Giovedì 18 Luglio 2013 12:04    Stampa
Il Manuale di Napoletanità presentato a Terzigno
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Cultura - Varie
C'è una lunga serie di eventi, cultura, sarcasmo e folklore che s'incatenano nel profondo con la lingua napoletana. Tanti modi di dire, tante stravaganze idiomatiche che hanno radici antichissime. Qualcuna seria, altre meno, molte altre addirittura raffinate, altre ancora "con rispetto parlando" un po' volgari. Molte di queste espressioni non le conosciamo o le abbiamo ascoltate di rado dai nostri nonni, altre le pronunciamo, pur non conoscendone il significato o la vera matrice storico-culturale che si cela dietro esse.
Cosa sono i "paraustielli" e la "guallera" ? Perché si dice "ingignare" un vestito ? Chi era in origine lo "scugnizzo" ? Perché una pietanza sgradevole si dice che è una "zoza" o perché un gay viene definito un "ricchione" ? Il babà e il gattò di patate sono davvero piatti di origine napoletana ? Chi sono gli otto re di Napoli rappresentati sulla facciata del palazzo reale di piazza Plebiscito ? A tentare di spiegare l'enigmatico ed emblematico significato della lingua più affascinante e complessa del mondo vi è il professor Amedeo Colella che con il suo ultimo libro "Manuale di Napoletanità" ha cercato di regalare al lettore una lunga serie di informazioni e spiegazioni inerenti al fantasioso e suggestivo modo di comunicare inventato dal popolo napoletano. Informazioni sorprendenti, che lasciano colui che legge esterefatto e sorpreso da come questa lingua possa racchiudere in sè così tanta storia, indispensabile per conoscere davvero la nostra identità. "Questo manuale semi-serio - spiega ironicamente l'autore - è stato strutturato per poter essere letto comodamente sul gabinetto", mettendo in risalto l'eccentrica abitudine, da parte di molti uomini in particolare, di portarsi qualcosa da leggere durante gli attimi dedicati ...ai propri bisogni corporali (evocativa a tal proposito è l'immagine di copertina del libro, raffigurante pulcinella seduto su di un water intento alla lettura). Il libro è suddiviso in 365 capitoli, da leggerne proprio uno a giorno "comodamente seduti". Grande successo per la presentazione di questo divertentissimo e ricchissimo libro, tenuta il 16 Luglio a Terzigno, presso l'amena cornice di Villa Eugenia. Insieme al professor Colella, che si è dilettato a spiegare la fitta rete di significati, allusioni e codificazioni di questa lingua straordinaria, vi era anche il professore Raffaele Della Vecchia, che, con toni più seri, ha raccontato la storia più intima e latente della storia di Napoli e l'attore teatrale Mario Grazio Balzano. Quest'ultimo ha recitato una serie esilaranti e irriverenti composizioni letterarie di alcuni grandi artisti e scrittori napoletani del passato. A incorniciare la piacevole serata si è aggiunta infine la stupenda voce del tenore ottavianese, il M° Aniello Sepe, che ha regalato ai presenti l'interpretazione di grandi classici della musica partenopea, come "A vucchella", "je te vurria vasà". I protagonisti hanno piacevolmente interagito con i due direttori de "Il Vesuviano", Genny Galantuomo e Lucio Canzanella, che hanno organizzato la Rassegna "Terzigno, Città-Cultura". La presentazione con Colella ha generato simpatiche interazioni che ha intrattenuto con ilarità e vivo interesse gli spettatori. Miscela eterogenea, il napoletano, ricco di ossimori, ridondanze, parole di origine straniera, forme poetiche e nobili, allusioni ad eventi del passato, incongruenze, ironia. Conoscere questo mondo fantastico, intraprendere questo viaggio a ritroso grazie a questo manuale è davvero un modo appassionante per capire chi siamo.
 

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