Ecco qua direte voi! La solita trita e ritrita pubblicità ad un sito web che vende coupon a prezzi stracciati ma che in realtà offre solo lo scarto dello scarto. Promettono di riservarti un tavolo per due persone in una sala solo per te con la speranza di godere di un minimo di privacy con il tuo lui e ti ritrovi nel remake della nota trasmissione televisiva Cucine da Incubo, inchiodata ad un tavolino scomodo, sgangherato e per giunta vicino alla porta della cucina con l’altissima probabilità che una folata troppo forte di odore di fritto ti spettini i capelli o che, peggio ancora, ti scaraventi fuori dalla finestra. Calma, calma amiche, ci siamo passate tutte. Tutte abbiamo vissuto, almeno una volta nella vita, la tragica sensazione di essere state fregate o peggio ancora truffate da sedicenti ed accattivanti offerte online, ma vi posso garantire, per quello che conti il mio giudizio (non pretendo infatti di essere Il Verbo, questo lo lascio volentieri agli opinionisti tv) che questa volta non rimarrete deluse. Si, perché il portale web ViviEmozioni.it è davvero il paradiso in terra, e non sto esagerando. Mi sono imbattuta in lui poco tempo fa e da quel momento in poi è stato amore a prima vista. In passato avevo usato svariate volte altri siti che vendono coupon e avevo avuto con loro alterne fortune. Ma si da il caso che io sia un’inguaribile ottimista e ho deciso di dargli fiducia. Ho cercato e ricercato un qualcosa di particolare per rilassarmi al meglio e sono andata a scovare nientemeno che una splendida SPA nei sotterrai di un castello! Si, avete capito bene un castello, con tanto di torri, guglie, feritoie, mura spesse ed enormi pietre a vista. E’ stata l’esperienza più bella di tutta la mia vita. Mi sono sentita coccolata, rilassata e per alcuni intensi istanti anche amata, da sconosciuti che si sono presi cura di me e mi hanno fatto dimenticare lo stress del solito tran tran quotidiano. Ma la cosa più incredibile è stata, oltre alla visita guidata del castello, l’aver scoperto che, tutto intorno, ci sono una miriade di cose da visitare. Mi sono inoltrata, insieme ai miei amici, tra le bellezze della Valle Sabina, tra i suoi boschi incontaminati, tra i suoi sentieri battuti, tra la sua rigogliosa vegetazione, e poi l’Abbazia di Farfa, il Santuario di Santa Vittoria, l’anfiteatro romano di Trebula Mutuesca, lo splendido borgo medioevale di Castel di Tora, insomma posti e luoghi che non avevo mai visitato e, di questo faccio mea culpa, nemmeno mai sentito parlare. E’ stata una piacevole sorpresa e una bellissima esperienza che mi ha lasciata stupita. Alle volte facciamo armi e bagagli ed andiamo all’estero come se ci fossero chissà quali meraviglie o semplicemente per non essere da meno dei nostri amici, quando invece proprio sotto il nostro naso si possono fare esperienze che non pensavamo neppure si potessero concretizzare in realtà, come la possibilità di godere di una cena al tramonto su di una barca in mezzo ad un lago artificiale, roba solo da film!. In questi giorni mi sono detta, perché non organizzare qualcosa per San Valentino invece della solita pizza e della solita cenetta in un ristorante affollato, dove la maggior parte delle coppiette è lì sono per inerzia mentre non fa altro che spiare il vicino di tavolo per vedere se parla o meno con la propria ragazza, mentre il suo fidanzato è intento a guardare l’ennesima partita di calcio alla tv? Ho dato un’occhiata al sito ed ho visto che ci sono delle idee niente male, come ad esempio, vi do qualche suggerimento, una cena in una Villa riservata solo per 2 persone, ma ci pensate un’intera villa a disposizione. Cosa c’è di meglio che trascorrere il giorno più romantico dell’anno in un posto del genere?. Quando l’ho letto mi sono detta: “Scaldiamo i motori, arriviamo”. 

Venerdì scorso alle ore 21:10 su Rai Uno si è consumata la morte definitiva di una stella della nostra televisione italiana. Raffaella Carrà e il suo Forte Forte Forte hanno dato vita ad un omicidio/suicidio, sia quello del caschetto d’oro sia quello del talent show. Ebbene si, l’ultimo “prodotto” della Carrà, ahimé, non ha davanti a sé giorni felici. Maandiamo con ordine. Da tempo ormai Raffaella smania per avere una collocazione in un palinsesto televisivo. La sua conduzione di un’edizione dell’Euro Vision Song Contest non poteva certo bastare a tenerla buona. Lei è una che scalpita, che non sa stare dietro le quinte, che vuole a tutti i costi esserci. Ebbene, per darle la giusta collocazione che si merita le era stato affidato il ruolo di giudice a The Voice of Italy su RaiDue. Ma capite bene che dopo due anni senza vittorie e dimostrando di avere davvero poca inclinazione nello scovare talenti, cercasse qualcosa di più. Non potendole o non volendole affidare un programma in prima serata, ed io mi domando quanto tutti noi non avremmo bisogno di uno sprazzo di veridicità alla “Carramba che sorpresa!”, le è stato dato l’incarico di “creare” un programma fratello, ma direi anche gemello, che mescola un po’di The Voice, un po’ di Amici di Maria De Filippi vecchia maniera, un po’ di XFactor, un po’ di Italian’s got talent e un po’ di un po’ di tutti talent presenti sulla faccia del pianeta. Vi chiederete ora perché la morte televisiva della Carrà. Per un semplice motivo. Gli altri talent hanno piglio, carisma, bravura, talento, novità, il suo Forte Forte Forte invece, coniuga un cast da triscount (il tanto ricercato prendi 4 e paghi 1), la scarsa personalità dei giurati, imbarazzante Asia Argento in versione “santona indiana” che dispensa consigli sulla vita e sul talento (mi verrebbe da dire: “Proprio lei?”), un Joacquìn Cortés timoroso di dire qualunque cosa possa offendere “caschetto biondo” e Philippe Plein stilista messo lì non si sa per quale motivo, secondo me lui credeva di partecipare ad Italian’s Next Top Model, e in quel caso la sua presenza avrebbe avuto anche un senso, e poi c’è lei “la divina” che ha messo su un programma auto celebrativo (gli spezzoni di suoi vecchie trasmissioni si sprecano) dove a “comandare” è lei e solo lei. Nessuno si sogna di contraddirla, nemmeno quando da del “talento” ad un ragazzo che storpia una hit di Tiziano Ferro e fa a stento una pirouette. E poi ci sono i concorrenti, davvero di livello e qualità talmente bassa che alle sagre di paese si vede e si sente gente dotata di più “talento”. Secondo me, la Raffa, avrebbe dovuto pregare in ginocchio la Cuccarini per fare la giurata, e non impelagarsi in polemiche sterili su Twitter, almeno lei qualcosa di televisione, canto, danza e conduzione capisce; e avrebbe dovuto supplicare anche Tiziano Ferro per affiancarla in questa missione suicida. Che dire, il conduttore Ivan Olita, ex Vj di Mtv, dimostra di saper fare almeno il compitino, anche perché non è chiamato mica a declamare Shakespeare, per il resto la trasmissione più che Forte Forte Forte è Triste Triste TristeCi attendono ancora altre puntate e la situazione potrebbe migliorare e togliere dal cilindro la nuovaBeyoncé, ma ho seri dubbi. Ad un certo punto, mentre la noia e lo sbadiglio prendevano il sopravvento, ho sperato che arrivassero i tecnici, sbaraccassero tutto e che partisse la siglia “ , la fortuna” e che Raffaella comparisse con il suo lungo abito da sirena paillettato e che facesse arrivare qualcuno dall’Argentina.

Musica, Mengoni ritorna ed è subito in vetta

Venerdì, 16 Gennaio 2015 18:38

E’ uscito il 13 gennaio il nuovo attesissimo album di Marco Mengoni “Parole in circolo” per Sony Music.

Primo capitolo di un doppio lavoro, la seconda parte è attesa per la fine del 2015, in cui Mengoni ha dato corpo ad un album intenso e profondamente maturo, segno che dalla vittoria ad X Factor nel lontano 2009 ha fatto notevoli passi in avanti, scrollandosi di dosso fin da subito l’etichetta di “ragazzo del talent”. Voce potente, profonda e capace di raggiungere note non “umane” Mengoni presenta in questo nuovo “progetto una nuova fase di sé.

«Dentro ho cercato di metterci più mondi possibili, mondi che riguardano sia la mia crescita personale sia i miei ascolti, dalle Haim, terzetto che per il sound sembra arrivare dal Nord Europa, ma in realtà è di Los Angeles, a Franco Battiato, cantautore che ho recuperato di recente e che è per me un’importante fonte d’ispirazione».

Dieci tracce in tutto dove fanno capolino collaborazioni illustri con Fortunato Zampaglione, Ermal Meta, Matteo Valli e Luca Carboni. Esseri umani” la canzone a cui è legato di più e la frase del brano che più lo rispecchia è: Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”.

Il leit motiv dell’album è naturalmente l’amore, unico vero motore delle nostre esistenze e la sola cosa intorno alla quale ruota, volente o nolente, tutta la nostra vita. In “Parole in circolo” racconta proprio del modo migliore per difendere l’amore in un momento storico in cui i rapporti personali sono talmente labili e minati dal minimo agente esterno che sono pronti a spezzarsi alla minima folata di vento. Ma rimarca anche il fatto che non bisogna vivere aspettando l’amore, bisogna vivere e innamorarsi di tutto ciò che abbiamo intorno, e non necessariamente e a tutti i costi di una persona fisica. Il cambiamento è parte della sua vita e della sua stessa idea di musica.

Il singolo “Guerriero” pubblicato nel Novembre scorso, presenta chiari echi che rimandano ad un altro suo illustre conterraneo, Tiziano Ferro mescolati a incursioni nel dubstep di Skrillex. Il singolo già primo in classifica, ha ottenuto anche un enorme successo sul web. Il video, diretto da Cosimo Alemà, ha totalizzato nove milioni di visualizzazioni suYoutube.

Innovazione, nuovi suoni, nuovi stimoli e la conoscenza di nuovi mondi portano ad evolversi e a crescere. Mengoniormai è un artista maturo, solido, una certezza che non delude nel panorama della musica italiana, sempre più affollata da ragazzini esaltati e pieni di sé che in modo arbitrario e invasivo affollano senza merito i negozi di dischi.

Poco tempo fa mi sono imbattuta in uno dei tanti libri con copertine e titoli accattivanti che ultimamente circolano a iosa nelle librerie del nostro bel paese, e mi sono trovata a constatare che il genere rosa ne ha fatta di strada dai tempi di Harmony, e che non conosce crisi. Ora viene proposto in una veste sicuramente molto più accattivante, dove storielle semplici e senza preteste fanno sognare schiere di adolescenti e signore che ancora si ostinano a credere che ogni uomo possa essere salvato. Il libro in questione “Tutti i difetti che amo di te” della croata Anna Premoli è, a parer mio, vera robaccia, nonostante si sia aggiudicato il “Premio Bancarella 2014”. Ma io dico, come si fa? Come si fa a premiare un libro dalla trama pressoché scontata ed inesistente, dove l’unica scena più elettrizzante è quando i due protagonisti cercano di uccidere un enorme ragno materializzatosi sulla parete, che per poco non fa venire un infarto all’aitante Ethan?.La storia è semplicistica a livelli che sfiora l’imbarazzante. Il giovane e ricco Ethan, per l’appunto, è un buono a nulla che ha trascorso tutta la sua vita a bere e a cercare di mettere in imbarazzo la sua famiglia. Alla morte di suo padre riceve in eredità il 15 % del pacchetto azionario dell’azienda di famiglia, e gli viene affidato un amministratore di sostegno affinché vigili che il denaro dei Phelps non venga sperperato tra alcol e feste. Dopo vari tentativi, si opterà per il bell’avvocato Sara Di Giovanni che riuscirà nell’intento anche se il giovane userà ogni mezzo per farla desistere. A lasciare molto a desiderare non è solo il plot, dove si evincono anche sprazzi di buoni propositi da parte dell’autrice nel cercare di portare a casa il compito, quanto il livello stilistico e la proprietà di linguaggio che rasentano il puerile, l’elementare e sfociano talvolta nel grottesco.

E’ proprio vero che l’arte rende immortali.Il 13 novembre 1974 nel borgo parigino di Neuilly sur Seine moriva Vittorio e nasceva il mito De Sica. Nato il 7 luglio 1901 a Sora, un piccolo paesino dell’entroterra laziale, inizia fin da subito ad amare, dapprima il teatro e successivamente il cinema, dove muove i primi passi come attore fino a diventare uno dei registi italiani più amati e premiati di sempre e considerato unanimemente uno dei “padri del Neorealismo italiano” nonché il grande interprete della “commedia all’italiana”. Interprete di ben 158 pellicole e regista di 34 tra lungometraggi e film a episodi, conquista ben 4 premi Oscar ( Sciuscià – 1948, Ladri di biciclette – 1950, Ieri, oggi, domani – 1965, Il giardino dei Finzi-Contini tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Bassani nel 1972) diventando il regista più premiato della storia italiana. Con le su pellicole ha ammaliato critica e pubblico per la sua schiettezza, per la profondità e umanità della sua regia e soprattutto per il suo charme, sia come attore che come uomo.

Ficarra e Picone mandano tutti a quel paese

Domenica, 30 Novembre 2014 22:25

Il nuovo film del duo comico siciliano Ficarra e Picone, non tradisce le aspettative. A tre anni di distanza da “Anche se è amore non si vede” tornano a sbancare il botteghino nella prima settimana di programmazione, incassando 2 milioni e mezzo di euro e battendo il colossal americano “Interstellar”. “Andiamo a quel paese”, nelle sale dal 6 Novembre, e prodotto da Tramp Limited con Medusa Film, scritto, interpretato e diretto da Salvatore Ficarra e Valentino Picone, racconta la storia di due giovani siciliani alle prese con il problema della disoccupazione, rispolverando in chiave ironica, sarcastica e amara l’arte tutta italiana di “arrangiarsi” e di “fare di necessità virtù”. Con una moglie e una figlia piccola, Salvo assieme all’amico di famiglia Valentino, tornano nel paese natio della moglie di Salvo, un piccolo paesino vicino Palermo, di nome Monteforte.

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