Giovedì 25 Luglio 2013 00:00    Stampa
Picific Rim
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Rubrica - Cinema...ndo
Il Film diretto da Guillermo Del Toro (regista fra l’altro di: Mimic, Hellboy, Hellboy: The Golden Army) vede protagonisti da una parte i Kaiju (ovvero alla lettera gli strani mostri) e dall’altra gli Jaegers (robot giganti pilotati da due persone interconnesse). 
La pellicola si ispira palesemente sia ai film sui mostri del Cinema Giapponese, sia ai robot giganti in voga negli anni 80’ 90’ quali Mazinga, UfoRobot o Gundam. In una celere spirale di azione e fantascienza la vicenda ha luogo in un futuro prossimo, quando, da una breccia interdimensionale apertasi sul fondo del Pacifico escono improvvide e gigantesche creature che minacciano la vita sul nostro pianeta. In risposta ai primi attacchi avvenuti tra San Francisco e Manila i governi della fascia costiera del Pacifico mettono da parte gli antichi reciproci odi per coalizzarsi contro il comune nemico i Kaiju dando vita al progetto Jaegers!. Un imponente programma di costruzione di androidi alti circa 90 metri in grado di essere pilotati da due persone interconnesse a livello neurale (onde entrare in profonda simbiosi con la macchina da padroneggiare e allo stesso tempo ottimizzare le risorse di difesa) in modo da condividere il gran peso che una tale connessione comporta sul cervello di un essere umano. Dopo iniziali successi ottenuti dai numerosi Jaegers composti, i Kaiju si evolvono diventando sempre più grossi e allo stesso tempo veloci ed imprevedibili, questi esseri somaticamente simili ai dinosauri riescono darwinianamente parlando ad adattarsi prevalendo e distruggendo moltissimi esemplari di Jaegers. L’umanità cosi è ridotta nuovamente sull’orlo dell’estinzione e dopo aver annullato il Protocollo Jeaegers in favore di muraglie invalicabili (che tali alla fine non si dimostrano) ci si affiderà ad un vecchio androide Mark 3 pilotato da un reduce caduto in disgrazia (Becket, Charlie Hunnam) e da una giovanissima e talentuosa recluta (Mako, Rinko Kikuchi) per riscattare il destino dell’umanità tentando di cancellare l’imminente Apocalisse. La pellicola diretta dal regista messicano ha molti meriti fra tutti quello di girare scene davvero dettagliate e per quanto possibile “reali”, le inquadrature delle devastazioni di Manila, Honk Hong, Sidney sono davvero eccezionali e aderenti a ciò che potrebbe accadere se nelle suddette metropoli avvenisse una tragedia di tale portata. Il cinema dei padri, quello definito delle attrazioni ritorna prepotentemente in questo film ammaliando lo spettatore, legato letteralmente alla poltroncina per più di due ore a seguire più che la trama, peraltro abbastanza prevedibile, le innumerevoli sequenze nelle quali gli elementi fascinatori non mancano, esemplare a tale riguardo il combattimento finale dello Jaeger Gipsy contro un Kaiju con una nave gigante a mò di spada, oppure i colpi da incontro di boxe fra i due giganti in un esaltante ma periglioso ring urbano. Tutto ciò fa di Pacific Rim un film che si iscrive nel genere fantascientifico d’azione ma, rispetto a questi, emerge per precisione diegetica ed abreazione catartica, risvegliando e nutrendo il fanciullo che è in noi ed entusiasmando la folta platea dei fans dei film di devastazione. Seppur un prodotto di alta qualità specie per gli spettatori cresciuti con i robottini fra le mani, il film incontrerà numerose rimostranze da parte di quegli spettatori che nei film e nel film cercano significati autentici e chiavi di lettura profonde: lo diciamo a chiare lettere non è un film d’autore ed in quanto tale va somministrato ai fan del film-fumetto!
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