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Mercoledì 23 Maggio 2012 00:00    Stampa
Quota tarsu: la maggioranza propone il 30%, i cittadini rifiutano.
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Politica - Locale

È iniziato con un minuto di silenzio il Consiglio comunale di Terzigno del 22 maggio scorso. Un atto dovuto per onorare la giovane Melissa Bassi, vittima della strage all'ingresso della scuola di Brindisi, lo scorso 19 maggio.

Un minuto di silenzio che però non ha placato gli animi dei cittadini che attendevano risposte concrete dall'Amministrazione in merito alle cartelle Equitalia per i pagamenti della Tarsu, recapitate ai terzignesi con importi esorbitanti ed insostenibili. Cittadini che sono accorsi per avere risposte alle tante le domande che conducevano ad un unico grande punto interrogativo “quale sarà il nostro futuro?”. Alla seduta del Consiglio comunale, presieduto da Stefano Pagano, erano presenti - tra maggioranza e opposizione -  16 consiglieri. Tutti sono stati attenti a dare risposte a tutti i cittadini e soprattutto a proporre accordi, mostrando una mancanza di simbiosi di idee e di intenti nello stesso consiglio, all'interno della stessa maggioranza. Vari i punti all’ordine del giorno riguardanti l’economia locale: proposte  di abbattimento di spese inutili attraverso l’incentivo di iniziative volte al risparmio energetico, tagli al costo della politica, abbassamento della pressione fiscale, tante le idee per favorire la ricchezza del Paese. Tra tutte queste la maggioranza ha messo in evidenza la proposta ai cittadini di un risparmio del 30 % sulla quota TARSU spettante al comune. “È acqua che non toglie sete” a risposto prontamente la minoranza, trattandosi di cifre irrisorie di riduzione, rispetto agli importi. Tanti hanno chiesto, senza ottenere risposta, dove sono state destinate le precedenti somme arrivate e facendo tra l'altro notare che “la SAPNA deve versare a Terzigno una quota a saldo di 1milione e 111mila euro, come stabilito in una sentenza del  2010: l’amministrazione comunale di Terzigno veniva esonerata dal costo dello smaltimento dei rifiuti. Battute poi smentite dalla Provincia che ha imposto il pagamento al Comune che non si è battuto".  A tal proposito, la minoranza ha pure dichiarato a voce alta che "si raccontano solo favolette ai cittadini, questo è tutto frutto di una cattiva ed ingiusta amministrazione". Inoltre per il consigliere Aquino "lo sbaglio è stato fatto sin dall’inizio quando è stato affidato l’appalto all’unica ditta presentatasi, una ditta che non adempie al proprio dovere infliggendo costi elevati”.  Un aumento del 55-60 % non accettato dai cittadini, ai quali il consigliere Annunziata ha spiegato che "è un aggravio di costo dovuto alle varie spese sopportate, tra le quali: l’adeguamento del contratto sulle tariffe contributi del personale; il passaggio della raccolta differenziata da tipo con campana a porta a porta; la rimozione dei rifiuti dalle strade. Tutti servizi che costano e bisogna pagare”. In particolare la minoranza ha proposto due punti per chiarire la questione Tarsu: “risolvere il contratto con una vera e propria gara europea per l’appalto dei rifiuti e una riduzione col conseguente annullamento della cartella esattoriale”. Tutte le proposte presentate in consiglio non sono state accettate dai cittadini che hanno fatto sentire la propria indignazione sostenendo che non hanno la minima intenzione di pagare. In un atmosfera di forte antitesi il consiglio è stato sciolto con il ritiro delle proposte e l'auspicarsi di un nuovo incontro tra 5 giorni. Resta al prossimo consiglio, quindi, svelarci ulteriori proposte per il futuro del nostro Paese. Saranno informati e soprattutto accontentati i cittadini terzignesi ?

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