"Bisogna ridare dignità al territorio attraverso una bonifica totale delle periferie, senza perder altro tempo- è perentorio nel suo intervento il senatore Domenico Auricchio - nel suo appello lanciato agli amministratori terzignesi dai microfoni di Italiamia. L'ex primo cittadino di Terzigno rivolgendosi poi all'attuale sindaco Francesco Ranieri ha dichiarato:" io sono a sua completa disposizione per avviare un percorso comune, in sinergia affinché si possa liberare definitivamente il nostro territorio dai rifiuti accumulati nelle periferie che sono, in molti casi, frutto della lavorazione del tessile". Nell'intervista televisiva (che andrà in onda questa sera alle 21.30 su Italiamia canale 274) il senator Auricchio punta l'indice anche contro la Sogesid spa (società in house del ministero dell'ambiente) rea a detta del parlamentare di aver speso poco per le bonifiche del territorio, appena 1,2 milioni di euro e tanto per le consulenza circa 3,5 milioni di euro". Argomenti importanti che verranno trattati questa sera alle 21.30 durante la trasmissione Terra Mia, condotta da Genny Galantuomo nella quale saranno ospiti il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri -che preannuncerà l'avvio della bonifica di Cava Ranieri- e l'avvocato Mariarosaria Esposito dell'associazione " Di terra e di fuoco"- che ha recentemente condotto uno studio sull'incidenza sul territorio delle malattie correlate alla presenza dei rifiuti.

Pubblicato in Locale

Le dichiarazioni del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca dopo l'approvazione di due delibere sul piano rifiuti e sul programma di eliminazione delle ecoballe riaccendono un focolaio mai estinto: la possibilità di aprire una nuova discarica entro il 2019 in un'ex cava, per la realizzazione della quale sono stati stanziati 30 milioni di euro. Per De Luca c'è la necessità di collocare in qualche fosso il 20-30% delle ecoballe inertizzate con le quali "si potranno ricomporre le ferite delle cave", le montagne tagliate - a mò di plastilina o didò - e realizzare dei parchi. La solita tiritera. Dichiarazione che devono in un certo senso allarmare i terzignesi: considerato che lo sversamento dei liquami di Vasca al Pianillo in pineta non sembra aver destato la stessa indignazione di "chi di dovere" rispetto ai filmati che documentavano il fattaccio e preso atto che la denuncia di alcuni ambientalisti (che tali sono rimasti) è stata bollata come "sciacallaggio".... c'è tutto fuorchè da stare tranquilli. Si spera che l'opinione del fronte civico terzignese non sia cambiata nel tempo per delle ragioni che seguono la politica: al di fuori di un pugno di "duri e puri", infatti, il coro di proteste per la gestione tutt'altro che straordinaria dell'emergenza incendio non è stato unanime e un'affezione crescente verso il pensiero deluchiano, che vuole far passare il rifiuto come accettabile, "inertizzato", potrebbe avere effetti disastrosi. Poniamo le mani avanti quando si tratta del nostro terrotorio, non per piangeria, ma per dignità avendo vissuto, nel recente passato, una tragedia ambientale di proporzioni immani.  La storia del rifiuto "pulito" la ricorderanno bene quei cittadini attivi (ivi compreso il sottoscritto), membri di comitati e associazioni che si ritrovarono ad annusare la FOS da barattoli di vetro presentata come se fosse una crema di cacao senza olio di palma: prodotto rispedito al mittente. Chi è garante del nuovo corso, del cambiamento, si opponga non alla libera circolazione delle informazioni e alle denunce degli ambientalisti ma fin da subito e con decisione a uno spettro che si rimaterializza, quello della megadiscarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, prendendo una posizione netta: c'è una ragione, forse, per la quale certe cose non andassero bene prima e vanno bene adesso? Manteniamo alta l'allerta ogni volta che la parola "discarica" fa il paio con "cava". I veri sciacalli non sono mai sazi di allungare le grinfie sul territorio e pedissequamente cercano un varco per dargli il colpo di grazia.

Pubblicato in Attualità

Brucia sulla pelle dei cittadini vesuviano e degli agricoltori che hanno visto distruggere il proprio patrimonio curato per anni, ed il giorno dopo la domanda da porsi è lecita: cosa resta adesso? Solo rabbia e tanto dolore. Allo stato attuale sono circa venticinque ettari di macchia vesuviana che sono andati in fumo. Le fiamme hanno invaso uno dei luoghi più belli del Parco, la Valle dell’Inferno. Un luogo simbolo di straordinaria bellezza. Adesso non è ancora il momento di puntare il dito verso chi ha responsabilità in merito, ma troppe sono le domande che i cittadini vesuviani si pongono alle quali non riescono a dare risposta. Atteso che il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri, ha confermato che come amministratore aveva opportunamente avvertito chi di dovere della situazione che si stava creando già nella giornata di sabato scorso. Ecco allora che le domande sorgono spontanee. Perché allora la situazione non è stata monitorata? Perché chi ha la tutela del controllo del territorio non ha fatto prevenzione? La previsione del pericolo costituisce un’utile indicazione per pianificare le operazioni di allerta e di controllo degli incendi e soprattutto per la scelta del più idoneo metodo di estinzione. Come si fa prevenzione? La prevenzione parte dalla pulizia del sottobosco, in questo caso a chi compete? In presenza poi dell’incendio è palese che si doveva ridurre la combustibilità. Allora chi per primo ha operato perché non ha potuto ridurre la biomassa combustibile? Altra situazione a cui non riesce a dare risposte è perché all’apertura della campagna antincendio, iniziata il 15 giugno, nessuno ha previsto all’interno del Parco dei viali o strisce tagliafuoco? Perché nessuno ha previsto all’inizio dell’incendio dei bacini idrici da cui approvvigionarsi? Dopo la denuncia dell’utilizzo delle acque di Vasca Pianillo documentata dal nostro Francesco Servino, perché si era scaricata acqua contaminata e putrida all’interno del Parco, sono state allestite poi delle vasche all’interno del campo sportivo del Comune di Terzigno, alimentate, da allacci alla rete idrica realizzati dalla Gori cui gli elicotteri e il Drago 69 attingono costantemente. All’esterno del campo sportivo è stata realizzata anche una mini sala operativa, delimitata da nastro, ma non sarebbe stato opportuno montare delle tende e creare un centro di collegamento con le forze operanti sul terreno, avere così costantemente un quadro chiaro della situazione? Per adesso sono solo delle domande che i vesuviani si pongono speranzosi che alla fine qualcuno possa rispondere, perché questa situazione ha ferito l’orgoglio di chi ama il proprio territorio auspicando che il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, che in questi giorni abbiamo visto molto stanco e stremato possa quanto prima invitare i vertici istituzionali compreso, il ministro dell’Ambiente Galletti a costatare il danno che ha subito il nostro territorio. Domande lecite alle quali speriamo qualcuno possa dare presto risposte.

Pubblicato in Attualità

È dal tempo  dei romani che il vino alle falde del Vesuvio è omaggiato e coltivato come un nettare prezioso. Non a caso la vicina Pompei,  già prima della catastrofica  eruzione del 79 a.c. si sfruttavano proprio le campagne vesuviane per coltivare e produrre un eccellente vino per la nobiltà romana. E proprio il vino è stato, per tanti anni, l'elemento di traino della economia vesuviana,  a Terzigno,  in particolar modo, si produceva un vino che a fine ottocento a Vienna venne etichettato come miglior vino del mondo. Sulle tracce di quei riconoscimenti e nel tentativo di rinverdire una passione per la viticoltura ormai sopita, da stasera proprio a Terzigno parte la rassegna "Vino Vivendo" una serie di appuntamenti enogastronomici organizzati presso la storica residenza Villa Eugenia. Un percorso tra piatti tipici della tradizione vesuviana che saranno rigorosamente accompagnati dai selezionati vini prodotti sulle pendici del Vesuvio dall'azienda locale Villa Dora. "Abbiamo sempre guardato alla tradizione ed alla cultura con particolare interesse -dichiara la Signora Cinzia Casillo proprietaria della location- è nel nostro credo promuovere e valorizzare il territorio attraverso le proprie eccellenze, il vino su tutti ovviamente. Stasera parte la rassegna che ha una sua peculiarità accomunare arti e passioni il trinomio musica, arte e spettacolo riteniamo sia quello vincente. Per i prossimi giovedì di giugno e luglio seguiranno una serie di eventi culturali che accompagneranno i nostri ospiti nelle degustazioni di vini pregiati e pietanze raffinate." Ad inaugurare la serata il comico romano Mario Bianchi che porterà in scena le sue esilaranti gag e parodie che lo stanno facendo apprezzare al grande pubblico. I prossimi appuntamenti fissati per il 30 giugno e 14 luglio vedranno esibirsi rispettivamente il comico Gerardo Amarante e lo scrittore cantastorie Amedeo Colella. 

Pubblicato in Attualità

Come recuperare e valorizzare il patrimonio archeologico vesuviano? Ne parliamo questa sera a "Terra Mia" la trasmissione di promozione della cultura e della storia vesuviana che riparte dopo la breve sosta primaverile. Nella nuova edizione saranno diverse le novità nel talk show più amato dai vesuviani. La puntata di questa sera ha tra gli ospiti il Prof. Gennaro Barbato esperto archeologo del territorio ed il giornalista Francesco Servino noto per le sue campagne a difesa dell'ambiente e del patrimonio naturalistico dell'area vesuviana. Nella seconda parte del programma Antonella Bianco intervista lo scrittore Tonino Scala autore di un bellissimo libro ambientato proprio nell'area vesuviana.  Il programma sarà ,come sempre,  arricchito dalle incursioni poetiche del regista Mario Grazio Balzano. Novità in assoluto lo studio di registrazione che è stato realizzato all'interno della redazione del nostro giornale. La regia è curata da Pasquale Stanziano coadiuvato dal reporter Giacomo Acunzo. L'appuntamento,  quindi per questa sera alle ore 21:40 su Italia Mia canale 274 in Campania e 187 nel Lazio. 

 

Pubblicato in Attualità

Anche dalle falde del Vesuvio si alza forte l’applauso e l’ammirazione per l’incredibile impresa del Leicester di Claudio Ranieri, capace di trionfare in Premier con una squadra “normalissima” ed un budget molto ridotto. Miracolo di un allenatore saggio, ultrasessantenne, scaricato in anticipo dal calcio e dalla critica sportiva italiana. Ma, al contrario, Claudio Ranieri ha sempre saputo mantenere un saldo ed affettuoso rapporto con i tanti tifosi che da sempre lo seguono. E tutta Terzigno, sportiva e non, dopo aver condiviso con trepidazione, ma sempre con intensa partecipazione, la fantastica e vittoriosa galoppata  dei “Foxes”, può ora pienamente esultare per la clamorosa impresa di un suo figlio adottivo. Ed anche brindare con un esclusivo rosso doc del Vesuvio.Si, perché Claudio Ranieri resta sempre un “figlio” di Terzigno. In virtù della cittadinanza onoraria conferitagli nel 1992. Tuttto nacque da un’idea di Nino De Falco, indimenticato giornalista e poi sindaco del centro vesuviano. Una sera d’autunno, tiepida e serena, De Falco riuscì a far arrivare a Terzigno Claudio Ranieri, allenatore del Napoli, ed, in simbiosi con i massimi amministratori locali, offrire al tecnico del Testaccio la cittadinanza onoraria di Terzigno, anche in nome della numerosissima colonia dei “Ranieri” ivi residenti. La Campania, per inciso, era ed è la seconda regione italiana ad annoverare la maggior presenza di “Ranieri” sul proprio territorio. La manifestazione ebbe luogo nella vecchia sede de “L’Archeo”, in via Diaz, in una sala traboccante di folla entusiasta, che trasudava amore ed amicizia vera per l’allenatore romano. Nell’occasione Nino De Falco fu spalleggiato dal fidato collega Diego Macellaro, da Biagio Franza (La Gazzetta dello Sport) e Guido Prestisimone (Il Mattino). Macellaro, facendo leva sulle sue conoscenze linguistiche e sportive, delineò prima il significato e la secolare persistenza del cognome “Ranieri “ in Italia, partendo da Perugia (970), e, attraverso il Lazio e la Toscana, scendere sempre più al Sud, radicandosi principalmente in Puglia e Campania. Per  precisare, poi, l’origine del cognome, che si forma sul germanico “Raganhar” (consiglio, senno, avvedutezza) ed “Hari” (esercito), per un complessivo, quasi profetico “Nomen/Omen”, ovvero: “Colui che è sagace nel guidare l’esercito”. Poi Macellaro tracciò tutto l’itinerario sportivo di Ranieri, partendo dalla Primavera della Roma fino all’avventura con il Napoli. Un lungo revival fatto di ricordi, aneddoti e gustosi retroscena, che fecero spesso sorridere e sciogliere l’emotivo Claudio, coinvolgendolo sempre più in questo itinerario rievocativo attraente e stuzzicante. Guido Prestisimone diede nel suo intervento una lettura tattico-sociologica sull’avvento di Ranieri alla guida del Napoli, sottolineando le sue idee innovative sul gioco e la capacità dei giocatori azzurri nel recepire e nell’assecondare i dettami dell’allenatore e come questi, pur da romano, fosse stato subito accolto con incredibile, totale partecipazione e dedizione. Claudio Ranieri, all’epoca con un folto cespuglio di capelli corvini ed un fisico scattante e saldamente svettante, impressionato e commosso dalla corale accoglienza e sorpreso anche dalla precisione e dalla erudizione degli interventi, quasi con le lacrime agli occhi, volle ringraziare tutti per l’incredibile e “magica” serata trascorsa a Terzigno, dicendosi onorato della cittadinanza ricevuta ed assicurando che mai avrebbe potuto dimenticare simili emozioni. Portando Terzigno e la sua gente sempre nel cuore. Grande Claudio, noi per te abbiamo tifato, sofferto ed infine gioito e brindato, ma tu, nel recente trionfo, ti sei ricordato di noi? Dei tuoi appassionati ed entusiasti “concittadini”?... 

(Nella foto l'allora tecnico del Napoli Claudio Ranieri nei locali dell'Archeo seduto al centro tra Diego Macellaro a sinistra e Nino De Falco a destra)

(ENZO TORRE)

Pubblicato in Sports

Continua il nostro viaggio sul territorio e incontriamo oggi l’assessore Rosalba Boccia, coniugata e madre di due bambini. Una donna curiosa che ascolta musica e con una certa passione per il buon cibo. Allora assessore che cosa significa amministrare il tuo paese? Sicuramente un onere e onore. E’ un impegno che credo nella possibilità e nella necessità di contribuire al cambiamento di una città che mi ha visto nascere e crescere. Amministrare il proprio paese significa prima di tutto conoscerne le esigenze che io stessa vivo da cittadina. In un momento politico così complesso come quello che viviamo, dove tagli e imprevisti sono all’ordine del giorno, richiede una gestione attenta ai bilanci soprattutto attraverso scelte che non precludano lo sviluppo e che non perda di vista le fasce più deboli come i giovani e gli anziani. Inoltre dobbiamo predisporre il nostro paese anche alla possibilità di crescita sia economica sia sociale avendo una visione d’insieme in cui i bisogni delle singole categorie non limitino lo sviluppo collettivo. Lo faccio per la tanta gente che attraverso il voto ha riposto in me una speranza di cambiamento. Il mio impegno è far sì che i nostri figli non vadano via per mancanza di opportunità. Rosalba Boccia a chi deve dire grazie dopo il 14 giugno? A tutte quelle persone che mi hanno sostenuto e che hanno creduto in me, alla mia famiglia, a mio marito che mi aiuta a gestire la famiglia in un ruolo complesso come quello di madre, moglie, lavoratrice e politico. Un grazie va sicuramente a loro. Non da ultimo al sindaco che ha riposto in me la fiducia assegnandomi deleghe impegnative.Che cosa rappresenta Terzigno per te? E’ la mia casa, il posto, dove sono andata a scuola, i miei ricordi più belli e felici dell’infanzia sono collegati a ogni pietra, ogni stradina, ogni angolo o scorcio di questo paese. Rappresenta tutta la mia vita nel bene e nel male, anche quando mi sposto, Terzigno resta sempre la mia unica casa. Le deleghe ricevute sono di primissimo piano, quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine? Sicuramente investire nella delega che dal mio punto di vista è quella più “sentita” ovvero le politiche giovanili, poi sicuramente ci sono l’area PIP e la regolamentazione del mercato, che daranno una spinta all’economia del paese.Particolare attenzione è rivolta anche allo sport, infatti, grazie alla collaborazione con il CONI abbiamo intrapreso diverse iniziative, sicuramente la più importante è stata quella di garantire a più di cinquanta famiglie bisognose la possibilità di accedere auna disciplina sportiva in modo gratuito. Non da meno è l’attenzione dedicata alle politiche agricole, poiché insieme al comune di San Giuseppe Vesuviano stiamo lavorando alla costituzione del GAL. Ci sarebbe da dire, ma forse la risposta è sentiamoci tra un anno e valutiamo quello che sono riuscita a fare e cosa posso ancora dare per questo paese. Noi ce la stiamo mettendo tutta.Non ha certo ereditato un bel patrimonio, da dove bisogna ripartire? Noi stiamo spingendo a mano una macchina amministrativa senza carburante. La situazione nazionale di certo non permette lo sforo della legge di stabilità, ma ci rendiamo conto che non siamo da soli, i cittadini ci sostengono anche partecipando in modo attivo alla rinascita del paese mediante la realizzazione di manifestazioni e momenti di aggregazione. Si sente una nuova aria e Terzigno, anche se a piccoli passi stiamo ripartendo. Terzigno si aspetta un cambiamento, una trasformazione che allo stato attuale ancora non è avvenuta, colpa tutta della passata amministrazione? Le trasformazioni delle città non sono così repentine come uno spera. Noi siamo partiti da una situazione non semplice, lo sapevamo, abbiamo le capacità e la voglia per riuscire a cambiare questo paese. Lei è stata assessore con Auricchio e ora è ripartita con Ranieri, quali differenze e il perché della scelta di condividere il progetto del cambiamento? Due stili completamente diversi di gestire la cosa pubblica. Con Auricchio mi sentivo sola, ho amministrato per meno di un anno e a fine mandato. Con Ranieri abbiamo condiviso un progetto a origine, insomma siamo un gruppo compatto che si è prefissato degli obiettivi e che ogni giorno collabora per realizzarli. Oggi mi sento più nel mio ruolo che qualche anno fa, lo ammetto. Credo che questo si veda anche dall’esterno e dal numero delle iniziative intraprese in questo percorso amministrativo. Il nostro paese non ha un teatro, un cinema, né tantomeno luoghi di aggregazione, l’amministrazione cosa sta pensando e cosa intende fare? Come le dicevo prima cambiare, modificare una città non è cosa da poco. Ci sono tanti, troppi progetti arenati, vuoi per mancanza di fondi, vuoi per una burocrazia che in una zona come quella del Parco Vesuvio pesa sulla gestione, vuoi per tutta una serie di circostanze che hanno a che fare anche con amministrazioni precedenti che creano la situazione attuale. Una delle prime opere completate è sicuramente l’area ex macello ed è nostro interesse trovare una gestione efficiente che non pesi sulle casse comunali. Abbiamo avviato le procedure per sbloccare il palazzetto dello sport in località Boccia al Mauro e dello stadio comunale. Con i soldi delle compensazioni ambientali, contiamo di realizzare la bonifica dell’area adiacente alle scuole medie, realizzandovi un anfiteatro.  Questione stadio. Sarà un domani un campo da calcio o potrebbe essere un anfiteatro all’aperto e si risolvono diverse problematiche, spostando tutto su una zona periferica e facendo vivere un’altra parte del paese? Sicuramente una struttura come quella non può e non deve essere relegata a una sola funzione, ovviamente nei limiti della tollerabilità della struttura stessa, cose che non deturpino la sua natura, insomma. L’assenza dei parchi giochi o un’area verde fattibile per i bambini, o recuperare delle zone esistenti è nel programma di quest’amministrazione? Non crede che siano delle priorità per la popolazione?  Sicuramente sì e fanno parte del piano comunale. Alcuni dei terreni individuati dal PUC sono ancora di proprietà privata. Un esproprio per pubblica utilità o una gestione pubblico/privata non è cosa semplice e immediata ma non è una delle tante direzioni in cui non stiamo guardando.  Come mi vedo da qui ai prossimi cinque anni? Sicuramente ancora mamma, moglie e politico, ma spero in una Terzigno migliore.

 

Pubblicato in Locale

Gli incontri quindicinali continuano sul territorio vesuviano e incontriamo Gaetano Miranda, segretario PD della sezione di Terzigno. Un giovane che ama lo sport, in particolare il calcio e che ha una forte attrazione verso il mondo della politica. Iniziamo subito: Qual è il tuo rapporto con la politica? "Nonostante me rappresenti un hobby, il mio rapporto con lei è viscerale. La passione è forte, tengo parecchio a quello che faccio, e di recente sto, con un nutrito gruppo di amici, cercando di dare un respiro più ampio alla nostra azione". Per ben governare una squadra amministrativa da chi dovrebbe essere composta? "Diciamo che amministrare un paese non è mai facile, ancor di più se si parla di un paese come Terzigno che presenta tante criticità; ma penso che la parola “chiave” quando s’immagina una squadra di governo sia COMPETENZA, non immagini quindi persone ma capacità e conoscenze da mettere al servizio del nostro paese". Descrivimi la Terzigno dell’era Auricchio e la Terzigno della nuova amministrazione Ranieri. "L'era Auricchio è stata, credo, una delle peggiori in assoluto, perlomeno una delle peggiori di cui io abbia memoria, e penso che tutti la ricordino per le stesse cose: tasse, discarica e assenza di servizi offerti alla cittadinanza.

Per quanto riguarda l'era Ranieri credo sia difficile tracciare una linea di confine ben definita, e ciò perché questa nuova amministrazione governa da poco, da neanche un anno, e ha ricevuto una pesante eredità. Credo che un bilancio più accurato del suo lavoro si possa fare a metà mandato".

La tua posizione politica?  "Segretario del PD Terzigno e vice-segretario provinciale GD". In campagna elettorale c’è stato un po’ di confusione poi alla fine avete appoggiato il candidato sindaco Aquino, che cosa era successo? "In quel frangente ci sono state delle divergenze sul modus operandi da adottare per affrontare la scorsa tornata elettorale". Da cittadino come vedi Terzigno e qual è a tuo vedere il futuro della cittadina vesuviana? "Oggi Terzigno è un paese in forte difficoltà, che non riesce a sfruttare e a valorizzare le proprie risorse tanto meno riesce a offrire servizi efficienti ai propri cittadini, purtroppo sembra non riuscire a uscire da questo pantano. In prospettiva futura è difficile fare previsioni, certo che se si continua su questa falsa riga, non potranno che essere fosche". Forum dei Giovani, che ne pensi di questo gruppo? "Sono molto bravi e hanno lavorato molto bene per essere in carica da solo un anno hanno fatto davvero tanto, ad esempio quest'estate hanno organizzato una serie di eventi che hanno fatto sì che Terzigno diventasse luogo d’incontro e ritrovo di molti ragazzi, non solo di Terzigno, diverse giornate della prevenzione, vari eventi sportivi, sostenuto la campagna ' io lo faccio', si sono occupati perfino della questione liceo". Il rapporto dei giovani verso la politica. "Purtroppo è sempre un rapporto molto difficile, è difficile far avvicinare i giovani alla politica, sono sempre molto diffidenti, la percepiscono sempre come una cosa lontana dalle loro vite o come una cosa sporca, purtroppo nel loro rapporto con la politica viene prepotentemente fuori quella che è la crisi dei partiti e della democrazia rappresentativa". Quali sono secondo te, i tre problemi principali che devono essere affrontati nel nostro territorio? "Secondo me non sono enumerabili, perché sono davvero tanti; ma pensando ai problemi del paese In primis mi viene sempre in mente quello della bonifica del territorio, ci sono ancora troppi versamenti abusivi, la mancanza di un presidio sanitario, la viabilità è indecente lo stato in cui versa le nostre strade, poi il problema liceo, il pessimo stato in cui versa la pineta etc." Traccia, la tua mappa degli sprechi nel comune vesuviano? "A parte di tanti sprechi di natura economia credo che lo spreco più grande sia quello della mancata valorizzazione delle energie migliori di questo paese, ci sono troppi miei coetanei in gamba che sono costretti ad andare via dal nostro paese per il bassissimo livello di vivibilità, per la mancanza di strutture che offrano un'adeguata istruzione, per la mancanza di luoghi di ritrovo e confronto. A questo direi che si possa aggiungere il mancato sfruttamento di quelle che potrebbero essere vere e proprie risorse come la pineta o i reperti archeologici rinvenuti su tutto il territorio". Il domani di Gaetano Miranda quale sarà? "Il mio domani è ancora '' in fase di costruzione '', ma le idee e gli obiettivi da perseguire sono tanti". Il tuo sogno nel cassetto? "Sogno sicuramente una Terzigno migliore, in cui poter vivere tranquillamente con la mia famiglia". Ringraziando il segretario Miranda gli fissiamo appuntamento ai prossimi eventi organizzati nel comune di Terzigno.

Pubblicato in Locale

Il nostro viaggio sul territorio vesuviano continua. Facciamo una lunga chiacchierata con il consigliere di minoranza Concetta Ambrosio, conosciuta da tutti come Tina, eletta nel partito di Forza Italia con 226 voti. All’età di ventiquattro anni ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza all’Università di Napoli “Federico II”, e in seguito ha frequentato un Master di II livello all’Università di Roma “Tor Vergata” specializzandosi in Diritto Tributario. Nubile e con la passione per i viaggi, la sua città preferita è New York. Tra i suoi hobbies preferiti la lettura e la fotografia. Allora avvocato partiamo subito:

Donna e politica, un binomio che stenta a decollare nell’Italia meridionale, perché? "La difficoltà del decollo del binomio donna-politica nasce da una serie di ragioni; innanzitutto risiede nella mentalità ancora molto radicata nell’Italia meridionale che la donna debba essere relegata al solo ruolo di madre e casalinga. Come giovane donna libera professionista, ho dovuto spesso confrontarmi con una reale diffidenza degli altri nel dimostrare di avere competenze anche in campi relegati in genere agli uomini. E’ vero anche che la difficoltà delle donne di valore di farsi apprezzare, dipende anche da una società che oggi non valorizza il merito, ma troppo spesso, la segnalazione di turno, tanto da aver ingenerato una convinzione comune che l’impegno non è apprezzato ed è più facile raggiungere gli obiettivi attraverso la rete del clientelismo. Troppo spesso si è portati a credere che le donne ricoprano qualche carica per effetto riflesso degli uomini che le hanno scelte". Perché l’avvocato Tina Ambrosio è scesa in campo? "Il mio impegno politico vuole essere una testimonianza di chi, con serietà e impegno crede che si possa invertire quest’atavica mentalità di relegare alle donne ruoli minori e dimostrare anzi, che le donne spesso, oltre a presentarsi molto preparate sulle questioni cui s’interessano, hanno un radicato senso del dovere e del rispetto delle istituzioni, oltre ad avere delle capacità organizzative notevoli, considerata la necessità, di dover essere oltre che lavoratrici, professionisti, anche mogli, compagne e madri. Ho tante idee e tanti progetti che vorrei realizzare per la mia città, spinta dal fatto che oggi più che mai la politica, affetta com’è da “andro-gerontocrazia”, ha bisogno di rinnovarsi: ha bisogno che sempre più giovani e più donne consapevoli si avvicinino a essa. Guardo alla politica con il senso della “polis”, inteso come spazio comune dove si confrontano e si costruiscono strategie per il futuro: spero vivamente di dare un contributo forte alla mia città e ai miei concittadini." Come ti dividi fra vita privata e politica? "Vivendo intensamente, ho modo di dedicare tanto anche ai miei familiari, che restano il mio motore di energia e il mio impulso". Nei banchi dell’opposizione ci sono due donne, ci si fa guerra o si stringe alleanza per il bene del paese? "Nei banchi dell’opposizione siedono anche uomini, e alcuna differenza vi è tra le comuni intese che sempre si trovano nell’interesse della città, sia si sono uomini, sia si sono donne." Quali sono le tue “battaglie” che adesso stai portando avanti? "In questo periodo mi sto battendo per temi a me molto cari come la violenza sulle donne; sono stata promotrice di uno sportello anti-violenza per il quale a brevissimo organizzerò un convegno informativo, e per il progetto “Amore Inviolato”, che porterà nelle scuole della cittadina terzignese temi che andranno dall’omofobia al bullismo, passando per le discriminazioni inerenti ad alcune forme di disabilità (autismo, dislessia, sindrome di Down) e fino alla violenza sulle donne. Una delle mie priorità è l’economia del paese, che ritengo il fulcro dell’evoluzione e del miglioramento dello stesso, per cui mi sto battendo per l’organizzazione del nuovo mercato-settimanale nell’area dismessa da Ferrovie dello Stato, area già ottenuta in locazione con contratto di locazione dall’Amministrazione Pagano. Ho diffidato inoltre più volte l’amministrazione di maggioranza a evitare i controlli a tappeto della GESET, i cui operatori, pur avendo a disposizione strumenti alternativi, si stanno adoperando con metri-laser, per rilevare le misure". La politica per una donna è una scelta di vita, cosa speri che si possa cambiare nel nostro paese? "La politica può arrivare a togliere aria e spazio alla vita privata. E quando le donne la scelgono, non rinunciando a essere compagne, madri, mogli e a essere inserite nella quotidianità, lo fanno sapendo che è una scelta difficile, fatta di rinunce, di tempo rubato ai figli, di notti in bianco per recuperare il tempo che di giorno manca. Con la consapevolezza di dover superare i pregiudizi e dovendo purtroppo essere mediamente più brave di un uomo nello stesso incarico di responsabilità. È ora che l’Italia riparti contando sull’esperienza di uomini e di donne di spessore, che hanno dimostrato onestà politica nel fare politica e da quanti hanno idee e voglia di fare". Nel panorama nazionale a chi t’ispiri? "Non ho nessun ideale in particolare nel panorama nazionale; apprezzo la capacità di fare politica di alcune donne, le capacità imprenditoriali di altre e l’impegno sociale di tantissime altre donne. Stimo altresì la capacità di mamme e mogli impegnate attivamente in politica e nelle professioni". Come giudichi l’operato delle tue colleghe di maggioranza che hanno degli assessorati di rilievo? "Ho avuto modo di condividere qualche progetto con un assessore donna, con la quale sono in aperto dialogo; conosco in maniera piuttosto marginale le altre". Che cosa vorrà fare “domani” l’avv. Ambrosio? "Politicamente impegnandomi affinché siano rimossi gli ostacoli a qualsiasi realizzazione professionale delle donne, facendo in modo che le giovani donne che verranno dopo di me avranno come riconosciuto dei diritti che oggi sono ancora delle speranze. Personalmente, spero di realizzare tutti i miei desideri di donna". La costituzione del nuovo partito politico “ Terzigno verso il futuro” che obiettivi ha? “Terzigno verso il Futuro” è un gruppo, nato dalla volontà di partecipare più attivamente alla politica del paese, e che ha interesse di coinvolgere tutti e di essere interlocutore “privilegiato” per accogliere le richieste della cittadinanza terzignese". Il tuo sogno nel cassetto? "Avviare un’azienda vinicola, così da valorizzare il vino prodotto dall’uva terzignese e portarlo ad altissimi livelli, fondendo innovazione e tradizione, perché la mia famiglia, produce vino da diverse generazioni, seppur non destinato al commercio. Mi batterò per la bonifica di tutti i terreni inquinati terzignesi". Il tuo rapporto con i cittadini?  "Ottimo. Sento fortemente la loro stima e sento quotidianamente che mi sono vicini, perché come me sentono la necessità di un cambiamento".  Ringrazio di cuore l’avvocato per il tempo concesso con la promessa che in futuro faremo un punto di situazione su ciò che è stato fatto e sugli obiettivi futuri. L’avvocato ci lascia con una frase rappresentativa di Oscar Wilde “la crescente influenza delle donne é, l’unica cosa rassicurante nella nostra vita politica”.  

Pubblicato in Locale

Agostino Casillo è il nuovo presidente del Parco Nazionale del Vesuvio.Sarà quindi il giovane manager sangiuseppese a sostituire il prof. Ugo Leone, commissario dell’Ente Parco dal lontano dicembre del 2013. Chi è Agostino Casillo? Proviene dalla città del commercio, trentatré anni e una laurea in scienze politiche e un master in progettazione, da sempre impegnato nel campo delle energie rinnovabili. Il suo nome è stato scelto dal governatore De Luca dopo che quest’ultimo ha ascoltato il parere del capogruppo in consiglio regionale del PD, Mario Casillo. Per la nomina manca ancora qualche cavillo burocratico da ultimare, manca, infatti, la ratifica delle commissioni Ambiente della Camera e del Senato, ma il suo nome potrebbe essere annunciato ufficialmente fra qualche giorno. Continua così l’escalation per questo giovane che nella passata tornata elettorale è stato fra i principali oppositori dell’attuale primo cittadino sangiuseppese Vincenzo Catapano. Dopo l’avvenuta ufficialità si tufferà in questa nuova avventura, dove ci saranno da gestire diverse problematiche: dal rapporto con i tredici comuni che compongono il Parco, dalle esigenze rappresentate dalle associazioni per salvaguardare il turismo e dai casi spinosi dei versamenti illegali con la famosa discarica sita proprio nel Parco e soprattutto cercare di contrastare il cemento selvaggio.

Pubblicato in Locale
Pagina 2 di 6