“L’adolescenza e la notte” di Luigi Fontanella

Giovedì, 03 Marzo 2016 14:33 Scritto da  Pubblicato in Cultura Letto 1294 volte

(Salvatore Violante) Già il titolo, ed i titoli hanno quasi sempre voglia di indicare un itinerario, ci pone davanti un’antinomia: l’adolescenza che è il momento della vita dove il sogno convive con la vitalità, e la notte dove il tutto prende corpo raggrumandosi in un mare di nulla, dove le cose perdono forza e contorni e di esse è possibile ricavare solo il sentimento, il disegno che la memoria tratteggia, per una scintilla acuita d’affetto. Sembrerebbe un libro che cerca il poetico nella potenziale differenza tra due tempi diversi, nella energia che due poli opposti possono innescare. Certamente c’è anche questo, ma non lo ritengo unico imputato. Io credo che la poesia in questo libro sia frutto di un movimento, di uno spostamento di piani di lettura, di una riemersione di significati che dal piano di storie vissute si accendono per un istantaneo flashback e riemergono in quel nulla informale della camera oscura che è la notte, proponendosi in una surrealtà assoluta. La storia, così, da minuscolo evento privato, si fa icona di un sentimento assoluto.

-(…) Quel mondo risorge

come una partita di calcio

sul nostro campetto sotto casa

il sudore incolla foglie e capelli, mentre

i maschi corrono a perdifiato.

Il tempo è in quel concentrato assoluto,

fermo e preciso, come

il tiro secco in porta.-

 

Sono i versi che fanno la copertina e che quindi, con il titolo,

ne riassumono il senso.

   Luigi Fontanella, ci prende per mano, utilizza parole che fanno da pietre miliari, quel mondo riemerge,  ci dice indicandoci una distanza che non è solo temporale, perché (…) il tempo è in quel concentrato assoluto, / fermo e preciso, come/ il tiro secco in porta-

   La funzione della memoria lavora per accensioni improvvise e copre la distanza temporale in un lampo: il passato si fa presente, i piani si confondono e con essi i loro limiti temporali. Resta solo la sensazione del movimento improvviso come la scia di quel lampo.

   In fondo, anche se non espressamente, Fontanella sembra volerci confessare che vivere è continuamente morire. La memoria, in fondo, ci aiuta a fermare il tempo, confondendone i piani, con scaglie di assoluto che riemergono come tracce residue dello sfaldarsi del mondo perfetto perché - (…) l’adolescenza / è assoluta ed eterna. / È l’unica cosa che resta. -

L’unica che assicura la resurrezione, il miracolo dove: -Brucia il tempo la sua continua imminenza.(…)-

Ma perché sia possibile occorre poco: -C’è solo da percorrere lo spazio./ La vita trasmessa abbraccia la distanza. (…)-

 Badate bene, Fontanella utilizza il verbo abbracciare non a caso. In genere, le distanze, si coprono. L’abbraccio indica che la copertura della  distanza è merito dell’intelletto d’amore; è questo a provocare l’accensione, la scintilla tra i due poli. Così, quello che in fisica è arco voltaico, in poesia è  giusta metafora.

   Ed ecco la notte: avvolge del nulla le cose e ferma i frastuoni.

-La sacra notte invoca

una calma rivolta: una sirena

che chiama a raccolta i seguaci del nulla

i secondini del nostro quadrato. (…)-

   Et voilà le mystère: la notte per Fontanella è sacra perché rende possibile il sacrario; è sirena perché disturba l’attenzione dell’intelletto di ragione (i secondini del nostro quadrato) dalla custodia del nostro recinto visivo; è sorprendente per chi l’attraversa, assorbe tutto, rende tutto perfetto. La notte riporta all’adolescenza perché accende l’immaginazione dell’adulto, fa riemergere dal nulla bolle di vita ancorandovi le parole.  Questo è il miracolo!   Può proporlo, talvolta, solo la poesia: il profumo di vita compresso in un’ampolla: certo, sono solo parole ma surriscaldate d’amor che move il sole e l’altre stelle. Luigi Fontanella è un maestro.

 

Luigi Fontanella “L’adolescenza e la notte” prefazione di Paolo Lagazzi, Passigli editore 2015 € 12,50Luigi Fontanella vive tra Firenze e New York. È ordinario di Lingua e Letteratura Italiana presso la State University di New York, è poeta, saggista, narratore e traduttore. Un’ampia scelta delle poesie composte tra il 1970 e il 2005 è stata raccolta nel volume riassuntivo L’azzurra memoria (Moretti & Vitali, 2007, Premio Laurentum). I suoi libri più recenti sono Paolo Volponi: L’inedito di New York (Aragno, 2012); Migrating Words. Italian Writers in the United States (Bordighera Press, 2012); Bertgang. Fantasia onirica (Moretti & Vitali, 2012, Premio Prata, Premio I Murazzi); Disunita ombra (Archinto, 2013); L'adolescenza e la notte (Passigli, 2015, Introduzione di Paolo Lagazzi, Premio Pascoli e Premio Giuria-Viareggio);  La morte rosa (Varese, Ed. Stampa, 2015, Prefazione di Maurizio Cucchi). Dirige per Olschki la rivista internazionale di poesia e poetologia italiana "Gradiva", Premio Catullo per la traduzione. Nel 2014 gli è stato assegnato il Premio Nazionale Frascati Poesia alla Carriera

Ultima modifica il Sabato, 04 Maggio 2019 14:14