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Contraffazione e sicurezza, dibattito a San Giuseppe

Lunedì, 29 Dicembre 2014 19:48 Scritto da

Nel territorio dove la comunità cinese si è insediata prima e più che altrove, viene presentato un libro che parla di sicurezza dei prodotti e di contraffazione. È in programma per domani, 30 dicembre, alle 19 nel salone dei convegni della sede di Assocampania (in viale Orazio, 5 a San Giuseppe Vesuviano) la presentazione del libro “Sicurezza dei prodotti contro la contraffazione”, frutto di un progetto che ha coinvolto le associazioni dei consumatori e di tutela dei diritti dei cittadini.  L’area vesuviana è tra quelle maggiormente interessate dal fenomeno della qualità e della sicurezza dei prodotti: la capillare presenza di imprenditori provenienti dall’Estremo Oriente, assieme ad una generale tendenza a non rispettare le regole, ha favorito la diffusione della contraffazione e, di fatto, la crescita di una economia sommersa che danneggia innanzitutto i cittadini. Il libro tratta proprio di queste tematiche, approfondite secondo molteplici punti di vista. Promossa dalle associazioni “Codici Campania” e “Proteus”, la presentazione prevede la partecipazione di Giuseppe Ambrosio, segretario regionale di Codici Campania e coautore del volume, e di Maurizio Nunziante, consigliere della Camera di Commercio di Napoli e consigliere di “Proteus”. Moderatore sarà il giornalista Francesco Gravetti 

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Nell’ultimo anno boom dei rifiuti: con l’introduzione della Tari abbiamo pagato il 12,2 per cento in più. Luce, gas e  trasporti sono le voci di spesa che gravano maggiormente sui bilanci delle famiglie e delle piccole imprese italiane. Tra il 2010 e il 2014 solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate più delle nostre. Se a Madrid l’aumento medio è stato del 23,7 per cento, in Italia, come del resto è successo in Irlanda, l’incremento è stato del 19,1 per cento. Tra i grandi Paesi d’Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9 per cento, mentre la Germania ha segnato un ritocco all’insù dei prezzi solo del 4,2 per cento. L’area dell’euro ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell’11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali in meno che da noi. I calcoli sono stati effettuati dall’Ufficio studi della CGIA che oltre a eseguire una comparazione tra l’andamento delle tariffe amministrate nei principali paesi d’Europa ha analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi 11 mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese. Negli ultimi 10 anni, a fronte di un incremento dell’inflazione che in Italia è stato del 20,5 per cento, l’acqua è aumentata del 79,5 per cento, i rifiuti del 70,8 per cento, l’energia elettrica del 48,2 per cento, i pedaggi autostradali del 46,5 per cento, i trasporti ferroviari del 46,3 per cento, il gas del 42,9 per cento, i trasporti urbani del 41,6 per cento, il servizio taxi del 31,6 per cento e i servizi postali del 27,9 per cento. Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8 per cento.

Principali Paesi  Area Euro 2014(*)/2010

Spagna +23,7

Italia +19,1

Irlanda +19,1

Lussemburgo +15,4

Portogallo +15,1

Finlandia +13,6

Paesi Bassi +13,1

Francia +12,9

Area Euro +11,8

Austria +11,1

Belgio +8,4

Grecia +6,1

Germania +4,2

 

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Approvata la Legge di stabilità

Mercoledì, 24 Dicembre 2014 22:10 Scritto da

La manovra finanziaria è legge. Dopo un lungo e tortuoso percorso politico che ha registrato tanti scontri tra le parti interessate il provvedimento è stato finalmente approvato. La Camera ha infatti licenziato il testo in via definitiva, rendendo operativo quindi il ddl uscito dal consiglio dei ministri del 15 ottobre e modificato nell'esame parlamentare. I punti cardine restano quelli voluti dal governo Renzi, che su alcune misure non ha accettato compromessi. A partire dal bonus da 80 euro che viene reso strutturale per la platea inizialmente prevista, quella dei lavoratori dipendenti compresi tra gli 8.000 e i 24.000 mila euro di reddito annuo. L'approvazione della legge di stabilità a Montecitorio è stata però caratterizzata dal colpo di coda del Movimento 5 Stelle, in una delle giornate più lunghe per i grillini che hanno dovuto vedersela anche con la fuoriuscita dalle loro file di tre parlamentari. I pentastellati non avevano dato particolare filo da torcere in Commissione Bilancio né durante i voti di fiducia nel primo esame dell'Aula. Ma hanno deciso di smuovere le acque in questo secondo passaggio alla Camera, scatenando in più occasioni una vera e propria bagarre mediatica.