E' appena cominciata la campagna elettorale e già si registra il primo "colpo di scena". Ad onor del vero, gli ultimi giorni alle falde del Vesuvio sono stati vissuti all'insegna dell'incertezza e dei cambi di casacca dell'ultima ora che hanno destabilizzato, e non poco, l'ambiente politico. Alla fine dei giochi e quando sembrava davvero tutto definito e chiarito, come in un thriller arriva invece, una notizia che creerà non pochi imbarazzi. Anche perché arriva dal Movimento Cinque Stelle, organizzazione politica con dei "paletti" e dei "criteri" molto selettivi nei confronti dei candidati. Eppure qualcosa non deve essere andato per il verso giusto, visto che il Signor Antonio Parisi, apprezzato imprenditore, ci ha contattati per chiarire la sua posizione. "Questa mattina quando ho aperto il giornale per verificare chi erano i candidati a Terzigno sono rimasto sorpreso dal vedere il mio nome nella lista del Movimento Cinque Stelle. Ho approfondito pensando che si trattasse di una omonimia ed invece ho scoperto che quel nome corrispondesse proprio alla mia persona. Ho provveduto immediatamente a scrivere un posto sul mio profilo facebook per avvisare amici e parenti che si trattasse di un errore ma ora voglio andare in fondo a questa vicenda e comprendere cosa è accaduto. Da persona seria ammetto che sono un simpatizzante del movimento ed in passato ho frequentato alcuni esponenti di quel partito, am da qui a ritrovarmi candidato ne passa tanto. Per questo -continua Antonio Parisi -  mi corre l'obbligo di dover comunicare ufficialmente che Antonio Parisi nato l'11 maggio 1968 non è candidato né per il Movimento Cinque Stelle né per altri partiti. Anzi nei prossimi giorni chiarirò tutto con un manifesto pubblico in cui comunicherò alla cittadinanza quanto accaduto". Inizia all'insegna della polemica la prima giornata di campagna elettorale e nell'attesa che la mura vengano invase da manifesti da campagna elettorale adesso si attende il primo manifesto di dissenso dalla competizione politica...come inizio non c'è male.

Il 28 aprile il cantautore romano Amedeo Minghi farà tappa al teatro Diana a Napoli dove presenterà il suo ultimo lavoro discografico “suoni tra ieri e domani” un lungo viaggio tra le canzoni scritte da Minghi per altri autori che l’artista romano ha voluto riproporre con la sua voce dopo tanti anni. Successi firmati per Gianni Morandi, Marcella Bella, Anna Oxa, Rita Pavone e Mietta solo per citarne alcuni che sono stati rivisitati nella loro versione originale così come Minghi le concepì e che il pubblico potrà ascoltare con il solo supporto melodico del pianoforte. In un viaggio a ritroso nel tempo queste canzoni propongono al grande pubblico la vena artistica di un Minghi autore già apprezzato alla fine degli anni sessanta molto prima che il successo coronasse una produzione artistica intensa e sempre imperniata sull’amore e tutte le sue varie sfumature. Ad assistere al concerto di Amedeo a Napoli ci sarà sicuramente una delle sua fan più appassionate e vicine: Titti Canzano una signora di origine casertana che abbiamo contatto per conoscere da vicino come ci si appassiona della musica e di un cantautore come Amedeo Minghi. Ed abbiamo scoperto che questa inossidabile sostenitrice di Minghi ad oggi ha assistito ad oltre duecento concerti in giro per l’Italia… 

Quando e come nasce la tua passione per la musica di Amedeo Minghi? “La mia ammirazione nei confronti della musica Amedeo Minghi nasce negli anni '90 al tempo del codino, della vittoria di Mietta a Sanremo con "Canzoni" scritta da Minghi; in quegli anni mia madre seguiva la telenovelas "Edera" la cui sigla era "I ricordi del cuore" e, insomma, ciò che mi affascinò fu dapprima questo personaggio nuovo, originale, assolutamente riservato e misterioso. Il cantar veloce di Minghi, il suo porsi composto, inimitabile e nobile e quel sorriso durante le sue interpretazioni, mi colpirono profondamente e cominciai ad ascoltarlo con attenzione. Fu così che nacque la mia passione”. Per molti critici la musica e le canzoni di Minghi sembrano essere sempre sullo stessa tema, cosa rispondi a chi con superficialità dice queste cose. “Anche se un po' risentita, rispondo con risolutezza, perchè fiera di essere una minghiana,  che Minghi va  ascoltato con sentimento; un valore che non tutti posseggono in quanto la sua arte è rivolta ad un pubblico dall'animo sensibile, dal momento che le melodie di Minghi invadono profondamente”. Hai conosciuto persone che si sono innamorate con le sue canzoni? “Si! Ho conosciuto persone che si sono innamorate con le sue canzoni, che hanno dato il via a storie importanti, che si sono sposate col sottofondo de "L'immenso" e di "Vita mia". A quanti concerti hai assistito  nella tua vita? “ Mah... non li conto più! Comunque oltre duecento”. Quante persone hai avuto modo di conoscere e che come te condividevano la stessa passione? “Tante, tantissime! Sono nate delle belle amicizie, d'altra parte siamo accomunati tutti dalla stessa passione e quindi l'intesa è scontata. Ci sentiamo telefonicamente, ci ospitiamo a vicenda in occasione dei concerti, viaggiamo insieme e ci divertiamo tanto perché viviamo il concerto prima, durante e dopo, conservando poi tanti straordinari ricordi”. La tua canzone preferita e perché? “Beh, io amo tutte le canzoni di Amedeo, ma dovendo sceglierne una dico "Sognami", perchè è quella che più mi ha fatto, appunto, "sognare", seguita da "Vivi e vedrai" che è nata in un periodo bellissimo della mia vita”. Quali sensazioni ed emozioni vivi quando ascolti la musica di Amedeo Minghi? “Nell'ascoltare la musica di Amedeo Minghi, le sensazioni cambiano a seconda del testo, di ciò che esso rappresenta, del contesto in cui l'ascolto, ma sono assolutamente sensazioni speciali”. C'è un aneddoto particolare che ti lega ad Amedeo? “Al mio primo concerto di Minghi, ero poco più che una ragazzina e fu in una piazza. L'emozione era a mille e non credevo fosse possibile provare tanta gioia tutta in una volta. Dopo lo spettacolo, Amedeo, protetto da una fila di poliziotti, si avviava a raggiungere l'auto, io mi intrufolai tra questi che mi invitavano ad allontanarmi. Ero quasi disperata; c'era lui a due passi da me, l'artista che amavo, con quel codino biondo che spiccava sulla giacca dal colore azzurro, ed era reale, non stavo guardando la tv, né un giornale, c'era Amedeo! Allora accadde che, vedendo smarrita tra la folla e non potendolo raggiungere in alcun modo, mi rivolsi direttamente a lui, gridando: "Amedeo ti prego, fammi sfiorare almeno un dito". E fu così che lui, sorridendo, si voltò verso di me e mi strinse la mano. La sua dolcezza. l'avermi capita ed accontentata, sono rimasti nel mio cuore come ricordo indelebile, anche oggi che ho la possibilità di partecipare ai meeting e poter parlare con lui senza problemi”. Il 28 aprile Amedeo sarà in concerto a Napoli, nella sua produzione artistica ci sono molti omaggi alla lingua napoletana. Speri che in futuro possa ancora comporre canzoni in napoletano? “Amedeo ha dato tanto, ogni suo lavoro è eccezionalmente originale, se dovesse riproporsi con qualche pezzo napoletano... ben venga”!  Volendo inviare un messaggio ad Amedeo cose gli scriveresti? “Ad Amedeo invio, di tanto in tanto, messaggi sulla pagina Facebook, ma il mio preferito è sempre "Amedeo sei l'immenso".

Dal pulpito di ogni chiesa nel periodo pasquale si leva l'appello dei sacerdoti al rinnovamento, alla rinascita nel segno di Cristo e per chi è credente questi ultimi giorni sono stati fonte di profonde riflessioni di fronte ad un evento che di fatto cambiò il corso del mondo. Ci siamo chiesti, allora se a tutti questi appelli al rinnovamento gli fosse stato dato un seguito. Chi crede in Gesù Cristo ne apprezza anche la sua grandezza rispettando oltre la parola anche il suo creato. Ci eravamo illusi che dopo le tante buone intenzioni professate dinnanzi al Padre Eterno, forse davvero qualcosa poteva cambiare negli atteggiamenti quotidiani di chi oltre a battersi il petto dovrebbe prendere seriamente in considerazione l'ipotesi di battersi anche in testa. Si, avete letto bene,  perché dopo quello che abbiamo visto e documentato all'indomani del lunedì in albis (per i più smemorati è il giorno dopo Pasqua) all'interno del Parco Nazionale del Vesuvio, dove centinaia di persone hanno trascorso la cosiddetta e tradizionale gita fuori porta, ci siamo resi conto che tutta questa voglia di rinnovamento dello spirito e delle intenzioni con le buone azioni, davvero non l'abbiamo vista manifestarsi nelle azioni. Camminando infatti, lungo le aree verdi della pineta di Terzigno abbiamo, purtroppo ritrovato una serie infinita di cumuli di rifiuti riconducibili alla pasquetta. Dai plaid ancora stesi per terra, alle lattine di birra dissemintate un pò ovunque, ai soliti sacchetti stracolmi di rifiuti lasciati in bella mostra con l'auspicio che prima o poi qualcuno passi di la a rimuoverlo. Questa è la triste immagine che si propina agli occhi di chi passa da queste parti. Pochi i controlli, scarso il senso civico dei cittadini unito al mancato rispetto per la natura che qui è sempre e solo sembrato un discorso utopistico, elementi che di fatto condannano questa terra ad essere segnata per mano dell'ignoranza, a morire di giorno in giorno. E poco contano le battute scontate del tipo: "che vuoi che sia un sacchetto di monnezza a pochi metri da una discarica in un Parco Nazionale?. Qui ci siamo abituati. Ecco questa è la sintesi di un paese che lentamente muore soprattutto per mano di chi ci vive e che civilmente dovrebbe difenderlo. "Civilmente" termine evidentemente poco incline ai finti cristiani che continueranno a porsi quesiti ed a credere nei dogmi della fede, ma che di fatto sono diventati duri non solo di cuore ma anche di testa. Alla prossima pasquetta, sperando che nel frattempo qualcuno armato di buona volontà restituisca il giusto decoro a questi luoghi. Offesi, calpesti e vilipesi...proprio come fu per il Gesù Cristo.

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Shama (Libano del Sud)- Nei giorni scorsi, i caschi blu della cellula di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) del Contingente Italiano e Inter Campus hanno ultimato un progetto di formazione sportiva ed educativa a favore di giovanissimi studenti delle scuole di Tiro, Al Mansouri ed Hannawiyah, tre municipalità nell’area di responsabilità italiana. Il progetto iniziato lo scorso anno ha visto coinvolti per cinque intensi giorni, numerosi ragazzi e ragazze libanesi attraverso sedute di allenamento di calcio, ma anche attività formative basate sui valori dello sport, sull’etica e sul fair play.L’Inter Campus realizza dal 1997 interventi sociali e di cooperazione flessibili a lungo termine, in 29 Paesi del mondo, con il supporto di 200 operatori locali, utilizzando il gioco del calcio come strumento educativo per restituire ogni anno a bambine e bambini bisognosi tra i 6 e i 13 anni di età il “diritto al gioco”.Il Comandante del Settore Ovest di UNIFIL e Contingente Italiano in Libano, Generale di Brigata Stefano Del Col, nel commentare positivamente l’attività svolta, ha sottolineato la sempre crescente e proficua interazione tra le numerose associazioni ed aziende italiane che hanno permesso al Contingente di realizzare importanti progetti e di incrementare il supporto a favore della popolazione libanese, funzione fondamentale per il successo della missione.

 

“Se so rotte e giarretelle” sussurrava ieri pomeriggio un dipendente comunale di Terzigno all’uscita del municipio: il riferimento era chiaro ed evidente al siluramento dell’assessore ai lavori pubblici Giuseppe De Simone “reo” a suo dire di non volersi piegare ai dettami autoritari del primo cittadino all’interno della giunta comunale. Da più parti si cerca di fare luce sulla diatriba ma è lo stesso De Simone a chiarire la sua posizione. “Negli ultimi tempi – dichiara l’ex assessore ai lavori pubblici – i rapporti si erano incrinati per scelte politiche non condivise. E poi le continue decisioni bulgare assunte dal duo Pagano-Auricchio che non ho condiviso, non ultime –rincara la dose De Simone- i lavori di sistemazione della pavimentazione di corso Leonardo Da Vinci affidate alle solite aziende che da tempo operano con sistematicità sul nostro territorio. Se a tutte queste scelte, che ritengo di mera opportunità propagandistica, si aggiunge anche la scelta di Stefano Pagano come candidato sindaco di Forza Italia allora i margini del dialogo si azzerano automaticamente”. Cosa intende dire di opportunità propagandistica? “ Che determinati lavori sono stati accantonati per renderli utili in campagna elettorale. Mi riferisco ai lavori del Campo sportivo, alla città del fanciullo, alla tendostruttura del plesso Boccia al Mauro ed alla sistemazione della rete stradale. Operazioni certosine che hanno il chiaro intento di lavare la faccia a chi negli ultimi mesi ha fatto il bello ed il cattivo tempo sulle spalle dei cittadini. Vedrete come si sprecheranno le inaugurazioni tra aprile e maggio. Basta vedere i disagi che si arrecano ai cittadini in questi ultimi giorni per capire che lavori approvati qualche settimana addietro vengono strumentalizzati per meri ritorni di propaganda elettorale. Avevo inviato una mail certificata agli uffici preposti per cercare di capire il perché di questi lavori alla rete stradale nel periodo pasquale che creano disagi ai commercianti ed ai cittadini e l’immediata sospensione delle opere…la risposta è stata perentoria con la revoca della mia delega ad assessore ai lavori pubblici. Una scelta- conclude De Simone -  che accetto con serenità perché ritengo di avere semplicemente operato nell’interesse dei cittadini che a quanto pare non interessano né al sindaco Auricchio, né al suo vice Pagano”.  

Blitz della Guardia di Finanza questa mattina nell'area vesuviana. Le Fiamme Gialle hanno controllato un opificio per la produzione di camicie, polo, giubbini e accessori con marchi falsi, come Burberry, Adidas, Fred Perry, K-way, Blauer, Harmont&Blaine, Dsquared e Ralph Lauren. Al termine dei controlli la fabbrica è stato posta sotto sequestrato dalla Guardia di Finanza a San Giuseppe Vesuviano.
L'attività di prevenzione per il contrasto delle attività illecite ha portato la Gdf  a sequestrare a Napoli un deposito clandestino di articoli di pelletteria con 15.000 borse da viaggio con il falso marchio Armani e, in due ditte di spedizioni, due plichi con 102 orologi con i falsi marchi Rolex e IWC.

Se anche i carabinieri diventano banditi...

Giovedì, 26 Marzo 2015 01:07

C'è una storia che viene dal Vesuviano e che ci obbliga ad una riflessione. Quello che è accaduto oggi alle falde del Vesuvio ha dell'incredibile e lascia attoniti. I più increduli saranno sicuramente i loro stessi colleghi, quelli con i quali ogni giorno rischiano la vita per strada al fine di contrastare il crimine. Claudio Vitale 41 anni di Cercola e Iacopo Nicchetto 34 anni di Chioggia entrambi effettivi al battaglione Carabinieri di Mestre oggi hanno dimenticato il senso del dover che contraddistingue un carabiniere. Oggi hanno deciso di passare dall'altra parte e di vestire i panni dei malviventi. Così hanno pianificato una licenza ordinaria entrambi e sono partiti da Mestre per venire a rapinar un supermercato ad Ottaviano proprio nell'ora di punta . È iniziata alle 13 infatti, la giornata di follia di questi infedeli servitori dello Stato che hanno causato la morte del titolare del supermercato un 28 enne, Pasquale Prisco ed il ferimento di altre 8 persone. Un far west in cui non è mancato niente dall'inseguimento sulla statale 268 dei due "carabinieri malviventi" da parte dei titolari del supermercato, allo speronamento dell'auto sulla quale i carabinieri scappavano, alla fuga durata poco in ambulanza. Alla fine dietro si lasciano un morto di 28 anni una decina di feriti e sopratutto l'aver tradito il giuramento prestato verso gli italiani che per ora gli è costato l'immediata sospensione dal servizio. Cosa ha spinto questi due carabinieri a compiere un gesto così inconsueto e violento? Perchè macchiare in questo modo la Benemerita da sempre punto di riferimento per i cittadini? Cosa si cela dietro tanta violenza ed efferatezza? Sono tutte domande alle quali gli inquirenti cercheranno di dare una risposta.  

Una pattuglia del nono reggimento Alpini di L'Aquila impegnata nell'operazione "Strade Sicure" a Napoli ieri, durante un servizio di pattugliamento e controllo, nella centralissima Piazza Garibaldi ha notato un uomo che tentava di sottrarre una borsa ad una passante. I militari sono prontamente intervenuti in soccorso della persona e ad immobilizzare il malintenzionato che successivamente è stato consegnato alle forze di polizia.

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