Il devastante incendio scoppiato in località Pip poche settimane fa, che enormi danni ha provocato non soltanto dal punto di vista materiale, con la distruzione di un intero capannone, ma anche ambientale, a causa della colossale nube tossica sprigionatasi nell’atmosfera, ha destato enorme preoccupazione tra la popolazione palmese, a cominciare da quegli abitanti che, proprio in quella zona risiedono e da allora sono costretti a respirare aria inquinata. Il Sindaco Carbone fa il punto della situazione provando a rassicurare tutti sull’azione della sua amministrazione rispetto ad un simile disastro: «Ci siamo attivati fin da subito – spiega il primo cittadino – affinché la portata della catastrofe fosse il più possibile ridotta e i danni contenuti ad un misura tollerabile. Purtroppo, quando scoppia un incendio di quelle proporzioni, diventa complicato evitare le conseguenze che poi si sono verificate, nonostante il pronto intervento dei vigili del fuoco, della Protezione Civile e di tutto il personale da noi prontamente allertato per far fronte all’emergenza. Comprendo le preoccupazioni dei cittadini ed è proprio a loro che mi rivolgo allo scopo di metterli al corrente che già all’indomani della disgrazia, ci siamo affrettati a sollecitare Arpac e Asl affinché ponessero in essere tutti i rilievi e gli accertamenti del caso per ciò che concerne il danno ambientale. Proprio ieri, all’Arpac, è giunto un ulteriore sollecito da parte nostra. Inoltre, al proprietario dell’immobile, è stato intimato di provvedere alla messa in sicurezza delle parti crollate, in considerazione della pericolosità ancora esistente sia per l’incolumità pubblica, sia per quella privata, e allo smaltimento del materiale combusto, nonché alla bonifica del sito, con immediata trasmissione di quanto fatto al comune. Restiamo in attesa di riscontro da parte del proprietario, ma abbiamo fatto tutto quanto rientrasse nelle nostre possibilità per gestire al meglio un’emergenza, non solo di portata mastodontica, ma anche improvvisa e imprevedibile. Fin dal momento dello scoppio dell’incendio, sono rimasto in zona a vigilare sul regolare svolgimento delle attività di spegnimento, tenendomi in contatto costante con tutti coloro i quali abbiano svolto un ruolo nella lotta contro le fiamme. La salute di tutti noi è in cima alle preoccupazioni mie e della mia amministrazione, che ringrazio per il sostegno che mi ha fornito. Abbiamo fatto e faremo tutto ciò che era ed è in nostro potere».

11 settembre 2016, tutti di corsa a Terzigno

Mercoledì, 13 Luglio 2016 18:22

Fervono i preparativi alle falde del Vesuvio per quella che si appresta ad essere una delle manifestazioni sportive più importanti dell'intero comprensorio vesuviano. L'associazione podistica "Terzigno Corre" ad un anno esatto dalla sua costituzione è pronta, infatti, ad organizzare la prima gara podistica che si svilupperà lungo tutto il percorso cittadino. L'11 settembre circa settecento atleti correranno lungo i dieci chilometri di tracciato variegato che toccherà le strade del centro storico passando per la frazione di Boccia al Mauro e per i popolosi rioni Miranda e Avini fino al traguardo previsto in piazza Troiano Caracciolo del Sole. L'appuntamento che rientra nei festeggiamenti patronali del 12 settembre richiamerà tanti runners nella città del buon vino. "Siamo fiduciosi per la perfetta riuscita dell'evento -dichiara il presidente Ernesto Ambrosio- ringrazio sin d'ora tutti i nostri associati che si stanno prodigando alacremente per reperire sponsors e le risorse necessarie affinché la nostra associazione e la nostra cittadina possano degnamente accogliere i corridori che gareggeranno a Terzigno l'11 settembre. La gara -precisa il presidente- ricade in un data tragicamente storica per il mondo occidentale, noi auspichiamo che potrà essere utile per lanciare un messaggio di confronto, pace e solidarietà attraverso lo sport visto che ai nastri di partenza ci saranno anche atleti di altre nazionalità. Questi sono i principi ed i valori fondanti della "Terzigno Corre". L'evento ha il patrocinio morale del Comune di Terzigno e sarà trasmesso (con uno spazio dedicato di 30) minuti in ambito regionale sull'emittente Italiamia visibile sul canale 274. A dimostrazione che la valorizzazione territoriale è prerogativa imprescindibile delle attività promosse della "Terzigno Corre". Per iscriversi basta seguire le indicazioni sul sito www.cronometrogara.it

Il Vesuviano è diventato un'opera d'arte

Giovedì, 09 Giugno 2016 08:49

Il 21 giugno 2009 con tanti amici vesuviani partimmo da Terzigno per andare a giocare la prima partita di calcio a L'Aquila città colpita ad Aprile dal terribile terremoto che causò morte e disperazione. Volevamo fare qualcosa per quella povera gente. E ci inventammo una partita di calcio  che da sempre unisce popoli e nazioni. A L'Aquila c'era una sola struttura disponibile per poter disputare una parità, in tutto il territorio comunale infatti, le tendopoli avevano occupato ogni campo di calcio e spazi aperti. Ne reperimmo uno di calcio ad otto grazie ad un terzignese-aquilano di adozione, Nando Zanga. Il campo sintetico era quello del San Vittorino, squadra locale militante in seconda categoria. Giocammo sotto ad un acquazzone con gli occhi lucidi ma con la speranza nel cuore e mentre noi giocavamo a pochi chilometri a L'Aquila si riapriva il centro storico dopo le scosse che ne devastarono la bellezza. La speranza nella speranza. Donammo sorrisi ed un buono di 1500 euro che un altro terzignese (dal cuore grande) ci donò per consentire agli amici aquilani di poter ricomprare palloni e divise di calcio. Regalammo sorrisi, gol e vino, quello del Vesuvio che tanto ci fa inorgoglire. In campo anche l'attuale sindaco di Terzigno Francesco Ranieri e tanti terzignesi come il portiere Polizzi, Barra ed il bomber Menzione per citarne alcuni. Per la cronaca vincemmo 10-2.Tornammo da L'Aquila stanchissimi ma con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante e nell'intimo ognuno di noi sapeva che quella giornata sarebbe rimasta per sempre dentro ad ognuno di noi. E dopo scrivemmo, come giusto che fosse, quanto avevamo visto e vissuto e percepito in quella terra. Testate nazionali parlarono di noi chiedendosi come era stato possibile organizzare tra macerie e paura una partita di calcio.  Preferimmo rispondere con le azioni e lasciammo il meglio di quella giornata "per noi" scrivendo queste due pagine a quattro mani con il fraterno amico  Diego Macellaro capo spedizione. A distanza di anni quelle pagine ritornano (casualmente) a risplendere di "luce"grazie ad una giovane artista molisana ma ormai vesuviana di adozione, conosciuta tre mesi fa nel luogo in cui l'arte è ancora un baluardo: il museo Emblema. Mi chiese una copia di un giornale locale dove poter lasciare il segno di quella che è la sua specialità, mi capitò questo numero de "il Vesuviano" sottomano che oggi a 7 anni da quella pubblicazione diventa sfondo eterno per un calciatore che vuole continuare a fare gol da Terzigno a L'Aquila, ieri come oggi e spero come potrà essere ancora domani. Il cuore grande dei Vesuviani da stasera è un'opera d'arte grazie all'estro, alla fantasia ed alla genialità ed alla neonata vesuvianità di Sara Petrella...alla quale dico Grazie Assaje Assaje. (Genny Galantuomo)

C’è una storia che si può tranquillamente reperire in rete in cui il protagonista principale è un bambino di 6 anni che con la sua infinita ingenuità chiede al papà quanto costa una sua ora di lavoro. Il papà spazientito della domanda gli dice che ogni sua ora vale 50 euro. Allora il bambino inizia a raccogliere i soldi e non appena raggiunta la quota si reca dal papà e porgendogli la banconota da 50 euro gli chiede se può donargli un’ora del suo tempo. Questa storia commovente racchiude in poche righe la condizione generica di tanti papà assorti nei troppi pensieri per mandare avanti la famiglia o perché intenti a fare carriera. Tutta questa attenzione verso se stessi e poco per chi ci sta affianco genera, molto spesso, disaffezione nei giovani. In particolar modo in quei papà che oltre a degli orari di servizio cercano di fare altri mestieri per cercare di far quadrare i conti togliendo inevitabilmente tempo prezioso alla famiglia. E così, per sopperire a questa perdurante mancanza di tempo ad Ottaviano prende forma, da una geniale intuizione delle docenti Sara Di Martino e Rosalba Carrozza il progetto “Papà di classe”. Si sa quanto ogni uomo sia appassionato di calcio e quale miglior strumento per far stare insieme padre e figlio se non quello del pallone che rotola in mezzo ad un campo di calcio? L’idea prende forma ed in poco grazie alla tenacia alle docenti domenica scorsa ad Ottaviano sono scesi in campo papà e figli. “Papà in classe” persegue proprio questo obiettivo- ha dichiarato la docente dell’Istituto Mimmo Beneventano Anna Fornaro – avvicinare i papà alla scuola per fargli comprendere quanto necessario sia la loro presenza attiva nel processo formativo dei bambini. Questo progetto- ha aggiunto la dirigente scolastica- rientra nell’ambito delle attività di continuità programmate dall’istituto per rinsaldare il patto formativo tra scuola- famiglia e territorio e fruisce del patrocinio del comune di Ottaviano”.

Per la cronaca domenica si è disputato un mini torneo con gare da 25 ‘ sul sintetico di Ottaviano dove alla presenza del primo cittadino Luca Capasso tra polpacci rigonfi e pancette impresentabili i papà degli alunni del “Beneventano” hanno sciorinato prestazioni di tutto rispetto, trascorrendo un tempo che se da un lato si dice essere un galantuomo, dall’altra parte risulta essere davvero prezioso quando si trascorre con gli affetti più cari della vita. L’obiettivo, quindi è stato pienamente raggiunto grazie soprattutto alla tenacia di chi ha ideato questo progetto Sara Di Martino e Rosalba Carrozza ed ha chi ha sapientemente collaborato la docente Andreoli Giovanna. L'auspici ora è che manifestazioni del genere si possano replicare quanto prima...e non soltanto per i bambini.

Entrava in azione al calar della notte, sapeva quali zone non erano presidiate e con fare arguto depositava il proprio carico di rifiuti tessili. È terminata la scorsa notte l'azione criminale di un'imprenditore di nazionalità  cinese ma residente a Terzigno che nottetempo si dedicava allo smaltimento dei rifiuti frutto della lavorazione della sua azienda. L'uomo è stato colto in flagranza di reato dai vigili urbani di Terzigno i quali erano già sulle tracce dell'imprenditore grazie alle segnalazioni ed alle immagini del sistema di video sorveglianza attivo sul territorio vesuviano. Erano da poco passare le 23 quando la punto bianca sulla quale erano caricati i bustini neri con gli scarti tessili è stata intercettata dagli agenti del Comando vigili urbani di Terzigno, l'uomo imboccando via Viviani a ridosso delle scuole medie Giusti si era accostato con l'auto per iniziare a sversare il suo carico. A quel punto è scattato il blitz dei vigili urbani con il supporto dei carabinieri della locale stazione. L'uomo è stato denunciato per abbandono dei rifiuti mentre l'auto utilizzata per il trasporto  stata posto sotto sequestro. Disposti controlli anche sulla azienda della quale è titolare.

Genovese:" a processo perchè difesi Terzigno"

Mercoledì, 02 Marzo 2016 19:50

Questa sera alle ore 20 andrà in onda su italiamia (canale 274 in Campania e 187 nel Lazio) l'intervista al biologo giornalista Angelo Genovese, attivista del periodo in cui si tennero i tumulti a Terzigno e nell'area vesuviana per la difesa del territorio. Angelo Genovese racconta della sua storia postuma agli eventi ed i tre processi penali che ha dovuto affrontare per aver difesoil territorio vesuviano. La puntata si apre con le immagini del fotoreporter Giacomo Acunzo.

"Vi chiedete come mai sia possibile tutto questo? La risposta sta nella fede e nell'amore infinito di Dio"- con queste parole Don Antonio Fasulo, parroco della chiesa dell'Immacolata Concenzione di Terzigno ha aperto l'omelia della messa officiata  per l'ultimo saluto ad Andrea Giugliano, il giovane 19enne morto giovedì sera a seguito delle ferite riportate dall'investimento in via Veneto a Piazzolla di Nola. Un lungo cordone di amici ha accompagnato il corteo funebre dalla casa dell'estinto in via Giugliani fino alla piazza, lungo il percorso sono stati sparsi petali bianchi e confetti candidi come era Andrea. Un ragazzo amato da tutti che si faceva apprezzare per la semplicità e l'umiltà. Tanta commozione sia all'interno della chiesa in cui è stato officiato il rito funebre ma anche all'esterno dove in tantissimi hanno assistito alla messa. All'uscita del feretro un lungo applauso ha salutato Andrea  e centinaia di palloncini banchi con sopra inciso il nome di questo sfortunato ragazzo sono stati lasciati andare verso il cielo. L'emozione ed il dolore sono stampati sui volti dei presenti che non hanno voluto mancare all'estremo saluto ad Andrea strappato alla vita terrena ed all'affetto dei propri cari troppo presto. La bara bianca accompagnata dagli amici di sempre e dallo sguardo smarrito di mamma Giuseppina e del papà Antonio si è poi avviata verso il cimitero di Terzigno in cui da oggi custodirà le spoglie di questo giovane angelo voltato al cielo.

Florin GAVRIL, romeno di 23 anni, domiciliato nel campo nomadi di Santa Maria del Pozzo del quartiere Barra, nella serata di ieri, è stato arrestato dalla Polizia di Stato grazie all’intervento di una delle tante pattuglie dell’Esercito Italiano, dislocate a Napoli. Il 23enne, infatti, approfittando del flusso dei passeggeri che affollavano i tornelli all’uscita della Circumvesuviana, dal lato di Via Galileo Ferraris, sfilava dallo zaino di una donna un telefono Samsung S5. La vittima, accortasi del furto, attirava l’attenzione dei militari che riuscivano così a bloccare il ladro. Il romeno, abilmente, era riuscito a nascondere in un calzino il telefono appena rubato, recuperato e riconsegnato alla vittima. Gli agenti della sezione “Volanti” dell’U.P.G., intervenuti su richiesta dei militari, arrestavano il giovane che, stamane, sarà giudicato con rito per direttissima, perché responsabile del reato di furto con destrezza.

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