Dalla Vostra Parte Vs Otto e Mezzo: le due facce del Giornalismo

Mercoledì, 09 Dicembre 2015 11:47 Scritto da  Pubblicato in Tempo Libero Letto 201 volte
Oramai è diventato un classico, un appuntamento fisso, una ricorrenza: cosa vedere in televisione mentre si cena intorno alle 20.30. Se si escludono i pacchi di Affari Tuoi e i moralisti di Striscia La Notizia, il panorama generalista offre davvero risicate soluzioni. I due access prime time di approfondimento sono: Dalla Vostra Parte condotto dal brizzolato Paolo Del Debbio ed Otto e Mezzo guidato dal “mezzo busto più bello della televisione italiana”, Lilli Gruber. Due persone diverse, due modi differenti di fare giornalismo, due stili opposti di conduzione, due mondi inconciliabili. Il motto della trasmissione deldebbiana è: tutti contro il clandestino, il diverso, l’ultimo, l’escluso, cavalcando l’onta politica del messaggio/non messaggio che alcuni politici non ci risparmiano di propinarci ogni santo giorno, facendo leva sulle paure degli italiani, sciorinando numeri di scippi, rapine, omicidi, guarda caso tutti commessi da immigrati irregolari, clandestini e profughi scappati dai centri di accoglienza. Il risultato è una trasmissione fatta di populismo,xenofobia da quattro soldi, discorsi nemmeno degni del “bar dello sport”. Sono 40’ di banalità fatti di ospiti in studio dei diversi schieramenti politici e da collegamenti dalle piazze con persone in difficoltà e gente arrabbiata che punta il dito e sbraita senza avere un vero e proprio nemico, che alla fine è sempre “il politico che mangia alle spalle degli italiani”. Il dibattito non ha una vera e propria cifra stilistica, non c’è la minima possibilità che si arrivi al “dunque” e che alla fine del supplizio, pardon, della messa in onda, si sia approdati ad una soluzione, o quantomeno alla parvenza di un’idea che non sia sovrastata da urla, chiacchiericcio inconsistente, con il padrone di casa che chiude i microfoni – manco fosse Maurizio Costanzo a Buona Domenica – e lascia parlare solo chi pare a lui. Non c’è spontaneità democratica, non c’è confronto, c’è solo un fiume in piena di insulti spropositato che dagli immigrati passa ai musulmani per finire con “prima gli italiani”. Una volta era “Prima il Nord”. Il celebre critico televisivo Aldo Grasso qualche tempo fa in un suo articolo sui talk li etichettò come: “una danza attorno al morto (il cadavere dell’idea). Servono a convertire i già convertiti e a indignare i già indignati”. Geniale! Dall’altra parte su La 7 la signora Gruber con uno stile pacato, gentile, educato, quasi una marziana, si stringe nel suo scudo fatto di competenza e concretezza, dimostrando di saper tenere ben salde le redini della trasmissione, senza sfociare nel cattivo gusto, nel superfluo, nell’ovvio. La discussione è serena, i toni sono appropriati all’orario, ricordiamo che a quell’ora ci sono sempre dei bambini davanti la tv, e cosa sorprendente al termine, complice anche il Punto di Paolo Pagliaro, si riesce quantomeno a trovare il bandolo della matassa. Un esempio emblematico. Qualche sera fa nel salotto di Lilli c’era ospite Eugenio Scalfari e si parlava di politica, etica, crisi dell’editoria, avvicendamento tra digitale e carta stampata, con incursioni nel tema religioso, bene, dall’altra parte c’era uno stuolo di politici che si accapigliavano rivendicando la paternità di un qualche provvedimento. Ovviamente la confusione era totale, anche perché la maggior parte di loro ha cambiato parecchi schieramenti politici e, alla fine, raccapezzarsi diventa proprio difficile.