Papa Francesco a Pompei, gioia e lacrime tra i fedeli In evidenza

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Sono le 07.54 quando sul display del cellulare compare il messaggio “è atterrato”. Inizia da qui la visita di Papa Francesco a Pompei, ma la nostra giornata per la verità, era iniziata molto prima per arrivare in orario nella città mariana. Partiamo alle 5.40 dalle falde del Vesuvio e non appena imbocchiamo la via Nolana ci imbattiamo nel primo blocco. I vigili urbani selezionano auto autorizzate, tante persone si avviano a piedi verso il Santuario. Superato il primo controllo, ne affrontiamo un altro, a poche centinaia di metri dalla chiesa di San Salvatore. Ancora una volta i vigili urbani a fare da selezionatori. Lasciamo l’auto e ci avviamo ad entrare nel santuario. Stavolta il controllo è accurato, minuzioso: metal detector alla mano i poliziotti ci ispezionano borse e zaini nei quali naturalmente poniamo solo i ferri del mestiere, la potente Nikon e i mega obiettivi del fotografo Raffaele il mio pc con qualche cavetto multifunzione, nulla più. Superato il varco, ci separiamo il fotografo Raffaele (alla sua prima uscita per “il Vesuviano”) si avvia nell’area di atterraggio dell’elicottero papalino (non vogliamo perdere l’occasione per immortalare Sua Santità al suo primo approccio con la città mariana) mentre io vengo invitato ad entrare nel Santuario. C’è  già tanta gente nonostante l’orario, una delle tante addette alla sorveglianza legge la scritta sul mio badge “stampa” e mi inviata a prendere posto nell’area riservata ai giornalisti e fotografi accreditati. L’attesa è lunga, sono appena le sei e dieci in tanti si chiedono come sarà vedere il Papa da vicino. Bambini assonnati vengono strappati dalle madri dal caldo delle coperte per assistere all’evento. Per una benedizione del Papa vale una levataccia e qualche sacrificio e poi, per questo Papa così amato, forse ancor di più di Giovanni Paolo II, si fa questo ed altro- sorride una signora al proprio figlioletto-  mentre il vescovo di Pompei inizia a recitare il rosario con i tanti fedeli che prendono posto tra i banchi. C’è l’area riservata agli ospiti, ai malati, agli anziani ed ai bisognosi. Gli androni laterali del Santuario vengono lasciati liberi e vuoti. Penso che sia un peccato viste le tante persone fuori…ma i protocolli della sicurezza sono inflessibili e ce ne siamo accorti stamattina. Inizia l’attesa lenta tra un mistero e l’altro a stento si riesce a tenere il capo chino, la bellezza del luogo spinge in tanti a mirare lo splendore della cupola e le immagini sacre dipinte dall’Arzuffi. Prendono posto le autorità: il sindaco di Pompei, visibilmente emozionato, mentre gli addetti alla sicurezza (tantissimi) iniziano a distribuire opuscoli per il momento di preghiera che il Santo Padre farà dinnanzi al quadro della Beata Vergine. Sono le 7.30 il Vescovo di Pompei Tommaso Caputo, benché sia ancora in corso la recita del rosario, lascia la sua postazione accompagnato dal primo cittadino di Pompei. E’ il segnale che l’elicottero che accompagnerà il Papa è prossimo all’atterraggio. E così sarà. Alle 07.54 l’atterraggio avviene nel piazzale esterno alle spalle del Santuario. Iniziano a partire i flash dei fotografi, dalla folla si alza il primo grido quando la sagoma bianca di Papa Francesco compare dall’elicottero: “W il Papa” ed un applauso caloroso accompagna la papa mobile (stavolta in verde militare) fino alla piazza del Santuario dove ad attenderlo ci sono migliaia di persone. Dopo il rituale percorso in jeep, Papa Francesco entra nel Santuario. L’emozione è tanta e chiunque sia in questo posto per scrivere o scattare foto ha un attimo di esitazione, l’emozione si percepisce negli sguardi smarriti di tanti. L’immagine di quest’uomo emana suggestione, purezza, gioia. Si sente la grandezza di una figura carismatica che sta cambiando il verso della Chiesa cattolica e del mondo. E’ sorridente come sempre Sua Santità si lascia abbracciare, stringere la mano ed accoglie i bambini tra le proprie braccia, proprio come nel credo cristiano, si avvicina lentamente all’altare, ma prima di salire i tre gradini trova ancora il tempo di stringere le mani a delle persone anziane posizionate sulla sua sinistra. Finalmente, arriva il momento atteso ed auspicato da tanti: pregare insieme al Papa dinnanzi all’immagine della Madonna di Pompei. La “piccola supplica” che il Papa recita con i fedeli è breve ma intensa. Commuove, la semplicità di quest’uomo semplice e predicatore. Si vedono tanti occhi lucidi e speranzosi, tanti malati in carrozzina affidano alle intenzioni del Santo Padre le proprie speranze: “…a te ci affidiamo, Madre di misericordia: ottienici il perdono di Dio, aiutaci a costruire un mondo secondo il tuo cuore. O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci annoda a Dio, catena d’amore che ci fa fratelli, noi non ti lasceremo mai più. Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono, stella del nostro cammino…” Parole di valore assoluto recitate dal Papa al cospetto del quadro sacro della Beata Vergine. E poi un saluto ai presenti. Ancora strette di mano ed un dono per la Madonna, un rosario di perle e preziosi per adornare l’immagine sacra a perenne ricordo di questa visita. Breve, forse troppo poco il tempo trascorso a Pompei ma Napoli attende Francesco ed allora mentre Bergoglio lascia il Santuario stringendo ancora una volta le tantissime mani levate, si registrano scene più da stadio che da Santuario. Fedeli in piedi sulle panche per rubare un’immagine o per inviare un saluto personale a questo Papa “a portata di mano” in cui, in tanti, rivedono il vero cammino cristiano di sacrifici e carità. Francesco saluta Pompei con una benedizione ai fedeli in piazza pochi minuti dopo il suo arrivo. Era un saluto doveroso da parte del Pontefice al luogo di culto più frequentato in Campania, la sua visita come è stato per quelle dei suoi predecessori, segnerà un momento importante nella storia della cittadina mariana.  Una dolce malinconia parvade gli animi quasi a non volersi privare di quella voce così sicura e capace di infondere gioia con una semplice battuta. La gente lo acclama a voce alta nella speranza che questa visita segni l’inizio della rinascita per tutta la valle di Pompei.   

Ultima modifica il Sabato, 21 Marzo 2015 15:17