Vota questo articolo
(0 Voti)

Nei giorni scorsi l’AGCM ha reso noto di aver sanzionato le compagnie di assicurazioni Generali (12 milioni di euro) e Unipol-SAI (17 milioni di euro) per intesa restrittiva della concorrenza. L’intesa illecita aveva ad oggetto la partecipazione alle gare per la copertura assicurativa RCA dei mezzi di 15 aziende di trasporto pubblico locale in altrettante città italiane. L’accordo, durato dal 2010 al 2014, ha riguardato 58 appalti. A giudizio dell’AGCM, si è trattato di un’intesa consistente nella mancata partecipazione a numerose procedure di affidamento dei servizi assicurativi, allo scopo di evitare il confronto competitivo tra le due imprese e mantenere la clientela storicamente servita attraverso negoziazioni bilaterali, a fronte di premi crescenti. Il coordinamento tra le due imprese è avvenuto principalmente attraverso i contatti intercorsi nell’ambito del gruppo di lavoro sul Trasporto pubblico locale istituito presso l’ANIA, l’associazione di categoria delle imprese assicurative.

Vota questo articolo
(2 Voti)

Ieri l’Autorità Antitrust ha reso noto di aver sanzionato i tre principali telefonici Telecom, Wind e Vodafone per aver posto in essere, nel settore della telefonia mobile, pratiche commerciali scorrette e violazioni delle nuove norme del Codice del Consumo in materia di contratti.In particolare, l’AGCM ha irrogato una multa di 400mila euro a Telecom e una di 500mila a Vodafone per aver adottato pratiche commerciali scorrette in occasione della trasformazione dei “servizi di reperibilità” (“Lo sai” e “Chiamaora” per Tim e “Chiamami” e “Recall” per Vodafone) da servizi a titolo gratuito a servizi a pagamento in modalità “opt-out”, cioè senza il previo consenso espresso del cliente, e nell’aver preattivato gli stessi sulle sim acquistate dai nuovi clienti. Tali condotte integrano, secondo l’Autorità, una pratica commerciale aggressiva, sostanziandosi nell’attivazione non richiesta di un servizio a titolo oneroso. Inoltre, l’AGCM  ha irrogato una sanzione di 150mila euro a Vodafone per la violazione delle nuove norme del Codice del Consumo in materia di diritti dei consumatori nei contratti. Infatti, per le sim commercializzate dopo l’entrata in vigore della nuova normativa, l’operatore ha utilizzato una modulistica che prevede l’acquisizione implicita del consenso del cliente a sostenere il costo supplementare per i servizi di reperibilità. Al riguardo, il nuovo art. 65 del Codice del consumo prevede invece che il professionista sia tenuto a chiedere ilconsenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento supplementare, oltre alla remunerazione concordata per l’obbligo contrattuale principale. In un terzo provvedimento, l’Autorità ha sanzionato Wind con una multa di 250mila euro per una pratica commerciale scorretta consistente nell’attivazione unilaterale in modalità “opt-out” di un servizio a pagamento denominato “Service card” attraverso il quale i clienti di telefonia mobile possono cambiare la propria sim senza sostenere alcun costo ulteriore. Si tratta, secondo la ricostruzione dell’AGCM, di una modalità di attivazione che integra una pratica commerciale aggressiva in quanto non viene acquisito il previo consenso alla contrattualizzazione da parte dei clienti. Infine, i tre operatori sono stati interessati da tre procedimenti relativi alla distribuzione degli elenchi telefonici cartacei. Secondo l’Antitrust, Wind, Telecom e Vodafone avrebbero omesso di indicare agli utenti la possibilità di rinunciare alla fornitura degli elenchi e quindi all’addebito in bolletta del relativo importo. Vodafone e Telecom hanno presentato impegni – accettati e resi obbligatori dall’AGCM – consistenti nella comunicazione di tale facoltà tramite web o fattura. Wind, invece, è stata sanzionata per complessivi 195mila euro per non aver previsto l’acquisizione del consenso espresso al pagamento di un costo supplementare per il servizio di distribuzione degli elenchi.

Vota questo articolo
(2 Voti)

Si è chiuso con il segno positivo il mercato automobilistico a Napoli e in Campania. Nel complesso, a beneficiare dell’inversione di tendenza, è stato sia il comparto del nuovo che, sebbene in misura minore, quello dell’usato. In particolare, secondo i dati del Pubblico Registro Automobilistico dell’ACI, nel 2014 sono state iscritte al PRA di Napoli 24.879 nuove autovetture, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente. Positivo è stato anche l’andamento regionale: 51.719 nuove iscrizioni pari ad un incremento del  5,6 per cento. Incoraggiante anche il dato relativo alla compravendita di vetture usate. A Napoli, le auto che, lo scorso anno, hanno cambiato proprietario, al netto delle minivolture (ovvero i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), sono state 117.644, equivalenti ad un aumento dell’1,4% in confronto al 2013. Dell’1,1% è stata, invece, la crescita dei passaggi di proprietà in Campania, complessivamente ammontanti a 231.131 formalità registrate al PRA. Di segno inverso, invece, è stato il trend delle auto radiate dal Pubblico Registro dell’ACI. A Napoli, infatti, ne sono state tolte dalla circolazione 51.366, il 3,9% in meno rispetto all’anno precedente, mentre in Campania 102.422 unità pari al un decremento del 4,9%. In pratica, il tasso unitario di sostituzione è stato di 2,06 a Napoli e di 1,98 in Campania. Ciò significa che per ogni 100 vetture nuove ne sono state cancellate, rispettivamente, 206 a Napoli e 198 nell’intera regione. “Sebbene le statistiche 2014 facciano pensare ad una positiva ripresa del mercato automobilistico nel nostro territorio – spiega il Presidente dell’Automobile Club Napoli, Antonio Coppola - il rapporto di 1 a 2 tra auto nuove e vetture rottamate ci fa capire, invece, che si sta sempre più affermando una tendenza alla rinuncia delle quattro ruote. E ciò per evidenti motivi economici, associati peraltro alle notorie limitazioni di circolazione e carenze infrastrutturali presenti nella nostra città. Peccato, però, che a fronte di questo minore ricorso al mezzo privato non corrispondano, parallelamente, miglioramenti sul piano dei trasporti pubblici e del traffico, con la conseguenza che il diritto alla mobilità, per i napoletani, continua ad essere una chimera”.

Vota questo articolo
(2 Voti)

Voltaire scriveva: “il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno”. Ed è proprio di lavoro che si è discusso stamane presso la Sala dei Congressi dell’Istituto Alberghiero “L. De Medici” di Ottaviano, a partire dalle ore 10. Il Convegno, sviluppante la seguente tematica “Il lavoro come diritto alla dignità, occupazione giovanile: i nostri imprenditori ad est del Vesuvio ne parlano”, è stato organizzato dall’Associazione Internazionale Lions Club, rappresentata dal dott. Biagio Sorrentino, presidente del Lions Club Palma Vesuvio Est, e moderato dal giornalista e scrittore, il dott. Luciano Scateni, per tredici anni conduttore del Tg3 Campania.

Immancabili i saluti iniziali del dott. Gennaro Pascale, preside dell’ISIS “L. De Mediciche conta circa 2100 alunni, e le sue considerazioni sulla valorizzazione di un Istituto Superiore che immetta già i giovani nel mondo del lavoro, grazie all’efficiente binomio richiesta lavorativa – occupazione.

Eppure le prospettive che si materializzano agli occhi dei giovani, stando alle stime, non sono delle più rosee se si pensa che in Italia un giovane su due è disoccupato e sono più di 50.000 i giovani cervelli che emigrano all’estero, in una sorta di globalizzazione che impoverisce e non glorifica il Paese. Il Prof. Natale Ammaturo, docente di Sociologia all’Università degli Studi di Salerno, ha affermato che la crisi nel mondo del lavoro non è iniziata oggi, e nemmeno ieri: essa è da individuare negli ultimi due secoli di forte industrializzazione occidentale, in cui è andata man mano ad esaurirsi la parte più ricca delle risorse, lasciando, quasi come un contratto di energia a tempo determinato, tutto quanto di non rinnovabile esista. Tutto questo ha pesato sull’Italia in maniera irreversibile, già a partire dagli anni 60’, in quanto la nostra terra non è stata in grado di reggere il passo con le altre nazioni. «Non si parla più di lavoro per indicare lo status sociale di una persona, si parla di precariato. Il lavoro, arrivando in ritardo rispetto ai decenni passati, non è più l’occupazione di una vita, ma una fase della vita.»

Ma il futuro che attende chi si sta avvicinando al mondo del lavoro non è dietro le tristi statistiche che ci scoraggiano. Ai giovani presenti in sala, sono state offerte “testimonianze di fiducia” nei confronti di quel diritto che per molti sembra diventare ormai un’utopia. Da parte dell’Ing. Paolo Scudieri, presidente dell’Adler Group, come da parte del dott. Gennaro Nunziata, commercialista, ha intravisto nella scuola e nell’imprenditoria i due principi cardini per formare gente qualificata, e dunque aperta ad ogni prospettiva di occupazione.

Due imprenditori, Gennaro Fabbrocini e Michele Nappi intravedono nella tecnologia e nella conoscenza della lingua inglese il futuro del lavoro, e in modo particolare, dell’impresa.

Secondo Gennaro Fabbrocini, imprenditore presso l’azienda Boccia Tessitura, all’interno del mondo del lavoro non ci saranno più vincoli di luogo, grazie all’impiego di nuovi impianti informatici inseparabili dal moderno modello aziendale.

L’imprenditore dell’azienda dolciaria Nappi, Michele Nappi, da ragazzino si è trasferito in Inghilterra e lì ha imparato la lingua. «Non a Londra, perché lì ci sono troppi italiani», aveva detto il padre, prima che partisse, per permettere al figlio di apprendere per davvero quella lingua che oggi si sta rivelando universale. L’Azienda Nappi oggi fornisce 87 paesi nel mondo e forse, senza quella diretta conoscenza dell’inglese di uno dei suoi continuatori, le cose non sarebbero andate così.

Il lavoro, dunque, è sacrificio, innanzitutto, e rispetto reciproco.

Sono intervenute le massime istituzioni comunali: i sindaci di Ottaviano, l’avvocato Luca Capasso, e di San Gennaro Vesuviano, il dottor Antonio Russo.

Il convegno è stato chiuso dal dott. Renato Riveccio, vice governatore del Distretto 108 YA.

Lou Reed cantava: “Quando nasci in un piccolo paese c’è solo una cosa che puoi fare: andartene.”

Ma è poi pur sempre giusto ritornare: con una mente nuova e negli occhi un po’ di mondo in più.

Vota questo articolo
(1 Vota)

Ecco gli aumenti che scatteranno il primo gennaio 2015

Martedì, 30 Dicembre 2014 22:44 Scritto da

Arriva l'anno nuovo e con esse spese nuove. A comunicarlo è l'analisi della Cgia di Mestre secondo la quale i più penalizzati saranno gli automobilisti, le categorie professionali che quotidianamente utilizzano l’auto o il camion (taxisti, agenti di commercio, autotrasportatori) e, soprattutto, i lavoratori autonomi iscritti alla sezione separata dell’Inps (freelance). Accanto alla conferma del bonus Irpef, alla riduzione dell’Irap per le imprese e alla cancellazione dei contributi Inps a carico delle imprese per i neoassunti a tempo indeterminato, dal 1° gennaio 2015 scatteranno anche una serie di aumenti che interesseranno tutti gli italiani. Parafrasando il noto film di Robert Aldrich, la CGIA l’ha definita “Quella sporca dozzina”. Ecco l’elenco delle 12 voci interessate dagli aumenti: 

1) acqua potabile;

2) benzina e gasolio per autotrazione;

3) multe per violazione del codice della strada;

4) tasse automobilistiche dovute anche per gli autoveicoli e motoveicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico;

5) pedaggi autostradali;

6) contributi previdenziali per artigiani e commercianti;

7) contributi previdenziali gestione separata Inps;

8) birra e prodotti alcolici

9) tassazione dei fondi pensione;

10) tassazione sulla rivalutazione del Tfr;

11) riduzione esenzioni sui capitali percepiti in caso di morte in presenza di assicurazione sulla vita;

12) Iva per l’acquisto del pellet.