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Attraverso una serie di immagini comparse sul web, alcune donne sono state ritratte mentre vengono schiaffeggiate con fiori diversi. Alcune di loro sono state vittime in prima persona di violenze ed hanno acconsentito a posare per inviare un messaggio a tutte le altre donne: non bisogna farti toccare #neppureconunfiore. L’opera è stata ideata dal fotografo, pubblicitario e artista italiano Ale Fruscella, residente a New York ed è stata esposta un una galleria di Chelsea, nella Grande Mela. Ovviamente nessuna modella ha subito maltrattamenti durante la realizzazione della campagna.
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2 giugno Festa della Repubblica

Venerdì, 02 Giugno 2017 17:34 Scritto da
Le celebrazioni del 2 giugno rappresentano un momento durante il quale tutti gli italiani si riconoscono parte integrante di una comunità. I festeggiamenti ricorrono in questa data perché tra il 2 e il 3 giugno del 1946, la nazione venne chiamata a scegliere tra monarchia e repubblica mediante un Referendum. Con la vittoria della Repubblica venne data forma alla Repubblica costituzionale e la monarchia venne definitivamente abolita. A partire dal 1948, in occasione della Festa della Repubblica, si tiene una parata militare in via dei Fori Imperiali. Durante la parata c’è la caratteristica esibizione delle Frecce Tricolori.
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Morto Tomas Milian. Addio a Er Monnezza

Giovedì, 23 Marzo 2017 16:52 Scritto da
Il 22 marzo scorso si è spento a Miami, Tomas Milian al secolo Tomás Quintín Rodríguez Milián. Classe 1933, nato a Cuba, Milian viveva da molto tempo negli Usa. Noto in Italia per la sua partecipazione a film western e polizieschi. Proprio grazie a questi viene ricordato per l’interpretazione del romanissimo Sergio Marazzi, detto Er Monnezza.
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Foibe. Per non dimenticare una tragedia sempre viva

Venerdì, 10 Febbraio 2017 16:43 Scritto da
Montecitorio festeggia il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano – Dalmata con centinaia di ragazzi delle scuole e con i componenti delle associazioni degli Esuli. «L'Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione» ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio per il Giorno del Ricordo letto nell'Aula di Montecitorio. «Un impegno che, a 70 anni dal Trattato di Pace che mise fine alla tragica guerra scatenata dal nazifascismo, non può venire mai meno per abbattere per sempre il fanatismo, padre della barbarie e della crudeltà che si nutrono dell'odio». Quest’anno, la ricorrenza coincide con il settantesimo anniversario del Trattato di pace di Parigi con il quale venne sancita la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta dell’Italia, entrata in guerra nel 1940 per volere di Benito Mussolini. Il Trattato, ratificato dal Parlamento nel settembre 1947, diede il là all’esodo degli italiani da quelle terre dove erano vissuti per generazioni e che consideravano proprie e che la sconfitta aveva restituito alla Jugoslavia. Una fuga segnata dalle stragi operate dal maresciallo Tito che diede l’ordine di gettare nelle “foibe” tutti coloro i quali erano considerati “nemici”.
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Nel cuore della brughiera inglese leggere era l’unico svago per la famiglia Brontë. Jane Austen interrompeva la lettura solo per fare lunghe passeggiate. Per Leopardi dedicarsi alla “sacra arte” era l’unico svago. La lettura ha accompagnato da sempre ognuno di noi e se alle volte le nostre madri ci rimproveravano urlandoci di tirare via il naso dai libri ora possiamo dirle che ci avevamo visto più lungo di loro. Sì, perché leggere allunga la vita. Secondo una ricerca scientifica promossa dalla Scuola di Pubblica Salute dell’Università di Yale, e pubblicata sulla rivista Science Direct, coloro i quali hanno l’abitudine alla lettura possiedono “significati vantaggi di sopravvivenza” a discapito di chi esercita sporadicamente questa attività. La longevità consisterebbe in circa due anni in più rispetto agli altri a patto che si legga almeno per 3 ore e mezza alla settimana. In dodici anni, sottoponendo ad analisi svariati campioni di persone, si è potuto registrare che gli aficionados alla lettura hanno ridotto il rischio di mortalità del 23%. La Scuola di Pubblica Saluta ha individuato nel book-lover il profilo di una donna, d’istruzione universitaria e benestante. Per migliorare la qualità della propria vita basta davvero poco soprattutto perché la sedentarietà, legata alla lettura, non inficia la nostra salute. "Chi ha dichiarato di leggere almeno 30 minuti a giornata ha un significativo vantaggio in termini di mortalità rispetto a chi non legge mai" ha dichiarato la leader del team di ricercatori, Becca R. Levy, professoressa di epidemiologia dell'Università di Yale. D’ora in poi non dovremmo più convivere con quel fastidioso senso di colpa che ci attanaglia nel fine settimana dedicato alla pigrizia più sfrenata. Adesso abbiamo anche la scienza dalla nostra. Perciò bando ai telefonini, ai tablet ed ai pc. Spegnete il televisore e correte in libreria o in edicola. Una nuova storia scalpita per essere letta.