Lunedì 05 Maggio 2014 00:00    Stampa
M5S, proposta di legge per abolire Equitalia
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Economia - Economia

Da alcuni mesi la proposta di legge del Movimento Cinque Stelle era stata posta al vaglio ed ai suggerimenti del web, diventando una proposta di legge. In pratica, nei giorni scorsi alcuni deputati, coordinandosi con Grillo, si sono occupati dell’annosa questione Equitalia ed hanno presentato ai media italiani la propria visione del futuro della Società di partecipazione pubblica.

Nel progetto di legge studiato dai Pentastellati e arricchito on-line dai cittadini, emerge con vigore l’esigenza di mitigare il cappio oppressivo del carrozzone Equitalia tramite la sua abolizione. Non a caso la società incaricata della riscossione dei tributi su tutto il Territorio nazionale (eccetto Sicilia), facendo lievitare enormemente l’effettivo livello di tassazione (sommando ai tributi pregressi le spese di riscossione, le penali e gli interessi che sommati sfiorano il tasso di usura), ha finito per inasprire notevolmente la pressione fiscale sui già vituperati italiani. Se, ad esempio, il debitore paga oltre la data di 60 giorni stabilita dalla legge verrà corrisposto, ad Equitalia, l’importo del debito aumentato di tutti i tassi sopra elencati (di queste componenti gli interessi di mora e le sanzioni vanno nelle casse dell’Ente creditore, mentre aggio e spese di notifica vanno interamente ad Equitalia). Se invece il debitore paga entro i 60 giorni, l’aggio ( la percentuale sulle somme riscosse che gli esattori sono autorizzati a trattenere a titolo di compenso forfettario per il servizio prestato) viene ripartito tra il debitore e l’Ente creditore, oltre gli interessi di mora e le spese di notifica. Quanto spiegato, seppur legale in quanto regolamentato dal codice civile, al contempo palesa una profonda ingiustizia poiché Equitalia, essendo una Società per azioni, non punta a recuperare crediti non pagati ma a garantirsi un discreto guadagno. Infine, si configura, nella gestione stessa della società Equitalia, un palese conflitto d’interesse che si manifesta con il doppio incarico dato al direttore dell’Agenzia delle Entrate che diviene anche presidente di Equitalia, in quanto l’Agenzia delle Entrate vanta una partecipazione societaria pari al 51 per cento nella medesima Società. Per tal motivo si evidenzia una circostanza in base alla quale il controllato è anche controllore di se stesso.

La proposta di legge presentata dal Movimento è divisa in quattro semplici articoli che prevedono l’abolizione della Società Equitalia, incaricando il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle Entrate, esercitate concretamente dalla direzione centrale per la riscossione. La modifica delle disposizioni in materia di riscossione avverrebbe inoltre sostituendo gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni delle cartelle esattoriali (ad eccezione di quelle alle quali sia stata pronunciata una sentenza passata in giudicato), con pagamento di un interesse pari alla quotazione dell’Euribor (tasso di riferimento calcolato giornalmente che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee a 12 mesi) ed infine, nella proposta, le misure con le quali i lavoratori di Equitalia passerebbero alla Direzione Centrale per la riscossione.

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