Quando a Napoli arrivò la "Zoza"

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La lingua napoletana, si sa è stata negli anni fortemente condizionata dalle dominazioni che dal 1130 seguirono sul trono del Regno di Napoli e delle Duesicilie. Proprio nel periodo più fiorente per quella che era definita la terza capitale d'Europa (dopo Parigi e Londra) Napoli ed i napoletani dovettero confrontarsi con l'arrivo in città di tanti stranieri e cultori. Anche i cuochi- e non poteva essere altrimenti- vennero alla conquista delle tavole napoletane portando con loro usi costumi e pietanze d'oltralpe. Uno dei casi limite che lascerà in eredità ai napoletani il termine "zoza" lo si registra a fine settecento, quando a Napoli in occasione delle nozze reali i cuochi francesi furono invitati per impreziosire la semplice cucina partenopea. I Monzù (così definirono i napoletani i monsieur francesi) portarono un carico di salse a base di pomodori e formaggi la cosiddetta "fondue" che in francese era fatta a base di salse o meglio conosciute "souse". Il termine in poco tempo visto lo scarso successo a tavola della nobilissima salsa francese cambiò accezione e da "souse" divenne "zoza" che da allora è sinonimo di unto, macchiato e sicuramente di non grandissimo valore a tavola.

Ultima modifica il Venerdì, 26 Dicembre 2014 16:54