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De Luca: "Schierare subito l'Esercito"

Martedì, 17 Marzo 2020 19:36 Scritto da

Ancora oggi si registrano assembramenti dei cittadini e trasgressioni alle prescrizioni imposte in sede nazionale e regionale. Diventa quindi ancora più urgente la necessità di avere sul territorio unità dell'Esercito a supporto delle Forze dell'Ordine, cui va il riconoscimento del grande sforzo organizzativo e di efficienza che sta assicurando su ampie aree del territorio per il rispetto delle misure sanitarie adottate". Lo scrive il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al premier Conte, ai ministri di Interno e Difesa e al capo della Protezione civile, dopo aver già rivolto nei giorni scorsi analoga richiesta. "La necessità dell'invio di pattuglie dell'Esercito Italiano, come sollecitato dagli stessi sindaci, diventa altresì indispensabile nei territori dove sono state adottate misure di restrizione più ampie, come i Comuni in quarantena. La Regione sta organizzando anche una presenza suppletiva di pattuglie della Protezione Civile nei Comuni interessati", conclude.(fonte ANSA) 

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“Tutti i cittadini della Campania, nessuno escluso, deve essere sottoposto al tampone per verificare la positività da Covid – 19: è l’unico modo per garantire sicurezza fisica e psicologica alla gente, per individuare i positivi asintomatici e, in più, porterebbe anche ad un notevole risparmio economico. Possiamo fare i test a domicilio, coinvolgendo i centri diagnostici e le cliniche di tutta la Regione: in pochi giorni tutti finalmente avremo una risposta vera sulla positività da Covid – 19”. A lanciare la proposta è Luca Capasso, sindaco di Ottaviano, che fa un appello al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Spiega Capasso: “Se dotassimo i centri diagnostici e le cliniche della possibilità di fare il tampone, in pochi giorni potremmo riuscire a sottoporre al test tutti i cittadini della Campania. Si tratterebbe di farlo due volte, la seconda dopo 14 giorni dalla prima volta. Soltanto così riusciremmo a trovare tutti i positivi asintomatici, a metterli in isolamento e a fare uscire dall’incubo milioni di persone, che comunque dovrebbero rispettare gli accorgimenti sull’igiene e la distanza di sicurezza”. Capasso chiarisce ancora: “Il tampone potrebbe essere fatto a domicilio, dal personale che lavora nei laboratori di analisi, nei centri diagnostici e nelle cliniche e che arriverebbe nelle case con tutte le attrezzature di protezione. Con una operazione del genere si risparmierebbero anche soldi: i costi dei tamponi sono molto più bassi dei costi di ricoveri e terapia intensiva”. Il sindaco di Ottaviano, poi, propone anche un’altra iniziativa: “A Ottaviano c’è una struttura sanitaria privata che ha 15 posti mai utilizzati, 7 per la rianimazione e 8 per la terapia intensiva cardiologica. È autorizzata ma non accreditata. Chiedo alla Regione di pensare ad una convenzione per usare questi posti, inviare personale e dare un aiuto alla sanità pubblica. E’ incredibile che in una situazione di emergenza come questa ci siano posti per la rianimazione e la terapia intensiva completamente nuovi e mai utilizzati. Dobbiamo usare tutte le risorse a disposizione, senza tregua”. Infine l’appello a De Luca: “Speso che prenda in considerazione questa proposta. In pochi giorni potremmo intraprendere davvero la strada che porta fuori dal tunnel: non mi faccio illusioni, né voglio alimentarle nei cittadini, ma credo che almeno se ne possa discutere. Io sono a disposizione, così come tanti altri sindaci che in questi giorni sono in prima linea”.

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E' di Ottaviano la donna deceduta all'ospedale di Nola nella giornata di ieri, alla quale è stato riscontrata l'infezione da coronavirus. Aveva 84 anni e pregresse patologie. A darne notizia è stato il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, con una diretta dal proprio profilo Facebook. Il sindaco ha provveduto a disporre la quarantena per due condomini di Ottaviano, quello in cui abitava la donna e quello attiguo, oltre che per altre persone che hanno avuto contatti con la 84enne. "E' il momento di mantenere la calma e, soprattutto, di attenersi alle disposizioni che da tempo vi stiamo indicando: restare a casa, seguire le regole sull'igiene e mantenere la distanza di almeno un metro nei contatti personali", dice il sindaco Capasso. Il primo cittadino chiarisce: "Non è assolutamente vero che uno dei figli della donna deceduta sia stato di recente a Milano o al Nord Italia. Chiedo ai cittadini di attenersi alle informazioni diffuse tramite i profili facebook del sottoscritto o tramite i canali ufficiali del Comune".

In caso di necessità, i cittadini possono rivolgersi al comando di polizia municipale (081 827 8304) e, tramite whatsapp, all'assessore alla protezione civile Giorgio Marigliano (3356749909) o al sindaco (3383733970) Resta, inoltre, l'obbligo di segnalare la propria presenza per coloro che hanno fatto o faranno ingresso in regione Campania, con decorrenza dalla data del 7/03/2020 e fino al 3 aprile 2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena. Parma. Piacenza. Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, Novara Tali individui sono invitati a scaricare e compilare una scheda presente sul sito del Comune di Ottaviano (http://www.comune.ottaviano.na.it/c063051/po/mostra_news.php?id=66&area=H) da presentare al Comando di polizia municipale.

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Sanremo70. Diodato vince l’edizione dei record

Domenica, 09 Febbraio 2020 17:29 Scritto da
Diodato è il vincitore della 70esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Fai rumore”. Insieme a lui sul podio: Francesco Gabbani con la sua “Viceversa” e la rivelazione dei Pinguini Tattici Nucleari che hanno cantato “Ringo Star”. Premio della Critica “Mia Martini” al cantante pugliese che incassa anche il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”. Mentre, il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo - assegnato dalla Commissione Musicale” - va a Rancore con “Eden” scritta dal rapper romano in collaborazione con Dario Dardust Faini. Premio “Giancarlo Bigazzi” per il miglior arrangiamento alla bravura di Tosca che ha portato sul palco dell’Ariston un brano soave come “Ho amato tutto”, scritta per lei da Pietro Cantarelli. Invece il Premio Tim è stato vinto da Gabbani che ha cantato un pezzo diverso sia per sonorità che per testo da quell’Occidentali’s Karma che gli valse la vittoria nel 2017. Quello che ricorderemo più di ogni altra cosa di questo Festival, al di la degli ascolti stellari - ieri sera si è chiuso con il 60% di share - è lo show. Perché Sanremo, fatte salve le canzoni, è spettacolo, intrattenimento, polemiche aizzate prima, durante e dopo, mode lanciate, liti scoppiate dal nulla (vedi alla voce Fiorello/Ferro e Bugo/Morgan) e gaffe imbarazzanti: insomma è lo specchio del nostro Paese spalmato in cinque (lunghissime) serate. Un’occasione per sentirci popolo, solido e fiero come l’orgoglio che ci sale in petto quando sentiamo l’inno di Mameli suonato dalla Banda dei Carabinieri. Poche volte ci accade di accapigliarci su qualcosa di così nazionalpopolare che non sia il calcio. Il Festival dei record targato Amadeus ha potuto risplendere grazie a Fiorello. Lo show man italiano per eccellenza, l’uomo capace di farti sbellicare parlando dei problemi prostatici degli uomini, dando una sonora spallata al machismo che tanto imperversa ultimamente nel nostro bel Paese, colui che con la perenne allegria da capo comico del Villaggio Vacanze fa del cazzeggio la cifra stilistica della sua goliardia. Un’artista in grado di tenere il palco come nessuno, che entra nel bel mezzo dell’assurda lite in diretta tra Bugo e Morgan (dove quest’ultimo le canta all’ormai ex amico, tacciandolo di ingratitudine e di essere sostanzialmente un cantante mediocre) esternando quello che è il pensiero di tutti “Eleggiamo in vincitore stasera (venerdì) e andiamocene tutti a casa”. Tanto è stato d’impatto questo Festival 2020 che già i vertici Rai pensano ad un Amadeus/Fiorello bis. Tra i momenti flop di Sanremo70 mi piace ricordare, così per pure sadismo, il monologo nonsense di Diletta Leotta nel quale ha sottolineato come non debba essere una colpa nascere belle (davvero Diletta? L’hai detta davvero questa cosa?), pare di sì, ahinoi. La performance della cronista di Dazn diventa aberrante se la si coniuga al balletto trash con annessa “Ciuri Ciuri” cantata in playback sulle note di un pezzo di Eminem. Di tutt’altra caratura l’intervento della giornalista Rula Jebreal che ha toccato gli animi con il racconto della mamma vittima di violenze e in seguito morta suicida. Una lezione di umanità ed un inno contro la violenza sulle donne che difficilmente dimenticheremo. Come difficilmente dimenticheremo il bacio tra Tiziano Ferro e Fiorello a suggellare una giornata di incomprensioni, o gli omaggi del cantante di Latina ai grandi della musica italiana. È vero. Tiziano si è lasciato un po' prendere la mano e quando sei un artista di quel livello ti si perdona poco tutto, specie l’emotività, ma quanta emozione! Altro momento top, la presenza del giovane Paolo Palumbo affetto da Sla che ci ha regalato per voce dell’amico Christian Pintus la sua “Io sto con Paolo”. E infine il monologo di Roberto Benigni in versione “divulgatore scientifico” che ha deliziato il pubblico poco reattivo dell’Ariston e l’Italia tutta con l’esegesi e la lettura de “Il Cantico dei Cantici”. Troppo per la prima serata di RaiUno? Un po' deludente la mancata standing ovation se si pensa che la si è fatta per la Réunion dei Ricchi e Poveri. Menzione speciale per l’eleganza vocale di Tosca, il rap a mitraglia di Rancore, l’anima rock di Piero Pelù e la grazia di Elodie. Ulteriore menzione speciale per la kamikaze di questo Festival: Elettra Lamborghini e la sua inconsapevole esuberanza che rasenta, spesso e volentieri, l’inconsapevolezza di sé e dei suoi mezzi. Epico il suo twerking. Nessuno aveva mai osato tanto. Complimenti, Elettra! E complimenti anche ad Achille Lauro, in barba a coloro che storcono il naso di fronte a tanto eccesso. Siamo d’accordo, non ha molta voce e la canzone era deboluccia, ma Sanremo è anche spettacolo e quindi, grazie Achille per le tue tutine e i tuoi travestimenti. Se domani un ragazzino andrà a googlare il nome della Marchesa Casati per sapere chi lei sia, avrai vinto tutto!
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Si prospettano tempi duri per i guidatori inclini alla velocità. Lo “Scout Speed”, posizionato direttamente sulle macchine delle Forze dell’Ordine, ha l’obiettivo di multare tutti colori i quali sfrecciano sulle nostre strade credendo di trovarsi sul circuito di Monza. Nato nel 2012 e diffusosi dapprima nell'area Centro Nord - il primo è stato testato a Rimini nell'ottobre del 2018, - la versione contemporanea del classico autovelox si sta diffondendo a macchia d’olio lungo il bel paese: l’ultimo, rilevato lungo la SS 106 che collega Basilicata e Calabria, in zona Villapiana (Cosenza), in Campania e in quasi tutta l’Italia centrale, per un complessivo di 38 postazioni mobili ed “invisibili”. Il rilevatore di velocità ha come particolarità quella di non essere posizionato su strada e di non aver bisogno di alcun cartello che ne segnali o certifichi la presenza, secondo quanto stabilito dalla Legge Minniti del 2017 che afferma la non applicabilità «dei dispositivi di rilevamento della velocità mobili (installati a bordo di veicoli) per la misura della velocità in modalità dinamica, vale a dire in movimento, in coerenza anche con quanto previsto dall'art. 3 del più volte richiamato DM 15 agosto 2007», riforma dell’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Alessandro Bianchi. Dotato di una telecamera, di un radar che invia impulsi radio ai veicoli da sottoporre ad accertamento e di un illuminatore a infrarossi, lo “Scout Speed” si accerta, a 360 gradi e fino ad una velocità di 270 km/h, che tutti i mezzi in movimento, indipendentemente dal senso di marcia, rispettino il codice della strada. Inoltre, il sistema ad infrarossi gli consente di essere operativo h24, vale a dire anche nelle ore serali e notturne. Altresì, il collegamento con le relative banche dati dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno permettono di rilevare la targa del veicolo, reo di aver compiuto un abuso, di controllare in tempo reale se l’auto in questione è regolarmente assicurata e sottoposta ai controlli di revisione previsti dalla legge e di evidenziare eventuali divieti di sosta. La ripresa frontale operata dal dispositivo garantisce l’anonimato dell’automobilista. Le multe sono salate: vanno da €40 fino a oltre 3 mila euro. La validità delle suddette è controversa. Alcuni sostengono che non lo siano, dal momento che il dispositivo dovrebbe essere sempre segnalato, ma come abbiamo potuto constatare la legge del 2017 stabilisce l’esatto opposto e il ministero delle Infrastrutture considera lo “Scout Speed” una sorta di eccezione alla regolamentazione del Codice della Strada. Le pattuglie della Polizia locale, infatti, sono postazioni in movimento per cui non sussiste la necessità di segnalare il dispositivo di rilevamento. Lo “Scout Speed” è sottoposto a controlli annuali per verificarne la taratura presso un laboratorio specializzato con relativa annotazione sul verbale, se questa non è presente l’eventuale ricorso da parte del conducente annulla, di fatto, la multa emessa. L’unico modo per scampare al temibile autovelox itinerante è rispettare le leggi della strada, essere in regola con i pagamenti e portare a controllare il nostro mezzo di trasporto. Dopotutto, se le norme esistono è bene che vengano rispettate.