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Dalle tribune alle corsie di ospedali il passo non è certo breve, soprattutto quando in un paese come l'Italia legato visceralmente al tifo calcistico si cerca di creare legami tra tifoserie avversarie. Storie di tifosi "opposti" ma socialmente legati ed impegnati tra vicende di vita quotidiana che saranno raccontate questa sera a "Terra Mia" la trasmissione in onda alle ore 20 su Italiamia (visibile in Campania sul canale 274 e nel Lazio al canale 187). Terra Mia proverà a far incontrare sul palco tifosi dell'Internazionale e i tifosi del neonato club Napoli delle Due Sicilie. Gli ospiti in studio oltre a raccontare la loro personale storia che li lega ai vessilli dell'Inter e del Napoli, illustreranno anche le tante iniziative benefiche alle quali partecipano assiduamente. I tifosi nerazzurri saranno rappresentati in studio dalla coordinatrice regionale Adriana De Leva, dal presidente del club Inter di Ottaviano Mariano Visone a da un terzignese tifoso doc Francesco Pagano. I tifosi partenopei dall'inclinazione neoborbonica ed identitaria replicheranno donando al senatore Bartolomeo Pepe il vessillo storico firmato da tutti i giocatori azzurri. La bandiera riportante il simbolo del casato borbonico verrà donata infatti, al senatore Pepe in quanto promotore di una interpellanza parlamentare al ministro degli interni tesa a sapere i motivi per i quali le bandiere duosiciliane vennero sequestrate all'ingresso del San Paolo poche settimana fa. In studio oltre al senatore il vice presidente del club Luigi Guarino ed un rappresentante del direttivo Rosario Amato. Tifosi divisi in tribuna ma strettamente legati dalle attività a sostegno dell'Ospedale pediatrico Pausillipon di Napoli.  Una puntata quella di stasera che sarà all'insegna del fair play in tutti i sensi ma che tende a far emergere quanto di buono c'è tra i tifosi campani 'territorialmente modificati' (così affettuosamente definiti dal conduttore)  anche se non legati visceralmente ai colori del Napoli. La conduzione del programma è affidata  a Genny Galantuomo e Mirella D'Ambrosio. Mentre i racconti sulle vicende sportive dei due club saranno affidati alla voce di Mariograzio Balzano.

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(Enzo Torre) Campionato Primavera: Ternana-Napoli (1-2). Non solo umbri contro napoletani, ma anche campani contro napoletani, per non parlare del duello tutto terzignese: Tammaro –Polizzi. La partita, molto combattuta e sentita, si sciorina anche su queste rivalità sentite e capricciose. Nella Ternana la componente campana è accentuata. C’è il “talentino” Antonio Palumbo (’96, centrocampista), cresciuto negli “Amici di Mugnano”, per essere poi svezzato nella Mariano Keller.  Seguito, provato e riprovato dal Napoli in età Allievo, poi preso dalla Ternana insieme con l’attaccante Simone Russini (’96, ex-Paganese). Palumbo nell’occasione è assente, aggregato fisso alla prima squadra, anzi prossimo al gran salto in Seria A. Lo insegue il Genoa che ha già offerto più di un milione di Euro. L’affare si chiuderà a luglio e questo centrocampista totale ed intelligente seguirà le orme di Izzo e Mandragora sotto la Lanterna. C’è poi il coriaceo difensore centrale di piede sinistro: Antonio Terracciano (’97, nolano). Anche lui cresciuto nella Mariano Keller, anche lui a lungo monitorato dal Napoli che lo prova in diversi Tornei di calcio, ma finito poi alla Ternana insieme con un altro prospetto molto intrigante: l’attaccante Manuel Guillari (’96, ora all’Aversa Normanna). E c’è il “nostro” Gianluca Polizzi, da Terzigno,  (’98, attaccante potente e combattivo) sempre assetato di gol e di cavalleresche battaglie. Ma di Terzigno è anche un esterno del Napoli, per la prima volta titolare: Mario Tammaro (’98, appena arrivato al Napoli, in prestito dal Carpi, via Genoa). E’ un autentico derby, non certamente “fratricida”, non propriamente diretto, ma asetticamente combattuto a distanza. Tammaro viene schierato sulla destra nel tridente d’attacco, secondo attitudini. Ragazzo educato, tranquillo, sereno,  pensa solo a sfruttare questa occasione da titolare. Sa che l’allenatore Saurini da lui si aspetta un rendimento qualitativo e trainante e cerca di non deluderlo. L’avvio è promettente. Tammaro sul suo lato lavora e riparte, scatta e crossa con bella corsa e facilità di battuta, ispira  i compagni ed è sempre nel vivo del gioco, mandando in rete l’interno Luise (7’). Il suo è un avvio allettante, foriero di prospettive interessanti. Ma il destino decide di fermarlo. Una botta dolorosa  e subdola lo mette presto fuori gara. La sua partita finisce al 20’, lasciando, però, baluginare interessanti prospettive. Ed allora resta in campo a duellare da solo l’altro terzignese, Polizzi, contro la retroguardia azzurra. E’  una lotta impari , tutta fisica, tutto ardore. Polizzi cerca la rete in tutti i modi: di piede, di testa, di forza, d’astuzia. Riesce comunque a propiziare la rete della bandiera di Tedesco (87’). Due belle prove per i ragazzi di Terzigno, impreziosite dai due assist. Per un confronto personale finito in pareggio, anche se alla fine numericamente prevale la formazione di Saurini. Restano comunque i loro esempi di nitore tecnico e ritrovata inventiva (Tammaro), mentre dall’altra parte viene evidenziata una feroce carica di aggressività e determinazione (Polizzi nella foto).

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Polizzi annichilisce anche l'Avellino

Lunedì, 29 Febbraio 2016 16:28 Scritto da

(Enzo Torre) Seconda vittoria consecutiva per la Primavera della Ternana, che tramortisce un inconsistente Avellino (4-0) con le doppiette di Mohammed Ali Sagaf e di Gianluca Polizzi, giovane attaccante di origini terzignesi. Partita senza storia alcuna, dominata dai ragazzi di Avincola, che si vendicano, con gli interessi, anche della sconfitta patita all’andata in terra irpina (per la cronaca, unica vittoria degli avellinesi in campionato). Il tecnico umbro presenta una formazione riveduta ed inedita a causa di varie, pesanti defezioni, integrata però  da Fabiano Santacroce, trentenne difensore, bisognoso di ritrovare il ritmo-gara, dopo la sua lunga, forzata inattività. Avincola supplisce alle tante assenze (fra cui quella dolorosa e penalizzante di Simone Tascone, ex-Frattese) facendo ricorso ai sotto-leva classe ’98 (Vittori, Marrocco, Pigazzini, Bellini, Bersaglini, Paolucci, lo stesso Polizzi), piuttosto che richiamare qualche ’96 ormai perennemente aggregato alla prima squadra. Si disimpegna bene l’ex-difensore di Napoli e Parma: prima da terzino,  poi da mediano davanti alla difesa. Per Santacroce un’ora di gara, affrontata con discreta applicazione ed il solito, immancabile agonismo. Ma i suoi giovani compagni non hanno bisogno di particolari stimoli. Partono subito convinti ed aggressivi, sostenuti dai continui inserimenti di Sagaf e dalla potenza trainante del devastante Polizzi. Se l’attaccante di Terzigno è già abbastanza noto e seguito, suscita notevole curiosità questo semisconosciuto Mohammed Sagaf. Pescato dalla Ternana in Inghilterra, è un trequartista-attaccante del ’97. Preso nel settembre 2015, insieme con SalimNottor (altro ’97, mediano), sono entrambi in possesso di un doppio passaporto, inglese e somalo, e provengono dalla Soccer Academy del North Greenford. Sagaf accende subito la partita con i suoi scatti ed inserimenti e, dopo alcune occasioni malamente fallite dai compagni, va a segno con decisione, portando avanti la Ternana. Ma è nel secondo tempo che i locali annichiliscono letteralmente gli irpini. Sale in cattedra Polizzi, che prima raddoppia con perfetta determinazione (51’), indi, dopo un’altra rete di rapina del solito Sagaf, in pieno recupero mette il definitivo sigillo alla partita ed alla rotonda vittoria degli umbri. Resta letteralmente inesistente l’Avellino. Squadra quasi allo sbando. In piena crisi di identità tecnica ed agonistica. Evidentemente non è stato sufficiente il cambio dell’allenatore (con l’esonero di Gennaro Iezzo ed il ritorno di Tonino Iandolo), né le varie integrazioni all’organico fatte con il mercato di gennaio. Sono arrivati in Irpinia: Francesco Battipaglia (’97, centrocampista, dalla Salernitana); Antonio Pasquale (’97, difensore, dal San Tommaso); Luigi Villano (’97, difensore, dal Galazia, con l’avallo del Maddaloni); Antonio Vecchione (’97, difensore, dal Benevento) ed il giovanissimo attaccante De Simone (’99), destinato, almeno per il momento, a far numero in panchina. Cinque soli punti in classifica per gli avellinesi, il più magro bottino di tutto il Campionato Nazionale Primavera. Dispiace sottolinearlo, ma eravamo abituati a vedere l’Avellino lottare per altri traguardi. Più prestigiosi ed intriganti. La Ternana, questa giovane ed inedita Ternana, corroborata anche dallo svettante Polizzi, sale in classifica in una posizione decorosa, assestandosi davanti allo stesso Napoli, che sarà a Terni nella prossima giornata.  E sicuramente sarà una partita delicata e spigolosa. Anche per un velenoso rivolo di odiose polemiche, successive alla gara di andata.

 

TERNANA-AVELLINO 4-0

Ternana: Scarsella, Santacroce (60’ Paolucci), Vittori, Roscioli, Terracciano, Marrocco (85’ Nottor), Battista, Rocchi, Sagaf, Pigazzini(79’ Bellini), Polizzi. A disp.: Alleori, Boccanera, Bersaglini, Renzi. All.: Avincola

Avellino: Gioia, Villano, Bellocco, Sgambati, Rizzo, De Luca, Futia (46’ Giardino), Battipaglia, Longo, Arciello (55’ Pizi), Pasquale (64’ Stefanov). A disp.: Bentivogli, De Rosa, Alvaro, De Simone, Cozzolino, Garaffa. All.: Iandolo

Reti: 33’ e 74’ Sagaf, 51’ e 92’ Polizzi

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Terzigno dice addio a " Giggino o sportivo"

Mercoledì, 17 Febbraio 2016 00:21 Scritto da

Ci sono uomini che non hanno bisogno di titoli o di onorificenze per esser definiti "grandi". Ci sono uomini che conquistano un mondo di simpatia ed affetto grazie ad una dote ormai smarrita: l'umiltà. E se a questa "caratteristica", innata in pochi, ci aggiungete del garbo, della gentilezza e di una infinita disponibilità verso il prossimo, allora ( per chi ha vissuto alle falde del Vesuvio e dintorni)  non sarà difficile riconoscere un piccolo uomo (di statura) ma un gigante di valori. All'anagrafe è iscritto con il nome di Luigi Parisi classe 1943, una vita di duro lavoro tra la Germania dove per 18 anni ha lavorato prima di fare ritorno all'ombra del Vesuvio, e precisamente a Terzigno. Paese natio in cui egli ritorna proprio negli anni in cui (1981-82) un ragioniere (appassionato di giornalismo) tale Nino De Falco con l'aiuto di alcuni appassionati rileva dal San Vitaliano il titolo calcistico dilettantistico. Nasce il Nuovo Terzigno che dopo la gloriosa parentesi targata Fabbrocini, riavvicina gli appassionati vesuviani al calcio. Il pallone torna a rotolare sul polveroso campo di calcio di via Campitelli ed il  Nuovo Terzigno inizia ad inanellare successi e vittorie. Al sodalizio si lega indissolubilmente Luigi Parisi al quale in pochi giorni i tifosi rossoneri gli affibbiano il soprannome di  "Giggino o sportivo". Delle sue immense qualità umane nel giro di pochi anni se ne inizia a parlare negli ambienti calcistici. Giggino inizia a ricoprire molteplici incarichi nella squadra rossonera. Dal magazziniere, al segretario, da dirigente accompagnatore ad allenatore della juniores. Insomma un factotum che prima delle partite interne non tralasciava il dettaglio:  'livellava' il campo con la sua mirafiori alla quale era legata una rete e,  successivamente, provvedeva anche a tracciare le linee del campo. Il Terzigno e Terzigno rappresentavano molto di più di una passione : erano la sua vita. Una irrefrenabile voglia di  amare a modo suo la sua terra,  nata e coltivata probabilmente nel ricordo di quella cartolina vista da lontano, con gli occhi dell'emigrante e le infinite notti sperando in un ritorno. Che inevitabilmente arriva. Per oltre 15 anni ha seguito e servito il Terzigno facendosi amare da calciatori e dirigenti non solo locali. Ammaliava per la disponibilità e la semplicità in un mondo quello calcistico  dove i "pallonari" ed i "mega direttori" cercavano di farsi spazio o in un modo o nell'altro. Lui conquistava la stima e la fiducia  con una disarmante disponibilità al dialogo. Per tanti tesserati rappresentava un punto di riferimento, era il confidente, l'amico, il fratello maggiore. Ed anche quando era in panchina a fare "l'allenatore" delle giovanili non alzava mai la voce, sempre con la sua eleganza. Quelli nati negli anni 70 lo ricorderanno per la mitica frase con la quale incitava i ragazzini della juniores :" uno duo (diceva così non è un errore) palla lunga e pedalare" . Proprio lui che ha pedalato tanto per vedere i suoi ragazzi segnare gol e gioire, perché a vincere per Giggino non era solo il Terzigno ma vinceva la sua Terzigno, e non a caso ricadde il soprannome di "sportivo", perché lui "sportivo" c'era nato. Quando negli stadi si andava per scaricare frustrazioni e violenza lui regalava bottiglie di vino agli avversari perché lo  "sportivo" era ospitale ed insegnava con l'esempio. Oggi Giggino ha giocato la sua ultima partita con la vita. Lo ha fatto nell'anno in cui dopo oltre trenta anni il calcio terzignese  ha definitivamente ammainato la propria bandiera, siglando il suo ultimo gol. Quello decisivo prima di appendere le " scarpette" al chiodo e di salutare la sua famiglia, la moglie Antonietta, i figli Angelo e Pina e quel figlio che proprio il Terzigno gli aveva portato in dono: l'indimenticato bomber Camillo Annunziata. Giggino se ne va da questa terra dopo un lungo calvario di sofferenza, lasciandoci in eredità un mondo di bene, di insegnamenti ma, soprattutto fatto di tanti piccoli gesti di sana ed innata sportività. Ciao Giggino, piccolo grande uomo di sport. Adesso potrai stendere con calma il bucato rossonero che a te era tanto caro. Buon Viaggio e grazie per quanto c'hai insegnato. 

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Terzigno Corre eccome! Il gruppo podistico terzignese a poco più di due mesi dalla costituzione inizia a riscuotere piccoli ma significativi successi. Ieri infatti, nel tempio del calcio in cui riecheggiano ancora le gesta del miglior calciatore della storia del calcio Diego Armando Maradona, si è svolta la San Paolo Sport Day, una dieci chilometri per appassionati del podismo. Ai nastri di partenza anche il gruppo podistico terzignese che si è fatto subito notare per lo spirito coinvolgente e trascinante. All'ingresso dello stadio San Paolo, infatti, i corridori vesuviani con la sgargiante scritta 'Terzigno Corre'hanno esposto uno striscione di saluto nei confronti della SSC Napoli, un gesto di sana sportività fra uomini e donne che vivono di sport per lo sport, due mondi quello calcistico è quello podistico così vicini ed allo stesso tempo così lontano (se si pensa ad esempio ai lauti guadagni dei campioni del football). Una giornata di sole ha accompagnato i 1000 iscritti alla corsa di 10 km che si è svolta per le strade del quartiere Fuorigrotta per poi concludersi sulla pista di atletica  del San Paolo. Tra tutti i partecipanti  spiccavano quelli con le casacche blu notte con le scritte verdi fluorescenti della Terzigno Corre che con ben 28 atleti ai nastri di partenza ha rappresentato una bellissima nota cromatica accompagnata dal sorriso  coinvolgente dei corridori vesuviani. Tra sudore e risate si chiude una giornata memorabile per il gruppo terzignese presieduto da Ernesto Ambrosio che ora si appresta a partecipare con sempre maggior slancio, ai prossimi impegni sportivi in calendario.