Disastro Valeri, la Juve ipoteca la finale di Coppa Italia In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Sports Letto 251 volte

Juventus-Napoli è la sfida che ha caratterizzato gli ultimi anni del calcio italiano e ci siamo trovati spesso a commentare ottime partite del Napoli che non hanno comportato i risultati meritati. Ieri sera è stato diverso. Gli azzurri stanno pagando a caro prezzo il triplice impegno tra campionato e coppe e sono evidenti i problemi di organico che caratterizzano la compagine partenopea. La differenza tra le due squadre e la diversa caratura, soprattutto nelle seconde linee, non è mai stata così lampante. Se Max Allegri può permettersi di iniziare la partita lasciando in panchina uomini del calibro di Marchisio, Cuadrado, Pjaca, Alex Sandro e BUffon, non si può dire lo stesso per il povero Maurizio Sarri che, a causa della squalifica di Hysaj, è costretto a schierare, togliendolo dalla naftalina, l'ormai arrugginito Maggio. Le uniche scelte tecniche effettuate dal tecnico napoletano sono state quelle di Milik, preferito a Dries Mertens, e quella riguardante Rog in luogo di Zielinski. Il gap fisico causato dalla scarso turn-over non si è sentito per i primi 45 minuti. Nella prima frazione, infatti, il Napoli ha espresso un buon calcio, ha tenuto il pallino del gioco costantemente ed ha concesso una sola occasione all'ex, Higuain portando diversi pericoli alla porta difesa da Neto, fino a raggiungere la rete del vantaggio, grazie ad un'ottima combinazione Insigne-Milik che ha permesso al numero 24 di servire Callejon che non ha fallito il colpo dell'1 a 0. Purtroppo, non appena rientrati in campo per il secondo tempo, come nella partita contro l'Atalanta, sono emersi i problemi di tenuta fisica e gestione del risultato che stanno affliggendo il Napoli dell'ultimo periodo. Complice anche l'inserimento di Cuadrado, la Juventus è tornata in campo con la grinta delle grandi squadre ed ha incalzato gli azzurri da subito. Al 46' Maggio regala scioccamente una rimessa alla Juventus, Asamoah la batte subito cogliendo impreparato Raul Albiol, che perde completamente Dybala, costringendo il compagno di reparto Koulibaly ad un'entrata sconsiderata che provoca l'assegnazione, da parte del direttore di gara Valeri, di un penalty per la Juventus. Dal dischetto Dybala è freddissimo e spiazza Reina. Il Napoli prova una reazione timida, ma non riesce a calciare mai verso lo specchio della porta ed il possesso palla, molto efficace nel primo tempo, diventa sterile e senza sbocchi. I bianconeri, sospinti da uno stadio in delirio, e trascinati dalla velocità di Cuadrado e Dybala, continuano a spingere forte e si procurano un angolo al sessantaquattresimo minuto. Il cross di Dybala non è eccezionale, ma Koulibaly colpisce male di testa e l'estremo difensore Reina riesce a fare di peggio. Lo spagnolo sbaglia il tempo dell'uscita e si fa sfuggire la sfera consentendo ad Higuain di insaccare a porta vuota. L'argentino non esulta, ma in due partite giocate, ha già inflitto due volte colpi al cuore dei suoi ex tifosi. I partenopei reagiscono con orgoglio e per i cinque minuti successivi al colpo del 2 a 1, si procurano angoli in serie, ma non riescono a colpire mai in maniera pericolosa. Al sessantanovesimo minuto, sugli sviluppi di uno di questi angoli c'è un contatto dubbio tra Raul Albiol e Bonucci nell'area di rigore dei padroni di casa, l'arbitro Valeri non ferma il gioco e si sviluppa un contropiede condotto in maniera repentina da Dybala, che giunto in area di rigore serve Cuadrado che salta Reina e poi frana al suolo. Lo spagnolo tocca prima il pallone e poi si scontra con l'avversario, sarebbe calcio d'angolo, ma questa volta il penalty viene concesso. Le proteste dei calciatori del Napoli sono furibonde, ma il direttore della sezione di Roma2, lontanissimo dall'azione e mal coadiuvato dall'assistente di linea, non cambia la sua decisione. Dybala trasforma nuovamente nella stessa maniera del primo rigore e porta il punteggio sul 3 a 1. Il Napoli esce mentalmente dalla partita, Sarri sostituisce Hamsik, proprio quando serviva più carisma, con Zielinski. Poi effettua la preventivata staffetta Milik-Mertens e alla fine esclude anche il positivo Rog per far spazio a Pavoletti. Purtroppo i cambi non serviranno a molto e l'agognato punto del 2 a 3 non verrà realizzato. Come al Bernabeu, in vista del ritorno al San Paolo, il Napoli è chiamato a battere gli avversari con il punteggio di 2 a 0 per raggiungere la finale. Sono due imprese, impossibili al momento, ma se affrontate dal vero Napoli  potrebbero diventare realtà.