Venerdì, 11 Gennaio 2019 07:41

Vesuvio, è boom di visitatori

Aumentano le presenze turistiche nel Parco Nazionale del Vesuvio: sfiorati i settecentomila turisti al “Gran Cono del Vesuvio” nel 2018 con un incremento del 9,2%, ovvero 55 mila turisti in più rispetto al 2017 - questi i dati diffusi dall'Ente Parco Nazionale del Vesuvio presieduto da Agostino Casillo-. Nel corso del 2018 si sono registrate 665.945 presenze sul sentiero N°5 del Parco Nazionale del Vesuvio con un incremento del 9,2%, oltre i 55 mila turisti in più rispetto al 2017 quando gli ingressi erano stati 610.305.

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Sullo sfondo il Vesuvio che erutta lava, che diffonde paura, morte e terrore. Le grida strazianti di chi cercava la salvezza sembrano riecheggiare e poi, il silenzio tombale. Non è la proiezione di Pompeii il film del 2014 diretto da Paul W. S. Anderson e con protagonisti Kit Harington, Emily Browning, Kiefer Sutherland e Jared Harris che si ispirò proprio all’eruzione del 79.a.c. ma è la voce di Mariograzio Balzano a tenere gli astanti con il fiato sospeso. L’attore e regista partenopeo è tra gli ospiti della festa della musica e recita i versi di Gaio Plinio Cecilio detto il Giovane. Mariograzio Balzano recita i versi in lingua napoletana (su tradizione dello scrittore Carlo Avvisati). La suspense cala sulla piazza, il pubblico è colpito dall’interpretazione viscerale di Balzano c’è chi spalanca gli occhi ed ammira e si lascia trasportare in questo viaggio nel tempo con un pathos. Ed è uno spettacolo nello spettacolo del sincronismo tra parole ed immagini che scorrono violente sullo sfondo. La parola finisce in simultanea con il video. Dalla piazza si leva fragoroso un applauso quasi liberatorio ad interrompere quell’atmosfera surreale creata ad arte della magistrale interpretazione di Mariograzio Balzano. Un tripudio di complimenti ed un velo di emozione traspare sul viso di Carlo Avvisati, lo scrittore che con amorevole passione ha napoletanizzato i versi di Plinio il Giovane.

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Prendete un tecnico radiologo in pensione mettetelo di fronte ad un abile elettricista entrambi con la passione per il vino buono, fategli aprire le loro bottiglie e vi accorgerete che anche il perbenismo cede il passo al cospetto dell’orgoglio contadino. Antonio Annunziata e Giuseppe Datura sono due terzignesi doc, si conoscono da una vita e si fanno i complimenti a vicenda per come producono il vino. Entrambi portano avanti una mai sopita tradizione di famiglia nella quale credono come se la vendemmia e la pigiatura fossero un rito religioso con tanto di rigoroso protocollo da seguire. Li abbiamo intervistati per la prima puntata autunnale di Terra Mia che andrá in onda stasera alle 21.40 su Italiamia canale 274 e durante l’intervista tra un ricordo ed un aneddoto della vendemmi degli anni 60 è emerso l’orgoglio tipico vesuviano alla classica battuta :” chistu vino comm o faccio io nun o sai ffá tu”. Una puntata frizzante e ricca di notizie legate alle tecniche di vendemmia e produzione artigianale del Vino vesuviano. Nella seconda parte del programma il debutto del faceboker Daniele Ciniglio ed i suoi esilaranti clip estratti dal sequel “La mia ruotine” storie divertenti di vita vissuta.

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Brucia sulla pelle dei cittadini vesuviano e degli agricoltori che hanno visto distruggere il proprio patrimonio curato per anni, ed il giorno dopo la domanda da porsi è lecita: cosa resta adesso? Solo rabbia e tanto dolore. Allo stato attuale sono circa venticinque ettari di macchia vesuviana che sono andati in fumo. Le fiamme hanno invaso uno dei luoghi più belli del Parco, la Valle dell’Inferno. Un luogo simbolo di straordinaria bellezza. Adesso non è ancora il momento di puntare il dito verso chi ha responsabilità in merito, ma troppe sono le domande che i cittadini vesuviani si pongono alle quali non riescono a dare risposta. Atteso che il primo cittadino di Terzigno, Francesco Ranieri, ha confermato che come amministratore aveva opportunamente avvertito chi di dovere della situazione che si stava creando già nella giornata di sabato scorso. Ecco allora che le domande sorgono spontanee. Perché allora la situazione non è stata monitorata? Perché chi ha la tutela del controllo del territorio non ha fatto prevenzione? La previsione del pericolo costituisce un’utile indicazione per pianificare le operazioni di allerta e di controllo degli incendi e soprattutto per la scelta del più idoneo metodo di estinzione. Come si fa prevenzione? La prevenzione parte dalla pulizia del sottobosco, in questo caso a chi compete? In presenza poi dell’incendio è palese che si doveva ridurre la combustibilità. Allora chi per primo ha operato perché non ha potuto ridurre la biomassa combustibile? Altra situazione a cui non riesce a dare risposte è perché all’apertura della campagna antincendio, iniziata il 15 giugno, nessuno ha previsto all’interno del Parco dei viali o strisce tagliafuoco? Perché nessuno ha previsto all’inizio dell’incendio dei bacini idrici da cui approvvigionarsi? Dopo la denuncia dell’utilizzo delle acque di Vasca Pianillo documentata dal nostro Francesco Servino, perché si era scaricata acqua contaminata e putrida all’interno del Parco, sono state allestite poi delle vasche all’interno del campo sportivo del Comune di Terzigno, alimentate, da allacci alla rete idrica realizzati dalla Gori cui gli elicotteri e il Drago 69 attingono costantemente. All’esterno del campo sportivo è stata realizzata anche una mini sala operativa, delimitata da nastro, ma non sarebbe stato opportuno montare delle tende e creare un centro di collegamento con le forze operanti sul terreno, avere così costantemente un quadro chiaro della situazione? Per adesso sono solo delle domande che i vesuviani si pongono speranzosi che alla fine qualcuno possa rispondere, perché questa situazione ha ferito l’orgoglio di chi ama il proprio territorio auspicando che il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, che in questi giorni abbiamo visto molto stanco e stremato possa quanto prima invitare i vertici istituzionali compreso, il ministro dell’Ambiente Galletti a costatare il danno che ha subito il nostro territorio. Domande lecite alle quali speriamo qualcuno possa dare presto risposte.

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Questo mese incontriamo un imprenditore con l’obiettivo di dare un forte contributo per il rilancio del nostro territorio: Salvatore Carillo. Amministratore dell’azienda Centro Ingrosso Jolly con due sedi operative, una nella nostra amata città e un’altra localizzata nella zona industriale di Salerno. Felicemente sposato con la signora Carmela ed è il papà di due bambini: Antonio e Angela. Segno zodiacale: Ariete. Crede nei segni e dal segno già si evince il carattere di una persona. Ha bisogno di agire e di organizzare, una persona originale che rifiuta di essere dominato da altri. Ha inoltre la costante necessità di nuovi traguardi e di nuove idee. Questo giovane imprenditore, e consigliere di maggioranza della giunta Ranieri, crede fortemente nel suo paese, crede fortemente nelle risorse di questo territorio, crede fortemente al rilancio, quel rilancio che può passare soprattutto per il Parco Nazionale del Vesuvio dopo l’avvento della nomina a presidente di Agostino Casillo. Che cosa ha rappresentato per te il dopo 14 giugno dell’anno scorso? "Che data! La mia vita è cambiata soprattutto per le nuove responsabilità che mi sono assunto nei confronti di chi ha creduto in me e di chi non mi riteneva all’altezza. Ho a cuore le sorti questo paese dei nostri concittadini e farò in modo che non li deluderò mai, andando oltre ogni sforzo". Ci sono delle personalità politiche, anche del passato, che hai come esempio e come punto di riferimento? "Devo premettere che non seguivo assiduamente la politica prima di questa esperienza. Se devo citare uno dei personaggi politici che mi ha sempre affascinato, non posso non dirti il nome dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una figura politica di spicco con innumerevoli capacità imprenditoriali". Il tuo rapporto con i cittadini? "Mi confronto quotidianamente con i nostri concittadini. E’ dura, troppe persone sfiduciate. Il mio obiettivo è in primis di rasserenarli, chiediamo ancora un po’ di tempo, la situazione ereditata non è delle migliori, soprattutto dal punto di vista organizzativo". E’ trascorso un anno e la macchina sta iniziando a camminare, bisogna avere fiducia, passo dopo passo riusciremo a risollevare le sorti della nostra Terzigno. Ci si lamenta sovente della disaffezione dei giovani rispetto alla politica. Adesso in consiglio comunale ci sono, forse, troppi giovani “ contro” i navigati politici dell’opposizione, cose pensate prima delle sedute? Vero. Troppi giovani in consiglio comunale e diversi sono al loro primo mandato elettorale. Personalmente sono un ragazzo umile, uno che dice tranquillamente che imparerà e che non ha la presunzione di dire “io so”, quella risposta non porta a risultati. In campagna elettorale ho sempre sostenuto il motto che Salvatore Carillo ha voglia di fare e non di dire". A chi stai supportando, in termini di assessorati, in questo mandato? "Cerco di collaborare con tutti gli assessori, ma è palese che abbia un rapporto speciale con Vincenzo Ranieri, collega di tante battaglie associative, un imprenditore di spessore che ama il territorio quanto me. La nostra sfida più importante è quella di creare opportunità per tanti imprenditori che come noi hanno ancora voglia di investire nel nostro territorio. Investire nel territorio significa opportunità di lavoro e non promettere posti di lavoro. Il lavoro nobilita l’uomo e l’uomo di conseguenza nobilita la terra in cui vive". Quali sono le problematiche di cui intendi farti carico e per le quali vorresti trovare una soluzione? "Le problematiche che attanagliano Terzigno sono tante, ma prima bisogna partire dalla testa dei nostri cittadini, far comprendere l’importanza del senso civico, far comprendere e amare la propria terra favorirebbero un rilancio per il territorio. Amare ciò che abbiamo e non deturpare". Gli obiettivi del consigliere Carillo? "Due, sono gli obiettivi che mi sono prefissato e che vorrei raggiungere prima della fine del mio mandato elettorale. Il primo è la valorizzazione di via Salvatore Emblema, la porta d’accesso del Parco, una delle più belle dei tredici comuni che fanno parte del Parco. L’amministrazione Ranieri e il sottoscritto hanno tanta fiducia nel presidente del Parco, Casillo. Confrontarsi con chi vede al di là, significa confrontarsi con persone intelligenti che hanno a cuore le sorti di un territorio fin troppo martoriato da troppo tempo. Con il suo avvento c’è aria nuova, adesso finalmente ci può essere un vento di speranza. Con l’Ente Parco e sotto la supervisione del Presidente Casillo, l’amministrazione Ranieri sta lavorando per dei progetti per realizzare un polo attrattivo non soltanto per Terzigno ma anche e soprattutto per i paesi limitrofi. La nostra speranza è la rivalutazione dell’area troppo spesso soggetta a scarichi abusivi. Pensare che Terzigno come estensione è quasi al 70% nel Parco e che fino a questo momento non è stato mai realizzato qualche progetto valido la dica lunga sui rapporti esistenti negli anni passati. Deve nascere questa sinergia - puntualizza Carillo- anche perché sono cambiati gli uomini al comando, i cittadini vesuviani devono godere delle bellezze del posto e andare fieri di ciò che si ha. Il secondo obiettivo è il progetto PIP, piano insediamento produttivo. In campagna elettorale ho potuto costatare con mano le esigenze che hanno gli imprenditori locali che operano sul nostro territorio. Spazi inadeguati che limitano lo sviluppo dell’azienda, tanti imprenditori costretti a delocalizzare le proprie attività produttive impoverendo sempre più il territorio, questo non deve accadere. Il PIP è un progetto di circa 500000 mila metri quadrati sul quale quest’amministrazione sta lavorando". Come descrivi questo primo anno dell’amministrazione Ranieri? "Sono un imprenditore e sono abituato a risolvere i problemi senza temporeggiare, senza girarci intorno. C’è voluto un anno per capire che non sono nella mia azienda, il comune è una macchina, tutti i tasselli devono andare nella giusta direzione, bene, in questo primo anno abbiamo lavorato su questo, adesso siamo pronti a scendere in pista per gareggiare. Regalando risultati per il cittadino, la vittoria non deve mai essere individuale ma di gruppo e chi deve vincere, è Terzigno. Una speranza che vuoi regalare ai cittadini? "Più che una speranza ai nostri cittadini voglio ricordare quando i nostri nonni dormivano con cinque, sei figli in una casa a cupola e si dividevano il bagno e il forno. Con questa cosa voglio dire? Voglio fare un appello affinché si ritrovino di nuovo quei valori di una volta, quel rispetto che la società moderna sembra non voler accettare. Rispetto per tutto non solo per le persone fisiche, ma per tutto ciò che ci circonda". Dopo questa bella chiacchierata fatta con Salvatore Carillo, gli concordiamo appuntamento fra tre mesi per sapere cosa è stato fatto e a che punto sono i progetti per risollevare le sorti della nostra cara e amata Terzigno.

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L'arte dei pizzaioli napoletani quale bene immateriale da elevare a patrimonio dell'Unesco, sarà questo il tema della puntata di questa sera di Terra Mia la trasmissione in onda su Italiamia sul canale 274. Ospiti in studio saranno l'Istruttore della Nazionale dei pizzaioli nonché campione mondiale Antonio Bencivenga ed il giornalista di Vesuvio live Francesco Pipitone. Durante la puntata andremo alla scoperta delle migliori pizzerie vesuviane che si sono contraddistinte per la peculiarità dei propri prodotti, oltre alla pizza margherita per la quale sarà intervistata la pizzaiola Pina della Pizzeria Margherita di San Giuseppe Vesuviano, sarà possibile apprezzare il panuozzo prodotto dal pizzaiolo Raffaele della Pizz e Core di Poggiomarino ed il mitico diavoletto curato da Giuseppe Pepe della Pizzeria TuttoPepe di Terzigno. La puntata sarà come sempre allietata dalla voce narrante di Mariograzio Balzano e sarà condotta in studio da Genny Galantuomo e Mirella D'Ambrosio

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Il 5 giugno 1995 a tutela di uno dei più importanti vulcani presenti in Europa fu istituito il Parco Nazionale del Vesuvio. Furono presentati progetti di rilievo per preservare le bellezze presenti nell’area indicata, bellezze di natura storica, geologica e biologica. Questa enorme distesa di verde ospitava ben 612 specie vegetali e 227 specie animali. Terzigno poi, è uno dei comuni su cui si sviluppa l’intero Parco. Da studi fatti, nel parco dovrebbero essere presenti (condizionale d’obbligo e poi capirete il perché) endemismi come il lichene Stereocaulon vesuvianum che si stabilisce sulle lave raffreddate. Questa rarità colora di grigio le lave facendogli assumere riflessi argentati visibili durante le notti di luna piena. Sulle colate più antiche sono presenti la valeriana rossa, l’artemisia e l’elicriso.La fauna è formata da mammiferi come la volpe, la donnola, la lepre, il moscardino e il topo quercino, e da uccelli come la poiana, il gheppio, il falco di palude, il gruccione e lo sparviero. Questi sono solo alcune di specie presenti sul versante vesuviano. Quella che preme prettamente allo scrittore è la zona, denominata: la Pineta di Terzigno. Un sentiero posto a quota 245 m s.l.m., sul versante del Monte Somma, ha una lunghezza di 1.200 metri e si sviluppa in un bosco di Pinus pinea su lave di epoca storica. Sentieri da preservare, sentieri che se curati portino turisti per poterli far percorrere quegli itinerari tanti cari al C.A.I. Sarà per debolezza lavorativa, ma la montagna bisogna amarla, così come bisogna amara la propria terra. Ricordo perfettamente i primi periodi dalla costituzione del Parco, la rigidità e il controllo che gli operatori del Corpo Forestale e non, eseguivano in quelle zone. Fu realizzato per le persone con disabilità motoria un camminamento di legno che presentava punti di sosta attrezzati e furono create aree per manovrare la carrozzina, oggi tutto questo non esiste più, non esiste più per mancanza di amore da parte dell’uomo, furono rubate e/o incendiate quei tratti di legno, furono rubati anche i chiodi. Furono costruite per persone con disabilità visiva, gli ipovedenti e i sordo ciechi, un camminamento delimitato da una staccionata con corrimano in corda lungo il quale è stato inserito sfere di legno o nodi che davano indicazione della presenza di un cartello informativo. Le corde statiche furono rubate dopo poco tempo, che vergogna! C’era un cartello sul quale c’era scritto “Per far vivere un’emozione in natura” fu realizzato un giardino dei colori e dei profumi con specie della macchia a ginestra. Per supportare l’integrazione sociale fu realizzato in adiacenza a un’area gioco attrezzata. Oggi, quel che resta dell’area attrezzata per i bambini, dove sempre l’uomo cerca di rubare tutto ciò che può. A nulla serve che sono state installate dalla nuova amministrazione delle telecamere per combattere il sacchetto selvaggio, nel caso della Piana Tonda diversi sacchi di scarti tessili sono stati versati. A nulla vale l’ottimo lavoro dei caschi bianchi che con controlli frequenti sono presenti nell’area, l’uomo cerca sempre di essere intelligente, come se non appartenesse tutto ciò. Non valgono più gli appelli, non serve nulla se quella pineta che tutti ci invidiano diventa di sera il luogo ideale della movida terzignese per mangiare pizza e bere birra, a nulla vale che sono stati installati diversi contenitori per la raccolta della spazzatura. L’uomo non vuole cambiare, non accetta il cambiamento, non vuole che possiamo avere verde, un verde che tutti ci invidiano e allora cosa resta da fare? Non so, ma adesso mi rivolgo a tutte quelle persone che amano come me il nostro paese, la natura e hanno ancora un briciolo di civiltà. Denunciamo il tutto, con foto e con segnalazioni alle autorità competenti, la pineta è nostra, il parco è nostro e non di questi incivili.

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Dopo le dichiarazioni al programma “Uno Mattina” il primo cittadino Francesco Ranieri ha recentemente ribadito  l’esigenza di schierare anche l’esercito sul territorio vesuviano per combattere lo sversamento illegale dei rifiuti tessili al prefetto di Napoli, dott.ssa Maria Gerarda Pantalone. Una vera e propria task force, ideata dall’amministrazione comunale, per contrastare l’abbandono del sacchetto selvaggio. Nelle ultime ore la zona periferica a confine  il territorio di Boscoreale è stata invasa da numerosi cumuli di sacchi neri all'interno dei quali vi è materiale di scarto tessile. Le dichiarazioni  da parte del primo cittadino fanno seguito alla recente richiesta inoltrata pubblicamente  anche al sottosegretario alla Difesa, dott. Gioacchino Alfano, nell’incontro tenutosi presso la Sala Consiliare del Comune di Terzigno. L’esigenza di avere anche il personale con le stellette garantirebbe maggiore protezione e controllo  sul territorio. L’ambiente è stato uno dei temi caldi affrontati in campagna elettorale dal sindaco Ranieri, si è battuto da subito per proteggere la salute pubblica e per garantire la sicurezza ai suoi cittadini. Bisogna ora, soltanto attendere le decisioni che arriveranno da Napoli.  Sull'argomento è intervenuto anche il presidente del consiglio comunale Giuseppe De Simone:" aspettiamo con fiducia l'arrivo dell'Esercito sul nostro territorio affinché si possano contrastare i sempre più frequenti reati conto l'ambiente. Nel contempo auspichiamo in una fattiva collaborazione anche da parte della comunità cinese che dalle nostre parti operan nella filiera tessile".

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"Il Vesuvio è uno dei vulcani più monitorati al mondo, dorme ed è al primo livello di attenzione, ovvero, in quiescenza - a dichiararlo è il direttore dell'osservatorio vesuviano Prof. Giuseppe De Natale intervistato ieri sera durante il programma 'Terra Mia' in onda su Italiamia- nelle ultime settimane - ha puntualizzato De Natale - sono dovuto intervenire con un comunicato stampa per calmare tante persone insospettite da notizie diffuse tramite blog e siti web rivelatesi del tutto prive di ogni fondamento, addirittura - ha precisato l'esperto vulcanologo- si era messa in correlazione l'attività dei Campi Flegrei con quella del Vesuvio, cosa del tutto infondata sia dal punto di vista giornalistico che scientifico. Preciso che l'ultimo evento sismico apprezzabile di origine vesuviana lo abbiamo registrato nel 1999. Pur conoscendo la pericolosità del Vesuvio e la sua storia che ci obbliga a pensare ad una eruzione che prima o poi potrebbe verificarsi, siamo convinti di poter stimare una eventuale eruzione del Vesuvio con un congruo anticipo tale da permettere una adeguata evacuazione della popolazione della zona rossa. Già nel marzo del 1944 il mio predecessore Imbò lanciò l'allarme prima dell'eruzione durante il periodo bellico pur non avendo a disposizione gli attuali strumenti. Il nostro è uno degli osservatori di vulcanologia  più evoluto al mondo in attività già ai tempi di Ferdinando II di Borbone". Un messaggio chiaro che ieri sera il prof. De Natale ha lanciato ai cittadini vesuviani. La trasmissione condotta da Francesco Gravetti e da Genny Galantuomo è stata  seguita con molta attenzione nell'area vesuviana. Molto apprezzati sono stati gli interventi del sindaco di Terzigno Francesco Ranieri, del coordinatore della Rete dei comitati vesuviani Franco Matrone e dell'esperto nella gestione dei disastri Cesare Augusto Zaccaria. La trasmissione sarà replicata sia  domani mattina che giovedì alle 07:45 sempre su Italiamia (Visibile sul canale 274 in Campania e 187 nel Lazio).

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La comunità del Parco nazionale del Vesuvio ha votato all’unanimità un documento di sostegno alla candidatura della città di Ercolano a Capitale della Cultura per il prossimo anno. Lo rende noto il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che della comunità del Parco è presidente.  

“L’investitura di Ercolano a capitale della Cultura sarebbe una vittoria di tutto il territorio e di tutti i Comuni che fanno parte del Parco nazionale del Vesuvio. L’area protetta può riservare una serie di opportunità e la candidatura di Ercolano, in questo senso, è un esempio concreto. Facciamo tutti il tifo per Ercolano”, spiega Luca Capasso. 

 

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