Quando la pizza diventa arte alle falde del Vesuvio

Scritto da  Nando Zanga Pubblicato in Napoletanità Letto 80 volte

Ai piedi del Monte Somma, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, dopo un pit- stop durato qualche anno ed una gestione totalmente rinnovata è tornato in pista a San Giuseppe Vesuviano, “Il Falangone”, realtà storica della provincia vesuviana. Un’ imponente struttura sviluppata su tre livelli (ristorante/pizzeria, club house e terrazza), circondata dalla terra rossa dei campi da tennis con alle spalle, un panorama mozzafiato. Un ambiente luminoso ed elegante, ma allo stesso tempo flessibile ed aperto a soddisfare le esigenze di una clientela sempre diversa. Una squadra, quella di cucina, pizzeria e sala, volutamente composta da un team giovane e dinamico, mosso dalla volontà di fare una buona cucina nel rispetto della tradizione, ma con l’occhio strizzato alla innovazione. Due napoletani ed un siciliano ai fornelli: Vincenzo Ruggiero (sez. antipasti), Alfonso Pepe (sez. primi piatti) e Alessio Galati (sez. secondi piatti) ed un napoletano verace, Nunzio Marino al comparto pizza. Spesso, si è convinti che per gustare una buona pizza, si debba per forza di cosa accomodarsi ad un tavolo nel cuore di Napoli, nei meandri dei vicoletti del centro storico della città. Nulla di più sbagliato. Gustare una buona pizza, si può anche in provincia, al di fuori di ogni circuito o roccaforte turistica e Nunzio Marino è prova vivente di questo assunto. Con l’evento “Pizz’art…perché ogni pizza è un’opera d’arte”, giovedì scorso l’attenzione è stata tutta puntata sulla sezione pizza e sulle creazione di questo giovane pizzaiolo e della sua squadra composta da Pasquale e Gennaro. Ad ogni pizza presentata, è stato associato, grazie alla professionalità di Ernesto La Matta, Consigliere Regionale su base territoriale dell’Ais Comuni Vesuviani, un vino atto ad esaltarne i sapori ed i condimenti. Tra le proposte presentate ed assolutamente meritevole di tappa al falangone, vi è la margherita: soffice, leggera e dal cornicione sapientemente lavorato. Un impasto composto da un bland di farine di tipo 00 e 1, diretto con 48 ore di lievimaturazione ed idro al 70%. Sorprendente e nuova la pizza tartufona: forte, ma equilibrata allo stesso tempo. A concludere, la dolce pizza “Mustachoc”, nata dalla collaborazione tra Nunzio Marino e il pasticcere Antonio Benedetto. Crema pasticcera, vaniglia con ricotta e menta, fragole bagnate con marsala, agrumi e foglie di menta per un connubio di sapori, assolutamente da provare.

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Giugno 2018 08:53