Si è spento all’età di 56 anni Iawì, uno degli ultimi membri della tribù degli Avá Canoeiro. Con la sua morte la tribù, a rischio estinzione, conta un nucleo familiare di otto persone. Iawí era stato contattato dal Dipartimento agli Affari Indiani del Brasile (FUNAI) nel 1983, quando la costruzione di una grande diga idroelettrica avrebbe dovuto inondare il rifugio degli indigeni, nelle colline della Serra de Mesa. Il piccolo gruppo era sopravvissuto a un massacro avvenuto nel 1962, e per vent’anni aveva cercato rifugio nelle grotte più nascoste, in alto, tra le montagne. Incredibilmente, questo gruppo di Avá Canoeiro vive a sole quattro ore di macchina dalla capitale Brasilia. Di notte scendevano per saccheggiare gli orti dei coloni alla ricerca di cibo. Altrimenti sopravvivevano cacciando piccoli mammiferi come topi e pipistrelli. A causa di questa esistenza precaria, per lungo tempo le donne non sono riuscite a procreare. Gli Avá Canoeiro sono gli ultimi superstiti di una tribù forte e orgogliosa che ha vissuto in fuga sin dal 1780. Per decenni hanno resistito con forza ai colonialisti bianchi che li cacciavano sistematicamente, mentre sempre più terre indigene venivano rubate.
Lunedì, 05 Giugno 2017 17:40

Bangladesh. In fiamme le case degli Jumma

Sono 250 le abitazioni degli Jumma, gli abitanti indigeni delle Colline Chittagong in Bangladesh, rase al suolo dal fuoco appiccato dai coloni bengalesi. Secondo quanto riportato da alcuni testimoni oculari, l’esercito e la polizia sono rimasti a guardare e non sono intervenuti quando i coloni, che protestavano contro la morte del signor Nayon, si sono scatenati, dando fuoco alle case degli Jumma e ai negozi in tre diversi villaggi. Il governo del Bangladesh ha trasferito i coloni bengalesi sulle terre degli Jumma per più di 60 anni. Gli Jumma sono passati dall’essere praticamente i soli abitanti delle Hill Tracts a essere, oggi, in netta minoranza rispetto ai coloni.
Venerdì, 02 Giugno 2017 17:34

2 giugno Festa della Repubblica

Le celebrazioni del 2 giugno rappresentano un momento durante il quale tutti gli italiani si riconoscono parte integrante di una comunità. I festeggiamenti ricorrono in questa data perché tra il 2 e il 3 giugno del 1946, la nazione venne chiamata a scegliere tra monarchia e repubblica mediante un Referendum. Con la vittoria della Repubblica venne data forma alla Repubblica costituzionale e la monarchia venne definitivamente abolita. A partire dal 1948, in occasione della Festa della Repubblica, si tiene una parata militare in via dei Fori Imperiali. Durante la parata c’è la caratteristica esibizione delle Frecce Tricolori.
Mercoledì, 26 Aprile 2017 17:24

Stop “Fake News”: Google scende in campo

Google dichiara guerra alle “fake news” e a tutti quei contenuti riconosciuti come offensivi, fuorvianti, estremi che incitano all’odio e all’incomprensione sociale. Il motore di ricerca, mediante un algoritmo ad hoc, avrà come obiettivo quello di privilegiare pagine web di qualità assegnando maggiore rilevanza alle fonti autorevoli e tenendo conto delle segnalazioni su siti ritenuti contenitori di informazioni inappropriate. Gli utenti saranno coinvolti direttamente mediante gli strumenti di feedback su due funzioni di Google: il completamento automatico delle ricerche e gli "snippet", letteralmente "frammenti", che estrapolano dal motore di ricerca brevi contenuti, non sempre da siti pertinenti o autorevoli.
Venerdì, 22 Settembre 2017 17:05

Venezia74. Jululu trionfa nella sezione MigrArti

Jululu ha vinto la sezione MigrArti 2017, all’interno dell’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia , aggiudicandosi il premio come miglior regia, assegnato aMichele Cinque. Il cortometraggio, già trionfatore della II edizione del bando MigrArti promosso dal Mibact, visibile sulle piattaforme online e da ottobre su Rai 1, nasce da un’idea di Sestilia Pellicano - calabrese DOC, i suoi natali sono infatti made in Frascineto (Cosenza), nonché presidentessa dell’associazione culturale “Pretiosa Project”- e di Yvan Sagnet, attivista camerunense ed esponente della rivolta dei braccianti in Italia del 2011, testimone chiave al processo SABR. La sentenza, emessa dalla Corte d’Assise del Tribunale di Lecce nel luglio scorso, ha riconosciuto per la prima volta in Italia il reato di “riduzione in schiavitù” e condannato in primo grado “caporali” e imprenditori agricoli salentini che costringevano gli immigrati a lavorare nei campi in condizioni disumane, contravvenendo ad ogni forma di civiltà e giustizia sociale. Prodotto da Lazy Film srl in collaborazione sinergica con le associazioni culturali “Pretiosa Project” e “Ghetto Out - Casa Sankara”, Jululu è l’anima collettiva africana che, errabonda, si rifugia in quel pezzetto d’Africa che colora il sud Italia. Attraverso i volti e le voci dei due protagonisti,Yvan Sagnet e BadaraSeck- noto musicista griot senegalese e custode della tradizione orale degli avi - riusciamo a penetrare all’interno delle problematiche riguardanti lo sfruttamento dei braccianti nei terreni agricoli, alla logica del profitto estremo e della finanza speculativa che impone prezzi da fame ai produttori agricoli italiani e alla filiera lunga. Quello che si leva dalle ampie coltivazioni di Terra di Capitanata, in provincia di Foggia, è un grido di denuncia che trova la sua catarsi nella fotografia di Stefano Usberghi e nella voce straziante diSeck, vera e propria guida sciamanica. «Qui ci sono i caporali ma i generali siedono nelle multinazionali» sostiene Sagnet, recentemente insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. La giuria di Venezia74, presieduta dal regista e scrittore Francesco Patierno, con Jululuha voluto premiare la capacità di aver: «sfruttato ed indagato tutte le possibilità del mezzo e delle modalità comunicative cinematografiche, offrendo allo spettatore un film in grado di animarsi soprattutto di meravigliose intuizioni e ottima capacità di messa in scena». «Non è possibile effettuare il cambiamento senza una certa dose di follia» - riflette Yvan - «Ci sono voluti i pazzi di ieri per permetterci di agire oggi. Voglio essere uno di quei pazzi, dobbiamo avere il coraggio di inventare il futuro». Gli fa eco il regista: «Questo piccolo filmè dedicato alla capacità di inventare il futuro, come dice Yvan sul finale, prendendo in prestito alcune parole da Thomas Sankara. Penso che il futuro dipenda, ora più che mai, dalla capacità di immaginare un altro mondo possibile e lottare per costruirlo». Chiosa infine l’ideatrice del corto, Sestilia Pellicano: «I canti dei Migranti mostrano anche i “segni” del lungo e doloroso viaggio verso lʼItalia. Cantando e suonando insieme, i musicisti africani trovano così un “nuovo canto”, una musica che, nel solco della tradizione, esprime lʼesperienza e i rischi del viaggio, dello sfruttamento, ma anche lʼattesa, la speranza, la ricerca».
Giovedì, 23 Marzo 2017 16:52

Morto Tomas Milian. Addio a Er Monnezza

Il 22 marzo scorso si è spento a Miami, Tomas Milian al secolo Tomás Quintín Rodríguez Milián. Classe 1933, nato a Cuba, Milian viveva da molto tempo negli Usa. Noto in Italia per la sua partecipazione a film western e polizieschi. Proprio grazie a questi viene ricordato per l’interpretazione del romanissimo Sergio Marazzi, detto Er Monnezza.
Montecitorio festeggia il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano – Dalmata con centinaia di ragazzi delle scuole e con i componenti delle associazioni degli Esuli. «L'Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione» ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio per il Giorno del Ricordo letto nell'Aula di Montecitorio. «Un impegno che, a 70 anni dal Trattato di Pace che mise fine alla tragica guerra scatenata dal nazifascismo, non può venire mai meno per abbattere per sempre il fanatismo, padre della barbarie e della crudeltà che si nutrono dell'odio». Quest’anno, la ricorrenza coincide con il settantesimo anniversario del Trattato di pace di Parigi con il quale venne sancita la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta dell’Italia, entrata in guerra nel 1940 per volere di Benito Mussolini. Il Trattato, ratificato dal Parlamento nel settembre 1947, diede il là all’esodo degli italiani da quelle terre dove erano vissuti per generazioni e che consideravano proprie e che la sconfitta aveva restituito alla Jugoslavia. Una fuga segnata dalle stragi operate dal maresciallo Tito che diede l’ordine di gettare nelle “foibe” tutti coloro i quali erano considerati “nemici”.
Il Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa ha stabilito che quello appena trascorso è stato il secondo febbraio più caldo degli ultimi 137 anni, facendo registrare il termometro globale a 1,1 gradi centigradi in più rispetto alla temperatura media calcolata tra gli anni 1951 e 1980. «Senza fare catastrofismi occorre prendere atto che lo scenario è drammatico e dobbiamo necessariamente realizzare gli obiettivi stipulati nell'accordo di Parigi con velocità e determinazione, puntando quindi sulla riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030 - ha commentato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti rilevando che - per salvare il pianeta dobbiamo raccogliere la sfida e disegnare la strategia economica e industriale da qui al 2030. Febbraio 2017 è stato il secondo febbraio più caldo dal 1880, peggio lo ha fatto solo febbraio del 2016, disegnano uno scenario davvero impressionante perché parliamo di 250 milioni di migranti ambientali che dovranno lasciare i propri territori perché ormai invivibili, soprattutto in Africa, e cercare un posto altrove. Sarà una situazione drammatica se non interveniamo subito».
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