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Agguato alle prime luci dell'alba questa mattina a Terzigno. Verso le 6 un cittadino di nazionalità ucraina dipendente di una azienda edile si stava recando a lavoro in via Cavour nel popoloso quartiere Avini, quando è stato raggiunto da una raffica di colpi sparati da un'uomo che prontamente si è dileguato. Il ferito è stato immediatamente soccorso dal figlio presente all'accaduto che ha contattato il 118. L'uomo gravemente ferito all'addome è stato trasportato al nosocomio di Boscotrecase e sta lottando tra la vita e la morte. Sull'accaduto stanno indagando i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata.
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La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare in un'inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori. Arrestati il consigliere regionale della Campania Pasquale Sommese (Ncd), ex assessore al Turismo della Regione Campania. Sommese è ritenuto dagli inquirenti colui che garantiva l'erogazione dei fondi regionali. Arrestato anche il sindaco di Aversa (Caserta) Enrico De Cristofaro. I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d'asta e concorso esterno in associazione mafiosa. L'indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D'Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli. Nell'operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri", i quali sono accusati, come detto a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico. Il sindaco di Aversa è indagato nella qualità di ex presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l'imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo. Agli arresti inoltre Raffaele De Rosa, fratello dell'attuale sindaco di Casapesenna (Caserta), comune in cui è nato e vissuto, trascorrendo parte della sua latitanza, il boss Michele Zagaria. Nel mirino degli inquirenti sono finiti 18 appalti concessi tra il 2013 e l'inizio del 2016 da vari comuni del Casertano, come Alife, Francolise, Riardo, tra cui lavori per ristrutturazioni di importanti immobili storici; tra gli indagati soprattutto professionisti, come ingegneri e architetti componenti delle commissioni di gara nominate dai vari Comuni responsabili dell'affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune collegate al clan Zagaria. L'indagine ruota attorno alla figura dell'ingegnere Guglielmo La Regina, anche per questo è stata denominata "The Queen"; lo stesso Gip parla di "sistema La Regina". L'inchiesta rappresenta una tranche di quella che nel 2016 portò in carcere l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro per presunta corruzione in relazione ai lavori dello storico palazzo Teti Maffuccini; anche allora furono arrestati La Regina e l'imprenditore Alessandro Zagaria. (fonte Ansa)

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Terzigno, 54enne scompare dal centro Iside

Mercoledì, 01 Marzo 2017 15:22 Scritto da

Ore di apprensione a Terzigno. Da tre giorni non si hanno più notizie del dottor Rosario Ambruoso (nella foto), un logopedista 54 enne originario di Piano di Sorrento in cura presso il centro Iside della cittadina vesuviana perché affetto da tre anni da disturbi mentali. L'uomo, secondo quanto ha dichiarato il fratello Carmine, al momento della scomparsa indossava un giubbotto scuro con la scritta "princess" ed un jeans color senape. "Siamo proccupati - dichiarano i familiari- Rosario ha bisogno di cure e medicine, per questo rivolgiamo un appello a tutte le persone residenti nell'area vesuviana affinché possano aiutarci a ritrovare il nostro Rosario". Sulle orme di Ambruoso anche i carabinieri della locale stazione coordinati dal Maresciallo Capo Montagnaro che stann setacciando il territorio vesuviano.

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Una pistola a tamburo calibro 6, con matricola abrasa ed una pistola semiautomatica, completa di caricatore, contenente 6 cartucce calibro 6,35, sono state rinvenute e sequestrate, stamane, dagli agenti del Commissariato di Polizia “Montecalvario” ai Quartieri Spagnoli. L’attenzione dei poliziotti, nel transitare in Via Nardones, nell’ambito dei normali servizi di prevenzione e controllo del territorio, è stata attratta dalla porta di una cabina Telecom, che risultava aperta. In realtà, gli agenti avevano modo di osservare che, al suo interno, era custodita una busta in carta, del tipo utilizzate dalle boutique. Insospettiti di tale circostanza e, in considerazione che la zona, recentemente, è stata teatro di fenomeni criminosi, le cosiddette “stese”, i poliziotti hanno approfondito il controllo. All’interno della busta in carta, infatti, è stata rinvenuta una maschera in plastica, del tipo utilizzato per carnevale, un panno in lana, all’interno del quale erano avvolte le due armi, perfettamente funzionanti. Le armi, una pistola marca GB ed una marca Triumph, sono state affidate agli accertamenti tecnico-balistici della Polizia Scientifica, al fine di accertarne il loro recente utilizzo.

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Sequestrato anche uno smartphone provento di un’altra rapina Anche quando la vittima, un 69enne napoletano, pur di non cedere al suo aggressore il borsello che aveva a tracolla, è caduta a terra, il giovane rapinatore, con violenza, non ha esitato ad ingaggiare una colluttazione, nel tentativo di strapparglielo dalle mani. Il tempestivo intervento della Polizia di Stato, nella serata di ieri, in Corso Garibaldi, poco dopo le 21,00, però, ha consentito di bloccare ed arrestare, con non poche difficoltà, un cittadino marocchino di 29anni. Gli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G., i primi ad intervenire in soccorso della vittima, hanno notato la scena mentre erano in transito in direzione di Piazza Carlo III. Solo avvedendosi dell’arrivo dei poliziotti, il 29enne ha mollato la presa per scappare in direzione del Corso Umberto, costantemente inseguito dagli agenti che, nel frattempo, hanno informato la Sala Operativa dell’accaduto. L’inseguimento, protrattosi tra i vicoli della zona Duchesca, è terminato in Via Nicola Mignogna, ove nasceva una colluttazione tra il 29enne ed un poliziotto. L’arrivo di una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine Campania ha contribuito nel bloccare l’uomo che, come una furia, opponeva una viva resistenza nei confronti degli agenti, pur di divincolarsi. La vittima, ha riportato un trauma contusivo al ginocchio, guaribile in 10gg, mentre uno dei poliziotti, è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso oftalmico, a seguito di un’abrasione corneale ed una ferita alla palpebra. Anche l’arrestato, Benzema Karim, conosciuto agli archivi elettronici con vari alias per i reati di rapina e ricettazione, ha riportato ferite guaribili in 20gg. I poliziotti hanno accertato che il 29enne, dal 12 dicembre scorso, era destinatario di un ordine del Questore di Palermo, di lasciare il territorio nazionale. Indosso all’uomo, inoltre, è stato rinvenuto e sequestrato uno smartphone, provento di una rapina avvenuta, sabato scorso, ai danni di una donna, sempre nella zona del Corso Garibaldi, per la quale sono in corso accertamenti. Il 29enne è stato condotto dalla Polizia alla Casa Circondariale di Poggioreale, perché responsabile dei reati di tentata rapina e lesioni, nonché per resistenza e lesioni a P.U., oltre ad essere stato indagato per il reato di ricettazione.