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Napoli, 14enne tenta di suicidarsi a scuola |
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Scritto da Antonia Supino
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Una studentessa di 14 anni ha tentato il suicidio ieri mattina, verso le ore 11:15, lanciandosi da una finestra del secondo piano del liceo “Umberto I” di Napoli. È successo sotto gli occhi di decine di passanti del quartiere Chiaia. Secondo il primo racconto dei compagni, la ragazza avrebbe chiesto all'insegnante di andare al bagno. Poi una volta nel corridoio ha aperto una finestra lanciandosi dal secondo piano, dal lato dell'hotel Majestic. La caduta però è stata attutita dalla presenza dei motorini, che hanno evitato il peggio. È questa la dinamica che emerge a caldo nella scuola, dove moltissimi ragazzi piangono nei corridoi e all'ingresso, per il gesto della loro compagna. Secondo quanto si apprende pochi mesi fa il fidanzato della ragazza si sarebbe tolto la vita allo stesso modo. Fra i motivi che avrebbero determinato uno stato di tristezza della alunna dell'Umberto, ci sarebbe anche uno «pseudo senso di colpa», ha detto il preside Ennio Ferrara. «Sembra che lei conoscesse da un mese e mezzo quel ragazzino che si uccise a ottobre, in un'altra scuola di Napoli. E pare che le avesse mandato un sms». Un messaggino al quale lei però non era riuscita a rispondere, ha continuato, «proprio perché si trovava in classe, durante le ore di lezione». «Ultimamente però era tranquilla - ha continuato Ferrara - la madre si era venuta a congratulare con noi e con il consiglio di classe per come era stata seguita». «La scuola è sempre stata vicina ai suoi alunni - ha concluso trattenendo una forte commozione - e lo sarà sempre, interessandosi anche a problematiche che non attengono alle materie di studio». Il liceo Umberto, è stato anche spiegato a scuola, ha due psicologhe che sono disponibili, sei ore alla settimana, per un sostegno a ragazzi eventualmente in difficoltà. Oggi però il consultorio era chiuso.La ragazza, che frequenta il primo anno, è ricoverata all'ospedale Cardarelli e non sarebbe in pericolo di vita. «La paziente è vigile, sveglia e collaborativa, e non è in pericolo di vita. Le valutazioni però sono ancora in atto e la prognosi non viene sciolta - ha spiegato il direttore medico di presidio Franco Paradiso - La diagnosi è di politrauma: potrebbero esserci anche delle lesioni interne, ma sono stati esclusi danni midollari. Muove tutti gli arti e questo è, naturalmente, un segno positivo».
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Falsi matrimoni, 58 denunciati a Sant'Antimo |
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Scritto da Antonia Supino
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Il matrimonio, il “fatidico” si, a volte può rivelarsi una pura formalità; una scelta difficile ed impegnativa, può trasformarsi in un atto di pura convenienza, tanto da innescare un vero e proprio business. A Sant’Antimo, provincia di Napoli, è stata scoperta una vera e propria truffa: un giro di matrimoni fasulli, studiati e siglati a tavolino, salvo poi essere confermati di fronte alla legge. Tutto ciò con lo scopo di ottenere l’agognato permesso di soggiorno, per gli immigrati extracomunitari. Coordinati dal capitano Carlo Andrei, i carabinieri hanno denunciato 58 persone, 30 dei quali finti coniugi, accompagnati da 28 falsi testimoni. Un meccanismo che attraversava fasce d’età e nazionalità eterogenee: Polonia, Ucraina e Albania i paesi maggiormente coinvolti, sotto accusa donne ma anche uomini. I finti coniugi non vivevano sotto lo stesso tetto, talvolta neanche nello stesso comune. E con le prime confessioni, si è venuto a conoscenza anche del tariffario: 500 euro per il coniuge finto, e 50 euro per ciascun testimone. Ovviamente, sono state avviate le procedure per l’annullamento dei falsi matrimoni, ed è probabile la revoca del permesso di soggiorno per i denunciati.
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Ciao Domenico, preziosa firma de "Il Vesuviano" |
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Scritto da Genny Galantuomo
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Scrivere della scomparsa di un giovane amico è una cosa difficile, riuscire a trovare le parole adatte per descriverne lo spessore umano è impresa ardua. Si rischia, in questi momenti di rasentare la retorica e di lasciarsi sopraffare dal dolore. Lo ammetto, perché a lui che adesso è al cospetto della Verità non posso mentire. Ho cercato in tutti i modi di “commissionare” questo pezzo ad altri, ma alla fine il destino mi obbliga a mettere mano alla tastiera ed iniziare a digitare questi freddi tasti. Quello stesso destino che beffardamente ti ha strappato a noi ha voluto anche che fossi io uno dei primi a sapere della tua infausta scomparsa ed è per questo che non posso esimermi dal lasciare passare questo numero del giornale, senza una dedica al caro Domenico Miranda. |
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San Giuseppe, ritrovate 8 auto rubate |
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Scritto da Genny Galantuomo
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Otto autovetture per un valore totale di circa 120 mila euro sono state rinvenute dai carabinieri della stazione di San Giuseppe Vesuviano, diretti dal maresciallo Antonio Prete, in un casolare di via Nappi, zona periferica del comune sangiuseppese. Le otto auto, quasi tutte nuove o di poche settimane di immatricolazione, erano tutte sistemate in un casolare risultante dalle prime indagini abusivo. Due persone del posto, un sessantenne ed un quarantacinquenne, sono state denunciate all’autorità giudiziarie per ricettazione e per possesso di struttura abusiva. Oltre alle otto automobili, i militari all’interno del casolare hanno trovato anche otto motori privi di identificazione e parti di carcasse di altre auto (sellerie e carrozzeria varia) di dubbia provenienza. Per quanto concerne le autovetture rinvenute nella serata di lunedì, si tratta di una Alfa Romeo159 sportwagon di colore nero, tre Fiat 500 (due grigie ed una nera), una Lancia Y beige, una Ford Fiesta grigia, a carcassa di una Forf Focus senza telaio ed una Fiat Panda nera metallizzata. L’obiettivo delle indagini dei militari, tutt’ora in corso, è quello di stabilire cosa ci facessero nel casolare di via Nappi queste otto macchine e tutto l’altro materiale, come ci sono finite e soprattutto a chi erano destinate. Le due persone denunciate potrebbero fornire indicazioni utili in tal senso. A pochi passi da via Nappi, precisamente in via Enrico Carillo, va segnalato che nelle settimane passate sono state rinvenute diverse auto semi nuove bruciate e lasciate nelle campagne circostanti. Giuseppe Viscolo
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Blitz della Dia, sgominato clan Giuliano |
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Scritto da Genny Galantuomo
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Una ventina di presunti camorristi e' stata arrestata dagli agenti della Dia di Napoli su ordine dei pm della Direzione distrettuale antimafia. La Dia ha sgominato il clan capeggiato da Antonio Giuliano detto "'o Savariello" attivo a Poggiomarino, Terzigno, Trecase, e nel comune salernitano di Scafati. La Dia ha sequestrato beni per 10 milioni di euro. Le indagini sono scattate a seguito del sequestro dell'assessore ai Lavori pubblici del comune di Poggiomarino, prelevato da Camporristi e portato al cospetto del capolcan latitante Giuliano che gli impose di comunicare alla cosca i nomi di tutte le ditte aggiudicatrici degli appalti pubblici. A queste ditte il clan Giuliano imponeva l'aquisto del calcestruzzo della ditta "Stella Calcestruzzo srl", sequestrata nel corso dell'operazione denominata 'Gusto', che imponeva un sovraprezzo di due euro al metro cubo come tangente a favore della banda Giuliano.
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