Terzigno, la scalata al "Palo di Sapone", tra credenza popolare e tradizione In evidenza

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Si rinnova l'appuntamento con la tradizione alle falde del Vesuvio con il "palo di sapone". Si è svolta ieri, in occasione del lunedì di pasquetta, la fatidica scalata al palo della cuccagna: un gioco antico, secondo gli anziani che rievoca una vecchia tradizione vesuviana molto in voga sin dagli anni cinquanta che, puntualmente, veniva riproposta in concomitanza dei festeggiamenti in onore di Santa Brigida. Santa di origine svedese venerata a Terzigno,  nella cappella posta proprio lungo la strada panoramica zabatta nel Parco del Vesuvio. Proprio per fermare l'avanzata della lava del 1944 , la storiografia locale riporta di un momento di intensa preghiera nella primavera di quell'anno ai piedi della statua della Santa a cui i fedeli chiesero il miracolo di fermare l'avanzata della lava vulcanica minacciosa nei confronti delle loro abitazioni. La tradizione si lega a questo gioco del palo di sapone e si intreccia, indissolubilmente,  con la fede ed  alla devozione per Santa Brigida. Secondo altri invece la classica "scalata al palo" non a caso ricade in primavera per rievocare, oltre la venerazione per la Santa (aldilà della goliardia), il buon auspicio per raccolti abbondanti dagli alberi di frutto che, prima della cementificazione selvaggia, abbondavano ai piedi del Vesuvio. Dopo un periodo di disaffezione in cui il "palo di sapone" venne cancellato dal calendario degli eventi tradizionali vesuviani, sei anni fa un gruppo di nostalgici ed appassionati volle rispolverare questa antica passione. E così, grazie anche alla disponibilità dei titolari dello Sweet Caffè, da oltre un lustro questo evento rivive ed è atteso da fedeli ed appassionati. Ieri si è svolta la sesta edizione del palo di sapone. Protagonisti sono stati quattro abili arrampicatori che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie prime di raggiungere la cima del palo insaponato (alto 9 metri) e raccogliere il premio. La scalata alla cima è stata tentata per oltre 40 minuti da Gaetano Prisco (veterano dell'evento), Vincenzo Buondonno, Luigi Caldarelli e Salvatore Iaccarino. Alla fine tutti i premi in natura sono stati raccolti tra due ali festanti di persone accorse numerose per ammirare la scalata al palio di sapone, a testimonianza che certe tradizioni qualora rinverdite, attirano ancora l'interesse di tanti.