Martedì 20 Dicembre 2011 18:55    Stampa
La Vita è Bella
Rubrica - I Ritorni
Caro lettore,
è come mettersi in macchina e non sapere dove si è diretti: i giri del motore, alla stregua dei giri della vita, non si possono narrare.
Il 19 dicembre del 1997 le sale cinematografiche italiane erano piene di spettatori. Se Benigni portava sulla pellicola La Vita e diceva che era Bella, a priori, c’era da immaginarsi il successo che ne sarebbe conseguito.Inizia con queste parole l’attesa di una delle prime scene, dei primi minuti: “Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla.
Come in una favola c’è dolore e, come in una favola, è piena di meraviglie e di felicità.” Dietro un apparente titolo da commedia a lieto fine, si nasconde il dramma dell’Olocausto che rappresenta lo sfondo e lo sconcerto dell’intera storia. La genialità del Benigni poeta trasse una storia dalla Storia che commuove; rimasero, come trionfo,  l’amore indiscriminato per la salvezza di un figlio e quello per la donna amata a bastare per dirsi quanto sia bella la vita. Ci sono cose che non ti serviranno mai e tu continui a comprare.Ci sono giorni rimandati ad altri giorni e rancori che si prolungano da talmente tanto che te ne sei dimenticato la causa.
Ci sono persone che aspettano ancora e familiari che non abbracci da parecchio per mancanza di tempo o perché, troppo spesso, è sembrato banale avvicinarsi a chi è già tanto vicino.E’ la speranza che ci accompagna a braccetto con i rimorsi. Lamentiamo la monotonia dei giorni normali, vedendo sempre la felicità in quello che non abbiamo.
Capirai che i giorni più veri e belli, quelli in cui la felicità scoppia come un pallone traboccante d’aria, sono i giorni normali. La normalità che tante volte ci sta stretta è l’unica che si rimpiange quando cambia, oppure quando non ce n’è più.
Ti ricorderai che la felicità che rincorrevi nei sogni ad occhi aperti era già lì: nel pranzo della domenica, nelle faccende quotidiane, nella sveglia ogni mattina, nel ricordo che profuma di famiglia. Quando qualcosa intorno ci rammenta che è passata e che altrove è mancata, quello è il momento in cui la vita esiste più che mai.
Essa è bella anche nell’ultimo minuto di fuoco perché continua, mai sfinita, negli occhi di qualcun altro. Non posso narrartela io la vita, caro lettore, non può narrarla nessuno.
Portiamo avanti il disegno di tante generazioni, ma quante dovremmo viverne ancora per capire almeno questa di vita.
Buon Natale e buoni ritorni a casa a tutti. 
E ricordatevi: la vita è bella.                                        (Antonella Bianco)
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