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Scritto da Genny Galantuomo
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| Buona Pasqua Abruzzo |
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Cronache -
Nazionale
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Su tutto regna il silenzio, nuovo e indefinibile. I vivi non hanno niente. Non hanno le case ma soprattutto non hanno più i loro oggetti ne i loro progetti. Ci sono molti morti. Anche tra i vivi. I cadaveri sono stati coperti con un velo e i vivi sono stati svelati. Sono cadute le pareti delle loro case e chiunque può frugare nella loro intimità. Attraverso una finestra si sbircia come voyeur, ma quando sono le mura a non esserci più, allora si smette di spiare. Si condivide. Si scorgono bagni, accappatoi, pantofole, televisori a schermo piatto, vestiti, quadri, fotografie di figli e fidanzati, computer, bottiglie di plastica. Basta solo arrampicarsi lungo le stradine del centro storico dell'Aquila. Incustodite e deserte. Tutto il centro è deserto. Tutte le vie cariche di storia e di arte dove io ho vissuto gioiosi anni da studente e da sotto tenente sono deserte. Le piazze, le vie, i vicoli, tutti deserti. Tutto chiuso come alle 3,35 di lunedi 6 aprile. Tutto mi ricorda Sarajevo. Tutti possono vedere, entrare e fare tutto. Per poi scoprire troppo presto che non si può fare niente. Solo guardare. Dentro case squassate in sezione, come certe vecchie case delle bambole. Come in una delle immagini più famose di "Germania anno zero". Come in un set. Ma tutte ricoperte di un sottile velo di polvere. Polvere dappertutto. Un'imbalsamazione degli oggetti. Che li invecchia di colpo. Mentre, pochi giorni, poche ore fa viveva tutto. Era tutto un brulicare di giovani, di cuori innamorati. Di musica, di suoni, di cultura, di vita, di sport. L’Aquila viveva dentro i sorrisi e dentro le parole che, in un attimo, sono state annientate. Per questo è tutto morto. Perché nessuno parla, nessuno grida, nessuno ride, nessuno piange e anche i pianti sono brevi e improvvisi, a volume ridotto, appartati e composti. Sono pianti di una gente orgogliosa che non è abituata a piangere. Sono abruzzesi. I vivi non hanno più niente. Non hanno le case, ma, soprattutto, non hanno l'interno delle loro case, non possono più afferrare quella visione d'insieme fatta d'oggetti, odori, che compongono la vita e la quotidianità. Non hanno i punti di riferimento minimi che attrezzano gli individui per la sopravvivenza al dolore. Hanno solo i morti. |
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Scritto da Genny Galantuomo
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| Terremoto il bilancio dei morti sale a 278 |
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Cronache -
Nazionale
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| Ancora una notte di paura e di angoscia per le popolazioni dell'Abruzzo aquilano, già sconvolte dal violento terremoto della notte tra domenica e lunedì. Due forti scosse si sono infatti verificate alle 00,55, di magnitudo 4.3, e alle 2.52, con magnitudo 5.2, con epicentro L'Aquila, Pizzoli e Barete. Poi una terza replica, della stessa intensità circa della prima, alle 5.14. Il fronte del terremoto si sta quindi spostando più a nord ed i geologi stanno ora cercando di interpretare questo fenomeno e di capirne la portata. Le ultime scosse hanno causato comunque soltanto ulteriori crolli nelle zone più colpite, ma non si hanno segnalazioni di persone coinvolte. Anche perché, ormai, le case sono tutte abbandonate e le persone hanno trovato sistemazione o nelle tendopoli o negli alberghi lungo la costa. Sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco i corpi anche degli altri due giovani che figuravano tra i dispersi nel crollo della Casa dello studente all'Aquila. Il bilancio provvisorio delle vittime accertate sale così a 278. Si tratta dei cadaveri di un ragazzo e di una ragazza, gli ultimi che mancavano all'appello, almeno in base alle segnalazioni giunte. Ieri sera, poco dopo la mezzanotte, erano stati trovati i corpi di due dei quattro ragazzi che figuravano tra i dispersi. Gli altri due cadaveri sono stati estratti alle 3 quello della ragazzo e alle 6 quello del ragazzo. I corpi sono stati trasferiti nella Scuola per ispettori della Guardia di Finanza dell'Aquila per i riconoscimenti. Tuttavia, hanno comunicato i Vigili del Fuoco, si continuerà a scavare poiché al momento non può essere esclusa la presenza di altri corpi sotto le macerie della Casa dello Studente. Per questa mattina è attesa la visita del presidente Napolitano, mentre per domani mattina sono confermati i funerali di stato per le vittime nel piazzale della Caserma della Scuola della Guardia di Finanza all'Aquila.
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Scritto da Genny Galantuomo
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| Terremoto, sale a 260 il numero di vittime |
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Cronache -
Nazionale
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| Sale a 260 il bilancio dei morti provocati dal terremoto in Abruzzo. Sedici sono bambini. Nove tra le vittime sono ancora da identificare. Sono i dati forniti dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa in corso all'Aquila. Undici corpi non sono stati ancora identificati. "Il governo ha intenzione di introdurre un nuovo reato per punire gravemente lo sciacallaggio", ha annunciato il presidente del Consiglio. "Posso annunciare già da ora che le pene saranno molto severe". ''Il ministro La Russa si è già detto disponibile a mettere in campo l'Esercito" per contrastare il fenomeno di sciacallaggio. Si tratta di persone, ha detto, che dimostrano "un disvalore morale assoluto".Per quanto riguarda le attrezzature per affrontare l'emergenza dovuta al terremoto "siamo a posto", perché l'organizzazione è stata in grado di far fronte alle necessità. Per evitare "congestionamenti" la nostra "indicazione è di trasformare le offerte" di abbigliamento e altri generi di prima necessità "in soldi", ha detto Berlusconi. Il premier ha quindi comunicato alla stampa il numero di conto corrente da utilizzare per i versamenti: c/c 1040000.
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