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Febbraio 1861, la fine del Regno di Napoli

Lunedì, 16 Febbraio 2015 23:01 Scritto da

13 febbraio 2014. Oggi ricorre una data triste per il popolo duosiciliano. Il 13 febbraio del 1861 infatti, nella villa reale dei Borbone (già villa Caposele, attualmente Villa Rubino, in Formia) veniva firmato l'armistizio fra le forze piemontesi e quelle di Francesco II; alle ore 18:15 le artiglierie di entrambi gli schieramenti deposero le armi rispettando il cessate il fuoco a seguito della firma della capitolazione. Il 13 febbraio di 154 anni fa la roccaforte di Gaeta capitolò e la storia del Regno delle Due Sicilie si concludeva fra il sangue, il dolore ed i patimenti di quanti rimasero fino all’ultimo al fianco del re. I militari del regno infine furono quelli che, nonostante tutte le privazioni che subirono durante il conflitto, ebbero la peggio. La maggior parte di loro non volendo arruolarsi nelle milizie piemontesi diventate italiane furono deportati in massa nei primi gulag della storia italiana in quel di Genova e di Fenestrelle ridotti in condizioni pietose e misere, lo storico Giacinto De Sivo ebbe a dire:” tenevano i napolitani prigionieri in castelli subalpini, barbaramente, su fradicia paglia affamati, con panni di state in crudo verno! Si tartassandoli per indurli a pigliar livrea. Sempre rispondeano No. Messi in luoghi stretti e umidi, gridavano Viva Francesco!”. Non volendosi piegare molti preferirono la morte al tradimento e cosi i reclusi non superavano che pochi mesi ivi rinchiusi in quelle fortezze sozze e gelide. Le vittime (squagliate nella calce viva) dovettero essere migliaia, anche se non vennero registrate da nessuna parte. Morti senza onore, senza tombe, senza lapidi e ricordo. Morti di nessuno. Terroni. La Storia nascosta è questa la Storia ufficiale altra cosa, non perdemmo solo la patria ma anche la memoria di quanto accaduto.

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“Innamorati a Napoli, innamorati di Napoli”: Napoli, la città dagli scorci mozzafiato da sempre fa innamorare e ha dato vita a straordinari amori romantici e disperati. In occasione del San Valentino l’associazione culturale – turistica NonsoloArt propone l’itinerario tematico “Amori Napoletani”, un viaggio a ritroso tra le grandi e molteplici passioni che hanno fatto la storia di Napoli. Vi sarà occasione per scoprire piccole e grandi trame che si intrecciano con la storia di Napoli e si snodano tra palazzi, castelli e piazze. L’itinerario partirà dal Maschio Angioino dove verrà raccontato tra l’altro del casto amore tra Lucrezia d’Alagno, passata alla storia come la vergine incontaminata e Alfonso Il Magnanimo e delle storie d’amore della regina Giovanna II dai cento amanti, e proseguirà con una passeggiata narrata fino al Castel dell’Ovo, uno dei luoghi più incantati e mitologici di Napoli, dove infine si parlerà dell’amore mitologico tra Partenope e Cimone, che giunsero dalla Grecia per amore e fondarono Napoli.  L’itinerario sarà arricchito con la lettura di stralci di testi tratti da famose leggende napoletane e alla fine sarà offerto un gradito omaggio di cioccolato a tutti i partecipanti. L’appuntamento è sabato 14 febbraio alle ore 18:00 a P.zza Municipio (Na), nei pressi dell’ingresso del Castel Nuovo (Maschio Angioino). Contributo di partecipazione: 6 euro a persona, 10 euro in coppia. Eventuali costi d’ingresso sono a carico dei partecipanti. Prenotazione obbligatoria. Per info, costi e prenotazioni: 3936856305 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Pino Daniele, le sue ceneri oggi lasceranno Napoli

Giovedì, 22 Gennaio 2015 10:30 Scritto da

Pino Daniele oggi alle 18 saluterà per sempre la sua amata Napoli. Le ceneri dell'artista partenopeo infatti saranno trasferite in Toscana dopo dieci giorni di esposizione nella sala dei Baroni al Maschio Angioino. In questi giorni oltre ventimila persone hanno reso omaggio alle ceneri del "nero a metà" ed hanno lasciato un pensiero sul libro delle firme lasciato all'ingresso della sala.  "Ritenevo giusto salutare un artista che ha dato tanto a Napoli ed alla musica napoletana - dice una sua affezionata fan - siamo cresciuti con le sue canzoni e le sue melodie. È stato un bel gesto da parte della famiglia di lasciare per qualche giorno le sue ceneri a Napoli, l'ho apprezzato molto come rispetto verso la sua gente."

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Già si sapeva, già era tutto preventivato, ma viverlo é stato ancor più emozionante. Il tributo riservato dai tifosi partenopei al grande Pino Daniele è stato un qualcosa di unico, ha smosso le anime, ha fatto vibrare i cuori, ha regalato alla memoria di questo immenso artista l'apice della sua celebrazione, ha fatto piangere, ha fatto riflettere. Napoli si è rivelata nelle sua vera veste: quella di una mamma che non fa niente per mostrarsi nel suo ruolo da genitore, ma si finge figlia di ogni interprete che sa donargli ogni volta un nuovo senso, una nuova motivazione per essere amata, un nuovo modo per amarsi un pò di più. E allora ci si dimentica delle contraddizioni di una città troppe volte bistrattata, maltrattata, messa nell'occhio del ciclone, anche quando il ciclone non la colpisce minimamente. Ci si dimentica dei suoi figli sbagliati, dei suoi errori ripetuti, di chi la vende al mondo come una tremenda Gomorra, e si aprono le menti alla sua essenza nascosta, ma non troppo: quella di una città che ha voglia di vivere, di divertirsi, di celebrare le eccellenze, di sentirsi importante, di essere parte del tutto in modo semplicemente unico. E dunque, tutti in piedi per Pino e per Napoli, per un figlio che si è spento lontano, ma che ha sempre acceso i cuori di milioni e milioni di persone che si sono identificati nelle sue note, nelle sue rime, nei mille colori con cui ha dipinto la sua città, nella sua voce inimitabile, nel suo blues senza epoca. In piedi per una tifoseria che viene sempre criticata, ma che nei momenti di difficoltà mostra la sua umanità senza limiti e la sua passione infinita, non solo per un gioco, ma anche per un ideale di vita, quello del riscatto da tutto e da tutti, dai Salvini di turno e dalle male lingue di sempre. In un mondo in cui tutti i valori sembrano andare alla rovescia, in cui disegnare una vignetta equivale ad una dichiarazione di guerra unilaterale, è davvero fantastico sapere che c'è ancora chi sa raccogliersi in un tutt'uno per omaggiare la sua città e i suoi migliori interpreti. E, allora, tutti un piedi. Canta Napoli, ed è una melodia fantastica.

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Pino Daniele non lascia Napoli. Dopo l'autopsia e la querelle familiare, ancora un momento di vicinanza tra i napoletani ed il loro 'nero a metà'. Le ceneri del cantautore infatti,  saranno esposte al Maschio Angioino a partire da lunedì 12 gennaio e resteranno esponeste per almeno una decina di giorni. A renderlo  noto, d'intesa con la famiglia dell'artista napoletano è stato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris attraverso l'ufficio stampa del Comune. "Chiunque potrà rendere l'ultimo saluto a Pino Daniele tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 18. Nel primo giorno di esposizione dell'urna, lunedì, l'accesso nella Sala dei Baroni sarà consentito a partire dalle ore 12"