La legalità economica, conoscerla e diffonderla. È stato questo il tema di una interessante conferenza che si é svolta nei giorni scorsi a Castellammare di Stabia presso l'Istituto superiore 'Vitruvio' diretto dalla dirigente scolastica dott.ssa Angela Cioffi. Tra i banchi di scuola sono arrivate le uniformi in grigioverde della Guardia di Finanza che hanno catturato l'attenzione dei tanti studenti partecipanti. Durante l'incontro sono stati sviscerati i vari aspetti della legalità. Dagli abusi edilizi fini, alla droga all'evasione della tasse per arrivare alla pirateria informatica, aspetto sul quale si sono mostrati particolarmente attenti i giovani. In un'epoca sempre più informatizzata, infatti, questi tipi di reati sono sempre comuni e diffusi. L'utilizzo di software e di sistemi operativi cosiddetti " craccati" ai più appaiono come una pratica normale che, invece, sono solo frutto di attività illegali a danno dei produttori o di chi detiene i diritti di quel prodotto informatico. Non solo la pirateria informatica, anche l'utilizzo delle droghe e dell'evasione fiscale sono stati temi sui quali i finanzieri del comando stabiese (comandato dal Capitano Mario Aliberti), si sono lungamente soffermati. Diversi sono stati i quesiti posti ai ragazzi ai quali hanno dato risposte esaustive e chiarificatrici il Luogotenente Gennaro Gargiulo, il Maresciallo Ordinario Enrico Galante ed il Brigadiere Vincenzo Pandolfi. I tre Sottufficiali in modo semplice e chiaro hanno spiegato ai giovani studenti stabiesi quale sia il percorso utile per seguire il concetto di legalità che, molto spesso, appare più irto e difficoltoso rispetto a chi, credendosi "furbo", spera di eludere controlli per non versare le tasse allo Stato. Una interessante attività che è stata brillantemente coordinata dalla professoressa Sofia Galantuomo. Incontro che avvicina i giovani al nobile concetto del rispetto della cosa pubblica attraverso il rispetto delle leggi che disciplinano la vita pubblica tra consociati e perché no anche della fede...in un periodo quello pasquale appare opportuno ricordare quanto già nei testi biblici veniva riportato sul tema della legalità economica...:" dare al Cesare quel che è di Cesare (ossia lo Stato) e (per chi crede) dare a Dio quello che è di Dio.

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La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare in un'inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori. Arrestati il consigliere regionale della Campania Pasquale Sommese (Ncd), ex assessore al Turismo della Regione Campania. Sommese è ritenuto dagli inquirenti colui che garantiva l'erogazione dei fondi regionali. Arrestato anche il sindaco di Aversa (Caserta) Enrico De Cristofaro. I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d'asta e concorso esterno in associazione mafiosa. L'indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D'Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli. Nell'operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri", i quali sono accusati, come detto a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico. Il sindaco di Aversa è indagato nella qualità di ex presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l'imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo. Agli arresti inoltre Raffaele De Rosa, fratello dell'attuale sindaco di Casapesenna (Caserta), comune in cui è nato e vissuto, trascorrendo parte della sua latitanza, il boss Michele Zagaria. Nel mirino degli inquirenti sono finiti 18 appalti concessi tra il 2013 e l'inizio del 2016 da vari comuni del Casertano, come Alife, Francolise, Riardo, tra cui lavori per ristrutturazioni di importanti immobili storici; tra gli indagati soprattutto professionisti, come ingegneri e architetti componenti delle commissioni di gara nominate dai vari Comuni responsabili dell'affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune collegate al clan Zagaria. L'indagine ruota attorno alla figura dell'ingegnere Guglielmo La Regina, anche per questo è stata denominata "The Queen"; lo stesso Gip parla di "sistema La Regina". L'inchiesta rappresenta una tranche di quella che nel 2016 portò in carcere l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro per presunta corruzione in relazione ai lavori dello storico palazzo Teti Maffuccini; anche allora furono arrestati La Regina e l'imprenditore Alessandro Zagaria. (fonte Ansa)

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"Da alcuni mesi molti militari in pensione attendono il pagamento della cassa di previdenza, fondo in cui hanno versato per oltre 40 anni contributi obbligatori tratti dal loro stipendio senza alcun intervento da parte del datore di lavoro. Ad oggi, nonostante la questione sia nota, non si può temporeggiare e pensare che questo diritto dei militari continui ad essere violato solo per un mero iter burocratico o è lecito pensare che ci sia  dell'altro? A porre il quesito alla politica è il delegato Co.Ce.R. Interforze Rossano Moracci - auspichiamo che questo diritto di tanti militari in quiescenza possa essere rispettato. Perché - precisa Moracci - in termini di legge la cassa Sottufficiali dovrebbe liquidare gli aventi diritto entro 45 giorni dal congedo, ma ad oggi il personale posto in congedo a dicembre è ancora in attesa di essere pagato. Attendiamo fiduciosi un intervento risolutore dai vertici politici e militari della Difesa - conclude il Sottufficiale dell'Esercito - che consenta al Presidente delle casse di intraprendere iniziative efficaci a fornire risposte alle giuste aspettative del personale che da troppo tempo risulta penalizzato senza giusto motivo".

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Correva  il dí del 18 novembre dell'anno  1787 quando l'allora Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone apri le porte della Real Accademia della Nunziatella, diventata poi nel tempo Scuola Militare 'Nunziatella'. Ad oggi il più antico istituto di formazione d'Europa. Una vera e propria eccellenza per la città di Napoli che rappresenta il fiore all'occhiello dell'Esercito Italiano. In essa si formano le future generazioni di comandanti non solo dell'Esercito ma anche della Marina, dell'Aereonautica, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. La formazione di primissimo livello dei frequentatori dei licei militari consente ad un sempre più crescente numero di allievi di accedere, al termine della maturità classica o scientifica,  alla frequenza di corsi per ufficiali presso le  Accademie delle varie Forze Armate e dei Corpi armati dello Stato. La Nunziatella oggi spegne le 228 candeline dalla fondazione e, nonostante la lunga militanza,  ha sempre superato le difficoltà che negli anni si sono succedute a secondo dei cicli della storia. Dai Borbone alla Repubblica Italiana questo glorioso istituto ha mantenuto intatti i valori che ne ispirarono la costituzione ancora oggi fissati nel motto 'Preparo alla Vita ed alle armi'. Ieri come oggi, la Nunziatella si apre alle innovazioni del tempo con immutata passione e rispetto verso la città che la ospita e con la quale ha legato indissolubilmente nel tempo  il proprio nome in un connubio inscindibile che ne esalta inevitabilmente la grandezza.

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