DDL ZAN, cosa c'è da sapere

Scritto da  Francesco Saverio Bianco Pubblicato in Politica Letto 910 volte

Il disegno di legge contro l'omotransfobia è all’attenzione della Commissione Giustizia del Senato, dopo che il provvedimento è stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020, col seguente oggetto: “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. In particolare esso si propone la modifica dell’art. 604 bis del codice penale, la cui rubrica “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”, dovrebbe essere sostituita con la seguente: « Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità ». È precisato dai suoi promotori che in ossequio al “pluralismo delle idee e libertà delle scelte”, “……..sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a de terminare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.”. Non può tuttavia sfuggire al lettore che quest’ultimo inciso resta “aleatorio”, in poche parole, suscettibile delle più svariate interpretazioni, dacchè resterebbe al buon senso del giudice applicare la fattispecie astratta a quella concreta, sì da non ledere la possibilità di manifestare liberamente il proprio pensiero, come tale tutelata dall’art. 21 Cost.. In buona sostanza, chi scrive non ha tra l’altro ben compreso l’attività parlamentare sul punto ed il perché di questo disegno di legge, atteso che il legislatore italiano già prevede la più ampia tutela della persona e precisa all’art. 3 Cost. che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ”, mentre la norma proposta introdurrebbe un favor verso chi ha orientamenti omosessuali o transessuali. Non sfugga poi che l’“Istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” ed l’adozione di una “….. strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere”, unitamente alla “……definizione degli obiettivi e l’individuazione di misure relative all’educazione e all’istruzione, al lavoro……”, lasciano intendere che non si vuole solo e giustamente combattere fenomeni violenti, in offesa dei soggetti che il disegno di legge si propone di difendere, ma pare esservi il fine di riplasmare la società ad un “nuovo ordine sessuale”.