto fino a Granatello di Portici. L'anno seguente venne costituita a Parigi una Società in nome collettivo e una in accomandita per gli azionisti. Al momento fatidico, alle ore 10 del 3 ottobre del 1839, alla presenza del Re Ferdinando e delle più alte cariche dello Stato vi fu la partenza del primo treno composto da una locomotiva di costruzione Longridge (ancora oggi visibile presso il museo di Pietrarsa) e da otto vagoni. Il percorso venne compiuto in nove minuti e mezzo tra ali di gente stupita e festante. La locomotiva che trainava il treno era stata battezzata "Vesuvio". (nella foto una raffigurazione del primo viaggio del treno sulla ferrovia Napoli-Portici)